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Dic 31

1277 – Malafede o, a scelta, crassa ignoranza comunista sulla “liberazione” di Auschwitz

.
Il campo di concentramento di Auschwitz
non è mai stato liberato dai sovietici,
chi afferma il contraio mente
o è crassamente ignorante,
non ci sono alternative!

Sulla Menzogna della liberazione di Auschwitz il sionismo ha il massimo aiuto nella macchina della disinformazione di massa comunista

Due falsi storici ampiamente diffusi sulla “liberazione” di Auschwitz

Levi primo, ultima zuppa, 18 Gennaio 1945, conferma indiretta dell'evacuazione del campo il 18 Gennaio 1945. Click...

Immagine-1. levi primo, ultima zuppa, 18 Gennaio 1945, conferma indiretta dell’evacuazione del campo il 18 Gennaio 1945. Click…

Citiamo il regista comunista Mario Monicelli…
<<Storie vere, vissute. Non come quelle inventate, non come quella mascalzonata di Benigni in La vita è bella, quando alla fine fa entrare ad Auschwitz un carro armato con la bandiera americana. Quel campo, quel pezzo di Europa lo liberarono i russi, ma… l’Oscar si vince con la bandiera a stelle e strisce, cambiando la realtà. (Mario Monicelli)>> (1)

E’ noto e indiscutibile, ma evidentemente non lo era neppure per il comunista Monicelli, che ii Tedeschi avevano evacuato il campo del complesso concentrazionario di Auschwitz nella notte tra il 17 ed il 18 gennaio 1945, quindi, conseguentemente,… come si sarebbe potuto liberare militarmente un luogo se questo non era presidiato da ben 9 giorni?
Conferma insospettabile di ciò si ha dall’ebreo levi primo, vedere l’Immagine-1.

Precisiamo che non abbiamo pagato, nè pagheremo, per vedere il film di Benigni Roberto, quindi non possiamo confermare che la scena “imputata” si sia pretesamente svolta, come da copione, ad Auschwitz, ma diamo per acquisito questo fatto che è generalmente affermato.
Poco più avanti la stessa fonte scrive…

Immagine-2. Scana dal film "La vita è bella". Click...

Immagine-2. Scana dal film “La vita è bella”. Click…

<<Al contrario infatti di quanto ci fa credere Benigni nella “Vita è bella” facendo entrare ad Auschwitz i carri armati americani, stratagemma eccezionale per vincere l’Oscar, sono le truppe sovietiche a liberare Auschwitz il 27 gennaio del 1945 >>(2)

 

Qui si impongono alcune considerazioni:
a) Si  nota un’alta ciminiera, che fa intuire un forno crematorio. E’ noto anche ai minus habentes che nei campi di Auschwitz I e II il 27 Gennaio 1945 non esistevano più le ciminiere dei forni crematori, che erano stati smantellati.

Nella foto: venezia shlomo,Roberto Benigni, pezzetti marcello, durante le riprese del film.

Immagine-3. I consulenti di Roberto Benigni venezia shlomo e pezzetti marcello, durante le riprese del film. Click…

b) si notano delle montagne immediatamente a ridosso delle costruzioni e ciò contrasta con la realtà, ad Auschwitz c’è solo piatta pianura.
I due consulenti ebrei ingaggiati dal Benigni, venezia shlomo, ex internato, firmatario di un libro di memorie (
vedere qui la demolizione delle sue affermazioni ), e pezzetti marcello

<<storico del Centro di Documentazione ebraica contemporanea (CDEC) di Milano, Direttore della Fondazione del Museo della Shoah di Roma, è membro della Commissione storica della Fondation pour la Mémoire de la Shoah di Parigi, del Consiglio del Centrum Edukacji del Museo di Auschwitz-Birkenau e delegato italiano della Task Force for International Cooperation on Holocaust, Remembrance and Research per la didattica della Shoah in Europa>>(3),

evidentemente, non sono stati ascoltati se hanno cercato (questo non è dato sapere) di rettificare questi due macroscopici svarioni storico architettonici. Ovvio, ripetiamo, se hanno segnalato al Benigni queste incongruenze!
c) Il sito comunista http://proletariaruvo.altervista.org, con eguale crassa ignoranza del Monicelli, ribadisce la liberazione di Auschwitz ad opera dei sovietici!

Commenta l’ebreo vogelmann daniel…

<<Avendo avuto delle illustri e sbandierate collaborazioni, mi immaginavo che dal punto di vista storico-documentario il film fosse pressoché perfetto>>(4)

La frase dell’ebreo vogelmann daniel apre spazi di necessario chiarimento sul lavoro delle  “illustri e sbandierate collaborazioni“, per esempio su che tipo di collaborazioni furono se (sempre dando per acquisito che la scena si svolge ad Auschwitz)

– si lasciò in piedi una demolita ciminiera,
– si mettono montagne dove montagne non ce n’erano
– si fece “liberare” il campo dagli USA
– si accettò che i sovietici liberassero un campo  che non aveva guardiani da 9 (nove) giorni,

Immagine-4. levi primo uscita e rientro campo. Click...

Immagine-4. levi primo uscita e rientro campo. Click…

Immagine-5. Uscita e rientro campo auschwitz, levi primo. Click...

Immagine-5. Uscita e rientro campo auschwitz, levi primo. Click…

campo da cui gli ex-internati uscivano e rientravano a piacimento (vedere l’Immagine-4 e 5 a fianco!) ?
Il film era stato criticato, anche, dal comunista Oliviero Diliberto…”Nel film – ha detto Diliberto – chi è che libera Auschwitz? Gli americani. Ma è un falso clamoroso“…
L’ebrea farkas alessandra ci informa che anche la scrittrice ebrea… <<Isabella Leitner… accusa Benigni di “non avere la piu’ pallida idea di cosa sia l’ amore ad Auschwitz“>> (5)
In ogni dove si trova, nelle persone che hanno visto il film, questo legame col campo di Auschwitz!
In chiusura è corretto riportare una frase del Benigni…”il film non parla di Auschwitz, e infatti intorno al campo ci sono i monti che ad Auschwitz invece non ci sono” (6)
Un pò poco per smentire il coro di chi ha individuato in Auschwitz il campo del film.

Sic stantibus l’affermazione del Benigni…”il film non parla di Auschwitz“, si impongono semplici domande:…
– chi ha messo in giro la voce che l’azione del film si svolge ad Auschwitz?
– sono tutti visionari coloro che hanno parlato di Auschwitz dopo la visione del film?
– la propaganda dei falliti, uomini e regimi che dovevano affrancare l’uomo dallo sfruttamento, si regge, ormai ed esclusivamente, sull’espediente di conclamati falsi storici?
E’ ben vero, quindi ne abbiamo ulteriore conferma, che Auschwitz, come dice l’ex ebreo Gilad Atzmon, è l’ultima barricata, più correttamente espediente della disinformazione, della sinistra di potere in Europa!

Note
1) Fonte: http://proletariaruvo.altervista.org/parlare-non-vuol-dire-comunicare/?doing_wp_cron=1451463343.0747330188751220703125
2) Idem
3) Fonte: http://www.liceoclassicocampanellarc.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=206:incontro-con-marcello-pezzetti&catid=8:notizie&Itemid=101. Su tale pezzetti marcello si veda qui il sonderbehandlung riservatogli dal ricercatore Carlo Mattogno
a- La “scoperta” del “bunker 1″ di Birkenau: vecchie e nuove imposture. Carlo Mattogno analizza pezzetti marcello
b-  pezzetti marcello e picciotto liliana,CDEC (centro documentazione ebraica): “Destinazione Auschwitz”…una favola multimediale
c- Marcello Pezzetti, il “massimo conoscitore di Auschwitz”, commenta la fotografia aerea della RAF del 23 agosto 1944
4) Daniel Vogelmann, http://www.deportati.it/filmografia_documenti/benigni_vogelmann.html
5) Fonte: Corriere della Sera, 10 marzo 1999,pag.37; http://archiviostorico.corriere.it/1999/marzo/10/sopravvissuti_lager_contro_Benigni_co_0_990310341.shtml
6) Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/02/15/diliberto-attacca-oscar-di-benigni.html

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Pubblicato il 31.12. 2015, alle ore 20,35
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