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Mag 14

0680 – L’invenzione ONU di israele: il più grande imbroglio socio-politico-culturale…di Alberto B. Mariantoni

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Il frutto della menzogna di Auschwitz

 Palästina Judenstaatrein, occupazione ebraica-sionista della Palestina nel tempo. Click...

Palästina Judenstaatrein! Occupazione ebraico-sionista della Palestina nel tempo. Click…

(…) Personalmente, ho sempre considerato e sostenuto che il 29 Novembre del 1947, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – decretando la nascita di due Stati indipendenti, uno arabo e l’altro “ebraico” (più un “mini-Stato internazionale”, attorno alle città di Gerusalemme e di Betlemme), all’interno dei territori dell’antica Palestina – abbia contribuito ad avallare uno dei più grossolani imbrogli socio-politico-culturali che la Storia abbia mai conosciuto.

Cerchiamo di comprendere…

La maggioranza dei rappresentanti dei Paesi del mondo allora membri delle Nazioni Unite, ancora prima di votare la Risoluzione 1818, aveva commesso due intollerabili abusi preliminari, contrari perfino alla Carta fondatrice delle Nazioni Unite:

– da un lato, cioè, avevano accettato il principio (democratico?) di prendere in esame la spartizione di un territorio che non  apparteneva a nessuno degli Stati membri dell’ONU, ma era temporaneamente amministrato dall’allora potenza coloniale britannica United Kingdom),  su Mandato della Società della Nazioni (SdN);

– dall’altro, arrogandosi comunque il diritto di potere frazionare e stravolgere un Paese che non rientrava nelle loro competenze, non si erano nemmeno curati (altro principio “democratico”?) di interpellare preventivamente (magari,ordinando o promuovendo la tenuta di un referendum consultativo) la popolazione che risiedeva in Palestina sin dall’epoca della battaglia di Yarmuk (20 Agosto del 636) , per verificare se fosse favorevole o contraria a quell’eventuale progetto di spartizione.

L’aspetto più grave della decisione dell’ONU del 1947, però, era stato ben altro.

La maggioranza dei rappresentanti dei Paesi dell’ONU, infatti, nella medesima occasione, aveva preso due ulteriori ed abusive decisioni:

Discriminazione e segregazione , il kotel o muro del pianto, donne separate dagli uomini. L'esercito sionista a tutela della discriminazione.Click...

Discriminazione e segregazione , il kotel o muro del pianto, donne separate dagli uomini.L’esercito sionista a tutela della discriminazione. Click…

1. prima di tutto, si era assunta l’inammissibile ed ingiustificata responsabilità di assegnare ufficialmente una delle due frazioni della Palestina arbitrariamente suddivisa – non ad un Popolo-Nazione (come sono, ad esempio, i Curdi, gli Armeni, gli Italiani, i Francesi, i Greci, gli Arabi, i Turchi,ecc.), ma – ad un’eterogenea categoria di persone che – per il semplice fatto di possedere dei legami religiosi-culturali-storici con il Giudaismo – veniva fatta passare per “Popolo ebraico”;

2. in secondo luogo, aveva effettivamente concesso (in contraddizione con la sua medesima scelta) la suddetta frazione della Palestina (quella, per l’appunto, che avrebbe dovuto essere assegnata agli “Ebrei”… o, se si preferisce, all’insieme degli affiliati alle innumerevoli Congregazioni o Confraternite religioseculturali-storiche del Giudaismo), ai soli membri del “partito Sionista”: un partito politico, cioè, che – prendendo ispirazione dall’opinione o dalle convinzioni di un certo numero di pensatori/scrittori di quella tradizione –pretendeva (e pretende):

a. essere il solo ed accreditato rappresentante dell’insieme delle fazioni, partiti, gruppi e confraternite del Giudaismo che esistevano (ed esistono) nel mondo;

b. qualificare i membri del proprio partito e quelli dell’insieme delle fazioni,partiti, gruppi e confraternite del Giudaismo, come “popolo”, “nazione” e/o “razza”;

c. avere il diritto – come unico rappresentante di quel presupposto “popolo”,“nazione” e/o razza” (che il medesimo “partito Sionista” considerava e considera aggiuntivamente – senza uno straccio di prova! – come i “discendenti”, in “linea diretta”…, del “popolo eletto” della Bibbia) – di organizzare liberamente il “rimpatrio” collettivo (in realtà, una vera propria invasione civile e militare di tipo coloniale, a discapito delle popolazioni autoctone!) della maggioranza dei membri del succitato insieme di fazioni, partiti, gruppi e confraternite del Giudaismo, nella parte della Palestina che l’ONU aveva ufficialmente assegnato a tutti gli “Ebrei”. (…)

Fonte: Alberto B. Mariantoni,”Società israeliana:‘Innata Societas’ o ‘Simulata Societas’?”,pagg.3,4,5

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