«

»

Nov 05

0874 – “Quei segni su per il muro”: breve analisi di una fantozziana boiata pazzesca… di Carlo Mattogno

.

di Carlo Mattogno

(5 Novembre 2014)

 “Quei segni su per il muro”: breve analisi di una fantozziana boiata pazzesca

Foto-1

Foto-1.Click…

Dando un’occhiata a ilblogdibarbara1 richiamato qui nell‘articolo 0554, mi sono imbattuto in una fotografia che reca l’intestazione “Dedicato al signor Odifreddi Piergiorgio” e la didascalia “Questo è l’interno di una camera a gas. Chissà se riuscirà a indovinare che cosa sono quei segni su per il muro” (Foto 1).

È tristemente noto che i più feroci assertori della realtà delle “camere a gas”, i dogmatici più fanatici sono invariabilmente i più ignoranti, penosamente, tragicamente ignoranti.

Un breve commento alla fotografia in questione, che conferma pienamente questo assioma.

1) Anzitutto: di quale “camera a gas” si parla? “Barbara” non si pone neppure il problema, e fa anche bene, perché non saprebbe che cosa rispondere.

Questo e altro ancora lo può apprendere da un “negazionista”, che ella si renderà ben conto, almeno lo voglio sperare – non è propriamente digiuno di problematiche olocaustiche.

Foto-2.Click...

Foto-2.Click…

Si tratta dunque dell’interno della “camera a gas” del crematorio I del campo principale di Auschwitz (lo Stammlager). Ciò risulta evidente da quest’altra fotografia (Foto 2), nella quale il filo elettrico che corre sotto il soffitto, sulla parete destra, consente l’indubbia identificazione.

2) Ciò pone subito un altro problema: in quale punto della parete è stata scattata la fotografia? La questione, nella prospettiva

Foro-3.Click...

Foro-3.Click…

olocaustica di “Barbara” (secondo la quale, si presume, “quei segni su per il muro” sarebbero unghiate delle vittime “gasate”), non è irrilevante. Nessuno di questi fanatici, nella loro portentosa oloignoranza caprina, sa infatti che nel 1944 il crematorio I fu trasformato in bunker antiaereo per l’infermeria SS con una sala operatoria2, fatto del resto già messo in evidenza da Robert Faurisson nel 1979. Nei lavori di trasformazione del crematorio, l’originaria camera mortuaria (Leichenhalle) e presunta camera a gas omicida (Immagine 3) fu suddivisa in 4 piccoli locali quadrati (Immagine 4). Il quinto, originariamente “Waschraum” (locale di lavaggio della salma), divenne un “Trokenklosett” (latrina a secco), quello successivo, l’ “Aufbahrungsraum” (sala di esposizione della salma) fu trasformato in “Operationsraum” (sala operatoria). Quando i Polacchi, nel 1947, “rispristinarono”

Foto-4

Foto-4.Click…

la “camera a gas” nel suo “stato originario”, demolirono un tramezzo di troppo, precisamente quello che separava la “Leichenhalle” dal “Waschraum”, sicché l’attuale “camera a gas” che viene esibita ai turisti è più lunga del locale originario in quanto contiene anche il locale di lavaggio.

Dal punto di vista metodologico (tanto caro agli sprovveduti pisantyani), presentare la fotografia in discussione senza specificare in quale punto della parete è stata presa, è un semplice sproposito, perché la parete in oggetto potrebbe appartenere al “Waschraum”, il che invaliderebbe istantaneamente la congettura relativa alle unghiate (a meno che non fossero state inferte da zombi, dato che nell’ “Aufbahrungsraum” entravano solo cadaveri).

3) Ma i problemi non finiscono qui. La “Leichenhalle”, che fosse una normale camera mortuaria o, a maggior ragione, una camera a gas”, dopo la sua trasformazione in locali di servizio per la sala operatoria fu senza dubbio ridipinta, sicché “quei segni su per il muro” in nessun caso potrebbero risultare dalle unghie dei “gasati”.

4) Infine, non si sa neppure vagamente quando e da chi essi siano stati fatti, sicché spacciarli senza neppure un indizio per unghiate di “gasati” è puerile e sciocco.

Il motto di ilblogdibarbara è, tragicomicamente, Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

Si vede proprio quale “virtute” e “canoscenza” segue gente di tal fatta!

Propongo un motto più appropriato:

Ignoranti di tutti i paesi, unitevi per salvare le “camere a gas”!

Carlo Mattogno

Immagine 1: “L’ interno di una camera a gas”. Da: ilblogdibarbara.

Immagine 2: l’interno della “camere a gas” di Auschwitz nel 2010.

Immagine 3: Bestandplan des Gebäudes Nr.47a BW11. 10 aprile 1942.

Immagine 4: Ausbau des alten Krematorium. Luftschutzbunker für SS Revier mit einem Operationsraum. Plan Nr. 4287. 21 settembre 1944.

1 http://ilblogdibarbara.wordpress.com/2013/11/23/dedicato-al-signor-odifreddi-piergiorgio/

2 Si veda la documentazione nel mio studio Auschwitz: Crematorium I and the Alleged Homicidal Gassings. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005, pp. 22-24.

_______________________

Avvertenza
!newsletter, prospettiva,diversa,iscriviti_x sitoseguito di una  sentenza , a tutela di utenti/sito dal 2/8/13 i commenti sono chiusi. N.B. Sono graditi segnalazioni di errori o malfunzionamenti dei links. In blue testi di Olodogma. Foto, titolo di testa, grassetto, links, colore, sottolineatura, evidenziazione, non sono parte del testo originale.
Per  contattarci…  olodogma@gmail.com .
QUI  l’Archivio 1  e  QUI  l’Archivio 2 di Olodogma.
Per non perdere alcun aggiornamento del sito consigliamo l’iscrizione alla nostra “Newsletter”.
L’iscrizione può essere auto-cancellata in ogni momento.
Torna alla PAGINA INIZIALE