«

»

Set 15

1171 – L’olocau$to-$hoah ad Auschwitz? Solo una storia non credibile

.

Immagine 0. Fuori testo. Click...

Immagine 0. Fuori testo. Click…

Legenda: si consiglia il  lettore di aprire immediatamente il link del video (https://www.youtube.com/watch?v=7ule_elaWlU)

[AGGIORNAMENTO: il giorno stesso della pubblicazione di questo post la censura sterminazionista hasbariota, consapevole della estrema pericolosità (per lei) della diffusione popolare della informazione storica, rendeva invisibile, in Italia, il video. Video, comunque, raggiungibile cliccando QUI.]

in una nuova finestra, successivamente di ripartire il monitor in due parti in modo che i si avranno contemporaneamemte in vista il testo del post ed il video. Ciò è necessario per poter avere sottocchio, e gestire, testo e video senza passare da una finestra all’altra.
NB: le immagini contrassegnate con “fuori testo” non provengono dal video, ma sono equivalenti. Il titolo di testa è di Olodogma. Olodogma

______________________________________________________________________________________

Shoah : una storia non credibile

(video di sintesi)

di Vincent Reynouard

AVVISO

Immagine 1. Click...

Immagine 1. Fuori testo. Click…

Vincent Reynouard è la persona che appare in questo video.
Ha già passato nove mesi in prigione, in Francia, per opinioni storiche che espone pubblicamente.
Oggi ha a suo carico tre condanne, sempre per le sue opinioni storiche:
– 1 anno in Belgio
– 2 mesi in Francia
– 1 anno in Francia
Vive ormai in esilio.
Questa persona invita lo storico Georges Bensoussan ad un dibattito leale sulla questione delle “camere a gas”.

 Messaggio a un giovane …

Se ti dico che i nazionalsiocialisti non hanno voluto sterminare gli ebrei e che non hanno costruito camere a gas, mi risponderai “non è possibile, ci sono testimoni, ci sono tutti gli storici che hanno studiato il soggetto”.

Lavori degli storici

Ne convengo. Ma appunto, le testimonianze ed i lavori degli storici, danno la Storia con una grande S. Questa è la Storia che ti propongo di esaminare oggi.  E’ il suo valore che permetterà di giudicare l’affidabilità dei testimoni e la qualità del lavoro degli storici. Cominciamo quindi e ascoltiamo uno storico [min. 1:22 – Georges Bensoussan storico (ebreo) della Shoah]…

Su 1.100.000\1.200.000 si pensa che ci sia stato 1.000.000 di ebrei circa, cioè il 90% delle vittime era ebrea. Ecco perchè si dice, a giusto titolo, che Auschwitz-Birkenau è il principale luogo di uccisione degli ebrei dell’Europa.

Auschwitz…è quindi lì che tutto si conferma o che tutto crolla. Andiamo quindi direttamente nel cuore del cuore.

 Prima parte

Semplici funzionari amministrativi per scegliere il metodo di sterminio !

La scelta dello Zyklon B

Immagine 2. Click...

Immagine 2. Fuori testo. Click…

Al Museo di Auschwitz, vedrai esposte queste scatole (min. 1:54), si tratta di Zyklon B, è il prodotto che i tedeschi avrebbero usato per gasare gli ebrei. Uno storico spiega ai suoi studenti : Lo Zyklon B –vi ho detto ieri- non era fatto per uccidere all’inizio, ma per disinfettare.

Non trovi strano che per massacrare diversi milioni di persone, la scelta sia caduta su un prodotto che in origine non è concepito per uccidere?
Perché alla fine, soprattutto dopo la prima Guerra mondiale, di gas di combattimento, di gas fatti per essere mortali, ce n’erano molti, era quindi sufficiente richiederne all’esercito. Ora, non solo lo Zyklon B non era in origine fatto per uccidere, ma non era prodotto né dall’esercito, né dalle SS, bisognava ordinarlo presso industrie private.
Ci si chiede quindi di credere che per realizzare un gigantesco massacro sotto il sigillo del segreto di stato, si sarebbe scelto un prodotto:
1) che non era fatto per uccidere e
2) che bisognava richiedere a delle industrie private, con tutti i rischi d’indiscrezione e tutte le incertezze di produzione che potevano sopraggiungere.
E’ assurdo!
Quando uno stato decide di massacrare in segreto, prende un prodotto sul quale ha tutto il controllo, dalla fabbricazione alla consegna, non si associa con delle industrie private con tutte le incertezze e i rischi d’indiscrezione che ciò comporta.
Ma allora chi ha scelto lo Zyklon B?

Le autorità del Museo di Auschwitz rispondono (min.03: 21)

Fritzsch il responsabile amministrativo del campo, nell’ambito della ricerca di una tecnica che permettesse lo sterminio massivo degli ebrei, decise di sperimentare il gas Zyklon B, sino allora utilizzato nel campo, come prodotto di dinsinfezione.

Immagine 2. SS-Hauptsturmführer Karl Fritzsch. Click...

Immagine 3. Fuori testo. SS-Hauptsturmführer Karl Fritzsch. Click…

E’ quindi a un responsabile amministrativo del campo, cioè a un semplice funzionario, che incombe la missione di mettere a punto una tecnica di sterminio destinata a massacrare milioni di persone. E questo funzionario decide di utilizzare questo prodotto, certamente tossico, ma senza consultarsi né con medici, né con dei tossicologi.
Ma dove ci troviamo?
In una brutta serie televisa?
Chi può credere che Himmler (presuntamente, ndolo) incaricato da Hitler del massacro degli ebrei, quindi del massacro di un intero popolo, va a dire a un’equipe di funzionari amministrativi: “Su, trovatemi un metodo di sterminio !”
Nuotiamo nel ridicolo!

 La tesi ridicola del massacro improvvisato

Eppure è ciò che la storia ufficiale afferma. Nella sua opera (min.04:32), colui che è considerato come l’esperto numero uno dell’olocausto Raul Hilberg, spiega che la prima camera a gas ad Auschwitz sarebbe stata una vecchia cascina attivamente riconvertita in un locale di morte. Per affermare questo, Raul Hilberg si basa sulle Memorie del primo comandante di Auschwitz, (SS-Obersturmbannführer) Rudolf Hoess [L’analisi dettagliata, di Carlo Mattogno, delle “confessioni di Hoess si trova QUI]. Hoess racconta (min.4:51) che convocato da Himmler, questo gli rivela che Hitler ha ordinato lo sterminio degli ebrei e che Auschwitz è stato scelto per questo. “E’ dunque a lei che incombe questo incarico” Poi dichiara: Dopo la sua conversazione con Eichmann, m’invii subito le piantine dell’installazione prevista.

Per sterminare diversi milioni di persone Himmler si rivolge quindi ad un solo uomo che aveva solo l’equivalente di una terza media, ed è a quest’uomo, la cui esperienza riguardava l’agricoltura ed il mondo carcerario, che domanda di creare un’installazione di morte per un massacro senza precedenti nella storia.
Questa storia è già pazzesca! Ma il seguito lo è ancor di più.

Hoess racconta (min. 5:35):

Facemmo il giro del terreno per scegliere il posto più adatto. Costatammo che la cascina che si trovava nell’angolo nord-ovest del futuro settore III di Birkenau, andava  bene per quello scopo. Si trovava in disparte, era circondata da boschetti e sottoboschi che la proteggevano dagli sguardi indiscreti e non era troppo lontana dalla ferrovia. I corpi dovevano essere disposti sul fondo di fosse lunghe e profonde scavate nel prato adiacente. In quel momento non pensavamo ancora all’incinerazione. Calcolammo che dopo averli resi stagni, si potevano uccidere simultaneamente, nei locali disponibili, con l’aiuto di un gas appropriato, circa 800 persone (…) Eichmann rientrò a Berlino per informare il Reichsführer SS delle nostre conversazioni. Alcuni giorni più tardi, inviavo, attraverso uno speciale messaggero, una piantina esatta del posto e una descrizione dettagliata dell’installazione prevista. Eichmann mi disse un giorno che il Führer era d’accordo.

Ecco cosa Rudolf Hoess propone per sterminare, in segreto, più di un milione di persone : una piccola cascina che verrà sistemata per farne una camera a gas e un campo adiacente dove si scaveranno delle buche per metterci i milioni di morti. E rassicuratevi, il segreto sarà mantenuto perché lo stabile sarà circondato da boschetti e sottoboschi!! Rudolf Hoess invia quindi la piantina a Himmler che dice: ”Ok, va bene, è quello che ci vuole per lo sterminio di diversi milioni di persone”.

Ma siamo in piena pazzia!
E non è l’apertura di una seconda installazione di morte, un’altra piccola cascina che avrebbe cambiato ciò che fu!  Qui, mi risponderai che, molto rapidamente le camere a gas primitive furono trasformate in crematori dal rendimento molto più alto.

[Qui necessita mettere in evidenza e tenere ben a mente che il problema principale non era il preteso assassinio delle persone, bensì lo smaltimento dei cadaveri, ndolo]

 Seconda parte

Una prima menzogna dello storico G. Bensoussan a proposito dei crematori di Birkenau

Ad Auschwitz-Birkenau ti mostreranno il sito dei due più grandi crematori del campo: i crematori II e III; identici l’uno all’altro, contenevano 15 muffole ognuno. E’ lì che diverse centinaia di migliaia persone, 750.000 secondo alcuni, sarebbero state gasate, poi bruciate. A proposito della loro origine, G. Bensoussan dichiara (min. 7:51):

Vi ho detto che c’erano due bunker a Birkenau, il bunker I e il bunker II, erano le camere a gas primitive. Quando si è visto che il “rendimento” non era sufficiente, nel 1942 Himmler ha deciso di far costruire 4 nuove camere a gas e 4 crematori.(min.7:59)

[Sui fantomatici “bunker”, tanto cari e necessari allo sterminazionismo, necessita precisare che NON esiste un solo documento dell’epoca che attesti la presa in carico da parte dell’amministrazione del campo delle due cascine pretesamente trsformate in “camere a gas” omicide, nè del suo utilizzo. Ndolo]

Qui devi ben immaginare la situazione, perché è molto importante.

Secondo la storia ufficiale

(Olo-sterminazionisticamente) Lo sterminio è in qualche modo il sogno di Hitler, ha sempre odiato gli ebrei e il 30 gennaio ‘39 in un discorso largamente diffuso, ha annunciato che in caso di guerra gli ebrei d’Europa sarebbero stati annientati. (min.08:27)

Nel caso in cui la finanza giudeo-internazionale dei paesi europei ed extraeuropei riuscisse ancora a far precipitare le nazioni in una guerra mondiale, questa terminerebbe non con la bolscevizzazione, e quindi con la vittoria del giudaismo, ma con l’annientamento della razza ebraica in Europa.

Quest’annientamento degli ebrei che ci dicono fisico, Hitler lo decide a ottobre o novembre 1941, dicono gli storici.

[Ciò è in aperta contraddizione con le “confessioni” del comandante di Auschwitz, Rudolf Hoess, che avrebbe ricevuto l’ordine dello sterminio ebraico, da Himmler, nell’estate 1941, quindi la decisione di Hitler doveva essere, logicamente, anteriore. Ndolo]

Questo significa – aggiungono- (min.09:00) lo sterminio fisico di 11.000.000 di ebrei. Non è poco! Di questa soluzione finale degli ebrei, il Führer assegna l’organizzazione a Himmler, e secondo le Memorie del comandante di Auschwitz Rudolf Hoess, Himmler sceglie questo campo per essere il luogo del massacro.
La conclusione di tutto questo?
E’ semplice, quando nel luglio del 1942, non soddisfatto del rendimento delle due camere a gas primitive con le loro fosse, Himmler ordina la costruzione di 4 camere a gas con i loro crematori, per non portare a termine il sogno di Hitler, un sogno demoniaco e demenziale, lo sterminio di un popolo intero, diversi milioni di persone.

[Qui sorgono diversi problemi di datazione che inficiano quel “luglio del 1942”:
1) – il primo progetto del nuovo crematorio – il futuro crematorio II – fu eseguito dall’SS-Untersturmführer Dejaco il 24 ottobre 1941
– Il secondo progetto del crematorio fu realizzato nel novembre 1941 dall’architetto Werkmann, dell’ SS-Hauptamt Haushalt und Bauten
il progetto definitivo del nuovo crematorio fu realizzato ad Auschwitz nel gennaio 1942
– in ultimo l’ammissione sterminazionista che «nulla negli schizzi concettuali originali del crematorio o nei progetti che risalgono al gennaio 1942 fa pensare a camere a gas o al loro uso nella Soluzione Finale»…affermazione dell’attuale massimo “esperto” sterminazionista, l’ebreo van pelt robert, in The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, p. 72! Quindi una affermazione completamente falsa. Ndolo ]

In questo caso, che si fa?
E’ evidente, vista l’ampiezza del progetto, si riuniscono delle persone competenti per mettere a punto il miglior crematorio con la sua camera di asfissia. Ecco perché durante il lungo processo di Norimberga (min.09:56), l’accusa sovietica rilevò, che sotto ogni evidenza, gli specialisti di domini diversi: tecnici del calore, architetti, chimici, tossicologi, medici e meccanici avevano dovuto prendere parte alla pianificazione di questa strage senza precedenti nella storia. Insieme, questi specialisti metteranno a punto uno stabile dal funzionamento ottimale, poi Himmler volendo 4 camere a gas con i loro crematori, il progetto sarà realizzato quattro volte secondo la stessa piantina.

Immagine 4. Auschwitz-Birkenau, pianta originale dei Krematorien-II e III. Click per ingrandire...

Immagine 4. Fuori testo. Auschwitz-Birkenau, pianta originale dei Krematorien-II e III. Click…

Ora, (min.10:30) ecco la piantina dei crematori 1 e 2 che vedrai a Birkenau ed ecco (min.10:36) quella degli altri due crematori 4 e 5, sono totalmente diversi. Come spiegare questa differenza, se Himmler aveva chiesto 4 camere a gas con crematori, cioè 4 volte lo stesso progetto?
Ebbene per spiegare queste differenze, le autorità del Museo di Auschwitz (min.10:55) spiegano:

per ragioni economiche le camere a gas furono costruite nei crematori IV e V, non sottoterra, ma in superficie.

Per ragioni economiche…immaginate quindi la situazione: si porta a Himmler la piantina di uno stabile concepito perché il suo funzionamento sia ottimale e Himmler risponde

ok, ne facciamo due, ma per le altre due risparmiate e non costruite le camere a gas sottoterra.

Quindi, per realizzare il più grande sogno di Hitler, Himmler vuole risparmiare, non vuole che si scavi 4 volte, ma solo due.
Ma così è una cosa completamente stupida!
Se economia c’è stata, è perché quei crematori erano banali crematori fatti per depositarvi i morti aspettando d’incinerirli, niente di più!
Noto peraltro che sui piani originali (min.11:45) non c’è mai scritto camere a gas.
I locali nel sottosuolo sono battezzati obitorio (leichenkeller). E questo non ha niente di sorprendente! Ce n’erano 3, ventilate diversamente, poiché i cadaveri ammessi potevano essere diversi: il corpo di un morto di malattia contagiosa, non si tratta come un corpo di un suicida. In verità, la differenza tra i crematori, viene innanzitutto dalle circostanze nelle quali sono state ordinate. Questo documento originale (min.12:15) del 5 marzo 1942, ci informa che a questa data un solo crematorio era previsto a Birkenau, il futuro crematorio 2. Sapendo che il campo era destinato ad ampliarsi, era del tutto normale costruire un crematorio per le morti – direi- naturali.
Poco dopo tuttavia, un’epidemia di tifo scoppiò e si aggravò sino a raggiungere il suo parossismo durante l’estate, è proprio durante quell’estate che –sommersi dai cadaveri dei morti di tifo- le autorità del campo, progettarono la costruzione di un nuovo crematorio, il futuro crematorio 3. Il 19 agosto tuttavia, furono avvisate (le autorità del campo, ndolo) che a causa delle restrizioni materiali, poiché si era in piena guerra, l’autorizzazione di costruirlo non era ancora stata accordata. (min.12:50)
Questo documento dimostra che la citazione dello storico Bensoussan è falsa, perché se il Reichsführer SS stesso aveva ordinato la costruzione di questi 4 crematori con camere a gas per realizzare il progetto di Hitler, nessuna restrizione economica avrebbe impedito l’immediata autorizzazione. Comunque sia, l’autorizzazione finì per arrivare, ma in quell’atmosfera di restrizione, la costruzione di altri crematori era difficilmente fattibile. Malgrado questo, due crematori supplementari furono alla fine costruiti (min.13:30) perché? Perché vista la situazione sanitaria catastrofica ad Auschwitz (colpita dal tifo), due forni destinati al campo di Mogilëv (Mahilëŭ n.d.t.) furono alla fine assegnati a Birkenau. Ciò che creò i crematori IV e V, molto diversi, ed è vero… costruiti in economia.
La verità è lì, dimostrata dai documenti, i crematori sono stati costruiti nell’ambito della lotta contro le epidemie, non c’è bisogno di evocare un massacro di massa e di un Himmler che avrebbe fatto ordinare la costruzione di 4 camere a gas con forni crematori.

Himmler ha fatto decidere nel 1942 di costruire 4 nuove camere a gas ( min. 14:10 Bensoussan).

Sfido inoltre, G. Bensoussan a produrre un solo documento che dimostri ciò che ha affermato. Noto peraltro che nel maggio 1943, la situazione di quei nuovi crematori era penosa (min.14:30) il II era chiuso, il III ancora in costruzione e inutilizzabile e il IV già fuori servizio, talmente era stato costruito in economia. Solo il V funzionava per un quarto con un forno fragile… e che fa Himmler cui Hitler ha affidato lo sterminio? Prenderà delle sanzioni? Alla fine è stata incompetenza! No, non reagisce.
E’ assurdo!
Non lo è, solo se si riconosce che nessuno sterminio di massa si svolse ad Auschwitz, e che si trattava di banali crematori per i morti dei campi.

 Terza parte

 I crematori 2 e 3 :delle costruzioni assurde

Forse mi risponderai che all’inizio, i crematori II e III erano proprio concepiti per lo sterminio di massa. G. Bensoussan dichiara (min.15:14):

Himmler ha fatto decidere nel 1942 di costruire 4 nuove camere a gas e 4 crematori in modo completamente industriale, cioè nel seminterrato le camere a gas, immense, completamente cementate, saranno completamente ermetiche, vale a dire che non potrà passare nemmeno un filo d’aria, solo dalla porta, è evidente che quando la porta sarà chiusa, sarà come quella di un sottomarino ermetica. E al di sopra della camera a gas, quindi al piano terra, avete i crematori, cioè come un processo industriale (…), nel seminterrato si uccide con il gas, quando i cadaveri sono fatti uscire dalla camera a gas, si fanno salire con un montacarichi, una specie di ascensore immenso al piano terra e si estraggono dal montacarichi, s’infornano nei forni e lì, si bruciano.

Spiegato così, è non solo impressionante, ma anche molto convincente. Tuttavia è un po’ come il bricolage, in teoria è sempre semplice, ma nella pratica ci sono molti problemi. Allora vediamo la pratica  a Birkenau .

Camere a gas nel seminterrato : un’assurdità

In effetti la stanza del crematorio II e III (min.16:25) che ti presentano come una camera a gas, era effettivamente nel seminterrato, solo che, ricordo che per gasare le vittime, i tedeschi avrebbero scelto di usare lo Zyklon B. (min.16:37)…aApriamo la scatola e vuotiamola, scopriamo dei granuli blu/verdi, in effetti si tratta di granuli porosi. Se tu potessi vederli al microscopio, schematicamente, vedresti questo (min.14:46) il granulato blu/verde con dei pori all’interno, e in quei pori delle micro gocce di un liquido (min.16:54): si tratta di acido cianidrico (formula HCN). E’ quest’acido, molto tossico che evaporerà per dare il gas mortale. Solo che, perché evapori rapidamente, deve esser portato a 26° [25,7 °C è la temperatura di ebollizione dell’ acido cianidrico, ndolo]. L’ideale sarebbe che l’aria della stanza fosse a più di 26 gradi , in questo modo il liquido, pian piano sarà portato a questa temperatura, bollirà ed evaporerà. Ma anche a questa temperatura, i problemi di scambio e diffusione del calore faranno sì che l’evaporazione non sarà istantanea, ma al contrario prenderà un certo tempo.
E se l’aria resta a meno di 26 gradi?
Allora ci sarà comunque l’evaporazione, ma il fenomeno sarà estremamente lento, un po’ come un bicchiere d’acqua lasciato in una stanza a 20°. L’acqua evaporerà lo stesso, ma ci vorranno minimo diversi giorni per ritrovare il bicchiere vuoto.
Di conseguenza: se costruisco una camera a gas nella quale utilizzerò lo Zyklon B, farò di tutto perché l’aria all’interno possa essere calda.
Quindi non la costruirò nel seminterrato, perché è quello che si fa per mantenere freddi i locali. O, se sono obbligato, la doterò di un sistema di riscaldamento efficace.
Ora, questo documento (min.18:13) estratto dagli archivi di Auschwitz, ci informa che questi locali erano sprovvisti di un qualsiasi sistema di riscaldamento. Malgrado questo, nelle sue confessioni registrate il 5 aprile (nel video 16 marzo1946), (min. 18:20) l’ex comandante di Auschwitz pretese che i gasaggi impiegassero tra i 3 e i 15 minuti.
Ebbene, affermo che  a meno di utilizzare una quantità enorme di Zyklon B è rigorosamente impossibile, con le quantità di Zyklon B ritenute dalla storia ufficiale, il processo sarebbe durato, molto, molto più a lungo di 3 / 15minuti.

[Sulla necessità di una fonte di calore (in generale) per aumentare la velocità di evaporazione si può concordare, ma, a questo prosito, si segnala che

…«1,8 KW è l’equivalente del calore sviluppato da sole 18 persone; … mediamente per ogni litro di ossigeno consumato (cioè per ogni 5 litri di aria respirati) l’organismo a riposo produce circa 5 Kcal. Poiché a riposo si consumano circa 0,3 litri di ossigeno, ogni minuto, il calore prodotto da una persona è di circa 1,5 Kcal (5 Kcal x 0,3 lt). Le 1500-2000 persone (pretesamente,ndolo) accalcate in una (pretesa,ndolo) camera a gas producevano circa 2250-3000 Kcal al minuto (1,5 Kcal x 1500 o 2000 persone), sufficienti per raggiungere, in una camera delle dimensioni di circa 200 m2 e del volume di circa 500 m3, la temperatura di ebollizione dell’HCN (25,7°C,ndolo), partendo da una temperatura ambientale iniziale di 0 gradi, in circa due minuti.
Questo senza considerare che il calore prodotto dall’organismo aumenta moltissimo in situazione di stress (come nelle condizioni delle (pretese,ndolo) vittime delle camere a gas)»

di conseguenza l’affermazione che il processo di evaporazione  “sarebbe durato, molto, molto più a lungo di 3 / 15minuti” andrebbe riformulato, da parte del Reynouard. Ndolo]

Una camera a gas funzionante allo Zyklon B, costruita nel seminterrato è già un’assurdità.
Ma non sei alla fine delle sorprese!
Perché non è la sola! L’altra assurdità sarà G. Bessounsan a darcela!

 Dalle 140 alle 200 andate e ritorno del montacarichi per un solo gasaggio !

Per ben comprenderla tuttavia, bisogna ricordare che secondo la storia ufficiale, (min.19:10) i crematori II e III avrebbero fatto rispettivamente 400.000 e 350.000 morti; un semplice calcolo dà una media giornaliera di 660 vittime in ogni crematorio. E’ coerente con ciò che afferma Jean-Claude Pressac (min. 19:19), parla di un solo gasaggio quotidiano di 1000 persone al massimo. Ammettiamo quindi, ciò che può apparire ragionevole, che i funzionari tedeschi avessero previsto questa camera a gas per un rendimento quotidiano di mille vittime, ecco cosa dichiara G. Bessounsan (min.19:37):

quando i cadaveri sono fatti uscire dalla camera a gas, sono fatti salire con un montacarichi, una specie di ascensore immenso…

Un montacarichi immenso?

Immagine. Montacarichi Auschwitz-Birkenau. Click...

Immagine 5. Fuori testo. Montacarichi Auschwitz-Birkenau. Click…

Ma possediamo il documento dell’epoca (min.19:48) che mostra  quel montacarichi installato nei crematori II e III, avviciniamoci (min.19:50) scopriamo che il montacarichi misurava 210 centimetri metri di lunghezza e 135 centimetrimetri di larghezza, è quello che G. Bessounsan  qualifica di immenso?!
Ci prendono in giro!!!
In verità il montacarichi non aveva nulla di immenso, vi si potevano impilare da 5 a 7 corpi, non di più. D’altra parte ecco il disegno originale al quale fa riferimento G. Bessounsan (min. 20:07), avviciniamoci (min.20:11) si vedono 6 corpi sul montacarichi, supponiamo che uno fosse nascosto, sarebbero 7. Ora due immagini del film Grey Zone (min.20:18) che sono state prese con un secondo di intervallo e che mostrano la ricostruzione dl montacarichi, vi si vedono 7 cadaveri. Bisogna dunque credere che gli ingegneri tedeschi progettassero di far salire 1000 corpi dal seminterrato al piano terra con un montacarichi sul quale si potevano caricare da 5 a 7 corpi. Quindi erano tra  142 e 200 le andate e ritorno quotidiani. Sapendo che i forni funzionavano 21 ore al giorno, perché erano necessarie 3 ore di manutenzione, si sarebbe dovuto quindi caricare i corpi, far salire l’ascensore, scaricare i corpi e rinviare l’ascensore, tutto questo in meno di 9 minuti. Con questa cadenza, non avrebbe dovuto avere nessun ritardo, i tedeschi sarebbero stati inoltre alla mercè di qualsiasi problema: una rottura del motore, o lo scivolamento di un corpo che avrebbe bloccato la macchina. Sarebbe stato necessario quindi, che tutto funzionasse senza problemi, giorno dopo giorno, mese dopo mese, durante le 142/200 salite e discese quotidiane che il montacarichi poteva effettuare.
Ma quando si vuole perpetrare un massacro di massa, non s’immagina e ancor meno si sceglie una tale installazione!
E’ FOLLIA!
E si è lontani mille miglia dall’efficacità tedesca. Si costruisce semplicemente la camera a gas al piano terra, cioè allo stesso livello dei forni crematori, questo eviterà molti sforzi, molti problemi e inoltre…permetterà di avere aria più calda! Se G. Bessounsan parla di un montacarichi IMMENSO, quando non è così, è perchè è ben cosciente dell’assurdità di questa installazione. Quest’assurdità, tenta quindi di cancellarla, ma, su questo terreno, la tesi ufficiale non sarà salvata per questo.

 Quarta parte

Il problema insolubile delle cremazioni, forni dal rendimento molto insufficiente

Il signor Bessounsan prosegue così (min.22:16)… e al piano terra si tirano fuori dal montacarichi e s’infornano nel forno e lì si bruciano…Bene , ma siamo ancora in piena teoria e il fatto che G. Bessounsan si basi su un tale disegno, dimostra che non ha mai pensato di documentarsi 

Immagine 6. lettera della Zentralbauleitung di Auschwitz del 28 giugno 1943. Click...

Immagine 6. Fuori testo. Lettera della Zentralbauleitung di Auschwitz del 28 giugno 1943. Click…

sulla cremazione. E’ vero che la documentazione tedesca dell’epoca dichiara che (min. 22:31) 1.440 corpi avrebbero potuto essere bruciati quotidianamente nei crematori II e III. Solo che ti basterà informarti un po’ per sapere che i forni crematori più moderni (min.22:39) possono bruciare 15 corpi in 18 ore. Questo fa un po’ più di 17 corpi in 21 ore. Mettetene 15 insieme  come nei crematori II e III di Birkenau, arrivate a circa 270 corpi al giorno.

[Su tale lettera e sui suoi incredibili numeri consigliamo l’ottimo studio del maggior conoscitore di “cose di olocau$to e dintorni”, Carlo Mattogno, cliccare sul seguente link: La lettera della Zentralbauleitung di Auschwitz del 28 Giugno 1943, una interpretazione alternativa…+ Autenticità e veridicità della  lettera della Zentralbauleitung di Auschwitz del 28 giugno 1943 ]

Come si può credere che nel 1943, con i loro forni cosi rudimentali, i tedeschi avrebbero potuto fare circa 6 volte meglio?
E’ vero che quando si massacra in massa si brucerà in massa, si possono quindi immaginare le SS costringere i membri del sonderkommando a stipare i forni e ad infornare più rapidamente possibile altri cadaveri per aumentare il rendimento.
In teoria è sempre possibile, ma in pratica?
Interrogato il 5 marzo 1946, (min.23:25) l’ingegnere che aveva fabbricato il forno costruito ad Auschwitz  dichiarò che era concepito per un solo corpo alla volta e che non avrebbe potuto resistere a un utilizzo più intenso.

Immagine 7. Cremazione moderna. Click...

Immagine 7. Collage di foto tratte dal video. Cremazione moderna. Click…

Per farmi un’idea, mi sono recato in un crematorio italiano, li ho avuto l’autorizzazione di osservare delle cremazioni. (min.23:45). Il conduttore del forno apriva la porta ogni 5 minuti perché io potessi vedere. Ho visto che in un forno moderno con dei bruciatori efficaci e una gestione attraverso il computer, un corpo non era ancora consumato in 50 minuti. E’ stata necessaria più di un’ora perché la cremazione fosse considerata finita (min.24:02).

.

Immagine 8. Disegno dell'ebreo olère david sull'introduzione multipla dei cadaveri ad Auschwitz-Birkenau. Click...

Immagine 8. Minuto 24:09, disegno dell’ebreo olère david sull’introduzione multipla dei cadaveri ad Auschwitz-Birkenau. Click…

Ho interrogato il conduttore del forno, mi ha detto che questo disegno (min.24:09) non corrispondeva alla realtà.
Era inutile mettere due o tre corpi in un forno previsto per uno, poiché il processo ne sarebbe globalmente rallentato e se  per miracolo i due corpi si fossero messi a bruciare contemporaneamente, il calore liberato avrebbe danneggiato gravemente il rivestimento. Qualche cremazione di questo tipo e il forno si sarebbe rotto !
Allora, certo ad Auschwitz tutte queste precauzioni prese per evitare che le ceneri dei morti non si mischiassero, non c’erano, possiamo quindi credere che dopo 50 minuti, quando un corpo finiva di consumarsi, ne fosse messo un altro. Supponiamo quindi che un corpo, era considerato bruciato in 50 minuti, insieme e in 21 ore i forni avrebbero potuto bruciare 375 corpi!
Ma ricordiamoci che secondo la storia ufficiale 660 persone erano gasate quotidianamente, alla fine della giornata 285 corpi non sarebbero stati bruciati.
Le SS avrebbero dovuto dunque rapidamente comprendere che si erano sbagliati sul rendimento dei crematori o che li avevano ingannati. In un caso come nell’altro è già enorme, perché quando si deve perpetrare un massacro di massa, si prevede tutto e si verifica tutto. Ora, bastava interrogare un qualsiasi conduttore di forno in Germania per sapere che i rendimenti annunciati non erano credibili. E ammettiamo, sì, ammettiamo che qualcuno abbia commesso  questo enorme errore, si sarebbero dovute decidere delle sanzioni, e altri forni ordinati con urgenza!  Ma no, non succede nulla, o meglio si!
Ti diranno che le SS hanno scavato dei fossati di cremazione.

 Le fosse di cremazione : un’impossibilità fisica

Disegno di David Olère sopravvissuto dei Sonderkommandos (min.25:58)

Immagine 8. Disegno dell'ebreo olère david sugli aspiranti  SS suicidi, autoarrostiti (la temperatura sui bordi si sarebbe aggirata dui 600°C!. Click...

Immagine 8. Minuto 25:58. Disegno dell’ebreo olère david sugli aspiranti SS suicidi, autoarrostiti ( la temperatura sui bordi si sarebbe aggirata dui 600°C ) !. Click…

“Alla judenrampe, le SS separavano i neonati dalle madri immediatamente, li gettavano in un camion e arrivavano qua,  avevano scavavato una fossa, una fossa in fiamme e… gettavano i neonati nella fossa incandescente. Ecco Auschwitz è questo!

Noterai che effettivamente il rogo incandescente è stato scavato nel suolo, è confermato da questo disegno realizzato dallo stesso deportato (min.26:14). Troverai inoltre questa foto (min.26:18) che –dicono- mostrerebbe il fumo liberarsi dal fosso di cremazione. Vedendo quindi che i crematori non erano sufficienti le SS avrebbero scelto di scavare fosse di cremazione. Secondo alcuni dei tuoi compagni, erano molto efficaci, perché mentre le camere a gas uccidevano 10.000 persone al giorno e che i crematori ne bruciavo 4.500 (cifra stravagante) il resto, ossia 5.500 era sia sotterrata, sia bruciata nelle fosse.
Dalla tesi ufficiale notiamo che i tedeschi non interravano più, perché volevano cancellare tutte le tracce, se ne deduce che quei 5.500 corpi non potendoli incinerire nei forni sarebbero stati bruciati nei fossi.
Significa che il numero dei cadaveri bruciati all’aria aperta era superiore a quello bruciato nei forni.
Ma se era più facile bruciare nelle fosse per le quali era sufficiente scavare, allora
– perché aver costruito crematori che potevano costare sino a 60.000 R.M?
– e soprattutto in un’epoca di restrizione quando tutto era contingentato?
Perchè costruire dei forni così cari, che avevano bisogno di manutenzione, se delle semplici fosse potevano essere altrettanto efficaci?
Questa contraddizione deve farti riflettere.
Non stanno cercando di ingannarti con queste fosse?
Oh si !
E ti spiego perché!
Perché credi si soffi su un fuoco?
Per alimentarlo con l’aria, poiché una combustione necessita di ossigeno. Ecco perché quando si vuole bruciare un corpo, si poggia su un cumulo di legno che si accende, cosi si lascia l’aria arrivare liberamente per infiammare il corpo. Ad Auschwitz era cosi che si sarebbe dovuto procedere. Sarebbe stato necessario impilare i corpi sulla griglia, versare sopra il carburante e accendere il tutto. L’aria sarebbe arrivata in gran quantità per attivare la combustione… invece in una fossa, l’aria arriva con fatica, impedendo così ogni combustione efficace. Ho fatto io stesso l’esperimento,(min.28:08) ho scavato una piccola fossa, messo del legno sul fondo, aggiunto del cartone impregnato di benzina, prima di mettere un primo coniglio, poi ho rimesso del legno impregnato di benzina, prima di mettere un secondo coniglio che ho bagnato con il combustibile. Alla fine ho dato fuoco al tutto, ho atteso… atteso… riattivato il fuoco. Ho fatto tutto ciò che potevo perché bruciasse, ci sono state fiamme, molte fiamme,ma il risultato non è stato concludente.
Nulla è stato ridotto in cenere, nemmeno un po’.
T’invito a fare lo stesso esperimento, sarà incocludente.
Questa storia di gigantesche fosse di cremazione scavate nel suolo e nelle quali migliaia di cadaveri sarebbero stati consumati quotidianamente è un’enorme farsa! Il fatto che a fine agosto 1944 vicino al crematorio V i tedeschi avrebbero bruciato all’aria aperta cose non identificate, è incontestabile, ma non si trattava sicuramente di fosse contenenti corpi di migliaia di persone.
Il mio esperimento con i due conigli l’ha largamente confermato, bruciare centinaia di persone in una fossa è fisicamente impossibile. In sintesi, con i loro forni dal rendimento insufficiente, le SS si sarebbero trovate in un vicolo cieco e se avessero tentato di scavare dei fossi si sarebbero ritrovati con cadaveri appena carbonizzati all’esterno!

[ A proposito di esperimenti di combustione di carne e grasso animale, a firma Carlo Mattogno, si veda questo  post N°1 , quindi questo post N°2 , infine questo  post N°3 ]

 

Conclusione provvisoria

Vuoi che riassumiamo? Allora ecco!
Per sterminare milioni di persone ad Auschwitz,
– un semplice funzionario amministrativo tedesco, sceglie un prodotto che originariamente non è fatto per uccidere.
– Le SS scelgono di costruire una camera a gas non riscaldata in un seminterrato, cosa assurda e che contraddice la tesi dei gasaggi in meno di 20 minuti.
– La disposizione nel seminterrato impone l’utilizzo di un montacarichi, ma le dimensioni di quest’ultimo impongono dalle 140 alle 200 andate e ritorno per gasaggio.
– I forni costruiti non hanno assolutamente un rendimento sufficiente per il rendimento progettato.
– La storia delle fosse di cremazione che le SS avrebbero fatto scavare per bruciare dei corpi è sciocca! Con tali fosse i tedeschi avrebbero solamente carbonizzato esternamente i cadaveri superiori.

 Quinta parte due semplici modi per asfissiare.
L’assurdità delle “colonne di introduzione”

Un metodo semplice che avrebbe dovuto essere utilizzato.

Immagine 9. Schema della camera a gas  di disinfestazione con Zyklon B, sistema Degesch Kreislauf-Entlausungsgaskammer. Click...

Immagine 9. Schema della camera a gas di disinfestazione con Zyklon B, sistema Degesch Kreislauf-Entlausungsgaskammer. Click…

Ma ora ti sorprenderò. A Birkenau, malgrado questo racconto assurdo, le SS avrebbero comunque potuto praticare dei gasaggi molto rapidi con lo Zyklon B. Ecco una camera a gas di disinfezione (Vedere l’immagine a lato o al min. 30:48), come ne esistevano in Germania dall’inizio degli anni ’40: vi si trattavano abiti, coperte, materassi. La scatola dello Zyklon B (min.30:58) era mantenuta in alto, era aperta e i granuli cadevano su una griglia, lì una ventola inviava aria calda che provocava un’evaporazione rapida dell’acido cianidrico. Un tale sistema era già pronto nei crematori II e III.
Ecco una piantina (min. 31:16) di un locale sotterraneo che ti presentano oggi come una camera a gas. Questa sala era munita da un sistema di areazione, cioè di un sistema  che

Immagine 10. Aerazione disaerazione della pretesa camera a gas.  Elaborazione di Olodogma. Click...

Immagine 10. Fuori testo. Aerazione disaerazione della pretesa camera a gas. Elaborazione di Olodogma. Click…

inviava aria all’interno attraverso un canale. Sullo schermo il vano (min. 31:25) visto dall’alto: il canale costeggiava il soffitto e l’aria usciva dalle bocche di areazione ripartite regolarmente. L’aria fredda è presa a livello della ciminiera. Non lontana, un’altra ciminiera era quella dalla quale usciva l’aria calda della sala dei forni.
La soluzione per un gasaggio rapido? Consisteva nel collegare quell’uscita dell’aria calda con l’entrata di aria fredda, al fine che l’aria  calda della sala dei forni fosse iniettata direttamente nel canale di areazione. Sarebbe stato facile perché a livello del solaio del crematorio le condotte erano accessibili. Sarebbe stato sufficiente installare un canale di derivazione (min.32:02) munito innanzitutto di una valvola; quando la valvola avrebbe chiuso il canale di derivazione, l’aria calda della sala dei forni (segnalata in giallo nel video,min.32:11) sarebbe uscita dalla ciminiera. Al contrario quando la valvola  avrebbe chiuso il condotto della ciminiera, l’aria calda sarebbe andata nel canale di derivazione. Si sarebbe dovuto (min.32:22) sistemare da qualche parte un dispositivo munito di un una botola e di una griglia, l’apertura della botola avrebbe permesso di depositare dei granuli di Zyklon B e l’aria calda avrebbe assicurato la rapida evaporazione dell’acido cianidrico. Aspirata dalla ventola, questa sarebbe andata direttamente nel vano battezzato oggi camera a gas.
Ecco!
Era ancora più facile perché organizzando questo sistemino, i tedeschi non avrebbero fatto altro che ispirarsi al procedimento conosciutissimo delle camere a gas di disinfezione che esistevano all’epoca. Se questo sistema molto semplice non è stato organizzato è perché  la stanza sotterranea non è mai stata una… camera a gas.

 Lo Zyklon B inutile…

Ma alla fine ci sarebbe stato un mezzo ancor più semplice di asfissiare le persone.

Nel seminterrato le camere a gas  immense, completamente cementate, saranno completamente ermetiche, vale a dire che non potrà passare nemmeno un filo d’aria, solo dalla porta, è evidente che quando la porta sarà chiusa, sarà come quella di un sottomarino,ermetica (G.Bessounsan).

Bene! Ma allora, quanto tempo ci sarebbe voluto perché le persone si auto-asfissiassero con il loro rigetto di anidride carbonica. Per rispondere apriamo questo libro datato 1936, (min.33:38) l’autore dava la formula empirica che permetteva di sapere quanto tempo fosse possibile restare in un ambiente ermeticamente chiuso. Applichiamo questa formula alle 660 persone nella camera a gas di 504 metri cubi del campo di  Birkenau, calcoliamo 1 ora e 10 minuti circa. Sapendo che i forni non potevano funzionare che 21 ore al giorno, supponendo che avessero un rendimento sufficiente, restavano 3 ore per effettuare il gasaggio. Un’ora per far spogliare le persone ed entrare nella camera a gas, un’ora e dieci perché si auto-asfissiassero con il loro rigetto di anidride carbonica.
Si era nei tempi!
Ad Auschwitz, non ci sarebbe nemmeno stato bisogno di Zyklon B, sarebbe stato sufficiente rendere ermetica la stanza!
E in Germania nessun ci avrebbe pensato ???
Quando la formula empirica era impressa anche nella letteratura conosciuta dal grande pubblico?
Ma chi vogliono prendere in giro??
Come si può pensare che nessuno avesse avuto quest’idea!
Se ad Auschwitz le SS non hanno avuto quest’idea, così evidente, è perché non volevano asfissiare nessuno. PUNTO!

 Le tesi ridicole delle “colonne di introduzione”.

Immagine 11. Colonna di kula. Click...

Immagine 11. Fuori testo. Colonna di kula. Click…

Ma andiamo oltre. Ammettiamo che le SS fossero ignoranti a tutti i livelli e che non avessero pensato  a queste due soluzioni così semplici ed evidenti. Vediamo come hanno proceduto. Ecco una vista generale del crematorio II e III (min.35:07), avviciniamoci, secondo quello che ci raccontano, le SS avrebbero fatto quattro orifizi sul soffitto della sala (min.35:16); sopra avrebbero fatto installare delle colonne grigliate (dette colonne di Kula, dal nome del sedicente costruttore, vedere foto a lato. Ndolo) che arrivavano sino al pavimento. Dal tetto, i granuli di Zyklon B sarebbero stati introdotti da questi quattro orifizi e sarebbero caduti sul fondo delle colonne.(min. 35:29)
E’ ciò che ci dicono.
Ma questa tesi si scontra con tre problemi.
Primo problema: la temperatura della sala sarebbe stata troppo bassa perché il gasaggio si potesse realizzare tra i 3 e i 20 minuti come lo affermano quasi tutte le testimonianze. Ci sarebbe voluto molto più tempo perché una quantità sufficiente di acido cianidrico evaporasse.
Ora, supponiamo che per miracolo lo Zyklon B avesse potuto liberare velocemente il suo gas mortale, un
secondo problema allora si pone. Contrariamente a quello che mostra l’estratto del film che hai appena visto, con circa 660 vittime la camera a gas era riempita a ragione di 3 persone per metro quadro. Ora guarda questo plastico (min.36:26) che mostra un gasaggio, un SS versa lo Zyklon B, nel seminterrato le vittime si agitano, perché essendo il gas evaporato velocemente (teoricamente) sentono la morte arrivare. Questo è molto credibile, dal momento in cui le persone sentono la morte arrivare e vanno nel panico. Ma una folla nel panico può sviluppare delle forze colossali, come nello stadio Sheffield, dove le persone sono morte soffocate. Con diverse centinaia di persone prese dal panico in una camera a gas le colonne grigliate in filo di ferro, non avrebbero retto per molto. Le vittime schiacciate contro le colonne, con dei movimenti accidentali avrebbero causato delle forze tali che quel meccanismo in filo di ferro sarebbero stato schiacciato in qualche decina di secondi, o addirittura strappato dai loro fissaggi.
Queste colonne di introduzione sono cosi stupide!
Nessun ingegnere avrebbe ideato un tale dispositivo, e anche se lo avesse fatto, dal primo gasaggio avrebbe capito il suo errore. Malgrado questa evidenza, ti raccontano che per mesi e mesi, i tedeschi avrebbero gasato così.

 Orifizi inesistenti

Ma se fosse vero?
Si dovrebbero vedere ancora oggi quei buchi di introduzione nel tetto danneggiato della camera a gas, perché dei buchi in una lastra di cemento, anche danneggiati dall’esplosione … si vedono!
L’esempio del crematorio 3 è interessante. Anch’esso è stato fatto saltare, malgrado fosse vietato, sono salito sulla lastra del tetto della sala dei forni(min.37:51). Vi erano stati praticati dei buchi di areazione, si vedono qui su una foto dell’epoca; l’esplosione ha fatto cadere la lastra a terra, si è rotta in diversi pezzi cosi come su tutta la sua lunghezza (seguiamo i tratti rossi ,min.38:05). Malgrado questo, i buchi di areazione della sala dei forni sono oggi ancora perfettamente visibili, compreso quello che si trova molto vicino alla rottura longitudinale (min.38:15). Si distinguono ancora perfettamente i contorni lisci.

Immagine 12. Auschwitz-Birkenau, tetto del Leichenkeller del crematorio III, aperture intatte. Click...

Immagine 12. Fuori testo. Auschwitz-Birkenau, tetto del Leichenkeller del crematorio III, aperture intatte. Click…

Ebbene, quando sarai a Birkenau ispeziona con attenzione la lastra del tetto della stanza che ti presentano come camera a gas nel crematorio 2, non ci vedrai nessun buco, solo fessure e screpolature. Sono andato a ispezionare il tetto crollato (min.38:36), (la dove ancora si può andare), noto che sul soffitto (min.38:41), si vedono perfettamente, le tracce delle tavole di legno che sono servite all’armatura, se un orifizio fosse stato richiuso, si vedrebbe per forza, ma non si vede nulla. Tutto quello che si vede sono le scheggiature dovute alla caduta della lastra a terra. La conclusione è netta: i pretesi buchi di introduzione dello Zyklon B non sono mai esistiti.

E’ quindi tutta la storia ufficiale che crolla!

So che potrai ora rispondermi :

Ma allora cosa sono quegli oggetti che si vedono sul tetto della camera a gas del crematorio II (min.39:09)?E cosa sono quelle macchie nere (min.39:13) che si vedono sui tetti delle due camere a gas  alla data del 25 agosto 1944?”

Ti obietterei che quelle macchie spariscono nella foto (min.39:21) presa tre settimane dopo, eppure la traccia a terra, cerchiata di rosso è sempre visibile, si dovrebbero quindi vedere le macchie, ma non ci sono più! Aggiungo che se si guarda bene questa foto (min.39:31) del crematorio e malgrado quello che è annunciato nella didascalia (min.32:36), non si vede nessuna ciminiera  di introduzione, sul tetto della pretesa camera a gas.
Allora di cosa si tratta?
Di ritocchi, di difetti nei tetti dovuti alla bassa qualità dei materiali utilizzati?
E qui (min.39:49) si tratta di semplici oggetti depositati sul tetto durante la costruzione del crematorio?
Personalmente lo ignoro!  Ma una cosa è certa, quando s’ispeziona oggi la lastra della pretesa camera a gas del crematorio II, che sia in alto o in basso, non si vede nulla, nessuna traccia di orifizi d’introduzione dello Zyklon B. E’ questa constatazione, puramente materiale, che deve prevalere.

 Sesta parte:  le “prove di sostituzione”

Allora, per farti credere che un massacro di massa sia stato perpetrato nel campo di Birkenau, ti presenteranno le “prove di sostituzione”, le chiamo così, perché in assenza di prove reali dell’esistenza dell’arma del crimine, per ovvi motivi…(poiché non è esistita), cercheranno di convincerti in un altro modo. L’obiettivo consiste nel farti commuovere con questo genere di oggetti ( min.40:37), poi ti faranno credere che una valigia=una famiglia assassinata (min.40:39). Allora, certo degli oggetti visibilmente usati (min.40:43), attestano verosimilmente che i loro possessori sono morti, ma morti non vuol dire uccisi e ancor meno gasati! Anche se è deplorevole, una gigantesca deportazione, operata in tempo di guerra, in piena restrizione, sarà fatale per le persone deboli. Le foto che vedrai (min.41:05) mostrano degli ebrei ungheresi, deportati nella primavera e nell’estate del 1944, tutti erano deportati, anche gli handicappati, anche i vecchi che per la maggior parte arrivavano molto stanchi. Per certi, una deportazione in quelle condizioni non poteva che essere fatale. La presenza di quelle protesi  (min.41:22) non mi sorprende, al contrario la loro assenza mi stupirebbe! Se esse provano una gigantesca deportazione, in condizioni durissime, non provano un massacro di massa.
Altrove, si deve fare attenzione!
Al Museo di Auschwitz, vedrai questa montagna di scarpe (min.41:37), ogni paio corrisponde a un detenuto morto o sterminato?
NO!
Ecco perché (min.41:45) A Majdanek, i sovietici dicono di aver scoperto 820.000 paia di scarpe. Ora, dalle ultime ricerche, 78.000 persone sarebbero morte nel campo e allora da dove vengono tutte queste scarpe, che si possono ancora oggi vedere al museo di Majdanek?
Un documento tedesco dell’epoca ( min.42:02) risponde a questa domanda. Si trattava degli effetti estivi recuperati, durante la reinstallazione degli ebrei, (i nazional-socialisti designavano così l’azione Reinhardt). L’allegato elencava la lista di quegli effetti che erano stati consegnati a diversi organismi, a partire dai campi di Lublino (Majdanek) e di Auschwitz. Tra gli oggetti figuravano decine di migliaia di paia di scarpe. Le scarpe visibili a Majdanek non sono quelle, quindi, delle persone uccise nel campo, ma quelle di ebrei espulsi verso l’est, nel quadro dell’azione Reinhardt.
Stessa cosa per quelle visibili al Museo di Auschwitz!
Dire: “un paio equivale a un ebreo gasato” è sbagliato!
Stessa conclusione per tutti quegli oggetti trovati dai sovietici  alla liberazione del campo e che hanno abbondantemente filmato, al fine di lasciar credere che Birkenau fosse stato un campo di sterminio. Ieri come oggi, il grande pubblico si lascia raggirare, perché ignora il legame tra Auschwitz e l’azione  Reinhardt .
Ma la “prova di sostituzione” che  traumatizza di più, non è ancora stata menzionata: si tratta dei capelli. Quei metri cubi di capelli che vedrai in una sala (min.43:07) e che sarebbero quelli di 144.000 persone – sottinteso – gasate. Lauriane scrive :

non ho sopportato di vedere i capelli dei deportati…mi ha destabilizzato.Era la prima volta che vedevo cose orribili.

Nathalie rilancia:

Non riuscivo a realizzare l’orrore steso davanti a me…quando ho visto con i miei propri occhi due tonnellate di capelli sbiaditi dagli anni, ammassati in una vetrina…quanti corpi appartenevano a quei capelli?

Immagine 12. Disegno dell'ebreo olère. taglio dei capelli ai gasati. Click...

Immagine 12. Minuto 43:42. Disegno dell’ebreo olère. taglio dei capelli ai “gasati”. Click…

La repulsione provata da questi studenti è sicuramente comprensibile…hanno questo disegno (min.43:42) in testa, questa donna gasata alla quale un membro dei sonderkommandos taglia i capelli. Quando guarderai quei capelli che ti presentano, potrai credere di vedere l’ultima immagine di questa scena. Ecco, comunque una foto (min.43:56) estratta dall’album di Auschwitz: queste ebree ungheresi, sono state ammesse al campo, quindi non sono state gasate, ma sono comunque passate sotto la macchinetta del barbiere. Stessa constatazione con questi altri ebrei (min.44:07), sono tutti rasati. Questi ebrei (min.44:12) che escono dalla disinfezione lo sono anche loro. E infine questi (min.44:15) che hanno ricevuto delle uniformi, a volte un po’ piccole. Ora, ti ricordo che ad Auschwitz 400.000 persone sono state ammesse al campo, di cui  131.000 donne, tra tutti quei detenuti, alcuni sono stati rasati più di una volta. Ecco perché quei capelli non m’impressionano affatto! Non sono la prova di un massacro di massa, premeditato e freddamente organizzato.

Immagine 13. Taglio capelli, ordine. Click...

Immagine 13. Fuori testo. Taglio capelli, ordine. Click…

[Precisazione: La direttiva dell’SS-WVHA del 6 agosto 1942 stabliva come lunghezza minima dei capelli maschili da tagliare 20 cm. Documento URSS-511. Vedere immagine 13. Ndolo]

Alcuni mi faranno notare che in quei capelli, i sovietici alla fine della guerra hanno trovato dell’acido cianidrico, ne convengo senza dubbio, ma tu sai che durante la guerra, in un’epoca di  restrizioni draconiane, si recuperavano anche i capelli per utilizzarli nella fabbricazione delle pantofole, tappeti, di materassi?
Nel mese di aprile 1943, l’organo dei lavoratori francesi in Germania, pubblicò un servizio fotografico (min.44:56) sulla tessitura dei capelli in Francia in una fabbrica della Bassa Normandia, servivano a confezionare delle pantofole. Sotto Vichy un decreto (min.45:10) che imponeva la raccolta dei capelli nelle grandi città, apparve il 27 marzo 1942, nel giornale ufficiale. Cinque mesi più tardi, nel Reich, una circolare (min.45:16) fu indirizzata  a tutti i capi dei campi di concentramento, al fine che i capelli di donna fossero raccolti. L’autore precisava comunque che la raccolta doveva essere effettuata dopo la disinfezione. Ora, come si disinfettavano all’epoca i capelli, al fine di  uccidere i pidocchi e le uova che potevano esserci? Con l’acido cianidrico, dello Zyklon B !
Da qui, il fatto che dopo la guerra i sovietici ne abbiano ritrovato delle tracce non è sorprendente. Aggiungo che logicamente una parte almeno di questi capelli fu ritrovata nei pacchetti, (min.45:55) pronti a essere spediti, su questi pacchetti avevano scritto la provenienza e la massa recuperata. In breve, tutte queste “prove di sostituzione” che ti mostrano, possono provare tutto ciò che vorrai, ma sicuramente non un massacro di massa.

 

Conclusione generale

Ecco, ti ho riassunto brevemente i principali argomenti che secondo me, devono far rigettare la tesi ufficiale.

Auschwitz non è stato un campo di sterminio e siccome ne sarebbe stato il centro, ebbene non c’è stato lo sterminio degli ebrei.

Noterai che in tutti questi sviluppi non è una questione di ebrei come tali. Il genocidio avrebbe potuto essere quello dei tedeschi, degli indiani o di chiunque altro, questo non cambierebbe nulla all’argomento sviluppato. Qui non è questione di essere o non essere antisemita, l’antisemitismo è senza rapporto con l’argomento sviluppato. Adesso  sei libero di credere o non credere!  (1) (2)

Buonasera!

Note

(1) I video precedenti si trovano ai seguenti links:
a –  1155) 31-08-15 – Avviso ai giovani che andranno a visitare Auschwitz occhi aperti e…non ascoltare le guide…di Vincent Reynouard (1°)
b – 1161) 05-09-15 – Avviso ai giovani che andranno a visitare Auschwitz occhi aperti e…non ascoltare le guide…di Vincent Reynouard (2°)
2) La traduzione è a cura di GV

__________________________________Informazioni generali__________________________________
!newsletter, prospettiva,diversa,iscriviti_x sitoN.B.seguito di una  sentenza, a tutela di utenti/sito, dal 2/8/13 i commenti sono chiusi. Sono graditi segnalazioni di errori o malfunzionamenti. In blue testi di Olodogma. Foto, titolo di testa, grassetto, links, colore, sottolineatura, normalmente, non sono parte del testo originale. Per  contattarci: olodogma@gmail.com. QUI  l’Archivio 1,  QUI  l’Archivio 2,QUI l’Archivio 3 di Olodogma. Olodogma è ripreso, in  pagine non ufficiali, su Twitter… e su Facebook. Per non perdere alcun aggiornamento del sito consigliamo l’iscrizione alla nostra “Newsletter”, è sufficiente inserire la propria mail qui sotto e confermare. L’iscrizione può essere auto-cancellata in ogni momento.[wysija_form id=”8″]
Pubblicato il 15.09. 2015, alle ore 10,48
Torna alla PAGINA INIZIALE