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Lug 23

1126 – olocau$to-$hoah…evento unico, senza paragoni? Per l’ebreo katz steven si, ma…

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Il brano che segue è estratto da  I Complici di Dio, Genesi del Mondialismo, monumentale Opera del Dott. Gianantonio Valli (che ringraziamo per la gentile assistenza e disponibilità), pubblicata da EFFEPI Edizioni, Genova, 2009.

Immagine 1. Dott. Valli. Click...

Immagine 1. Dott. Valli. Click…

(…) «Episodio storico-metafi­sico unico», definisce pervicacemente la Shoah, ancora nel giu­gno 1996, il «francese» Claude Lanz­mann, autore dell’omonimo polpettone filmico.

«Ogni fatto legato a quel periodo sfida la comprensione umana», aggiunge Wiesel, per il quale «l’Olo­causto difetta di paragoni, di analogie», «è un evento unico nel­la sto­ria e tale deve ri­ma­nere». Apparentarlo alle manifestazioni dell’odier­no antisemiti­smo «equi­vale solo a sminuire la gravità dell’Olo­causto, che deve costituire un punto di riferi­mento storico e morale, non il pretesto per un’analo­gia» (rivendicazione, quin­di, non solo del diritto di prelazione olocaustica, ma anche dell’esclusiva!). Unico sarà il Culto, unico il Dogma, commenta Phillip Lovate: «The Holocaust is a jealous God; thou shalt draw no parallels to it, L’Olocau­sto è un dio geloso; non lo paragonerai a nessun’altra cosa» (Resistance to Holocaust, in Tikkun n.4/1989).

Nulla quindi di strano che il carismatico arcivescovo negro/anglicano mandelia­no Desmod Tutu, dopo avere dichiarato nel 1987 che gli ebrei non hanno «il mono­po­lio del dolore», venga accusato di antisemitismo e costretto a pubbliche scuse. 
Nul­la di strano che nel gennaio 1998 Avner Shaky, deputato del Shas, voglia vietare per legge l’uso del termine «olo­cau­sto» fuori di ogni conte­sto se non quello dell’olo­ster­mi­nio.
Nulla di strano che il sinistro goy Germinario si scagli contro gli studiosi revisionisti, in quanto anche col meno «nega­zio­nista» si piomba nella «banalizza­zione della dram­mati­cità spaven­to­sa della Shoah […] la Shoah viene neces­sariamente priva­ta della sua terribile ed incom­mensu­rabile specificità» («l’unicità è un dato assodato della costruzione olocau­stica; appro­va­re tale unicità è il dovere assegnato, disappro­varla equivale a negare l’Olo­cau­sto […] La più “insidiosa” forma di negazione del­l’O­locau­sto, asseve­ra la Lip­stadt, è costituita dalle “equivalenze immorali” […]
“Non comparare” è il mantra dei ricatta­tori morali», sferza Norman Finkelstein).

«Non possiamo comunque valutare la singolarità dell’Olocausto nella storia mon­diale in termini numerici», insinua volpino Jerry Muller commentando The Ho­lo­caust in Historical Context di Steven Katz, «a scholar with inexhau­stible energy and over­po­wering erudition, uno studioso di inesauribile energia e insopporta­bile cultura»:
«Nel diciannovesi­mo secolo, come ci ricorda Katz, qualcosa come

venti milioni di persone sono morte nella ribellione Taiping del 1857.
Nel nostro terribile secolo Stalin ha ucciso più gente di Hitler [Katz dà
20 milioni di morti per mano di un «willful, unyielding Stalin, consapevole, inflessibile Stalin» nel decennio 1929-39],
e con ogni probabilità si troverà che Mao, anche se non sarà mai possibile una stima precisa, ha ucciso di gran lunga più gente del suo compagno d’armi sovietico [per Katz:
da 34 a 62 milioni nella guerra contro Chiang Kai-shek, altri 20 nel 1949-75].

Con massacri così grandi come quelli russo e cine­se, sotto quale prospettiva l’Olocausto può essere considerato unico?
Per Katz ciò che “differenzia la Shoah da ogni precedente e fino ad oggi se­guente, co­munque inu­mano atto di vio­len­za collettiva, etnocidio e massacro di massa” è “il libero imperativo ideologico [unconstrained, ideologically-dri­ven imperati­ve] che ogni ebreo dev’essere ucciso“. Solo l’Olocausto è quindi un genocidio, se tale termine viene usato nel senso specifi­co di Katz: un tentativo “di uccidere nella sua totalità un gruppo razziale, religioso, politico, sociale, sessuale o economico”». (…) (1)

Note
1) Fonte: Gianantonio Valli, I Complici di Dio, Genesi del Mondialismo, effepi, Genova, 2009, pag.477, ED.

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Pubblicato il  23 Luglio 2015, alle ore 11.00
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