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Gen 25

0923 – Frediano Sessi e la piscina di Auschwitz…di Carlo Mattogno

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di Carlo Mattogno

  Frediano Sessi e la piscina di Auschwitz

Deposito antincedio ad Auschwitz-Birkenau. Click...

Deposito antincedio ad Auschwitz-Birkenau. Click…

L’affermazione di Frediano Sessi che la piscina di Auschwitz sarebbe stata costruita allo scopo  di soddisfare la richiesta  di un deposito di acqua antincendio da parte della società di assicurazione per coprire il rischio di incendio delle baracche o immobili, non può che lasciare perplesso chi abbia conoscenze storiche e documentarie su questo campo.
Che le baracche e gli immobili di Auschwitz-Birkenau fossero assicurati contro gli incendi è una novità mai udita prima.

Quale sarebbe la società assicuratrice?

E dove sarebbe il contratto?

In attesa che il Sessi presenti i documenti (che a mio avviso possono esistere davvero, ma solo in riferimento al campo-Museo, non già all’ex campo di concentramento), delineo sommariamente il contesto storico in cui fu dato particolare risalto ai bacini antincendio di Auschwitz.

 [nella foto la piscina di Auschwitz, nello stato attuale,ndOlo]

La piscina di Auschwitz, fotografata il 3 agosto 2006. Click...

La piscina di Auschwitz, fotografata il 3 agosto 2006. Click…

Nell’agosto 1943 fu varato in Alta Slesia il programma di protezione antiaerea, che era destinato inizialmente alle strutture dell’organizzazione Todt, ma alla metà di novembre fu esteso anche al campo di Auschwitz.
La relativa decisione fu ufficializzata dall’ SS-Obersturmbannführer Artur Liebehenschel, all’epoca SS-Standortälteste (il più anziano della guarnigione, ossia il comandante) del campo di Auschwitz, nello Standortbefehl(ordine della guarnigione)n. 51/43 del 16 novembre 1943[1].
Liebehenschel assunse l’incarico di “Der SS-Standortälteste als örtlicher Luftschutzleiter” (il più anziano della guarnigione SS come capo della protezione antiaerea locale)  e il suo ufficio si chiamò “LS-Befehlstelle (für das Interessengebiet des K.L. Auschwitz O/S.” [Centro di comando della protezione antiaerea (per la zona di pertinenza del KL Auschwitz Alta Slesia)].

Appunto in tale qualità Liebehenschel il 17 febbraio 1944 inviò alla Zentralbauleitung una lettera che inizia con le seguenti parole:

«Con ordine dell’1.1.1944 riguardo all’esecuzione della protezione antiaerea nella zona di pertinenza del KL Auschwitz è stata disposta la creazione di vasche antincendio. (Feuerlöschteichen). Il capo dell’Amtsgruppe (gruppo di uffici) C  [del Wirtschafts-Verwaltungshauptamt] ha ordinato già il 23.12.1941 di garantire l’approvvigionamento idrico multiplo  antincendio, che è possobile soltanto mediante vasche antincendio»[2].

Il rapporto n. 29 del comando supremo della Luftwaffe sulle esperienze nell’ambito della protezione antiaerea delle industrie datato 27 giugno 1944 diceva tra l’altro :

«Le fabbriche devono essere indipendenti dall’approvvigionamento idrico anticendio pubblico. Perciò bisogna creare  contenitori d’acqua il più possobile indipendenti (vasche antincendio, pozzi a specchio piatto, cisterne ecc.) e punti di prelievo dell’acqua utilizzabili costantemente nelle acque esitenti (fiumi, vasche, piscine) distribuiti per tutta l’area della fabbrica»[3].

La nota per gli atti del capo della Zentralbauleitung Werner Jothann del 28 giugno 1944 esponeva le misure antiaere progettate e già realizzate. Queste ultime  includevano:
12 vasche antincendio di 400 metri cubi ciascuna per il comando del campo I (Auschwitz)
8 vasche antincendio di 400 metri cubi ciascuna per il comando del campo II (Birkenau).
Numerose vasche delle medesime dimensioni erano progettate per tutta l’area di pertinenza del campo[4].
Queste vasche erano costruite in modo standard e apparivano così: 

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L’origine della piscina di Auschwitz non ha dunque nulla a che vedere con società assicurative e con misure antincendio, anche se, in caso di necessità, poteva essere usata a scopo antincendio, ma ciò valeva per  tutti i contenitori e gli specchi d’acqua esistenti nell’area di pertinenza del  campo. Essa era essenzialmente una piscina, non una vasca antincendio, come le vasche di Birkenau erano essenzialmente vasche antincendio, non piscine, anche se vi si poteva nuotare.
 
                                                                                                                   Carlo Mattogno.

(20111)

[1]  GARF, 7021-108-32, p. 71.
[2]  RGVA, 502-1-401, p. 100.
[3] RGVA, 502-1-401, p. 17
[4] RGVA, 502-1-401, pp. 35-38.

GARF: Gosudarstvenni Archiv Rossiskoi Federatsii (Archivio di Stato della Federazione Russa), Mosca

RGVA:Rossiiskii Gosudarstvennii Vojennii Archiv (Archivio russo di Stato della guerra), Mosca.

Nota di Olodogma

1) Ai links seguenti si troveranno altri posts riguardanti la piscina di Auschwitz  
http://olodogma.com/wordpress/2013/04/17/0213-robert-faurisson-la-piscina-di-auschwitz/
http://olodogma.com/wordpress/2014/04/16/0655-gian-antonio-stella-e-la-piscina-di-auschwitz-di-carlo-mattogno/

________________________Pubblicato il 25 Gennaio 2015 alle ore 09,07

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