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Giu 02

1074 – Deportazione ebraica: più delatori o collaborazionisti?

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Oggi 02-06-2015 si legge della compilazione di un elenco di nomi di italiani che avrebbero fatto da delatori negli anni 1943-45, “vendendo”, se abbiamo capito correttamente, 383-250 = 133 ebrei romani. 133 casi di delazione  paiono “documentati” (i 250 sono casi di racconti, evidentemente senza fonti documentali) su 1.769 deportati sul totale di “13mila ebrei presenti a Roma“, circa l’1%.(1)
In pratica l’Autorità pagava in cambio di informazioni.

Ciò accadeva nel “buio” millennio passato

Fortunatamente, oggi, non abbiamo chi, magari finanziato dall’Autorità con centinaia di migliaia di euro all’anno,  osserva, censisce i siti, persone, impropriamente detti “antisemiti”, “negazionisti” e ne pubblica i nomi!
Per fortuna ciò non esiste!
Diversamente non si vedrebbe una grande differenza! Vero?

Cascando a fagiolo… sulla deportazione di alcuni ebrei da Roma il 16 ottobre 1943, citiamo l’ebrea, convertita Anna Foà:

…”Zolli (rabbino dell’epoca,ndolo) propone di cessare le funzioni religiose, di distruggere le liste dei contribuenti e degli iscritti alla comunità”…
…”Com’è noto, i dirigenti comunitari si oppongono ”…
…”Essi continuano a confidare, fino alla mattina del 16 ottobre, nella rete di amicizie e relazioni consolidate con il regime negli anni precedenti e mai davvero rimesse in discussione nemmeno dalle leggi razziali del 1938″…
…”famosi elenchi dei contribuenti (o degli iscritti), sequestrati a Roma dai nazisti”……”ho la sensazione che questa vicenda, sostanzialmente la consegna di mille ebrei romani alla morte da parte della dirigenza comunitaria e dell’Unione, sia ancora un nodo irrisolto della memoria della comunità di Roma”… (la lettura continua qui) (2)

Sulle deportazioni, ghettizzazione-internamento nei lager,  ebraiche, in generale, citiamo l’ebrea arendt hannah:

Testo originale arendt. Click...

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<< A prescindere dalle considerazioni d’ordine giuridico, fu una cosa buona che al banco dei testimoni si presentassero gli ex-combattenti della resistenza ebraica. Ciò valse a dissipare lo spettro della collaborazione generale.La soluzione finale si era svolta in un’atmosfera soffocante e avvelenata, e vari testimoni dell’accusa avevano confermato, lealmente e crudamente, il fatto già ben noto che nei campi molti lavori materiali connessi allo sterminio erano affidati a speciali reparti ebraici; avevano narrato come questi lavorassero nelle camere a gas e nei crematori, estraessero i denti d’oro e tagliassero i capelli ai cadaveri, scavassero le fosse e più tardi riesumassero le salme per far sparire ogni traccia; avevano narrato come tecnici ebrei avessero costruito camere a gas a Theresienstadt e come qui l’”autonomia” ebraica fosse arrivata al punto che perfino il boia era un ebreo. Il problema morale era riposto nella gran dose di verità inclusa in ciò che Eichmann aveva raccontato sulla collaborazione delle autorità ebraiche>>…(3)

<< In fatto di collaborazione, non c’era differenza tra le comunità ebraiche dell’Europa centro-occidentale, fortemente assimilate, e le masse di lingua yddish dei paesi orientali. Ad Amsterdam come a Varsavia, a Berlino come a Budapest, i funzionari ebrei erano incaricati di compilarle liste delle persone da deportare e dei loro beni, di sottrarre ai deportati il denaro per pagare le spese della deportazione e dello sterminio, di tenere aggiornato l’elenco degli alloggi rimasti vuoti, di fornire forze di polizia per aiutare a catturare gli ebrei e a caricarli sui treni, e infine, ultimo gesto, di consegnare in buon ordine gli inventari dei beni della comunità per la confisca finale >>. (4)(5)

Note

1) Fonte dei dati: isman gabriele, La Repubblica del 02.06.2015

2) Fonte la relazione  di  Anna  Foà, ebrea convertita,  tenuta  il  28.10.2010 all’Accademia  Galileiana  di  Scienze,  Lettere  e  Arti  di  Padova; link http://www.e-brei.net/uploads/DocumentiStorici/Zoller.pdf

3) Fonte: arendt hannah, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, 1964, pag.130

4) Fonte: arendt hannah, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, 1964, pagg. 125-126
5) Sulla collaborazione ebraica col Regime Nazionalsocialista si vedano:
a- http://olodogma.com/wordpress/2014/10/14/0847-responsabilita-della-dirigenza-ebraica-romana-nella-deportazione-del-16-ottobre-1943/
b- http://olodogma.com/wordpress/2014/02/12/0588-lindigeribile-ebrea-arendt-hannah-e-la-collaborazione-ebraica-col-terzo-reich/
c- http://olodogma.com/wordpress/2014/01/24/0563-la-politica-nazionalsocialista-di-emigrazione-evacuazione-ebraica/
d- http://olodogma.com/wordpress/2012/11/26/0071-arendt-hannah-e-la-collaborazione-ebraica-con-l-ss-obersturmbannfuhrer-adolf-eichmann/
e- http://olodogma.com/wordpress/2013/11/30/0490-ebrei-collaborazionisti-sionismo-e-terzo-reich-haavara-o-accordo-sul-trasferimento-tra-ebrei-tedeschi-e-germania-nazionalsocialista-di-mark-weber/
f- http://olodogma.com/wordpress/2013/08/11/0338-hanna-arendt-e-la-collaborazione-iii-reich-ebrei-il-campo-di-concentramento-di-theresienstadt-nelle-immagini-ufficiali/
g- http://olodogma.com/wordpress/2013/03/30/0186-adolf-eichmann-consigli-ebraici-judenratil-revisionismonegazionismo-dellebrea-arendt-hannah-l-olocausto-israel-lobby-e-pierluigi-battista/

______________________Pubblicato il  02 Giugno 2015, alle ore 18,20

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