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Mag 20

0686 – Il sionismo genera l’antisemitismo per terrorizzare la diaspora, gli ebrei fuori di israele

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L’accusa di antisemitismo?
È un trucco, lo usiamo sempre.
Quando in Europa qualcuno critica Israele,
tiriamo fuori l’olocausto.”
shulamit aloni, ex ministro israeliano (1)

Premessa

Giorgio Napolitano, riceve la più alta onorificenza della ADL, il Distinguished Statesman Award, dal Direttore Nazionale abraham h.foxman, Washington, 2013


Giorgio Napolitano, riceve la più alta onorificenza della ADL, il Distinguished Statesman Award, dal direttore  abraham h.foxman, Washington, 2013

E’ di questi giorni la diffusione di un “preoccupato” rapporto mondiale sulla consistenza numerica degli “antisemiti …”Un sondaggio sugli atteggiamenti nei confronti degli ebrei condotto tra il luglio 2013 ed il febbraio 2014 in oltre 100 paesi in tutto il mondo” ci dice che “1,09 miliardi di persone, oggi,nel mondo hanno atteggiamenti antisemiti“. Firmato ADL (Anti-Defamation League).

1. Gli ebrei sono più leali a Israele che al paese in cui vivono
2. Gli ebrei hanno troppo potere nei mercati finanziari internazionali
3. Gli ebrei hanno troppo controllo sugli affari globali
4. Gli ebrei pensano di essere migliori degli altri.
5. Gli ebrei hanno troppo controllo sui media internazionali
6. Gli ebrei sono responsabili di buona parte delle guerre
7. Gli ebrei hanno troppo potere nel mondo degli affari
8. Gli ebrei non si curano di quel che succede agli altri se non i loro simili
9. La gente odia gli ebrei per quel come si comportano
10. Gli ebrei hanno troppo potere sul governo americano
11. Gli ebrei parlano ancora troppo di quel che è accaduto loro durante l’Olocausto.

Ci viene detto, da parte di un sito sionista…”Sappiate che vi siete appena sottoposti al test sull’antisemitismo globale elaborato dall’Anti Defamation Legue, l’organismo americano che si è dato la missione di combattere razzismo e antisemitismo“…quindi si legano ebrei ed antisemitismo ed immediatamente, al punto 1) israele. Le classiche 3 carte del noto gioco, col Jolly olocau$to di riserva, il coniglio dal cilindro!

Ora riportiamo una precisazione, sul termine antisemitismo, di un ebreo “doc”, levi primo …”l’avversione contro gli ebrei, IMPROPRIAMENTE detto antisemitismo“…   ( levi primo, pag.170 de  Se questo è un uomo, Einaudi, 2009 ), quindi è IMPROPRIO fare l’equazione odio verso gli ebrei = antisemitismo . Il vocabolario dice di “improprio”…”Non adatto, non appropriato alle circostanze”.  Aggiungiamo, pure, alcune ebraiche affermazioni su “ebreo “ebrei” “ebraico”…

a) …”Il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Renzo Gattegna…inaugurando i lavori del Moked 5774…domande… “Chi è  ebreo? Cosa significa essere ebrei?” gli interrogativi su cui Gattegna ha invitato il pubblico a riflettere, ricordando il dibattito in Israele“…(1)

b) L’ebreo Gideon Levy sul giornale ebraico haaretz del 10.10.10 …”For decades, we have futilely dealt with the question of who is a Jew”…”What is Jewish?” ( Per decenni, abbiamo inutilmente affrontato la questione di chi è un Ebreo…Che cosa è ebreo? )…(3)

c) L’ebreo finzi alessandro, su shalom.it si chiede…”Chi può dirsi ebreo?“(4)

d) Ammette l’ebrea nirenstein fiamma…”Un gruppetto di crociati tra cui spicca per arroganza Anna Foa che crede di poter stabilire dopo millenni di discussione su “chi è ebreo””…(5)

Dunque “dopo millenni di discussioni“…”futilely” (inutilmente) neppure nel ghetto ebraico di Palestina, detto israele, si sa cosa sia “ebreo” ed “ebraico” e questi soggetti dell’adl usano un termine “improprio” trattando di soggetti indefiniti in interviste telefoniche! 

Segue che questi dati di nessun valore, partendo da premesse indimostrate e vaghe, vengano usati da soggetti vari in aule dei Parlamenti  europei a supporto dell’adozione di criminali leggi liberticide che gli “serve” per tacitare la ricerca storica che non gli piace e che non gli garantisce, se non si approva la legge, di continuare il sessantennale ricatto morale e susseguenti estorsioni di denaro ed una infinità di benefit [3 sottomarini atomici ad israele, costruzione di inutili e costosissimi musei del falso olocausto dove dare stipendi a decine di “esperti” propagandisti della truffa di Norimberga, delle “camere a vapore di Treblinka, del sapone fatto con gli ebrei, delle elettroesecuzioni di Belzec” e favole simili, continua “assistenza” di storici sterminazionisti ai pellegrinaggi/deportazioni, magari in Boeing 767 dell’Aereonatica Militare (che fa risparmiare sul viaggio!!!) al tempio maggiore del falso storico, Auschwitz, per esempio]! Quanta “professionale” precisione in queste interviste!

In verità la campagna pubblicitaria basata sullo spettro dell’antisemitismo e la “preoccupata” diffusione planetaria dei risultati di tante indagini hanno 3 obiettivi:

1) Impaurire, terrorizzare, gli “ebrei” della diaspora, che non pensano minimamente di andare nel ghetto di Palestina, nella speranza che vadano a rimpinguare il numero degli “ebrei” del locale ghetto e fornire nuovi, indispensabili, soldati per l’esercito ebraico per i suoi abituali safari di caccia al semita palestinese nella riserva privata di caccia di Gaza.

2) Cercare , terrorizzando chi ha in mente di emigrare dal ghetto di Palestina con lo spettro dell’antisemitismo montante-dilagante nel mondo, di limitare la costante emigrazione “ebraica” dal ghetto di Palestina.

3) Verificare la “produzione”  dell’industria dell’olocau$to tramite il tenore di paura prodotto dalle continue campagne pubblicitarie sui nuovi “nazismi” che vogliono perpetrare un nuovo olocau$to in Europa!

…a conferma indiretta dell’efficacia del terrorismo psicologico sionista sugli ebrei che non migrano, per amore, nel ghetto di Palestina…

fiumi di ebrei partono dalla Francia, dall’Ungheria, dall’Ucraina, dai Paesi Bassi e dal nord Europa allarmati dal crescente antisemitismo”…(6)

Note

1) Fonte: http://davi-luciano.myblog.it/archive/2012/12/07/antisemitismo-e-un-trucco-lo-usiamo-sempre.html
2) Fonte http://moked.it/blog/2014/05/01/moked-5774-rabbini-maestri-leadership-ebrei-italiani-a-confronto/
3) Fonte http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/the-jewish-republic-of-israel-1.318135
4) Fonte http://www.shalom.it/_flip/2013_05/ ,shalom,maggio2013
5) Fonte http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=6&Id=3101
6) Fonte l’ebreo kahn giacomo, Il Foglio del 21.05.2014,  http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Date=Today&ID=2014052127529327-1

Fine della premessa!

! $$$_ essi_mentono_abitualmente_2A  seguire un estratto di un ottimo articolo, di prossima pubblicazione, su…

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Sionismo e antisemitismo

di Mauro Manno

(Febbraio, 2006)

 

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Palestina, proprietà dei territori nei sotto-distretti nel 1945. La mappa è la N°94(b) dell’ONU dell’agosto 1950. (1) Sull’invenzione onusiaca del ghetto ebraico incistato in Palestina si consulti la lucida analisi di Alberto Mariantoni, cliccando QUI)

(…) Abbiamo parlato dell’odio che i sionisti hanno per gli ebrei assimilazionisti, a ragione del loro rifiuto di emigrare in Israele. Quest’odio traspare evidente dalla lunga intervista che un personaggio molto vicino a Sharon concesse allo scrittore Amos Oz nel 1982, poco dopo la conclusione dell’avventura militare israeliana in Libano:
 
Se anche lei mi provasse – dice il nostro sionista all’intervistatore – con matematica precisione che l’attuale guerra nel Libano è una sporca guerra immorale, non m’importerebbe. Dirò di più: anche se lei mi provasse che noi non abbiamo raggiunto e non raggiungeremo mai alcuno dei nostri obbiettivi in Libano, e che neppure potremo creare in Libano un regime amico né sconfiggere i siriani e neppure 1’OLP, nemmeno allora mi importerebbe. Questa guerra valeva comunque la pena di farla. Anche se la Galilea venisse di nuovo bombardata dai ‘katjusha’ entro un anno, anche di questo in fondo non m’importerebbe. Noi cominceremmo un’altra guerra, uccideremmo e distruggeremmo ancora e ancora finché quelli ne avranno abbastanza. E lo sa lei perché ne vale la pena? Perché sembra che questa guerra ci abbia reso ancora più impopolari presso il cosiddetto mondo civile.

Non sentiremo più ripetere le assurdità sulla famosa moralità ebraica, sulla lezione morale dell’olocausto o sulla immagine di purezza e virtù degli ebrei emersa dalle camere a gas. Facciamola finita.

La distruzione di Eyn Hilwe (è un peccato che non abbiamo spazzato via del tutto questo nido di calabroni [ si tratta di un villaggio libanese, n.d.t.] ), il salutare bombardamento di Beirut e quel modesto massacro (si può chiamare massacro l’uccisione di cinquecento Arabi nei loro campi?) che avremmo dovuto compiere con le nostre delicate mani invece di lasciarlo fare ai falangisti, queste ottime operazioni hanno troncato finalmente tutti quei merdosi discorsi su ‘un popolo eccezionale, faro per tutte le nazioni’. Basta con questo popolo eccezionale, buono, faro di civiltà, sbarazziamocene.
Personalmente non desidero affatto essere migliore di Komeini o di Breznev, o di Gheddafi, di Assad o della signora Thatcher e nemmeno di Harry Truman che ammazzò mezzo milione di giapponesi con due belle bombe. Io voglio solo essere più intelligente, più veloce e più efficiente di loro, non più buono o più bello.. secondo lei i cattivi di questo mondo se la passano male? se qualcuno prova a toccarli, quelli gli tagliano le mani e anche le gambe, sono cacciatori che inseguono e acchiappano tutto quello che gli par buono da divorare. E non soffrono di indigestione e il Cielo non li punisce. Io voglio che Israele si associ a questo club cosi, forse, alla fine il mondo comincerà a temermi invece di compatirmi. Forse allora cominceranno a tremare, a temere il mio furore invece che ammirare la mia nobiltà. Grazie a Dio! Lasciateli tremare, lasciate che ci chiamino uno stato aggressivo, lasciate che capiscano che siamo un paese selvaggio, pericoloso per i popoli che ci circondano, non normale, e che potremmo diventare feroci se uccidono uno dei nostri figli, anche uno solo. Lasciate che pensino che potremmo perdere ogni controllo e bruciare tutti i pozzi petroliferi del Medio Oriente. Se, Dio non voglia, succedesse qualcosa a suo figlio, lei parlerebbe come me. Si rendano conto a Washington, a Mosca, a Damasco, in Cina che se uno dei nostri ambasciatori venisse ammazzato o anche un console o uno dei giovanissimi addetti d’ambasciata, noi potremmo scatenare la terza guerra mondiale solo per questo. (…)
Mi lasci dire qual è la cosa più importante, il frutto più dolce della guerra in Libano: è che loro ora, non solo odiano Israele, ma grazie a noi odiano anche quei feinschmecker [palati delicati, n.d.t.] di ebrei di Parigi, Londra, New York, Francoforte, Montreal che se ne stanno nei loro gusci. Alla fine ora odiano anche queste belle anime di Yids che dicono di essere diversi da noi di non essere come Thugs israeliani, ma ebrei puliti ed educati. Ma non gli servirà a niente, a questi Yids cosi per benino, come non è servito all’ebreo assimilato di Vienna e di Berlino che pregava gli antisemiti di non confonderlo con i vocianti e puzzolenti giudei dell’est, perché lui si era liberato dai costumi degli sporchi ghetti di Ucraina e Polonia.

Lasciamoli gridare che loro condannano Israele, che sono nel giusto, che non  vogliono  far  del  male  nemmeno a una mosca,  che  preferiscono essere ammazzati che ammazzare, che si sono assunti il compito di mostrare ai gentili come essere buoni cristiani porgendo sempre l’altra guancia.. Questo non gli porterà alcun vantaggio. Ora stanno subendo questo odio a causa nostra. E io le confesso che per me questo è un piacere. Questi sono gli stessi Yids che hanno convinto i gentili a capitolare di fronte a quei bastardi di vietnamiti, a mollare di fronte a Komeini, a Breznev, a impietosirsi per lo sceicco Yamani a causa della sua difficile infanzia e a fare l’amore e non la guerra. O magari a non fare né l’una né l’altra cosa, piuttosto a scrivere un saggio sull’amore e sulla guerra. Con tutto questo abbiamo chiuso. L’ebreo è stato respinto, non solo ha crocefisso Gesù, ma ha crocefisso anche Arafat a Sabra e Chatila, ormai essi sono identificati con noi e questa è una cosa buona, i loro cimiteri vengono dissacrati, le loro sinagoghe incendiate, tutti gli epiteti sono stati rispolverati, vengono espulsi dai club esclusivi, la gente spara contro i loro ristoranti etnici, uccidendo anche i bambini, costringendoli a cancellare tutte le insegne ebraiche, costringendoli ad andarsene o a cambiare professione.
Ben presto i loro palazzi verranno coperti da slogan: Yids, andate in Palestina e sa che le dico? Loro verranno in Palestina perché non avranno altra scelta! Questo è il vantaggio che abbiamo ricevuto dalla guerra in Libano. Mi dica, non valeva la pena? Presto avremo tempi migliori. Gli Ebrei cominceranno ad arrivare, gli israeliani smetteranno di andar via e coloro che se ne sono già andati torneranno. Quelli di loro che hanno scelto l’assimilazione capiranno finalmente che non gli serve a niente cercare di essere la coscienza del mondo. La coscienza del mondo si prenda nel culo quello che non gli è entrato nella testa. I Gentili si sono sempre sentiti insofferenti verso gli ebrei e la loro coscienza e ora gli Yids hanno una sola via d’uscita, tornare a casa, tornarci tutti, presto, per installare grosse porte d’acciaio, per costruire una robusta barriera, per avere mitragliatrici posizionate in ogni angolo della loro barriera e combattere come diavoli contro chiunque osi alzare la voce contro questo paese. E se qualcuno alza la mano contro di noi gli porteremo via metà della sua terra e bruceremo l’altra metà, incluso il petrolio. Possiamo anche usare le armi nucleari. Andremo avanti finché non ce la faranno più.
Ancora oggi sono disposto a offrirmi volontario per fare il lavoro sporco per Israele, per uccidere quanti Arabi è necessario, per deportarli, per espellerli e bruciarli in modo che tutti ci odino, per togliere il tappeto da sotto i piedi degli ebrei della diaspora cosi che essi siano costretti a correre da noi piangendo. Anche se ciò significa vedere saltare per aria una o due sinagoghe qua e la, non m’importa. E non mi preoccupo se a lavoro finito sarò messo di fronte al tribunale di Norimberga e poi messo in carcere a vita. Impiccatemi se volete come criminale di guerra. Cosi voi potete ripulire la vostra ebraica coscienza ed entrare nel rispettabile club  delle  nazioni civili, che sono ampie e sane. Ciò che voi  tutti non capite è che il lavoro sporco del sionismo non è ancora finito. Siamo ancora lontani dalla fine. E’ vero, avrebbe potuto essere finito nel 1948, ma voi avete interferito, lo avete fermato. E tutto questo a causa della ebraicità delle vostre anime, a causa della vostra mentalità di diaspora. (…) Perciò sono contento che questa piccola guerra in Libano abbia spaventato gli Yids. Si spaventino pure, soffrano, cosi si affretteranno a tornare a casa prima che venga buio del tutto. Per questo, io sarei un antisemita? Bene. Allora non citi me, citi Lilienblum che non è sicuramente antisemita, tanto è vero che una strada di Tel Aviv porta il suo nome.
(l’intervistato cita leggendo in un quadernetto che era sul suo tavolo)

Tutto ciò che sta accadendo non è forse un segno che i nostri antenati vollero e noi stessi vogliamo, essere perseguitati, che a noi piace vivere come zingari..

e questo è Lilienblum a dirlo, non io. Mi creda ho studiato la letteratura sionista, posso provare quello che dico. E scriva pure che io sono una disgrazia per l’umanità. Non me ne importa, anzi. Facciamo un patto: io farò tutto il possibile per espellere gli Arabi da qui. Io farò tutto il possibile per incrementare l’antisemitismo e lei scriverà poesie e saggi sull’infelicità degli Arabi e si preparerà ad assorbire gli Yids che io costringerò a rifugiarsi in questo paese e ai quali insegnerò ad essere un faro per i Gentili. Cosa ne dice? (Intervista pubblicata sul quotidiano israeliano Davar, il 17 dicembre 1982. http: //www. counterpunch.org/pipermai1/counterpunch-1ist/2001-September/013054.htm1)
 
L’intervista che abbiamo appena letto è vera al cento per cento, ce lo garantisce lo scrittore Amos Oz, tra l’altro un sionista lui stesso, il quale però si rifiutò di dire il nome della persona intervistata in quanto per poter raccogliere i suoi propositi Oz aveva promesso che non avrebbe mai svelato il nome. Si è a lungo discusso se l’intervistato non fosse in realtà proprio Sharon e si è detto che Oz non abbia voluto svelare il nome per ragioni politiche visto che il personaggio era allora ai vertici della politica israeliana. I propositi sionisti sono stati attribuiti a Shlomo Baum o a Motta Gur, personaggi vicinissimi ideologicamente a Sharon. Il primo, non solo ideologicamente visto che negli anni ’50 era il vice di Sharon nella famigerata Unità 101, diretta proprio da Sharon, un reparto speciale dell’esercito che si macchiò di varie stragi a Gaza e in Cisgiordania. Chi sia la persona intervistata, in realtà, non ha molta importanza. Le cose importanti da dire sono prima di tutto che l’intervista è sicuramente vera, e poi che i contenuti dell’intervista corrispondono ad un modo di pensare che non è fuori dal mondo ma al centro del sionismo, una volta che esso viene sfrondato dalla sua retorica. Quest’ultimo fatto è confermato dallo stesso Oz che successivamente all’intervista affermò di aver ricevuto lettere di numerose persone le quali « si presero il fastidio di scrivere per esprimere la loro totale

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identificazione con le parole del personaggio » [appendice alla traduzione inglese dell’intervista, apparsa in The Land of Israel, London, 1983, pp. 85-100; traduzione e corsivo miei]. Il personaggio, comunque, ci spiega molto chiaramente che sono i sionisti i primi ad odiare quegli ebrei che si rifiutano di emigrare in Israele e che vogliono integrarsi nel paese d’origine. Egli ci spiega anche come l’antisemitismo sia funzionale, anzi indispensabile al sionismo, perché esso spinge gli ebrei in Palestina.

Anzi egli dice che vuole fare « il lavoro sporco » perché si sviluppi l’antisemitismo e questo spaventi gli ebrei assimilazionisti e li spinga in Palestina.
Se i sionisti hanno così tanto bisogno dell’antisemitismo è forse sorprendente che si siano alleati con i peggiori antisemiti della storia? E’ sorprendente che essi accusino gli ebrei marxisti, internazionalisti o assimilazionisti di essere « palati delicati », « ebrei puliti ed educati » o peggio « ebrei che odiano se stessi »? Il sionista intervistato vuole attizzare l’antisemitismo, vuole far odiare gli ebrei per farli fuggire in Israele, per farli contribuire ad ulteriori pulizie etniche, ulteriori massacri di palestinesi. D’altronde il binomio sionismo-antisemitismo era contenuto nella definizione stessa del nazionalismo ebraico. Fin dall’inizio della sua affermazione, l’approccio sionista alla questione ebraica sembrava calcato sulla teoria antisemita. Come gli antisemiti, i sionisti sostenevano che gli ebrei costituivano una presenza estranea nelle società europee le quali « appartenevano » per diritto naturale alle popolazioni prevalenti. L’antisemitismo era anzi per loro una cosa non del tutto negativa in quanto costituiva l’impulso naturale di una società organica che si sentiva minacciata, quasi «infettata» da una comunità estranea, un corpo alieno. D’altra parte l’antisemitismo aveva decisamente l’aspetto positivo (per i sionisti) di operare contro l’assimilazione degli ebrei nel corpo sociale prevalente.

L’assimilazione era temuta dagli antisemiti ma era anche quello che temevano i sionisti, cioè che gli ebrei perdessero le loro caratteristiche culturali, religiose e di razza, fondendosi con i popoli. Al contrario, i sionisti lottavano perché gli ebrei conservassero integro tutto il loro patrimonio. Solo se le società prevalenti rigettavano, con il loro antisemitismo, tutti gli ebrei sarebbe stato possibile ai sionisti convincerli ad emigrare in Palestina e costituire lo stato per soli ebrei. Una società liberale, democratica e tollerante che avesse incoraggiato l’integrazione e l’assimilazione degli ebrei nel suo grembo avrebbe rappresentato per il sionismo la più grande minaccia. Il sionismo non ha mai cercato di combattere l’antisemitismo (solo gli ebrei assimilazionisti hanno interesse a farlo e lo fanno effettivamente). Esso ha più che altro cercato un  modus vivendi  con l’antisemitismo. Da qui la collaborazione col nazismo e col fascismo a cui abbiamo accennato. Da qui le sorprendenti frasi che riportiamo di seguito, con i loro autori, e che possono essere comprese solo se si tiene in debito conto la vera natura del sionismo che noi abbiamo cercato di smascherare.

“Ogni paese può assorbire solo un numero limitato di ebrei, se non vuole avere disturbi nello stomaco. La Germania ha già troppi ebrei.” [Chaim Weizman, presidente dell’Organizzazione sionista mondiale, futuro presidente di Israele, (1912) citato in Lenni Brenner, “Zionism in the Age of the Dictators”, cap. 3].
“Anche noi siamo d’accordo con l’anti-semitismo culturale, in quanto che noi crediamo che i tedeschi di fede mosaica siano un fenomeno indesiderabile e demoralizzante.” [Chaim Weizman, presidente dell’Organizzazione sionista mondiale e futuro presidente di Israele, “The letters and papers of Chaim Weizman”, Letters, Vol. 8, p. 81, 1914].
 
 “L’ebreo è una caricatura di un essere umano normale e naturale, sia fisicamente che spiritualmente. Come individuo nella società si rivolta e butta via le briglie degli obblighi sociali, egli non conosce né ordine, né disciplina.” [Our Shomer “Weltanschauung”, articolo scritto nel 1917 e pubblicato nel dicembre 1936 in Hashomer Hatzair, p, 26, organo dell’Organizzazione Giovanile Sionista].
 
“Noi ebrei, noi i distruttori, rimarremo dei distruttori per sempre. Nulla che voi facciate darà soddisfazione ai nostri bisogni e alle nostre esigenze.Noi distruggeremo sempre perché noi abbiamo bisogno di un mondo tutto nostro, un mondo divino, che non è nella vostra natura di poter costruire … quelli tra di noi che non riescono a capire questa verità saranno sempre gli alleati delle vostre fazioni ribelli, fin quando non giungerà la disillusione, il destino maledetto che ci sparse in mezzo a voi ci ha assegnato questo sgradito ruolo.” [Maurice Samuel, “You Gentiles”, p. 155,1924].
 
“Se noi [sionisti, ndt] non ammettiamo che gli altri abbiano il diritto di essere anti-semiti, allora noi neghiamo a noi stessi il diritto di essere nazionalisti. Se il nostro popolo merita e desidera vivere la propria vita nazionale, è naturale che si senta un corpo alieno costretto a stare nelle nazioni tra le quali vive, un corpo alieno che insiste ad avere una propria distinta identità e che perciò è costretto a ridurre la sfera della propria esistenza. E’ giusto, quindi, che essi [gli anti-semiti,ndt] lottino contro di noi per la loro integrità nazionale. Invece di costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dagli anti-semiti, i quali vogliono ridurre i nostri diritti, noi dobbiamo costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dai nostri amici che desiderano difendere i nostri diritti.” [Jacob Klatzkin, (1925), citato in Jacob Agus, “The Meaning of Jewish History”, in “Encyclopedia Judaica”, vol II, p. 425].
 
“Ho elaborato una filosofia del Giudaismo affine alla Tendenz spirituale del Fascismo molto prima che quest’ultimo fosse diventato la regola nella società politica italiana.”  [Alfonso Pacifici ideologo del sionismo italiano, intervistato da Guido Bedarida, 1932].
 
 “Per i sionisti, il nemico è il liberalismo; esso è anche il nemico per il nazismo; ergo, il sionismo dovrebbe avere molta simpatia e comprensione per il nazismo, di cui  l’anti-semitismo  è  probabilmente  un  aspetto  passeggero.”   [Harry  Sacher, Jewish Review, settembre 1932, p. 104, Londra].
 
“L’hitlerismo …  ci ha reso per lo meno un servizio dal momento in cui non ha tracciato una linea di demarcazione tra l’ebreo religioso e l’ebreo apostata. Se Hitler avesse fatto eccezione per gli ebrei battezzati [al cristianesimo], avremmo assistito allo spettacolo poco edificante di migliaia di ebrei che correvano a battezzarsi. L’hitlerismo ha forse salvato l’ebraismo tedesco, che stava assimilandosi fino all’annichilimento.” [Chaim Bialik, “Palestine and the Press, New Palestine, 11 dicembre 1933].
 
 “Vi dico che voi siete più potenti del Signor Hitler (…) noi tutti lo seppelliremo. Ma dovete creare uno Stato ebraico. Sono sionista, io. L’ho detto già al Dr. Weizmann. Dovete avere un vero Stato ebraico e non il ridicolo Home National che gli inglesi vi hanno offerto. Vi aiuterò a creare uno Stato ebraico. La cosa più importante è che gli ebrei abbiano fiducia nel loro avvenire e non si lascino spaventare da quell’imbecille di Berlino”. [Benito Mussolini a Nahum Goldman dell’Agenzia Ebraica internazionale (sionista), il 12 novembre 1934].
 
 “E’ un fatto innegabile che  gli ebrei presi collettivamente sono infermi e neurotici. Quei professionisti ebrei che, colpiti sul vivo, negano sdegnosamente questa verità sono i più grandi nemici della loro razza, perchè guidano gli altri ebrei alla ricerca di false soluzioni, o, al massimo, di palliativi.” [Ben Frommer, sionista revisionista, (1935), “The Significance of a Jewish State”, in Jewish Call, maggio 1935, p. 10].
 
 “I membri delle organizzazioni sioniste non devono essere, date le loro attività dirette verso l’emigrazione in Palestina, trattati con lo stesso rigore che invece è necessario nei confronti dei membri delle organizzazioni ebraico-tedesche (cioè gli assimilazionisti).” [Circolare della Gestapo bavarese indirizzata al corpo di polizia bavarese, 23 gennaio, 1935, pubblicata in Kurt Grossman, “Zionists and Non-Zionists under Nazi Rule in the 1930’s”, Herzl Yearbook, vol VI, p. 340].
 
 “Il momento non può più essere lontano ormai in cui la Palestina sarà in grado di nuovo di accogliere i suoi figli che aveva perduto da oltre mille anni. I nostri buoni auguri e la nostra benevolenza ufficiale li accompagnino.” [Reinhardt Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS, “The Visible Enemy”, articolo pubblicato in Das Schwarze Korps, organo ufficiale delle SS, maggio 1935].
 
 “Hitler tra qualche anno sarà dimenticato, ma avrà un bellissimo monumento in Palestina. Sapete, la venuta dei nazisti è stato un avvenimento piuttosto benvenuto. Vi erano tanti dei nostri ebrei tedeschi che pendevano tra due sponde; tanti di loro navigavano nella corrente ingannatrice tra la sponda di Scilla dell’assimilazione e quella di Cariddi di una conoscenza compiaciuta delle cose ebraiche. Migliaia di loro che sembravano completamente perduti per l’ebraismo furono riportati all’ovile da Hitler, e per questo io sono personalmente molto riconoscente verso di lui.” [Emil Ludwig, intervistato da Meyer Steinglass, “Emil Ludwig before the Judge”, American Jewish Times, aprile, 1936, p. 35].
 
“Uno stato costruito sul principio della purezza della nazione e della razza (cioè la Germania Nazista) può solo avere rispetto per quegli ebrei che vedono se stessi allo stesso modo.” [Joachim Prinz, (1936), citato in Benyamin Matuvo, “The Zionist Wish and the Nazi Deed”, Issues, (1966/67), p. 12].
 
“Le speranze dei sei milioni di ebrei europei si fondano sull’emigrazione. Mi è stato chiesto: ‘Puoi portare sei milioni di ebrei in Palestina?’ Ho risposto, ‘No’ … Dal profondo della tragedia voglio salvare … dei giovani [per la Palestina]. I vecchi passeranno. Sopporteranno il loro destino o non lo faranno. Sono polvere, polvere economica e morale in un mondo crudele … Solo il ramo giovane sopravviverà. Dovranno accettarlo.” [Chaim Weizmann, futuro primo presidente  di Israele, nel discorso al Congresso Sionista del 1937 nel quale riporta le sue risposte davanti alla Commissione Peel, Londra, luglio 1937. Citato in ‘Yahya’, p. 55].
 
“Per i sionisti era molto disagevole operare. Era moralmente imbarazzante sembrare essere considerati i figli prediletti del governo Nazista, in particolare proprio nel momento in cui esso scioglieva i gruppi giovanili (ebraici) antisionisti, e sembrava preferire per altre vie i sionisti. I nazisti chiedevano un ‘comportamento più coerentemente sionista’.” [Joachim Prinz, “Zionism under the Nazi Government”, in Young Zionist, Londra, novembre 1937, p. 18].

“Lo stato sionista deve essere fondato con ogni mezzo e appena possibile … Quando lo stato ebraico sarà stato fondato secondo le attuali proposte contenute nel documento della Commissione Peel, e in linea con le promesse parziali dell’Inghilterra, allora i confini potranno essere spostati ulteriormente in avanti secondo i nostri desideri.” [Feivel Polkes a Adolf Eichman, citato in Klaus Polkehn, “The Secret Contacts: Zionism and Nazi Germany 1933-41”, Journal of Palestine Studies (primavera 1976), p. 74. Citato anche in Lenni Brenner, Op. Cit. cap. 8].

 “Se sapessi che è possibile salvare tutti i bambini (ebrei) di Germania portandoli in Inghilterra e solo metà di essi portandoli in Eretz Israel, allora opterei per la seconda alternativa.” [Ben-Gurion nel suo discorso ad una assemblea di Sionisti Laburisti in Gran Bretagna nel 1938].

“Per essere un buon sionista uno deve essere in qualche modo un antisemita.” [Chaim Greenberg, “The Myth of Jewish Parasitism”, Jewish Frontiers, marzo, 1942, p. 20].

“Se mi viene chieso, ‘Potresti dare una parte dei soldi dell’Unione delle Agenzie Ebraiche per salvare gli ebrei (in Germania), io dico NO!  E ripeto NO!” [Izaak Greenbaum – capo del Comitato di Soccorso dell’Agenzia Ebraica (Jewish Agency Rescue Committee) – rivolto al Consiglio Esecutivo Sionista, il 18 febbraio 1943].

“Una mucca in Palestina vale più di tutti gli ebrei in Polonia.” [Izaak Greenbaum – capo del Comitato di Soccorso dell’Agenzia Ebraica (Jewish Agency Rescue Committee) – rivolto al Consiglio Esecutivo Sionista, il 18 febbraio 1943].
 
“Finanche nel 1943, mentre gli ebrei d’Europa venivano sterminati a milioni, il Congresso americano propose di istituire una commissione per ‘studiare’ il problema. Il rabbino Stephen Wise, che era il principale portavoce sionista in America, si recò a Washington per testimoniare contro il progetto di legge perché esso avrebbe sviato l’attenzione (degli ebrei) dalla colonizzazione della Palestina. Si tratta dello stesso rabbino Wise che, nel 1938, in quanto dirigente del Congresso ebraico d’America, scrisse una lettera nella quale si opponeva a qualsiasi cambiamento della legislazione americana sull’immigrazione, cambiamento che avrebbe permesso agli ebrei di trovare accoglienza. In quella lettera scriveva: ‘Può essere d’interesse per voi sapere che alcune settimane fa i dirigenti delle più importanti organizzazioni ebraiche si sono riuniti in una conferenza … Vi si è deciso che, in questo momento, nessuna organizzazione ebraica avrebbe sponsorizzato una legge destinata a cambiare in qualsiasi modo la legislazione sull’immigrazione’.” [Citato in Lenni Brenner, “Zionism in the Age of the Dictators”, p. 149]. (…)

Fonte il sito dell’ebreo shamir israel al link http://www.israelshamir.net/Italian/natura.htm

Note di Olodogma:

1) Fonte della mappa: http://unispal.un.org/unispal.nsf/0/a73996728ba8b94785256d560060cd1a?OpenDocument

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