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Ago 12

0776 – Memoria corta sul boicottaggio ebraico delle merci tedesche del 25 Marzo 1933?

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Stato di apartheid e genocidio in Palestina, queste le affermazioni, i fattori scatenanti.

Nel mondo si sta sviluppando una notevole campagna di boicottaggio delle merci con codice a barre che comincia col 729. Codice che identifica il prodotto come proveniente dal ghetto ebraico di Palestina.

Una forma pacifica di protesta che il partigianato sionista e filosionista, locale e quello delle dependances incistate in ogni dove nel mondo, non tollera, e che provoca un perenne stato di agitazione ed isteria con abbondante fuoriuscita di bava dalla bocca paro paro a quando gli accenni dubbi sulla versione standard del cosiddetto olocau$to! Il boicottaggio non ha sicuramente il potere di cambiare qualcosa della realtà della Palestina, le entrate dall’esportazione non pagano certo l’imponente armamento, anche nucleare, del ghetto, ma per i sionisti e filosionisti non è tollerabile che esista chi non adora alla follia lo “stato ebraico” di Palestina, detto israele______________

Sul  boicottaggio delle merci del ghetto di Palestina si può leggere

…”Accuse di complicità in crimini di guerra, di apartheid, di repressione sionista della libertà accademica, supportate da ricercatori ideologizzati ed estremisti come Neve Gordon dell’Università di Ben Gurion o lo screditato Ilan Pappé. Tra questi molti ricercatori e professori italiani, che per ideologia o conformismo firmano gli appelli, propongono il boicottaggio o stanno in silenzio mentre tutto questo accade. Lo sviluppo preoccupante dell’attivismo anti-israeliano dà l’idea dell’aggravarsi dell’odio anti-sionista e della capacità di sfruttare i principi di giustizia internazionale e i meccanismi democratici per obiettivi politici“… (Giovanni Matteo Quer, http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90)

… “La Francia dimostra che la lotta legale contro il BDS è efficace e di successo. Anche in Italia i pro-israeliani dovranno presto serrare i ranghi e intraprendere battaglie nelle aule di tribunale per il progressivo sviluppo del BDS”…( Giovanni Quer , http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=49884)

 
A proposito di boicottaggio…il termine rimanda a qualcosa di lontano nel tempo…

 

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Il testo sotto riprodotto è tratto da  Gianantonio Valli, I complici di dio,Genesi del Mondialismo, EFFEPI Editrice,Genova, 20 aprile 2009, pagg.699-704. La pubblicazione avviene col consenso dell’Autore che ringraziamo per la gentilezza e disponibilità.

(…)  il 13 marzo 1933, appena quaranta giorni dopo l’arrivo al potere dei nazio­nal­socialisti e ben prima della promulgazione della legge sulla funzione pubbli­ca o di ogni altro provvedimento limitativo, uno dei capi dell’American Jewish Con­gress, Joseph Tennenbaum, propone il boi­cottaggio economico totale del Reich. Men­tre le massime organizzazioni ebraiche iniziano a stendere i piani, dopo pochi giorni, oltreoceano, gli ebrei londinesi rispondono affiggendo cartelli in numerosi negozi: «No German goods here, Qui non si vendono merci tedesche» e «No German travellers should call here, Qui i turisti tedeschi non sono benvenuti».

I quattro volumi dell'opera "Complici di dio". Click...

I quattro volumi dell’opera “Complici di dio”. Click…

      Ancor più, venerdì 24 marzo, il giorno dopo l’approvazione da parte del Reichs­tag e del Reichsrat del Gesetz zur Behebung der Not von Volk und Reich “Leg­ge per l’E­li­mi­na­zio­ne dello Stato di emer­genza del Popolo e dello Stato” o Ermächti­gungsge­setz “Legge Delega”, il giorno dopo che decine di migliaia di ebrei newyorkesi, gui­dati dai pro­motori ufficiali della «protesta», i Jewish War Vete­rans, si sono portati sotto il municipio per sollecitare misure contro il com­mercio tedesco, il pio zaddik di Lubaczow, Polo­nia, dichiara aperta la guerra al Reich (il boicottaggio contro i recalci­tranti è arma usuale del­l’e­braismo da cinque secoli, inventata dalla marrana Gracia Nasi, shta­dlan «intercesso­re» del tutto speciale, che nel Cinquecento muo­ve il Sultano a boicottare i paesi che «persegui­tano» i con­fra­telli; attivo in tal senso è anche il trio «inglese» costituito da Aaron Franks, suo suocero Moses Hart e il loro socio in affari Joseph Salvador, che nel 1774 premono su re Giorgio II affinché, minacciando ritor­sioni commerciali, si adoperi per far revocare il bando degli ebrei praghesi emesso dall’imperatri­ce Maria Teresa).

Boicottaggio merci tedesche, Chicago 1933

Boicottaggio delle merci tedesche, Chicago 1933.Click…

      E in piena sintonia col sant’uomo risponde oltre Manica il Daily Express (il secondo più diffuso quoti­diano inglese, fondato nel 1900 e rilevato nel 1916 dallo speculatore Wil­liam Maxwell Aitken alias Lord Beaverbrook: nel 1933, pre­sidente del gruppo edito­riale è il confratel­lo Ralph David Blumen­feld), riportando lo stesso giorno la notizia a piena pagina, titolo a sette colonne sopra un fotomontaggio che vede, nella più nota edizione, un Hitler ascol­tare compunto i deliberati di un tribunale quadrirabbinico: Judea De­clares War On Ger­many (in quel giorno il quoti­diano esce con due edi­zioni, a­venti in prima pagina diffe­renti titoli, notizie e impostazio­ne grafica ma, quan­to all’articolo in questione, quasi identico testo).

Mentre in centinaia di città europee e americane montano a­zioni di massa e il Mare­sciallo Pil­sudski pensa a una guerra preventiva contro il Reich, il titolo viene ripre­so da mi­gliaia di ma­nifesti affissi e da cartelloni portati per le strade di Londra da decine di autocarri e di auto.

 

Dichiarazione di guerra ebraica,commerciale, alla Germania,Judea Declares War On Germany,Londra, Daily Express, 24 marzo 1933, 1^ edizione

Dichiarazione di guerra ebraica,commerciale, alla Germania,Judea Declares War On Germany,Londra, Daily Express, 24 marzo 1933, 1^ edizione

Cosa significhi tale tonitruan­te, irrespon­sa­bi­le dichia­ra­zione di guerra quando, a parte ven­ti­lati provve­di­menti legi­sla­ti­vi di limita­zione dell’in­fluenza ebraica nel Reich, a nes­sun ebreo è stato torto un capel­lo (cosa ricono­sciu­ta anche da un Jimmy Warburg, fi­glio di Paul), l’illustrano i sotto­ti­toli: Jews Of All The World Unite In ActionBo­ycott Of German GoodsMass Demon­stra­tions In Many DistrictsDrama­tic Action e, per la più asciutta edizione qua­dri­rabbini­ca: Jews Of All The World UniteBo­ycott Of German GoodsMass Demon­stra­tions.

Dichiarazione ebraica di guerra economica, boicottaggio merci, alla Germania, 25 Marzo 1933

Dichiarazione ebraica di guerra economica, boicottaggio merci, alla Germania, 25 Marzo 1933

      Il testo dell’articolo, a firma dello Special Political Corre­spon­dent da Berlino – il virulento massone antitedesco Denis Sefton Delmer, dal 1940 capo della propaganda inglese, in seguito adepto British Israel ed agente mossadico – è uno dei più preziosi documenti rivelatori del delirio mon­dia­lista giudaico.

      Testo della più asciutta edizione quadrirabbinica: «Le notizie delle persecuzio­ni tedesche degli ebrei hanno avuto una con­se­guenza sin­golare e imprevi­sta. L’intero e­braismo mon­dia­le si unisce a di­chia­rare una guerra economica e finanziaria alla Germania [The whole of Israel throughout the world is uniting to declare an econo­mic and financial war on Germany]. Finora si è levato il grido: “La Germania perse­guita gli ebrei”.

boicottaggio merci tedesche,Nashua TelegraphNashua, New Hampshire, U.S.A.1 April 1933 page 1

Boicottaggio delle merci tedesche,  Telegraph Nashua, New Hampshire, U.S.A.1 April 1933 page 1

Quando si vareranno i nuovi piani risuonerà il grido degli hitleriani: “Gli ebrei perse­gui­tano la Germania”. L’intero ebraismo si alza furente contro l’ag­gressio­ne nazista agli ebrei. Adolf Hitler, giunto al potere appellandosi al più elemen­tare patriottismo, fa storia nel modo da lui più inatteso. Pensando di unificare nella co­scienza razziale solo la nazione tedesca, ha spinto l’intero popolo ebraico a una rinascita nazionale. L’appari­zione dello Svastica come emblema di una nuova Germa­nia ha fatto scendere in campo il Leone di Giuda, l’antico emblema di battaglia ebrai­co. Quat­tordici milioni di ebrei sparsi per il mondo si sono ricompattati come un sol uomo per dichiarare guerra ai persecutori tedeschi dei loro correligiona­ri. Gli antago­nismi e i contrasti sono superati in vista di una meta comune: aiutare i 600.000 ebrei di Germania terrorizzati dall’anti­semitismo hitleriano e costrin­gere la Germania fasci­sta a finire la campagna di violenze e terrore scatenata contro la minoranza ebraica.

      «Pia­ni per una prossima azione maturano in Europa e in America. L’e­braismo mon­dia­le ha deci­so di non restare inattivo di fronte a questa rinascita delle persecu­zio­ni medioevali. La Germania pagherà a caro prezzo l’ostilità antiebraica di Hitler.

23 marzo 1933,new york, boicottaggio merci tedesche

23 marzo 1933,New York, boicottaggio merci tedesche

Vedrà un boicottag­gio totale in campo commerciale, finanziario e indu­striale. Il gran­de mercante ebreo [The Jewish merchant prince] lascia l’ufficio commerciale, il ban­chiere il consiglio di amministrazione, il commerciante il negozio e il venditore ambu­lante la sua umile carretta per unirsi in quella che sarà una guerra santa per combattere gli hitleriani, nemici degli ebrei. In America e in Europa maturano piani concertati per attaccare a rappresaglia la Germania hitle­riana. A Londra, New York, Parigi e Varsavia i mercanti ebrei si uniscono in una crociata commercia­le. Risolu­zio­ni nel­l’in­tero mondo ebraico del commercio porteran­no a una rottura dei rapporti commer­ciali con la Ger­mania.

La Germania ne risenti­rà pesante­mente sul mercato va­lutario internazio­na­le, nel quale l’influenza ebraica è grande. Pressioni di banchieri ebrei sono già iniziate.

Un boicottaggio concor­da­to dei commer­cianti ebrei infliggerà pro­ba­bilmente un severo colpo alle e­sporta­zioni tede­sche. I commercianti ebrei di tutto il mondo erano grossi acquirenti delle merci tedesche. In Polonia il blocco del com­mercio tedesco è già in vigore. Le più im­por­tanti organizza­zioni ebrai­che nelle ca­pi­tali europee vengono sentite dai rispettivi governi affinché questi esercitino la loro influenza per indurre il governo hitleriano a fermare la persecuzione degli ebrei tedeschi.­ L’antico e oggi nuova­mente ricompat­tato popolo d’Israele si leva a ripren­de­re, con nuove e moder­ne armi, l’antichissima lotta contro i suoi oppressori».

boicottaggio merci tedesche,The Leader-Post - Apr 10, 1933

Boicottaggio delle merci tedesche,The Leader-Post – Apr 10, 1933

      Testo della più ampia edizione ufficiale:

«Tutto Israele si unisce furente contro l’aggressione nazista agli ebrei in Germania [All Israel is uniting in wrath against the Nazi on­slaught on the Jews in Germany]. Adolf Hitler, giunto al potere appellandosi al più elementare patriotti­smo, fa storia nel modo più inatteso. Pensando di unificare nella coscienza razziale solo la nazione tedesca, ha spinto l’intero popolo ebraico a una rinascita nazionale. L’appari­zione dello Svastica come emblema di una nuova Germa­nia ha fatto scendere in campo il Leone di Giuda, l’antico emblema di batta­glia ebraico. Quat­tordici milioni di ebrei sparsi per il mondo si sono ricompattati come un sol uomo per dichiarare guerra ai persecutori tedeschi dei loro correligiona­ri. Gli antagonismi e i contrasti sono superati in vista di una meta comune: aiutare i 600.000 ebrei di Germania terrorizzati dall’anti­semitismo hitleriano e costrin­gere la Germania fasci­sta a finire la campagna di violenza e terrore scatenata contro la minoranza ebraica. L’ebraismo mon­dia­le ha deci­so di non restare inattivo di fronte a questa rinascita delle persecuzioni medioevali. La Germania pagherà a caro prezzo l’ostilità antiebraica di Hitler. Vedrà un boicottag­gio totale in campo commerciale, finanziario e indu­stria­le. Si verrà a trovare in uno stato di isolamento spirituale e culturale, indietreggiando davanti all’ardente crociata che gli ebrei di ogni paese stanno lan­ciando in difesa dei loro fratelli angariati. Il grande mercante ebreo lascia l’ufficio commerciale, il banchiere il consiglio di amministra­zione, il commerciante il negozio e il venditore ambulante la sua umile carretta per unirsi in quella che sarà una guerra santa per combattere gli hitleriani, nemici degli ebrei.

boicottaggio merci tedesche, London 23.3 1933,judea London

Boicottaggio delle merci tedesche, London 23.3 1933, judea

«Azione concertata. In America e in Europa maturano piani con­certati per attac­ca­re a rappresaglia la Germania hitle­riana. A Londra, New York, Parigi e Varsavia, mercanti ebrei si uniscono in una crociata commerciale contro la Germania. In tutto il mondo commerciale ebraico sono state adottate risoluzioni per rompere le relazioni con la Germania. Moltissimi commer­cianti di Lon­dra hanno deciso di non acquistare più merci tedesche, anche al prezzo di pesanti perdite. Identiche azioni si sono verificate negli Stati Uniti. Manifestazioni di massa a New York e in altre città americane, partecipate da centinaia di migliaia di ebrei indignati, hanno chiesto il boicottaggio totale delle merci tedesche. In Polonia un blocco commerciale contro la Germania è già in atto. In Francia si sollecita da più parti nei circoli ebraici un embargo contro le importazioni tedesche. Un boicottaggio mondiale organizzato dai commercianti ebrei può danneg­giare gravemente il commercio tedesco. I mercanti ebrei in tutto il mondo sono grandi acquirenti di prodotti tedeschi, in particolare manufatti di cotone, seta, giocattoli, accessori e attrezzature. Per lunedì è stato indetto a Londra un convegno dei commercianti tessi­li ebrei per esaminare la situa­zio­ne e scegliere i passi da compiere contro la Germania.

boicottaggio merci tedesche, London 23.3 1933,judea London

rabbino wise , boicottaggio delle merci tedesche, London 23.3 1933

     «Minaccia commerciale. La Germania è un paese pesantemente debitore sui mercati valutari esteri, ove notevole è l’influenza ebraica. Il persistente antisemitismo in Germania le si rivolgerà contro pesantemente. I finanzieri ebrei stanno prendendo misure per premere onde arrestare le azioni anti-ebraiche. Similmente viene minac­cia­to il traffico oceanico tedesco. Un boicottaggio ebraico antitedesco potrebbe coin­volgere pesantemente daily express    il Bremen e l’Europa, i migliori transa­tlan­tici tedeschi. Per la loro estesa frequentazione del traffico internaziona­le, i viaggiatori transatlantici ebrei costituiscono una parte importante dell’abituale clientela di queste linee. La loro perdita sarebbe un colpo pesante al commercio oceanico tedesco. In tutto il mondo si organizzano grandi dimostrazioni ebraiche di protesta per richiamare l’attenzione sulle sofferenze degli ebrei tedeschi ad opera degli hitleriani e per fermare l’antisemi­tismo tedesco. L’intero ebraismo americano è stato portato a scoppi di indignazione mai visti contro la Germania. A New York un decreto rabbi­nico ha dichiarato il pros­si­mo lunedì giorno di digiuno e preghiera contro la campagna hitleriana. Il digiuno inizierà domenica al tramonto e terminerà al tramonto di lunedì. Tutti i negozi ebraici di New York resteranno chiusi lunedì durante una manifestazio­ne. Oltre a un grande raduno al Madison Square Garden, si terranno manifestazioni in 300 città americane. Il Madison Square Garden vedrà l’importante presenza del vescovo Manning, che par­lerà da un palco ebraico, chiedendo la fine del “terrore” hitleriano. Tutti i rabbini di New York sono sacralmente tenuti da un decreto rabbinico a dedicare il sermone di sabato alle soffe­ren­ze degli ebrei in Germania. Oggi il New York Times annuncia che un elenco di un mi­gliaio di immigrati tedeschi giunti negli Stati Uniti negli ultimi anni è stato compilato da un’organizza­zione nazista europea per usarli a fini di propaganda nazista negli Stati Uniti.

boicottaggio merci germania,londra1933

boicottaggio delle merci germania,londra1933

      «Seduta speciale. I gruppi della gioventù ebraica in Inghilterra organizzano mani­festazioni a Londra e nelle province durante il fine settimana. Il Board of Depu­ties of British Jews, che rappresenta l’intera comunità ebraica in Gran Bretagna, si riunirà domenica in seduta speciale  per discutere della situazione tedesca e decidere quale provvedimento verrà preso per rispondere agli attacchi portati contro i loro fratelli ebrei tedeschi. Membri della Camera dei Rappresentanti americana adottano risolu­zio­ni di protesta contro gli eccessi anti-ebraici in Germania. Anche i sindacati americani, che rappresentano 3.000.000 di lavoratori, hanno deciso di unirsi alle proteste. Le più im­por­tanti organizza­zioni ebrai­che nelle capi­tali europee vengono sentite dai rispettivi governi affinché questi esercitino la loro influenza per indurre il governo hitleriano a fermare la persecuzione degli ebrei tedeschi.­ L’antico e oggi nuova­mente ricompat­tato popolo d’Israele si leva a ripren­de­re, con nuove e moder­ne armi, l’antichissima lotta contro i suoi oppressori».

boicottaggio merci tedesche,July 1933, the National Joint Council,TUC and Labour Party, called for a boycott on buying German goods and services as a protest against fascism in Germany

boicottaggio delle merci tedesche.  July 1933, the National Joint Council,TUC and Labour Party, called for a boycott on buying German goods and services as a protest against fascism in Germany

      Il 28 marzo, quattro giorni più tardi, suona la diana americana. In un’ocea­ni­ca riunione di 26.000 persone al Madison Square Garden, Wise annuncia uffi­cialmente il boicot­tag­gio delle merci tedesche in ogni paese (già da una settimana in Inghilterra i panificato­ri ebrei non acqui­sta­no farina tedesca, mentre i produttori di tessuti di seta annullano gli ordini e lo stesso fanno i commercianti di macchine affettatrici; poche settimane dopo verrà fondata ad Amsterdam la International Jewish Economic Fede­ra­tion To Combat the Hi­tlerite Oppression of Jews, la prima centrale antitedesca, capeggiata da Sa­muel Unter­myer; ancor prima, nel 1932, quando i nazio­nal­socialisti non erano ancor giunti al potere, Wise aveva capeggiato la prima delle tre conferenze che avrebbero preparato il terreno per il più ampio boicottaggio decre­tato nel 1934 dal World Jewish Congress) ed amplifica le voci più orripilanti sulle «persecu­zioni» che i confra­telli stareb­bero subendo. Allo scopo tutto è buono, anche indicare, come fa il Dai­ly Herald il 3 aprile, nella Germania il «paese ma­cellatore di ebrei»; anche esaltare, a Chicago, il volume di Bernard Brown From Pharaoh to Hi­tler – “What is a Jew?”, un’acre panoramica socio-storica che s’apre oltraggiando il nazional­socia­li­smo, «il cui principale obiettivo is the extermina­tion of the Jew dal paese che ha dato i natali a Moses Mendelssohn, Giacomo Meyerbeer ed Heinrich Heine».

judea declares war on germany wiesenthal simon

judea declares war on germany wiesenthal simon

      Giusto un mese prima, il 3 marzo, anche la newyorkese Herald Tri­bune aveva truculeggiato su un fan­toma­ti­co «assassinio in massa degli ebrei tede­schi»; tre mesi dopo, a tambur battente, viene pubblicato a New York il «memoria­le» del già internato ebreo comunista Hans Beimler Vier Wochen in der Hand von Hitler Höllenhunden – Das Nazi-Mörder-Lager von Dachau, “Quattro setti­mane in mano ai cerberi di Hitler – Il campo di sterminio nazista di Dachau“.

      A nulla valgono le proteste dei capi del Reich contro l’odio che monta. Già il 26 marzo il giornalista Erich Zander invita il collega newyorke­se Bernard MacFad­den a chiarire che «tutte le notizie pubbli­cate dai quotidiani esteri che parlano di atrocità accadute in Germania nei giorni della Rivoluzione Nazionale sono prive di fondamen­to. Nessuna atrocità è stata commessa­, né si sono assaliti o danneggiati negozi di ebrei. È del pari infondato che siano stati espulsi ebrei dalla Germania.

Certo è invece che i politici e i commercianti ebrei che hanno infranto le leggi sono fuggiti di loro iniziativa per scampare alla giustizia.

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( A questo proposito va segnalato che anche l’ebreo frank otto, padre di anna, aveva avuto in quel periodo, 1933, grossi problemi, un processo, con la giustizia tedesca per una questione di titoli esteri, avvenuta nella loro banca, che consigliò di chiudere i battenti nel marzo 1933 e prendere il largo nell’Agosto 1933 con la figlia anna, lasciando la moglie e l’altra  figlia, margot, in Germania! Evidentemente loro non erano “ebrei puri” perseguitati come il padre e anna! …“e siccome siamo ebrei puri, nel 1933 emigrammo in Olanda”  si legge sul(i) diario (diari) “di” frank anna! )

Tutti i tedeschi, tranne taluni che mai riconobbero del tutto la patria, appoggiano il gover­no naziona­le, che ha per unico scopo l’unione tutti i tedeschi leali per uscire dall’attuale disastroso frangente, nel quale si dibatte ogni nazione del mondo. In Germania regnano ordine e disciplina».

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ebrei, Londra 27 marzo 1933, boicottaggio delle merci tedesche

      Anche il ministro degli Esteri von Neurath smentisce fermamente, in un tele­gram­ma ai vescovi cattolici sta­tunitensi, quanto falsamente affermato dagli oratori al Madison Square Garden, evi­denziando che

«la rivoluzione na­zionale tede­sca, che ha per obiettivo la distruzione del pericolo comunista e l’epurazione dalla vita pubblica di tutti gli elementi marxisti, si è compiuta in ordine esemplare. I casi di comporta­men­to contrario all’ordine sono stati del tutto rari e insignificanti. Centi­naia di migliaia di ebrei continuano come prima ad attendere in Germania ai loro af­fa­ri, migliaia di negozi ebraici sono aperti ogni giorno, grandi giornali ebraici come il Berliner Tageblatt e la Frankfurter Zei­tung escono quotidianamente, le sinagoghe e i cimiteri ebraici rimangono indisturbati. Notizie in contrario diffuse in America, tra cui il fantastico vociferare di una pretesa­mente programma­ta Notte di San Bartolo­meo del 4 marzo, provengono chiaramen­te da ambienti interessati ad avvelenare gli ami­chevoli rapporti tra la Germania e gli Stati Uniti e a screditare agli occhi dell’opi­nio­ne pubblica il nuovo governo nazionale tedesco. Mi rattristerei se il clero cattolico si unisse ad una tale azione contro il buon nome della Germania».

boicottaggio merci tedesche1933 Londra

Boicottaggio delle merci tedesche 1933, Londra

      Il 27 marzo, ancor più deciso Ernst Sedgwick «Putzi» Hanfstaengl, dal 1931 Aus­landspres­sechef «responsabile per la stam­pa estera», lancia un monito all’intero ebraismo, illustrando alla United Press che, vista la montante e gratuita aggressività internazio­nale, il licenzia­mento degli ebrei dalle cariche pubbliche proseguirebbe «finché non avremo ripulito la casa, e non per mezzo di pogrom; gli ebrei sono già infatti stati allontanati da tali posti, poiché sia moralmente che politicamente non possono difen­de­re gli interessi tedeschi […] Negli ultimi quattordici anni gli ebrei hanno occupato importanti posizioni che hanno poi sfruttato con impudenza, tanto sotto l’aspetto morale che sotto quelli finanziario e politico in forma inaudita, con conseguente umiliazione del popolo tede­sco. Questi stessi ebrei cercano oggi di infangare la rinascita tedesca […] Qui l’anti­se­mitismo non si basa su motivazioni strettamente religiose, e neppure è diretto con­tro la fede giudaica, ma tutti i cristiani tedeschi denunciano il fatto che gli ebrei sono stati sino ad ora i principali propagan­di­sti dell’ateismo. Hanno influenzato i ragazzi delle classi operaie attraverso le organizza­zioni giovanili comuniste, delle quali sono stati i dirigenti spirituali. Hanno costretto i ragazzi a non frequentare più le scuole e le chiese cristiane. In breve, gli ebrei hanno metodicamen­te distrutto e reso degno di disprezzo tutto ciò che è sacro per i tedeschi. Ciò che sta succedendo in questi giorni è il prodotto di tale empia propaganda giudaica. Gli ebrei sono meno dell’uno per cento della popolazione tede­sca. Inventandosi tutte queste menzogne sulle atrocità che sarebbero state commesse contro di loro, sono persuaso che hanno agito con ben poco senno, perché tutti possono vedere che non è stato ucciso un solo ebreo» (a dimostrazione dei tortuosi percorsi della storia, nel febbraio 1937 «Putzi» – in dialetto bavarese il soprannome significa «saputello» – già partecipante alla marcia dell’8 novembre 1923 e intimo del primo Hitler, si porterà in Svizzera e quindi in Inghilterra, venendo nel 1940 depor­ta­to in Canada e poi negli USA, ove nel 1943 si farà consigliere di Roose­velt quale suggeritore della guerra psicologica contro il Reich! stesso percorso farà la Volljüdin Stephanie Richter principessa von Hohenlohe-Waldenburg-Schillingsfurst, che dalla cerchia hitleria­na si porterà nel novembre 1940 a San Francisco – ove convive con l’amante Fritz Wiede­mann, già aiutante personale del Führer e dal marzo 1939 al luglio 1941 console generale in quella città – entrando in rapporti spionisti­ci con l’FBI, Morgenthau jr e FDR).

      Sempre il 27 è il ministro Goebbels ad annunciare misure di rappresaglia, mi­nacciando il boicottaggio dei grandi magazzini e dei negozi ebraici, poiché a istigare all’odio antitedesco sono soprattutto gli ebrei fuorusciti e le organizzazioni ebraiche interna­zio­nali; viene inoltre avanzato il progetto di ridurre drasticamente sia il numero degli studenti ebrei ammissibili alle università, sia quello dei permessi di esercizio per avvocati e medici. A mezzanotte del 28 viene infine annunciato che il boicottaggio avrebbe luogo il giorno di sabato 1° aprile, a partire dalle ore dieci (lasciando il lettore giudicare da sé dell’«enor­mità» della rappresaglia, ci limitiamo ad osservare che il sabato i negozi gestiti dagli ebrei restano per lo più chiusi e che, comunque, il boicottag­gio dura l’orrendo totale di otto ore!).

      «Non riesco a capire» – dichiara indignato l’ex principe ereditario Augustus Wil­helm al giornalista newyorkese Viereck – «come l’opinione pubblica straniera, dopo essersi convinta solo pochi anni fa di essere stata ingannata durante la guerra da una propaganda menzognera, possa lasciarsi nuovamente abbindolare da una psicosi dello stesso tipo. Qui in Germania stiamo cercando, proprio come negli Stati Uniti, di giun­gere a nuovi successi, alla pace e alla forza, lasciandoci alle spalle la miseria in cui è rovinato il mondo occidentale dopo la guerra mondiale».

      Dopo il monito di Hitler del 29: «L’ebraismo dovrà accorgersi che una guerra ebraica contro la Germania si rivolgerà contro gli stessi ebrei», il 31 marzo è il Völkischer Beobachter a raccogliere la sfida: «L’ebrai­smo ha dichia­rato guerra alla Germania. Dall’ebraismo dipende se si avrà la pace, ma le condizioni le detteremo naturalmente noi», continuando il giorno seguente: «L’ebrai­smo ha di­chiarato guerra a 65 milioni di tedeschi. È giunto il momento di attaccarlo sul fianco più vulnerabile. Quando suoneranno le dieci del 1° aprile inizierà il boicot­taggio di tutte le merci, negozi, medici e avvocati ebrei, guidato da oltre diecimila associazioni nazionalso­cia­liste. Alle dieci in punto l’ebraismo verrà a sapere a chi ha dichiarato guerra».

      Ed ancora l’appello della NSDAP: «È più che mai necessario che l’intero Partito stia compat­to dietro i suoi capi in cieca obbedienza, come un sol uomo. Nazionalso­cialisti, avete compiuto il miracolo di atterrare con un unico colpo il Novembersta­at [la repubblica di Weimar, nata dal dallo sfacelo del novem­bre 1918]; egualmente compirete quest’altro compito. L’ebraismo inter­na­zio­nale si accorgerà che il governo della Rivoluzione Nazionale non è sospeso nel vuoto, ma è il rappresen­tante dell’artefice popolo tedesco. Chi lo attacca, attacca la Germania, chi lo vilipen­de, vilipende la Nazione! Chi lo combatte, ha dichiarato guerra a 65 milioni di tede­schi! Nazionalsocialisti, sabato alle 10 l’ebraismo saprà a chi ha dichiarato guerra».

      A puntualizzare la situazione è anche un discorso radiotrasmesso del ministro Goebbels: «Quando gli ebrei degli Stati Uniti e della Gran Bretagna attaccano il go­ver­no del Reich non possiamo evitare che il popolo tedesco attacchi gli ebrei. Tolle­riamo gli ebrei e vediamo la loro ingratitudine. Gli ebrei tedeschi possono ringraziare israeliti vagabondi come Einstein [il 5 aprile costui indirizzerà da Bruxelles all’Acca­demia delle Scienze di Prussia nuovi insulti contro la «patria», accusata di essere in preda ad una psicosi collettiva] e Feuchtwan­ger […] Dalle loro tombe due milioni di morti chiedono un castigo per ebrei come Arnold Zweig, che ai fune­ra­li di Rathenau disse: “Egli fu un ebreo che osò mostrare i denti”. Non abbiamo torto un capello a nessun ebreo, però se a New York e Londra continuerà il boicot­tag­gio dei prodotti tedeschi, ci toglieremo i guanti». Il proclama finale della Commis­sio­ne Centrale per il boicottaggio invita tutti i tedeschi a sollevarsi «contro il potere mondiale dell’ebrai­smo»: «Israele ha pugnalato alle spalle la Germania con gli stessi metodi che adope­ra per perpetuare la criminale guerra europea».

      Il mattino seguente sulle vetrine dei negozi di proprietà di ebrei vengono apposti cartelli neri col nome del proprietario scritto in lettere gialle, spesso affiancati da avvertimenti quali «Deutsche, wehrt euch! Deutsche, kauft nicht beim Juden!, Tede­schi, difendetevi! Tedeschi, non comprate dagli ebrei!». Fuori da molti locali stazio­na­no, a protezione da eventuali esaltati, poliziotti ed SA, mentre cortei, molti dei quali con alla testa bande musicali, sfilano per le vie delle principali città. La Federazio­ne delle Donne Nazionalsocialiste emette un comunicato, invitando il po­polo ad attuare con buona coscienza le manife­sta­zioni contro i nemici mor­tali della Germania: «Le donne devono adoperarsi a che nessuna te­desca faccia ac­quisti presso gli ebrei. La lotta è inesorabile. Non possono entrare in gioco i senti­menti personali. Gli ebrei vogliono impedire che la Germania si risve­gli ad ogni pos­si­bilità di vita. Dobbiamo allontanare per sempre gli ebrei dal nostro popo­lo». A Berlino centomila persone partecipano quanto più ordinatamente, la sera, ad una mani­festa­zione al Lustgarten, dando piena partecipazione e risposta all’ordinanza di Hitler: «Ich befeh­le euch strenge und blindeste Disziplin. Wer versucht, durch Einzelaktionen Stö­rungen des geschäftlichen Lebens herbeizuführen, handelt bewusst gegen die nationale Regie­rung, Vi ordino una disciplina assoluta. Chi tenti con azioni personali di danneggiare le attività commerciali, opera in piena coscienza contro il governo nazionale».

                Il 2 aprile la calma regna in tutto il Reich; il 3 vengono tolti i cartelli e i tedeschi tornano a fare acquisti nei negozi e nei grandi magazzini ebraici. (…)

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