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Feb 21

0973 – Legge ultima chance: “Negazionismo: ma che bel pasticcio”!

 

<< Ora è evidente che o chi ha scritto (o anche solo letto) quel testo e fa dichiarazioni come quelle di Gattegna, Pacifici e Grasso di giubilo per l’introduzione di un “reato di negazionismo” non dice il vero.

Oppure, e questo è più grave, chi ritiene di poter fare quelle affermazioni dà per scontato che gli interpreti (cioè la Magistratura) provvederanno a ritenere che chi affermasse l’inesistenza totale o parziale dell’Olocausto compierebbe con ciò l’istigazione all’odio razziale ed a compiere reato di genocidio >>

essi,mentono,abitualmentePresentiamo uno dei pochissimi esempi di interventi tecnici, l’autore è un avvocato, sul testo di legge ultima chance dello sterminazionismo che mira a limitare la libera espressione pubblica del pensiero dei cittadini italiani non perfettamente conformi ai voleri della israel-holocau$t-lobby. Il testo viene pubblicato SOLO per le analisi tecniche e le COSE NON DETTE dalla legge, possibilità  rilevate dal professionista della legge. Non condividiamo, naturalmente, i giudizi dell’autore sui revisionisti e sul revisionismo, un buon 50% del testo completo! Nel preambolo ai giudizi tecnici il soggetto trancia giudizi  pesanti ed estremamente offensivi su revisionismo-revisionisti! Per esempio intorno al revisionismo/revisionisti usa i termini: psichiatria, cretini, folli, imbecilli, pericolosi !  Giudizi, sicuramente dettati dall’assoluta non conoscenza o non comprensione dei testi del Revisionismo italiano, per esempio, che è oggi ai vertici europeo e mondiale. Questa non conoscenza  porta l’autore a qualificare, in pratica,  il revisionista come un seminfermo mentale, o peggio ancora. A mò d’esempio riportiamo

1) l’autore dell’articolo “(mm)”,  presumibilmente l’avvocato ed ex parlamentare radicale Mauro Mellini, scrive…”negazione di verità evidenti“…
L’evidenza in ambito legale è figlia di prove verificate, quindi accettate ed usate per formulare il concetto di “evidenza”. Per togliere all’autore le residue, vista l’età, illusioni, presentiamo 2 esempi nel “merito” della questione:

a– la dichiarazione dell’attuale maggior esperto  di cose di olocau$to, perito di parte dell’ebrea lipstadt deborah nel processo intentatole dallo storico inglese David Irving, van pelt robert jan, ebreo:
……“Ninety-nine per cent of what we know we do not actually have the physical evidence to prove . . . it has become part of our inherited knowledge”…( Del 99% di ciò che sappiamo non abbiamo effettivamente prove materiali a sostegno….è diventato parte della nostra conoscenza ereditata) [Il testo originale è consultabile al link http://www.thestar.com/news/insight/article/742965–a-case-for-letting-nature-take-back-auschwitz )]

b– La dichiarazione del giudice Gray che ha valutato le “prove” di quel processo che nella sua sentenza dell’11 aprile 2000 del processo Irving-Lipstadt, al punto 13.71 scrisse:

«Devo confessare che, come – immagino – la maggior parte della gente, avevo supposto che le prove dello sterminio in massa di Ebrei nelle camere a gas di Auschwitz fossero convincenti. Tuttavia, quando ho valutato le prove addotte dalle parti in questa causa, ho messo da parte questo pregiudizio».

Quindi su uno dei punti nodali del cosiddetto olocausto, chi ci ha messo le mani , due tecnici del settore, così si è espresso! Quindi “verità” molto poco “evidenti”!

Conseguentemente il testo è stato amputato di tutte quelle parti estranee all’analisi tecnica. Il testo completo è consultabile al link “fonte”.   Olodogma

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Negazionismo: ma che bel pasticcio
19 febbraio 2015

Dichiarazioni di Grasso. Click...

Dichiarazioni di Grasso. Click…

Delle migliori intenzioni è lastricata la via dell’inferno. Quando si tratta di nuove leggi, sulle quali vi sono disparità di opinioni, interessi opposti e, assai frequentemente idee di fondo poco chiare, l’inferno è rappresentato da quella orrenda voragine della razionalità e dell’armonia ordinamentale che oggi caratterizza la legislazione del nostro Paese, dal pasticcio inestricabile delle parole e dei concetti che deliziano i nostri testi legislativi.
Ecco dunque il reato di “negazionismo”.
Il Presidente del Senato, Grasso, ammette che il Ramo del Parlamento… da lui presieduto abbia approvato una legge che introduce tale reato. Ma è vero pure che in altre sedi (ed anche nel titolo del progetto approvato), si cerca di negare che si tratti dell’introduzione di un nuovo reato. Insomma c’è un prudente (si fa per dire) negazionismo per l’introduzione del reato di negazionismo. Un pasticcio all’Italiana fondato sulla reciproca presa in giro di gente che la pensa in modo opposto o che non pensa nulla né sa che cosa potrebbe pensare.
(…)
Ora la proposta di introdurre il reato di negazionismo non è recentissima ed effettivamente in altri Paesi è divenuta legge.
(…) Ma, se è umano che tra le popolazioni scampate ai genocidi la suscettibilità nei confronti di atteggiamenti tesi a minimizzare o escludere le colpe immani degli assassini non si badi troppo a criteri di razionalità e di armonia ordinamentale del diritto, meno facilmente concepibile è che l’ipocrisia e l’ignoranza di altri, meno direttamente colpiti da quei crimini ceda a compromessi  logici impossibili, che, poi non sono che dei camuffamenti della repressione penale del cosiddetto “negazionismo”: il negazionismo dissimulato ed impasticciato.
Il Senato è riuscito a fare ciò.
Il disegno di legge licenziato dal Senato è, infatti, un bruttissimo pasticcio all’Italiana, con il quale i legislatori, vittime forse del compiacimento per quella che ritengono una loro insuperabile furbizia sono riusciti ad aggiungere alla in sé inammissibile criminalizzazione della negazione di una verità che si ritiene bisognosa del supporto dell’obbligo di riconoscerla per tale (non sono passati due secoli da quando la negazione di Dio non è più reato da punire con le pene più gravi) aggiunge il ricorso ai giuochi di parole ed agli espedienti miserevoli di una retorica inconcludente.
I rilievi contro l’introduzione del reato di “negazionismo” come reato di opinione non erano infatti rimasti senza effetto.
Così tra alcuni Senatori e la Comunità Ebraica di Roma si ritenne di poter mettere a punto “un disegno di legge che non configuri un reato d’opinione ma vada a colpire atti lesivi della dignità umana”.
Il che, considerato che ciò dovesse comprendere proprio la repressione del negazionismo era (ed è) la quadratura del cerchio.

Dichiarazioni di gattegna. Click...

Dichiarazioni di gattegna. Click…

C’è da aggiungere che, malgrado questa affermazione di ricerca di un compromesso, né gli esponenti della Comunità Ebraica né il Presidente del Senato hanno poi (dopo l’approvazione del testo del Senato) cercato di nascondere che l’intendimento era e rimaneva quello di “colpire i falsari che tentano di negare la Shoah”. Gattegna, presidente della Comunità, ha espresso soddisfazione per essersi provveduto alla necessità di dotarci di una legge che introducesse il reato di negazionismo “…l’Italia finalmente esprime in maniera chiara (!!??!!) gli orientamenti… presenti in altri paesi”.
A parte queste ammissioni, il disegno che non doveva configurare un reato di opinione, in effetti non sembra, prima facie, introdurre una nuova fattispecie penale oggettiva, ma un’aggravante del reato di istigazione all’odio razziale, presente in un articolo della legge di “contrasto e repressione dei crimini di genocidio e contro l’umanità…”.
Il testo della nuova (futura) legge da una parte giudiziosamente limita la persecuzione dell’istigazione a commettere quei particolari delitti nel caso che essa sia compiuta “pubblicamente” e poi aggiunge il comma 3 bis, per il quale “la pena è aumentata se la propaganda, la pubblica ed il pubblico incitamento (???) si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah ovvero dei crimini di genocidio dei crimini contro ‘umanità…etc.”.

Ora è evidente che o chi ha scritto (o anche solo letto) quel testo e fa dichiarazioni come quelle di Gattegna, Pacifici e Grasso di giubilo per l’introduzione di un “reato di negazionismo” non dice il vero.

Oppure, e questo è più grave, chi ritiene di poter fare quelle affermazioni dà per scontato che gli interpreti (cioè la Magistratura) provvederanno a ritenere che chi affermasse l’inesistenza totale o parziale dell’Olocausto compierebbe con ciò l’istigazione all’odio razziale ed a compiere reato di genocidio.

L’affermazione, per quanto idiota e provocatoria, dell’inesistenza dell’Olocausto non è infatti in sé e per sé una istigazione al disprezzo della stirpe ebraica.

gattegna renzo,pacifici riccardo,Pietro Grasso,ebrei,kippah,legge_antinegazionismo

Click per ingrandire…

Se la legge, invece, considera un’aggravante effettuare l’istigazione all’odio, etc. etc. “attraverso la negazione”,

è la legge che dà a tale affermazione l’equivalenza all’istigazione all’odio ed al genocidio.

Insomma, attraverso un giro di parole, attribuendo ad una affermazione il significato che in sé non ha la si equipara penalmente all’istigazione all’odio”.

Questo non significa certamente evitare di cadere nella formulazione di un reato d’opinione.

Significa criminalizzare l’opinione attraverso la falsificazione di quella espressa veramente dal soggetto.

Ma, soprattutto, questo modo di esprimersi è ambiguo e tale da prestarsi ad incertezze interpetrative, così da violare l’art. 25 comma 2 della Costituzione.

E’ stato un grande giurista, guarda caso, israelita, Volterra, Giudice Costituzionale in un’epoca in cui ben più alto era il prestigio della Corte, a specificare, con la sentenza sul reato di plagio (Art. 603 c.p.) in data 8 giugno 1880 n. 96 che il principio di legalità è leso ogni volta che la pena è comminata con la formulazione di una “fattispecie penale apparente”, tale per la labilità e l’inconcludenza di cui essa sia affetta.

Ciò che è vietato dalla Costituzione per la formulazione di ipotesi di reato, lo è pure per la formulazione di aggravanti.

Ed ancor più certo è che sia vietato creare nuovi reati attraverso la formulazione incerta, inconcludente ed ambigua di aggravanti che finiscono per doversi considerare nuove ipotesi camuffate e travisate di altri reati e non di quello di cui dovrebbero al caso, applicarsi.

Un altro pasticcio all’Italiana, dicevamo, con il quale pasticcio non si rende certo omaggio alle vittime di uno sterminio, in quel caso stoltamente e, certo, odiosamente negato.
Ci spiace, sinceramente, che a collaborare a questo ennesimo attentato alla limpidezza delle nostre norme penali sia stata la Comunità Ebraica, della quale è comprensibile lo sdegno, che non deve però essere “compensato” con la violazione dell’armonia e della logica del nostro sistema penale.

Gli Ebrei Italiani hanno dato al nostro, al loro Paese anche il contributo della scienza di grandi giuristi. Abbiamo già ricordato, nello specifico, il pensiero di Volterra. Non ripudiamoli offrendo loro un inconcludente e poco degno ulteriore sacrificio del diritto, in una pretesa difesa della loro stirpe dall’imbecillità di alcuni insani negazionisti.

(mm)

Note

1) La sigla “(mm)” dovrebbe corrispondere  a Mauro Mellini, avvocato e politico ex parlamentare del Partito Radicale

2) Fonte (testo completo) http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&task=view&id=5847&Itemid=1

________________________Pubblicato il 21 Febbraio 2015 alle ore 08,01

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