«

»

Apr 06

1018 – Vincent Reynouard: la mia risposta alle minacce anonime e ai processi

.

…”Per gli ebrei non valgono MAI le cose
 che valgono per gli esseri umani“…

Frase dell’ebrea “barbara”, verificabile qui

Riceviamo e pubblichiamo

Immagine fuori testo: minacce di morte ad un revisionista italiano e al suo bambino. Click...

Immagine fuori testo. La minaccia una pratica standard contro il revisionista. Nella foto: minacce di morte ad un revisionista italiano ed al suo bambino. Click…

Il 25 marzo (2015) si è tenuto il processo intentato contro Vincent Reynouard per un articolo pubblicato da “Rivarol” nel maggio 2011, di cui era l’autore e che avevamo diffuso integralmente, malgrado la lunghezza, il 4 giugno 2011 in un messaggio intitolato : “Straordinario articolo di V. Reynouard su DSK e il TMI”.
La giustizia francese gli rimprovera 8 frasi di questo articolo, nelle quali avrebbe contestato i “crimini contro l’umanità”, cioè avrebbe infranto la legge Gayssot.
Vincent non si é recato al processo e non ha incaricato nessun avvocato di rappresentarlo perché : “non serve a nulla presentare una difesa quando si sa che non si verrà ascoltati e neanche sentiti”. Diffonde invece un video [1] di un’ora annunciandolo cosi :
Nuovo editoriale :” La mia risposta alle minacce anonime e ai processi”

Il 31 marzo, uno sconosciuto ha depositato presso il domicilio di Vincent Reynouard una lettera anonima dove si può’ leggere : “Vi resta poco tempo”. Cinque giorni prima, Vincent era stato giudicato a Parigi per un articolo cripto-revisionista pubblicato nel 2011 dal settimanale “Rivarol”. Malgrado il clima deleterio per un articolo, Vincent ha scelto di non tacere. In questo nuovo editoriale, risponde a quelli che lo minacciano cosi come alla “Giustizia” francese, alla quale nega ogni legittimità quando si tratta di braccare i revisionisti.

Il procuratore ha richiesto 1000 giorni-multa a 80 euro, che equivalgono al pagamento di 8.000 euro o a difetto una detenzione di 100 giorni.
Verdetto : il 7 maggio prossimo. [2]

Note

[1] Per visionare il video, cliccare qui <http://youtu.be/t3SZaQHG8Fs>
[2] Fonte Bo- 5093 del 03.04.15. La traduzione è a cura di GV
————————————–

Ecco una lettera di Vincent Reynouard apparsa il 27 maggio (2011) nel settimanale “Rivarol” (1 Rue d’Hauteville, 75010 Parigi), n° 3001, p.4; lunga ma estremamente pedagogica; che succederebbe se DSK (con DSK si deve intendere l’ebreo Dominique Strauss-Kahn, ndolo) fosse giudicato da un tribunale che applicasse le regole del TMI (Tribunale militare internazionale di Norimberga)?

Click...

Click…

Lettera aperta ai difensori di DSK

Signore e Signori,
Contrariamente a ciò’ che fate voi, non difendo né sostengo DSK. Ma mi rifiuto di unire la mia voce a quelli che, senza conoscenza diretta dei documenti, già lo condannano per aggressione sessuale. La mia esperienza di revisionista mi ha in effetti insegnato, che negli affari dove la politica entra in gioco, direttamente o no, anche le decisioni giudiziarie sono dubbiose. Solo l’accesso ai fascicoli permette di sperare, di trovare la verità. Nell’affare del massacro di Oradour-sur -Glane, per esempio, ex Waffen-SS tedeschi e alsaziani furono condannati nel febbraio 1953 da un tribunale militare francese a Bordeaux. I giudici e gli avvocati erano in toga, i fascicoli impilati, ben ordinati, ben classificati, i dibattiti calmi, i testimoni deposero davanti alle cartine del villaggio, la Difesa fu l’ultima ad essere ascoltata… Nessuno degli accusati nego’ i fatti, si limitarono tutti a minimizzare le loro responsabilità personali in quel dramma. In breve, per un osservatore superficiale, giustizia é stata fatta in condizioni serene e il giudizio del febbraio 1953 deve essere conforme alla verità, essendo l’affare ormai chiuso.

Tuttavia, una semplice inchiesta sul terreno e l’accesso a una parte del fascicolo permettono di scoprire la voragine che esiste tra la tesi ufficiale confermata a Bordeaux e la realtà. Ho pubblicato diversi scritti sulla questione e non ci tornerò sopra. Tutto ciò’ che desidero sottolineare qui, é che, malgrado il cerimoniale , la “giustizia” fatta a Bordeaux nel febbraio 1953, é giustizia solo di nome. Rifiuto quindi di condannare DSK senza conoscere il fascicolo. In questo sono al vostro fianco SIGNORI della Difesa. Oh! So bene che respingerete con l’ultima energia la mia compagnia. E non avete torto, in effetti, poiché le nostre motivazioni sono molto diverse. Voi, difendete, non la verità, ma un correligionario, un amico, il rappresentante di un partito…D’altra parte, lo avete subito difeso, invocando, senza attendere, la tesi di una “trappola tesa”, di un “complotto politico” vedi un “complotto antisemita”. E’ vero, che avete rapidamente avanzato elementi in favore della vostra posizione : alcune anomalie nella versione ufficiale (una cameriera d’albergo sa sempre se un cliente é, o no, nella sua camera), alcune contraddizioni nell’impiego del tempo di DSK, delle stranezze psicologiche (se DSK avesse voluto fuggire, perché sarebbe rimasto a mangiare con sua figlia?)…
Perché no? Ancora una volta, il revisionismo mi ha insegnato che possono esistere apparenze ingannevoli e versioni ufficiali la cui solidità resta illusoria. Solo che : voi, non ne avete coscienza a meno che non vi serva . Poiché, in effetti, nell’affare dell’ “Olocausto”, é sufficiente leggere qualche opera sterminazionista per accorgersi che la cronologia dei fatti é lontana dall’essere stabilita. Abbondano le contraddizioni tra gli autori.
– Quando i Tedeschi avrebbero deciso di liquidare fisicamente gli ebrei?
Molto prima della guerra, dicono gli “intenzionalisti” tra i quali alcuni si basano sul famoso discorso pronunciato da Hitler il 30 gennaio 1939.
Il 31 luglio 1941 rispondono, secondo loro, certi “funzionalisti”, che basano la loro analisi sulla lettera di Göring a Heydrych.
Il 20 gennaio 1942, affermano altri, invocando Wannsee.
Nel maggio 1942, asserisce un Florent Brayard, che produce un “discorso segreto” di Himmler.
Queste contraddizioni su una questione capitale per la tesi ufficiale non vi hanno mai disturbato. Per quanto riguarda le stranezze e le anomalie, potrei citarne a dozzine.

Immagine fuori testo. L'apparecchio di disinfestazione a micronde di Auschwitz. Click...

Immagine fuori testo. L’apparecchio di disinfestazione a micronde di Auschwitz. Click…

A Auschwitz-Birkenau che é considerato come un “campo di sterminio”,
perché aver costruito, nel settore femminile, un ospedale dotato di apparecchi molto moderni per l’epoca (si veda testimonianza dell’ex deportato André Rogerie)?
Perché avervi installato un congegno che spidocchiava i vestiti con l’aiuto di un microonde?
– A Majdanek considerato anch’esso un “campo della morte”, perché aver collegato il sistema idrico degli scarichi alle acque di scolo vicine della città di Lublino (lavori che durarono diversi mesi), questo al fine di migliorare le condizioni di igiene dei detenuti?
– Se da 1942, “tutti sapevano”, perché gli Alleati si sono infine rifiutati di parlare delle “camere a gas” nella loro dichiarazione comune redatta nell’agosto del 1943, asserendo che non c’erano prove sufficienti?
Perché non hanno prodotto a Norimberga le fotografie aeree prese dai loro aerei di ricognizione nel 1944 e che mostrano, dicono, le “camere a gas” ?
Perché si é dovuto attendere il 1979 e l’avanzata revisionista perché quelle foto fossero infine mostrate?
– E perché é il professore Faurisson che, per primo, ha pubblicato le cartine dei crematori di Auschwitz, quando invece erano state sequestrate dai Sovietici nel 1945?
Ma quante stranezze psicologiche e quante anomalie. Ma tutto questo non vi disturba. Voi andate oltre e credete. Eppure, non si tratta di una sola donna che sarebbe stata aggredita sessualmente ; si tratta ci dicono, di sei milioni di omicidi pianificati e perpetrati. Più l’accusa é grave e più bisogna armarsi di prudenza. O più esattamente, “si dovrebbe”. Perché voi non lo fate, piuttosto il contrario: non solo ci credete, ma con il vostro silenzio o la vostra chiara approvazione, appoggiate una legge d’eccezione che vieta di esporre pubblicamente i propri dubbi sul soggetto.

Che direste, se, domani, ogni rimessa in discussione pubblica della colpevolezza di DSK fosse vietata perché la vittima é nera (Nafissatou Diallo, vedi foto sopra), quindi trattarla da bugiarda sarebbe prova di “razzismo”?

Voi protestereste, giustamente. Ora, é questo genere di discorso che giustifica la “legge Gayssot” : le tesi “negazioniste” sono politicamente scorrette, dichiara il legislatore (facendo qui da pappagallo alle associazioni ebree), poiché feriscono gli ebrei e tendono a riabilitare il nazismo, quindi il razzismo e l’antisemitismo…E voi acconsentite. Questa legge Gayssot poggia in primis sul giudizio di Norimberga reso il 1° ottobre 1946. Che ne direste, signore e signori, se Nicolas Sarkozy, Marine Le Pen e Jérôme Bourbon [ capo-redattore di “Rivarol “] si associassero (per pochissimo tempo, va da sé) per creare un tribunale ex nihilo, lo dichiarassero non suscettibile di ricusazione e designassero tre loro amici, incaricati, nel quadro di questa istituzione, di giudicare DSK?
Vi rivoltereste davanti ad una tale parodia di giustizia. Perché come dice il proverbio : La volpe deve essere ricusata nella giuria che giudica la gallina”.

Eppure, non é ciò che hanno fatto i vincitori del 1945 , una volta schiacciato il nemico, allo scopo di impiccare i dirigenti?

Hanno fondato un tribunale dal nulla e lo hanno dotato di statuto che permetteva ai vincitori di nominarne i giudici e che impedivano alla Difesa di ricusarli (art.3).

Che direste se, per arrivare ad una condanna certa di DSK, quel tribunale fosse autorizzato a giudicare in modo rapido, senza preoccuparsi delle regole abitualmente usate e avesse il potere di accettare ogni mezzo di prova che stimasse valido?

Protestereste. Eppure é ciò che il tribunale di Norimberga poteva fare [ e ha fatto – Nota di Bocage]
in virtù dell’articolo 19 del suo statuto :

“ Il tribunale non sarà legato dalle regole tecniche relative all’amministrazione delle prove. Adotterà e applicherà nella misura del possibile una procedura rapida e non formale e ammetterà ogni mezzo che stimerà avere valore provante.”

Immagine fuori testo. La truffa dello "statuto" del tribunale di Norimberga. Click...

Immagine fuori testo. La truffa dello “statuto” del tribunale di Norimberga. Click…

Che direste se quel tribunale accettasse senza prova ogni fatto reputato “di notorietà pubblica” e considerasse anche come “prova autentica” ogni documento che stimasse valido, comprese le testimonianze “rappezzate” e senza firma manoscritta?

Anche in quel caso protestereste e avreste ragione.
Ma é proprio ciò che il tribunale di Norimberga poteva fare [ e ha fatto – Nota Bocage], grazie all’articolo 21 :

“Il tribunale non esigerà che sia apportata la prova di fatti di notorietà pubblica, ma la riterrà acquisita. Considererà ugualmente come prove autentiche i documenti e i rapporti ufficiali dei Governi delle Nazioni Unite, compresi quelli sistemati dalle Commissioni stabilite nei diversi paesi alleati per le indagini sui crimini di guerra, cosi come i processi-verbali delle udienze e le decisioni dei tribunali militari o altri tribunali di una qualsiasi delle Nazioni Unite.”

Immagine fuori testo: la bomba atomica tedesca! Click...

Immagine fuori testo: la bomba atomica tedesca! Click…

In fede a quei documenti fu “dimostrato” che i Tedeschi avevano ucciso gli ebrei con una bomba atomica, fatto arrostire i prigionieri russi allo spiedo, massacrato 4 milioni di persone ad Auschwitz, soffocato persone nelle “camere a vapore”, tagliato le mani dei bambini sovietici con delle “seghe arrugginite”, inchiodato le donne sulle porte dopo averle violentate, ucciso dei tranquilli cittadini costringendoli a salire sugli alberi e abbattendo questi ultimi perché morissero nella caduta (i Tedeschi avevano, sembrerebbe, molto tempo da perdere, mentre venivano attaccati su due , tre fronti)…

Con il mio amico Carlos Porter, abbiamo scritto diversi opuscoli sulla questione, alfine di dimostrare quanto Norimberga fosse una grande mascalzonata. Non li avete letti e non li leggerete mai. Eppure, se DSK fosse giudicato da tribunale di questo genere, non smettereste, a ragione, di protestare. E sarei al vostro fianco.

Ma allora, perché non siete accanto a me, quando con i miei amici revisionisti, denuncio questa giustizia di vincitori applicata dal 1945 quando si tratta di giudicare i “criminali di guerra”?

Rispondo io al vostro posto senza paura di sbagliare, perché, ideologicamente la denuncia di Norimberga sarebbe nociva per voi. Martine Aubry dice di aver pianto quando ha visto DSK ammanettato. Il 19 agosto 2010, un cittadino francese penetrava sul territorio nazionale, anche lui ammanettato e tenuto da tre poliziotti belgi che l’hanno consegnato a due poliziotti francesi.

Il suo “crimine ” ?

Aver rimesso in causa il giudizio di Norimberga sull’Olocausto.

Ma, non c’erano né giornalisti, né fotografi. Nessuno. Quest’uomo, padre di otto bambini di cui quattro in tenera età, é stato direttamente incarcerato nella prigione di Valenciennes dove vi é restato sino all’aprile 2011.

Né Martine Aubry, né quelli che, oggi, difendono DSK e sono scioccati di vederlo in manette hanno versato la minima lacrima, né alzato un dito. Perché era un “fascista” e, alla fine un “fascista” ha sempre quello che si merita, anche se é condannato al termine della parodia di un processo, in virtù di una legge chiaramente anticostituzionale.

Vi ricordo (o vi comunico) che al mio processo, non ho nemmeno avuto il diritto di difendere il mio punto di vista, anche quando sono stato interrogato dall’avvocato della LICRA. Quando mi ha chiesto se io sapessi che allo Struthof ci fosse una “camera a gas” (sottintendendo : omicida),

ho cominciato a rispondere ma il procuratore (una giovane donna) mi ha interrotto dicendo che il tribunale non doveva “diventare una tribuna per Reynouard.

Invece di ricordare i diritti elementari della Difesa, il presidente lo permise dichiarando che la mia risposta sarebbe stata “pericolosa”, poiché sarei stato portato a contestare di nuovo pubblicamente i crimini contro l’umanità. Per la mia insistenza, mi lascio’ riprendere la mia esposizione ma mi interruppe dopo meno di due minuti, dicendo che non potevo tenere pubblicamente dei propositi “negazionisti”. All’epoca, denunciai quella parodia di giustizia alla quale portava necessariamente la legge Gayssot. Lo feci non in un testo polemico o vendicativo, ma, come mia abitudine, in uno studio circostanziato, producendo tutti i documenti necessari alla mia dimostrazione. Nessuno di voi ha reagito. Nessuno. E quando Paul-Eric Blanrue ha lanciato la petizione in mio favore, nessuno di voi l’ha firmata. Nessuno. La verità, la giustizia ? Ve ne infischiate perdutamente.

Se succede che voi le difendete é solo un incidente, per quelle che restano delle cattive ragioni. I vostri discorsi possono ingannare solo quelli che vogliono esserlo. Aspetto d’altra parte, il seguito degli avvenimenti con una certa curiosità. Aspetto di vedere tutti i socialisti prendere il ruolo del prete come in “Jacquou Le Croquant”, cioè difendere sino alla fine il potente ingiusto contro il povero (qui, sarà “la pezzente”). Promette di essere molto orgasmico. Poi, bisognerà girare un anti-jacquou che racconterà l’affare DSK; sarà molto più vicino alla verità che il film iniziale.

Fonte Bo- 3527 del 04.06.11 (ric. 04.04.15). La traduzione è a cura di GV
.
________________________Pubblicato il 06 Aprile 2015, alle ore 09,25
Avvertenza
!newsletter, prospettiva,diversa,iscriviti_x sitoseguito di una  sentenza , a tutela di utenti/sito dal 2/8/13 i commenti sono chiusi. Sono graditi segnalazioni di errori o malfunzionamenti dei links. In blue testi di Olodogma. Foto, titolo di testa, grassetto, links, colore, sottolineatura, non sono parte del testo originale. Per  contattarci: olodogma@gmail.com
QUI  l’Archivio 1 ,  QUI  l’Archivio 2, QUI l’Archivio 3 di Olodogma.
Per non perdere alcun aggiornamento del sito consigliamo l’iscrizione alla nostra “Newsletter”. L’iscrizione può essere auto-cancellata in ogni momento

[wysija_form id=”8″]

Olodogma è ripreso, in  pagine non ufficiali, su Twitter … e su Facebook
Torna alla PAGINA INIZIALE