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Mag 26

1068 – Lettera aperta del revisionista Bradley Smith a Steven Pinker dell’Università di Harvard

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Bradley Smith. Click...

Bradley Smith. Click…

Malgrado la veneranda età e malgrado il cancro che non lo lascia in pace, il revisionista americano Bradley Smith, creatore, nel 1987 del CODOH (Comitato per un dibattito pubblico sull’Olocausto) e responsabile del mensile “Smith’s Report”, continua la lotta.

Sappiamo che é diventato specialista nell’intervenire nei campus americani. Interviene sempre in modo tanto naif quanto abile da turbare l’avversario.
Ecco la lettera aperta che ha indirizzato il 18 aprile scorso a un professore dell’Università di Harvard (traduzione sintetica) :

Professore Steven Pinker
Department of Psychology
Harvard University
350 Massachusetts Ave,
Cambridge, MA 02138
18 Aprile 2015

Professore,
Sono venuto a conoscenza grazie a YouTube del discorso di apertura che ha pronunciato in occasione del 15simo anniversario della Fondazione per [la salvaguardia] dei diritti individuali nell’Educazione (F.I.R.E). Il suo intervento aveva come titolo : “Tre ragioni per proclamare la libertà di espressione”. Ammiro la posizione chiara e netta che ha sulla questione della Libertà di Espressione, e penso di essere completamente d’accordo con cio’ che dice.
Le scrivo perché faccio parte di quelle persone che sono arrivate a dubitare delle storie secondo le quali i Tedeschi hanno utilizzato armi di distruzione di massa (camere a gas) per tentare di sterminare gli ebrei d’Europa e forse il mondo intero.
Sono scrittore e la forma mentale a me propria mi ha portato a pensare che i miei dubbi mi obbligavano moralmente a incoraggiare sul soggetto un libero scambio di idee, una Libertà di Espressione.
Qualche anno fa, nel 2009, ho messo un piccolo annuncio nel “Harvard Crimson [giornale studentesco] . C’erano due domande in quell’annuncio. Domandavo perché, nel suo libro “Crociate in Europa”, nel suo libro “Crociate in Europa”, Dwight D. Eisenhower, non aveva menzionato le armi di distruzione di massa tedesche (le camere a gas). E domandavo se c’era a Harvard un professore capace di fornire, prove alla mano, il nome di una persona che fosse stata uccisa a Auschwitz in una camera a gas. Non ho ricevuto nessuna risposta a quelle due domande.
Il “Crimson” ha pubblicato l’annuncio una volta, poi ha preteso che era un “errore” e l’ha ritirato. Tuttavia, il fatto di aver pubblicato una sola volta quelle due semplici domande ha scatenato uno scandalo, una tempesta di proteste e di condanne in tutta la Nuova-Inghilterra, tempesta che é stata ripresa dalla CNN e da altre agenzie di stampa internazionale.
Troverà tutta la storia [vedere qui.] Sollevo questa riflessione perché lei insegnava a Harvard
quell’anno e non ho visto nessun suo commento su quell’incidente di Soppressione della Libertà di Espressione.
Adesso che l’ho ho sentita vantare le virtù della Libertà di Espressione alla riunione del FIRE, e adesso che, mi sembra, di essere d’accordo con tutto cio’ che dice sulla questione, vorrei sapere perché non trovo da nessuna parte un suo commento su questa questione di “censura” di cui si é tanto parlato ad Harvard nel 2009.
Ha cambiato opinione nel 2015 sulla Libertà di Espressione, rispetto al 2009?
Se si , può dire brevemente perché, perché ha cambiato opinione? Ho letto anche che la sua famiglia era ebrea. Credo di sapere che lei non sia religioso, ma questo ha importanza rispetto alla Libertà di Espressione e al soggetto dell’Olocausto? Le faccio questa domanda perché il mese scorso (a marzo) il “Crimson” si é rifiutato di pubblicare un piccolo annuncio che avevo inviato loro per promuovere il mio ultimo libro, “A Personal History of Moral Decay” (Storia personale di decadenza morale).
Il libro é una raccolta di racconti autobiografici, la maggior parte dei quali si é svolta prima che io fossi sensibilizzato alla questione dell’Olocausto. Il mio annuncio é stato rifiutato perché un “direttore” della pubblicità (non mi hanno riferito il suo nome) sarebbe stato troppo “a disagio” nell’autorizzare la pubblicazione.
Capisco perfettamente che “Crimson” abbia il diritto di rifiutare la pubblicazione di un annuncio o di un contenuto editoriale, se vuole. Tuttavia, tenuto conto dei rapporti che ho avuto con il “Crimson” in passato, non posso impedirmi di pensare che l’annuncio riguardante il mio nuovo libro sia stato rifiutato per le stesse ragioni che hanno addotto per il ritiro del mio annuncio nel 2009 dopo la sua pubblicazione. Il suo autore raccomanda la Libertà di Espressione nel dominio dell’Olocausto.
Professore : Quali sono, secondo lei, le ragioni per le quali Harvard ha abbandonato gli ideali di Libertà di Espressione e di Libertà di stampa? E’ certo che esistessero ancora in un determinato momento della sua storia. Forse qualche parola da parte sua potrebbe incitare due o tre dei suoi collaboratori universitari, ad alzarsi, mettere il processo in marcia e rompere il tabou che a Harvard impedisce di esprimersi liberamente sulla questione dell’Olocausto.
Grazie dell’attenzione.

_______________________Pubblicato il  26 Maggio 2015, alle ore 10,57

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