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Mar 18

0999 – Il vecchio trucco “israel-lobby” di barare sui termini “antisemitismo”, “odio”, “pregiudizio”. Obbligare Google, Facebook, Twitter!…cukierman, crif, aipac, Francia,

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Fonte Amy Goodman - Shulamit Aloni,  Aloni on use of the anti-semitism charges to suppress criticism of Israel, Democracy Now, 14 agosto 2002

Fonte Amy Goodman – Shulamit Aloni, Aloni on use of the anti-semitism charges to suppress criticism of Israel, Democracy Now, 14 agosto 2002

Si ripete costantemente il vecchio trucco della “israel-lobby” di barare sui termini “antisemitismo”, “odio”, “pregiudizio”. Barare perchè si da per acquisita, che acquisita non è per nulla, anzi, una pregiudiziale antiqualcuno nella massa informe denazionalizzata dei Goyim. Per tentare di rimediare ai frutti velenosi dell’immigrazione, dalla israel-lobby propagandata e fortemente voluta come annacquamento-diluizione delle caratteristiche nazionali dei Goyim, frutti che hanno portato, nel caso francese, a far coabitare 6.000.000 di persone “mussulmane” con 5-600.000 “ebrei”, “ebrei” visti come rappresentanti del ghetto ebraico incistato in Palestina che pratica un sistema di apartheid, furto di terra e genocidio verso gli autoctoni palestinesi, si tenta di forzare la legge del 1881 che garantisce la libertà di espressione dei cittadini (francesi) per impedire che sul WEB si possano fare affermazioni che individuano, per esempio, israele come stato “razzista” e “genocida” e suoi correi chi lo sostiene, ovvero l’uso massiccio e spregiudicato della favolistica olocau$tica, scudo & spada del sionismo. Vediamo sotto una “presentazione” del caso ed una azione di “richiesta di supporto” al padrone-alleato americano affinchè “convinca” i grandi gruppi americani che operano sul WEB a limitare o impedire i “discorsi di odio” (ovviamente a tutela sionista!).

La richiesta di una "task-force" europea. Click...

La richiesta di una “task-force” europea. Click…

“Stranamente” anche in Italia si chiacchiera di antisemitismo mentre la situazione, che si ha dalle fonti di informazione,  non appare preoccupante.

“Stranamente” nel resto dell’Europa si spinge per l’istituzione di una “task-force” contro l’antisemitismo!

Perchè?

Sicuramente la costituzione di una “task-force” del genere significa:

1) visibilità mediatica assoluta del “pericolo” dell'”antisemitismo”, quindi delle “vittime” dell'”antisemitismo”

2) scelta di soggetti “esperti” di “antisemitismo” da inserire nella “task-force” contro l’antisemitismo

3) assegnazione di incarichi ad “esperti” di antisemitismo nella “task-force” contro l’antisemitismo

4) remunerazioni adeguate per tali “esperti” della “task-force” contro l’antisemitismo

5) possibilità di indirizzo, scelta dei targets (gli obiettivi, le presunte fonti di “odio”)

6)  insindacabilità, “irresponsabilità” ed impunità  personale dei componenti la “task-force” dato che NESSUNO sa cosa sia l'”antisemitismo”, perchè NESSUNO sa cosa sia “ebreo”– chi sia “ebreo”– cosa significhi “ebraico”, tanto è vero che l’ebreo levi primo ha dovuto scrivere …”l’avversione contro gli ebrei, IMPROPRIAMENTE detto antisemitismo“…   ( levi primo, pag.170 de  Se questo è un uomo, Einaudi, 2009 ), in eletta compagnia de:

a) …”Il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Renzo Gattegna…inaugurando i lavori del Moked 5774…domande… “Chi è  ebreo? Cosa significa essere ebrei?” gli interrogativi su cui Gattegna ha invitato il pubblico a riflettere, ricordando il dibattito in Israele“…(1)

b) l’ebreo levy gideon sul giornale ebraico haaretz del 10.10.10 …”For decades, we have futilely dealt with the question of who is a Jew”…”What is Jewish?” ( Per decenni, abbiamo inutilmente affrontato la questione di chi è un Ebreo…Che cosa è ebreo? )…(2)

c) l’ebreo finzi alessandro, su shalom.it si chiede…”Chi può dirsi ebreo?“(3)

d) l’ebrea nirenstein fiamma…”Un gruppetto di crociati tra cui spicca per arroganza Anna Foa che crede di poter stabilire dopo millenni di discussione su “chi è ebreo”…(4)

…ogni interpretazione o giudizio diventa insindacabile e pericoloso per i  non allineati (se ne esistono oltre a quei 4 gatti di revisionisti)… un PRE-GIUDIZIO assoluto! In ultimo si segnala che l’operazione “task-force” è coordinata a livello europeo, un “piano d’azione” concertato? Di chi l’idea? Chi è il maestro concertatore?

Note

1) Fonte http://moked.it/blog/2014/05/01/moked-5774-rabbini-maestri-leadership-ebrei-italiani-a-confronto/
2) Fonte http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/the-jewish-republic-of-israel-1.318135
3) Fonte http://www.shalom.it/_flip/2013_05/ ,shalom,maggio2013
4) Fonte http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=6&Id=3101

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1)   L’ebreo jakubowicz alain, la licra, la legge del 1881 e la necessità sionista, di reprimere la libertà d’espressione

jakubowicz_alain_licra<< L’odio. La Francia è sommersa da dichiarazioni antisemite e islamofobe che oltre tutto grazie al web si moltiplicano e propagano con molta facilità. E ora il governo vuole rivedere la legge sulla libertà d’espressione. Ma è giusto combattere l’intolleranza limitando uno dei principi su cui di fonda la République?
la Repubblica, martedì 10 marzo 2015
…Eppure secondo il governo e alcune associazioni che lottano contro l’ hate speech, l’attuale sistema giuridico non è più adatto ai nostri tempi. «Tutti ormai sono d’accordo nel dire che il razzismo non è un’opinione ma un reato. Allora perché non giudicarlo come tale?», si chiede polemicamente Alain Jakubowicz, presidente della Licra, la Lega contro il razzismo e l’antisemitismo. «La legge del 1881 è una legge di libertà, non di repressione», aggiunge Jakubowicz, strenuo promotore di una nuova giurisdizione sul tema.Con la riforma voluta da François Hollande, l’incitamento all’odio potrebbe finire insieme ad altri reati del codice penale, come il furto di un motorino o lo stupro: così com’è già in altri paesi. Un’ipotesi che terrorizza molti avvocati, a cominciare da Richard Malka, storico legale di Charlie Hebdo. «È paradossale notare che dei giornalisti sono morti per difendere la libertà d’espressione – commenta Malka – e una delle prime misure del governo è un legge che minaccia questa libertà». L’avvocato di Charlie è contrario alla riforma. «Se passasse, i vignettisti del nostro settimanale sarebbero processati per le caricature su Maometto per direttissima, tra un rapinatore e uno spacciatore. È una legge fondata sull’emozione, e come tale da irresponsabili» …

Anais Ginori>> [1]
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2) L’ebreo cukierman roger del Crif informa l’aipac sull’antisemitismo in Francia preme sui grandi Social  e motori di ricerca

cukierman roger . Click...

cukierman roger . Click…

Roger Cukierman conduce la sua “missione” di sensibilizzazione a Washington.

Un’intera pagina di pubblicità nel New York Times, lunedi 2 marzo. Un susseguirsi di interviste, in inglese, con la stampa americana. Un intervento davanti ai rappresentanti dell’American Israel Politic Affairs Committee (Aipac), il più potente gruppo di pressione pro-israeliano degli Stati Uniti, riunito a Washington. Ed infine un incontro con gli eletti al Congresso del French Caucus [«consiglio della comunità» degli eletti francesi al Congresso USA, ndolo], martedi 3 marzo.

Roger Cukierman, il presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebree di Francia (Crif), ha approfittato delle 48 ore passate nella capitale per allertare i suoi “amici americani” sull’aumento dell’antisemitismo in Francia e chiedere alle grandi aziende del Net di contrastare la moltiplicazione dei propositi antisemiti sui social network.

I jihadisti formati attraverso Internet

Seguendo la scia del ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, che il 29 febbraio si recò in California per mobilizzare le sottoscrizioni nella lotta contro la jihad on line, il Signor Cukierman ha ricordato, che le aziende interessate essendo rette dal diritto americano, gli ebrei di Francia avevano << bisogno degli Stati Uniti per convincerli di mettere fine ai discorsi di odio>>. Evocando il profilo dei jihadisti, ha sottolineato che non erano <<formati nelle moschee o attraverso la stampa>>, ma attraverso Internet. <<Attaccano gli ebrei, ma non solo, ma attaccano anche i musulmani, i poliziotti, la libertà di espressione, la civiltà occidentale cercando di instaurare la sharia. È una guerra mondiale >>. << Bisogna quindi esercitare una pressione sui social network affinché vengano cancellati i messaggi di odio. È possibile, poiché è stato fatto con la pedofilia >>, ha insistito. Nel 2012, l’Unione degli studenti ebrei di Francia (UEJF) aveva dovuto lottare per più di un anno per ottenere da Twitter che fornisse alla giustizia francese i dati che permettessero l’identificazione di certi autori di tweets antisemiti, suscitati dalla parola chiave #unbuonebreo.

L’influenza dei leaders musulmani

Mentre una parte dell’opinione pubblica americana si mostra sensibile all’incremento dell’antisemitismo in Francia e in Europa, il Signor Cukieman ha descritto la situazione degli ebrei di Francia, che dopo gli attentati di inizio gennaio a Parigi, inviano i propri figli nelle scuole << sorvegliate da poliziotti e soldati armati >> . << L’antisemitismo in ogni parte della società francese, ma i soli che agiscono con violenza sono i membri della popolazione musulmana, anche se si tratta di una minoranza di questa popolazione >> , ha insistito, rifacenfosi ad una considerazione che ha recentemente provocato uno screzio con il Consiglio francese del culto musulmano. Il presidente del Crif si è interrogato anche sulla << influenza dei leaders musulmani >>, chiedendosi se << il loro messaggio passasse, o meglio se ci fosse un messaggio >>.

Il discorso del Signor Nétanyahou

Mentre il primo ministro israeliano si esprimeva, martedi, davanti al Congresso americano, il Signor Cukierman si è rifiutato di commentare il controverso discorso legato al programma nucleare iraniano. << Ho abbastanza problemi con la politica in Francia, non mi farò coinvolgere nella politica israeliana e americana >> ha sorvolato, facendo riferimento alla recente polemica suscitata in Francia dai suoi propositi su Marine Le Pen. Ma ha voluto riaffermare la sua convinzione che il ritorno dell’antisemitismo non era legato alla politica condotta da Israele, in particolare nei territori palestinesi occupati. Reagendo all’appello lanciato da Benyamin Netanyahou agli ebrei di Francia, il Signor Cukierman ha stimato che << una persona che pensa di lasciare la Francia, non lo fa perché il primo ministro israeliano glielo chiede. Si tratta sempre di una decisione personale >>. Secondo il presidente del CRIF, << dei 500.000 ebrei di Francia, tra i 10.000 e i 15.000 >> potrebbero espatriare in Israele nel 2015, rispetto ai 7.000 del 2014. [2]

Traduzione a cura di GV

Note

[1] Fonte http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=54fedf0f49c59

[2] Fonte originale http://www.lemonde.fr/religions/article/2015/03/04/roger-cukierman-en-mission-de-sensibilisation-a-washington_4586869_1653130.html#meter_toaster

________________________Pubblicato il 18 Marzo 2015 alle ore 18,56

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