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Mag 27

1069 – “Bruciare” i libri revisionisti! In Australia Amazon è nel mirino!

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Riceviamo e pubblichiamo

!nasonia_esperti_antisemitismo_negazionismo<< Di seguito la traduzione (MOLTO rapida) di un articolo pubblicato il 25 maggio sul sito dell’“Australian Jewish News” (AJN) che mostra il panico della comunità ebrea australiana davanti all’avanzata del revisionismo. Il nostro amico (ed ex prigioniero per cattivi pensieri) Fredrik Töben crede che sarà difficile per Amazon obbedire alle ingiunzioni della comunità ebrea che desidera mettere fine alla distribuzione delle opere revisioniste. Ha comunque sottolineato che recentemente Amazon aveva soppresso uno dei suoi “commenti clienti” (sul libro di Trevor Poulton. “The Holocaust Denier”)…

Furore contro i libri negazionisti di Amazon

 

Click...

Click…

Amazon è il bersaglio di vivaci critiche: propone al pubblico opere negazioniste, potrebbe infrangere cosi facendo la legge sulla discriminazione razziale.
La Commissione Anti-Defamation [ADC] del B’naï B’rith ha stroncato Amazon che osa proporre titoli come “Did Six Million Really Die?”, “The Six Million : Fact or Fiction?”. “The Myth of the Extermination of the Jews” e “The Hoax of the Twentieth Century: The Case Against the Presumed
Extermination of European Jewry”. Tutti questi titoli sono reperibili sul fornitore on line con una semplice ricerca su Google che porta il lettore sul sito di Amazon.
Il Dr. Dvir Abramovich, presidente dell’ADC, ha dichiarato questa settimana all’AJN che Amazon Australia potrebbe violare l’articolo 18C della legge federale sulla discriminazione razziale che vieta tutto ciò che è di natura atto ad  “offendere, insultare, umiliare o minacciare” una persona a causa della sua razza o dell’origine etnica.(1)
Per lui Amazon Australia 

“non dovrebbe essere un focolaio e una cloaca di razzismo,  xenofobia e intolleranza e, fungere da passerella per la gioventù per entrare nel mondo dell’odio”…“È imperdonabile che Amazon Australia serva da veicolo e da piattaforma permettendo ai fanatici di diffondere e propagare le loro invettive tossiche e nocive. Non si dovrebbe normalizzare né integrare una letteratura che incoraggia e incita all’odio contro gli ebrei diabolizzandoli e diffamandoli, che nega e banalizza l’Olocausto e che fomenta  violenza razziale”,

ha dichiarato.

“Sono sicuro che i neo-Nazisti, i razzisti e i gruppi radicali, non potendo proporre il loro materiale di odio ad editori tradizionali, siano felicissimi che quel vile contenuto, glorificante i Nazisti e i sostenitori della supremazia bianca e disumanizzazione degli ebrei, sia disponibile in versione cartacea e nel formato e-book per un consumo di massa.”
“In un’epoca nella quale si assiste ad un’argomentazione spettacolare dell’antisemitismo, dei discorsi di odio e di violenza contro gli ebrei, poter scaricare facilmente informazioni cosi rivoltanti e tossiche, contribuisce a soffiare sul fuoco dei pregiudizi e dell’estremismo.”

Abramovich ha aggiunto :

“Le imprese hanno una responsabilità morale e dovrebbero riesaminare e rivalutare i loro usi e la loro politica. Chiediamo ad Amazon Australia di fare ciò che serve all’istante, ossia ritirare immediatamente quei titoli dagli scaffali virtuali.”

La sede legale di Amazon negli Stati Uniti non aveva ancora risposto all’AJN nel momento in cui stavamo editando.>>(2)

Note

1) In Italia una simile “tragedia” (la vendita di libri di autori revisionisti) era stata annusata da un ebreo il 27/10/2013, si veda il nostro post n° 0468 – gattegna renzo (ucei), Amazon non venda i libri negazionisti, ovvero come gasare il revisionismo

2) Fonte originale http://www.jewishnews.net.au/fury-over-amazon-denial-books/41998. Fonte del post BO5174/250515. La traduzione è a cura di GV

_______________________Pubblicato il  27 Maggio 2015, alle ore 09,09

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