«

»

Dic 05

1252 – Favole olocau$tiche un travaso generazionale di odio, pregiudizio e superstizione

.
PREMESSA  (dissociata dalla presentazione del libro)

Immagine-1. Essi mentono, abitualmente. Click...

Immagine-1. Essi mentono, abitualmente. Click…

Il molto redditizio, anche se inflazionato a dismisura, tema del cosiddetto olocau$to (o $hoah, secondo gli ultimi dettami della esclusivista e discriminatoria moda eletto-sterminazionista) continua a inventariare titoli. Il falso è una prassi, i racconti inventati altrettanto (1), i testi manipolati pure, chiunque può verificare il caso di…
Enric Marco  “falso perseguitato del regime franchista, falso deportato nei campi di concentramento” tedeschi, “falso resistente e ancor più falso eroe di ogni battaglia per la libertà”…
Benjamin Wilkomirski che “racconta la sua esperienza di bambino nei campi di sterminio tedeschi della seconda guerra mondiale” il suo libro “Frammenti”, “pubblicato nel 1995, fu subito accolto con favore della critica e tradotto in tutto il mondo. Peccato che la storia fosse stata più o meno coscientemente inventata dalla fervida immaginazione dell’autore”…
rosenblat herman e sua moglie, preteso sopravvissuto dell’olocau$to che pubblicò un libro di “memorie” risultato falso, dopo aver raggiunto fama e sostegno aperto dalla israel-lobby…
– “Misha Defonseca, autrice di Sopravvivere con i lupi, presentato come la storia vera di una bambina sopravvissuta alla Shoah risultò in seguito anch’esso inventato: Misha portava in realtà un altro nome, Monique, non era una bambina ebrea e non aveva mai attraversato a piedi le foreste dell’Europa orientale durante la guerra, accompagnata e protetta da una muta di lupi, alla ricerca dei genitori deportati nei lager nazisti. Un’invenzione che non ha impedito al libro di essere tradotto in una quindicina di lingue, di vendere milioni di copie nel mondo e di generare un film di un certo successo”.
frank otto diventato, o fatto diventare, co-autore del diario della figlia annalise per un volgare affare di diritti d’autore, $$$$$, in scadenza,
vedere qui.
Questi sono alcuni casi troppo scoperti che non è stato possibile, in nessun modo, coprire.

Immagine-2. Pecore all'abbeverata, favole olocau$to. Click...

Immagine-1bis. Pecore all’abbeverata, favole olocau$to. Click…

Ben altri casi di aperta falsificazione o generatori di grossi dubbi sono sul mercato da decine di anni e le generazioni che si susseguono vengono fatte abbeverare a questi testi; ben conscio, l’articolato sistema dell’usura apolide, che il suo NWO sopravviverà solamente perpetuando l’induzione, la subdola istigazione, alla credenza talebana nella superstizione olocau$tica, detta olocau$tismo, base sulla quale “a fatica” sono sorte le istituzioni attuali.
Fine della Premessa

Presentiamo, a seguire, brevi estratti da un articolo di Giulia Borgese che presenta un ennesimo testo sterminazionista dedicato ai “bambini”…(in blue commenti di Olodogma)

_____________________________________________________________________________________

… Il testo di Frediano Sessi (Ero una bambina ad Auschwitz, ndolo)…(3)

Immagine-2, FT. 19 APRILE 2012 a Kazàn' capitale del Tatarstan Scuola "ORT-Mishpahteynu" commemorazione dei 6.000.000! Click...

Immagine-2, FT. 19 Aprile 2012, Kazàn’ ,Tatarstan. Infezione sterminazionista, Scuola “ORT-Mishpahteynu”, commemorazione dei 6.000.000!  Click…

Raccontare ai bambini è facile …Ben altro è ricostruire per loro la storia di orchi veri e di una cattiveria inimmaginabile… Frediano Sessi, storico della Shoah (4) e specialmente di Auschwitz, [Con una simile presentazione dello storico e maestro consigliamo la dirompente lettura del link alla nota 3a, dedicato a tale “maestro“!] firma del «Corriere della Sera», è un vero maestro che ha pubblicato diverse opere su questi argomenti, anche proprio dedicate ai ragazzi… ci offre un nuovo libro, Ero una bambina ad Auschwitz. L’avvertenza indispensabile è questa: la protagonista, Elissa, è frutto dell’invenzione dell’autore,

[Detta così sul muso è inquietante!
Perchè inventare?
Che senso ha?
Con tutti i NOMI inventariati allo yad vashem…non se ne trova uno giocabile?
Strano! (Consigliamo di leggere attentamente quanto provato sulla inattendibilità degli elenchi ufficiali delle pretese vittime, stilati dal museo dell’olocau$to, yad vashem, di Gerusalemme,
cliccare qui)
Noi siamo essenzialmente malvagi (secondo il pregiudizio dell’ebreo levi primo) e pensiamo male, ma rileviamo come si pensi (erroneamente) che l’espediente dell’invenzione liberi dalla spada di Damocle dell’esiziale analisi revisionista!…sicuramente!]

ma le sue vicende fanno parte della storia degli ebrei — di sei milioni di ebrei — morti per mano delle truppe di Hitler. Elissa ha otto anni nel 1940, quando è costretta a lasciare coi genitori la sua bella casa di Vienna e intraprendere l’orribile viaggio in carro bestiame

[ L’immagine del carro bestiame è certamente efficace nel descrivere il pregiudizio della ferocia tedesca, ma, visto che si favoleggia di fatti fissati come avvenuti nel 1941, è molto più probabile che l’ipotetico viaggio sarebbe avvenuto con normali carrozze passeggeri, come è ampiamente documentato, vedere qui ]

fino al ghetto di Varsavia, dove abiterà in una cantina e comincerà a scrivere il suo diario segreto. Giorno per giorno vi annoterà ogni momento della sua vita, fino alla deportazione nel 1941 al campo di lavoro forzato…

[ Nel 1941 la bambina avrebbe avuto 9 anni, quindi a rigor di logica (sbagliata) sterminazionista il suo destino sarebbe stato, obbligatoriamente, la camera a gas, essendo minore di 14 anni.
Perchè, quindi, le si fa evitare la gasazione?
Uno delle centinania di migliaia di olomiracoli? ]

«Da quando la mamma è entrata nell’infermeria non l’ho più vista».

[Altro punto dolente della favolistica olocau$tica! Per decenni il racconto orrorifico standard è stato improntato sul principio che “i malati finivano direttamente alla camera a gas“,
perchè l’inventata madre della inventata bambina non viene gasata?
Un altro delle centinania di migliaia di olomiracoli?
Eppure la grande raccontatrice ebrea springer elisa ha sentenziato  (
vedere qui) che…

bastava un foruncolo un po’ più infiammato per essere subito portate alle camere a gas

… a noi sembra che un ricovero sia qualcosa in più di un semplice foruncolo più infiammato!
Nei fatti, qui, troviamo una ulteriore conferma sull’assistenza sanitaria prestata agli internati ammalati,
cliccare qui ; mentre una conferma, doppiamente ebraica, ci arriva dagli internati levi primo e de benedetti leonardo, cliccare qui]

Qui il diario finisce, nel 1942…trasferita ad Auschwitz, con poche altre ragazze lavorerà nei campi e nelle stalle che riforniscono le mense dei padroni nazisti.

[L’uso del termine “padroni” riporta immediatamente al linguaggio usato dalla propaganda sovietica del periodo bellico. Decisamente scadente, penosamente vecchio.]

Immagine-4, FT. Camini di stufea Birkenau. Click...

Immagine-3, FT. Camini di stufe a Birkenau. Click…

Ma il cielo sopra di lei è rabbuiato dal fumo che sale dalle ciminiere del campo confinante di Birkenau.

[Non è specificato di quali ciminiere si tratti, naturalmente gli spiriti gentili si autoprecipitano all’immagine dei 6 camini dei forni crematori, ma nulla toglie che il fumo ipotetico provenisse dalle centinaia di stufe di riscaldamento che si trovavano nelle baracche dormitorio degli internati nel campo, testimoniate visivamente dai camini in muratura, ancora ben visibili nell’Immagine-3 del 2009! Perchè no?  ]

Ed è proprio qui che Elissa riuscirà a incontrare per l’ultima volta la mamma

[Quindi la logica dice che la mamma era stata ricoverata in infermeria e qui rimessa in salute, un’ulteriore conferma che lo scopo principale del campo non era lo sterminio, ma altro, quale il lavoro, quindi la conservazione in vita! ]

.Il racconto è preciso,

[Decisamente sconcertante tale definizione! Quale preciso può essere un “racconto” che ha come attore principale un signor nessuno, una dichiarata… invenzione!? ]

le parole sono quelle giuste: non letterarie, ma neppure volutamente infantili. Il risultato è un racconto coinvolgente,

[Ci siamo! In ultimo appare ciò che ci sembra il fine…coinvolgere!  Evidentemente il racconto storico nel senso stretto non coinvolge i giovani, preferiscono la fantasy!]

tale da trascinare il giovane lettore fino all’ultima pagina. Altro che le poche righe dei libri di scuola!(2)

Fermandoci un attimo a riflettere sul tutto… ne esce fuori una sola parola: patetico!

Note
1) Sulle invenzioni spacciate per vita vissuta, quindi testimonianza, riportiamo una, funerea, voce ebraica, sicuramente avversa al revisionismo, citata da Carlo Mattogno:

<< Nel 1998, Valentina Pisanty, in un’opera sul cosiddetto “negazionismo”, si lasciò sfuggire questa magistrale analisi delle testimonianze olocaustiche:

“Spesso gli scrittori intrecciano le proprie osservazioni dirette con frammenti di “sentito dire” la cui diffusione nel lager era capillare. La maggior parte delle inesattezze riscontrabili in questi testi è attribuibile alla confusione che i testimoni fanno tra ciò che hanno visto con i propri occhi e ciò di cui hanno sentito parlare durante il periodo dell’internamento. Con il passare degli anni, poi, alla memoria degli eventi vissuti si aggiunge la lettura di altre opere sull’argomento, con il risultato che le autobiografie stese in tempi più recenti perdono l’immediatezza del ricordo in favore di una visione più coerente e completa del processo di sterminio”.>>

2) Fonte e testo integrale:  http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Date=Today&ID=2015120431888667
3) Tale Frediano Sessi, ”esperto” di Auschwitz
è stato così trattato  da Carlo Mattogno
4) Altri nostri posts su Sessi Frediano
a-– 0932) 29-01-2015 – La “patina di professionalità” di Frediano Sessi, “esperto” di Auschwitz… di Carlo Mattogno
b-– 0924) 25-01-2015 – Frediano Sessi…” mi spiace dirlo, il negazionismo in Europa parla in italiano attraverso gli scritti di Carlo Mattogno
c-– 0923) 25-01-2015 – Frediano Sessi e la piscina di Auschwitz…di Carlo Mattogno

__________________________________Informazioni generali__________________________________
!newsletter, prospettiva,diversa,iscriviti_x sitoN.B.seguito di una  sentenza, a tutela di utenti/sito, dal 2/8/13 i commenti sono chiusi. Sono graditi segnalazioni di errori o malfunzionamenti. In blue testi di Olodogma. Foto, titolo di testa, grassetto, links, colore, sottolineatura, normalmente, non sono parte del testo originale. Per  contattarci: olodogma@gmail.com. QUI  l’Archivio 1,  QUI  l’Archivio 2,QUI l’Archivio 3 di Olodogma. Olodogma è ripreso, in  pagine non ufficiali, su Twitter… e su Facebook. Per non perdere alcun aggiornamento del sito consigliamo l’iscrizione alla nostra “Newsletter”, è sufficiente inserire la propria mail qui sotto e confermare. L’iscrizione può essere auto-cancellata in ogni momento.[wysija_form id=”8″]
Pubblicato il 05.12. 2015, alle ore 13,59
Torna alla PAGINA INIZIALE