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Giu 15

1088 – Eco Umberto Internet ed il diritto di parola a legioni di imbecilli

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Nel post viene trattato di Eco Umberto e del suo “imbecilli”. Precisiamo che nulla ci importa del soggetto. Viene qui trattato solo perchè tira dentro il “tema” per eccellenza, il prezzzemolo  Auschwitz. In nota 2) si forniscono ulteriori informazioni su tale soggetto.

Click...

Click…

Per i vecchi savi la catastrofe deve essere di proporzioni inimmaginabili per noi imbecilli del web! La tanto chiacchierata, dai dottori in chiacchiera e masturbazione mentale, eguaglianza di chance degli uomini, introdotta da Internet, ha orizzontalizzato il premio Nobel e milioni di imbecilli! Un dramma! I savi hanno perduto la pedana che gli sollevava la cattedra ed il culo permettendogli di dominare dall’alto! Io so!…e  tu sai nulla!
Oggi qualunque imbecille sceglie chi leggere o ascoltare, chiunque può formarsi un bagaglio proprio di conoscenze con pochi “clicks”… scegliere!
Questo il dramma!
Questo il primo evidente problema per i dottori in chiacchiera e masturbazione mentale!
Le recenti parole di Eco Umberto confermano ciò che erano state avvisaglie dell’ulcera perforante in atto, notata in un intervento di vercelli claudio che esponeva l’effetto internet nella conoscenza storica, in modo particolare rispetto al revisionismo storico, spregiativamente definito negazionismo, prodotto dalla rete!

…<<guardate  che i negazionisti rischiano di vincere la partita, vi posso garantire che se io, ma ancor…meglio di me un Mantelli (Brunello)…,che conosce millimetricamente ogni aspetto del sistema concentrazionario, ci confrontassimo con certi negazionisti come un Carlo Mattogno e voi foste un pubblico, come dire, non svezzato su certe cose, ne uscireste con l’impressione che forse un negazionista ha le sue ragioni perchè il negazionista non punta a convincervi da subito che Auschwitz non c’è mai stato>>…(1)

Va precisato che nessun serio revisionista, un Graf, Faurisson, Rudolf, Mattogno, Hofmann, Klues…, ha mai fatto imbecilli affermazioni del genere! Auschwitz è ancora lì, con la sua bella piscina per gli internati, il locale del bordello per gli internati, la camera a gas allestita nel 1948 dai comunisti polacchi per le mandrie di cultori dell’orrido, il tetto del leikenkeller senza fori per l’introduzione della Zyklon B!…Una “perla” quel “pubblico non svezzato” (imbecille?) …noi diciamo tossicOLOdipendente!

 Oggi tale Eco Umberto dice

 …<< Qualcuno arriva a sostenere che Auschwitz non sarebbe stato possibile con Internet, perché la notizia si sarebbe diffusa viralmente. Ma d’altro canto dà diritto di parola a legioni di imbecilli >>…(2) (2.0)

!vaselina_auschwitz_industria_olocausto_israel-lobby

Click…

Auschwitz è come il prezzemolo o come il nero che… va su tutto!
– Impone un tono di gravità al resto del discorso,
– impone un pregiudizio,
– impone una minaccia di scomunica,
– rappresenta la dose giusta di vaselina…Vaselina Auschwitz!
Storicamente qualcuno aveva diffuso notizie del preteso sterminio ebraico ben PRIMA che il Konzentrationslager di Auschwitz fosse stato ideato, ben prima del 3 settembre 1939,
ben prima del caso della nave
St. Louis e della nave  Quanza
e qualcuno durante (3)
…e non successe nulla!
Il suono della parola Auschwitz permette l’uso del termine imbecilli, inibisce massicciamente la reazione degli imbecilli!

Il vero problema è che miliardi di cervelli di imbecilli siano stati  lavati da una casta di nonimbecilli dalle cattedre di ogni aula scolastica del globo col sapone fatto con gli ebrei (menzogna propagandata dal noto soggetto ebreo che “mentì sempre“, wiesenthal simon) sterminati in camere a vapor acqueo!

The New York Times del 09 Gennaio 1938: Annuncio di 6.000.000 di "vittime" dell'antisemitismo! Click...

The New York Times del 09 Gennaio 1938: annuncio del cabalistico  6.000.000 di “vittime” dell’antisemitismo! Click...

Questo il vero incubo! Ciò è stato ripetuto, sapendo di mentire, a miliardi di bambini per decenni!
Oggi qualunque imbecille trova ampia documentazione sulle falsità spacciate da un esercito di autorità, sacerdoti olocaustici con decine di lauree honoris causa, storici professionisti in cattedra, professori onanisti membri di task-force dell’einsatzgruppe antirevisionismo, questo il problema!
Gli studi revisionisti, oggi, sono disponibili liberamente in rete e
– sbugiardano i burattini dei ventriloqui  sterminazionisti,
– sbugiardano autori di ponderosi volumi che spacciano la menzogna dei due ordini di sterminio degli ebrei d’Europa impartiti da Hitler, ordini mai trovati!
… questo il problema! (4)

Diamo conto di una risposta ad Eco Umberto:

…<< Quello che è andato in crisi è l’autorità, l’autorevolezza, la distinzione. Quella che è andata in crisi è “la parola del re. Un brusio continuo, una cacofonica e dissonante eco di frasi dette, prese restituite, ridette, riprese, è l’ininterrotto rumore di fondo che ha sostituito le distillate profezie dei sacerdoti, dei clerici, degli intellettuali. La loro sacralità. Una volta bastava essere un professore universitario – che in tutta la vita avevi studiato la navigazione fluviale in Europa tra il 1436 e il 1578 – e eri un’autorità “di opinione”. Non è più così…Nicotera, 11 giugno 2015 >> (5)

Già! Oggi basta un imbecille revisionista che studia sui testi di Mattogno, per esempio, e ne condivide le analisi, e lo dice, pubblicamente, tramite un pc che il mondo, eletto e non, del fiore universitario si ritrova col culo per terra…al pari di milioni di imbecilli!
E’ la superstizione della democrazia e dei diritti dell’uomo, realizzati!

Note

1) Vedere qui il post dedicato, con il video della frase riportata
2) Eco Umberto e il revisionismo storico. Il soggetto è stato supervisore, con Patrizia Violi e Mauro Wolf,  della tesi di dottorato di ricerca in Semiotica presso l’Università di Bologna di pisanty valentina, che scrive…

<<Nel corso delle mie ricerche, varie altre persone mi hanno fornito preziosi spunti teorici e utili indicazioni bibliografiche. In particolare, ringrazio Furio Colombo, Arthur Hertzberg, Nadine Fresco, Maurice Olender, Liliana Picciotto Fragion, Adriana Goldstaub e Marcello Pezzetti del Centro Documentazione Ebraica Contemporanea, Sarah Halperyn del Centre de Documentation Juive Contemporaine, Jamie McCarthy e Kenneth McVay del Nizkor Group, i bibliotecari dell’ YIVO Center (New York), Jeffrey Ross dell’ Anti-Defamation Legue, Alastair McEwen, Stefano Traini e gli amici dottori e dottorandi dell’Istituto di Comunicazione dell’Università di Bologna>>;

obbiettivo di tale con-sesso di “luminari” era l’ “assassino della memoria” Carlo Mattogno, il massimo conoscitore mondiale di cose di “Auschwitz” e dintorni, un revisionista. Dice pisanty…

“Lo scopo che mi pongo è piuttosto di portare alla luce le strategie persuasive messe in atto dai negazionisti nella lettura dei documenti storici”…

affermazione commentata da Carlo Mattogno…

<<Questa dichiarazione è fin troppo scopertamente pretestuosa: la Pisanty pretende di analizzare una metodologia storiografica dal punto di vista puramente semiotico senza una preliminare analisi storica – che dà per scontata (Pierre Vidal–Naquet dixit) –, e senza una preliminare preparazione storica; ella pretende di giudicare in che modo uno storico interpreta un documento senza esaminare il valore storico del documento. Questo tipo di indagine, se fosse condotta sul serio, si esaurirebbe inevitabilmente in una sterile esercitazione retorica, senza alcun contatto con la realtà. Proprio qui sta la pretestuosità della dichiarazione summenzionata: per non restare sul piano nebuloso delle astratte categorie semiotiche, la Pisanty è costretta ad affrontare le problematiche storiche concrete avanzate dai revisionisti, ad esprimere un giudizio sul loro valore storico, dunque a far rientrare dalla finestra ciò che aveva finto di cacciare dalla porta.

L’irritante questione delle camere a gas è pertanto un tentativo di confutazione delle argomentazioni storiche revisionistiche sotto la copertura semiotica.

La necessità di questa copertura appare manifesta quando si consideri che questa «tesi di dottorato» sulle camere a gas è nata e si è sviluppata non già – come ci si sarebbe aspettati – in un Istituto di storia moderna e contemporanea, bensì in un Istituto di semiotica, in cui docenti e discenti hanno necessariamente una conoscenza della storia olocaustica pari a quella che i docenti e discenti di filosofia possono avere della fisica nucleare>>… Continua qui.

2.0) Fonte http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/umberto-eco-e-i-social-danno-diritto-di-parola-a-legioni-di-imbecilli/203952/203032?refresh_ce
3) Ci si riferisce al “testimone” ebreo karski jan che in  <<un rapporto del novembre 1942 menzionò i “treni della morte” (col pavimento cosparso di calce viva) come strumenti di tortura per portare gli Ebrei del ghetto di Varsavia «in campi speciali a Treblinka, Belzec e Sobibor», dove venivano uccisi>> che << Per quanto riguarda Belzec  gli attribuiva il metodo di sterminio allora in voga della folgorazione. Nel dicembre 1942 Karski riferì di una sua fantomatica visita – in divisa da poliziotto polacco – ad un “campo di smistamento” a cinquanta chilometri da Belzec, rielaborando il tema letterario dei treni della morte, che ora diventavano essi stessi strumento e metodo di sterminio, mentre a Belzec egli affibiava ancora i metodi di uccisione dei gas letali e della corrente elettrica. Infine, in un libro apparso nel 1944 Karski trasformò il “campo di smistamento” nel campo stesso di Belzec, che ora pretendeva di aver visitato in divisa da guardia estone: esso non era dotato di camere a gas, ma di “treni della morte”, sui quali i detenuti venivano caricati al campo e portati a morire a circa 80 miglia di distanza! >> Il testo completo è consultabile qui.
4) Vedere Raul Hilberg e i «centri di sterminio» nazionalsocialisti. Fonti e metodologia
5) Fonte https://lanfrancocaminiti.wordpress.com/2015/06/12/eco-e-i-social-network-ma-tas-te-stupid/. Ripreso da 12.06.15. Rastaucei, http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Date=Today&ID=2015061230511941

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Pubblicato il 15 Giugno 2015, alle ore 10,50
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