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Mag 26

0690 – Misha Defonseca e Benjamin Wilkomirski ovvero la sventura di essere falsari…non ebrei

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Riceviamo un breve testo del prof. Faurisson in una newsletter e pubblichiamo.

alcuni falsari industria dell'olocausto,de fonseca wilkomirski,rosenblat_roma,max_gallo

“La sventura di non essere ebrea per una falsaria”

 L’autrice di “Sopravvivere con i lupi“e’ stata pesantemente condannata; <http://­www.google.fr/­#q=l’auteure+de+survi­vre+avec+les+loups+c­ondamnée>

In materia di false memorie, falsi racconti, false testimonianze ispirate dall’ “Olocausto” o la “Shoah” la stampa asservita ha come abitudine di citare insistentemente sia il caso di Misha Defonseca sia quello di Benjamin Wilkomirski. Nessuno dei due personaggi, all’inizio portati alle stelle dalla stampa judeo-olocastica, aveva in realtà’ conosciuto la deportazione. Per iniziare, Misha Defonseca si chiama Monique De Wael e non aveva mai lasciato il Belgio natio mentre Binjamin Wilkomirski si chiama Bruno Grosjean e non aveva mai lasciato la Svizzera natia. Quando i loro raggiri sono diventati troppo evidenti, si sono rassegnati a smascherarli pubblicamente. Poi sono stati schiacciati.

Non erano ebrei e avevano innanzitutto abusato degli ebrei. Avevano tratto profitto dalla sofferenza del piccolo popolo che i goym passano il tempo a perseguitare senza motivo.

Di colpo, insulti su questi falsari!

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Ma guardandosi bene dal denunciare la moltitudine di falsari ebrei come Elie Wiesel (il Madoff dell’Olocausto) e Martin Gray (1) (aiutato da Max Gallo). L’articolo di “Le Monde”, giornale obliquo (Alain Beuve-Méry & Alexis Delcambre, “L’autore di ‘Survivre avec les loups’ condannato“, 14 maggio 2014, p. 15), si conclude con la seguente frase finale : “La mistificazione di Misha Defonseca era stata utilizzata dai negazionisti per rimettere in discussione i racconti delle vittime della Shoah“. In altre parole, e’ quasi come se quei “negazionisti” fossero in combutta con la falsaria! Invece si astengono dal ricordarci quale rinomato attore e’ stato il promotore e approfittatore del film tratto da “Sopravvivere con i lupi”. Il nome di questo grande uomo, di questa bella coscienza, di questo avversario dei “negazionisti”: Guy Bedos (da alcuni detto di origini ebraiche).

NB : Si veda R. Faurisson, “L’imposture de ‘la fille aux loups‘ (libro e film, 1997-2008)”, 28 febbraio 2008, negli “Ecrits révisionnistes“, vol. VII, p. 71-72, ou: <http://­robertfaurisson.blogs­pot.fr/2008/02/­limposture-de-la-fill­e-aux-loups -livre.html>. Si noti come “Le Monde”, giornale obliquo (bis), prontamente da me avvisato del raggiro, decideva all’epoca di fare orecchie da mercante.

Note di Olodogma

1) Su tale gray martin, ebreo, ufficiale dell’armata rossa e agente NKVD, il servizio segreto sovietico e sulle sue presunte, e peggio che dubbie, memorie di sedicente internato nel campo di Treblinka riportiamo il giudizio espresso nel 1981 dall’ebreo e storico antichista pierre vidal-naquet … “una pseudotestimonianza […] inventata di sana pianta” (cfr. “Le Monde”, 27-28 novembre 1983). Giudizio adattato alla bisogna  nel 1984 quando riconobbe una veridicità di fondo della “pseudotestimonianza” , scaricando sul comunista Max Gallo, che prestò la sua penna all’ebreo gray, le inverosimiglianze di cui formicolano le “memorie” ! (“Le Monde”, 29-30 gennaio 1984)

Traduzione a cura di GV

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