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Apr 14

0650 – Per gli USA , prima dell’occupazione ebraica, la Palestina era deserta!

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Post un pò fuori squadra. Serve premettere che qualunque sia la natura del governo del ghetto ebraico di Palestina, sinistra o destra, la violenza delle armi sioniste ha sempre garantito l’occupazione delle terre rubate nel 1948 agli autoctoni. Il titolo di “figli di sopravvissuti” peggiora l’azione … da marchiati a marchianti (1)!  Olodogma

Amira Hass

hass amira

…”Amira Hass (Gerusalemme, 1956) è una scrittrice e giornalista israeliana, conosciuta per i suoi articoli pubblicati sul quotidiano israeliano Ha’aretz.
Ha deciso di stabilire la propria residenza nei territori della West Bank e nella striscia di Gaza, condizione che le dà l’opportunità di raccontare i fatti e di osservare da una prospettiva palestinese il conflitto israelo-palestinese. Figlia di due attivisti comunisti ebrei, sopravvissuti all’Olocausto di Bosnia (la madre, Hanna Levi) e di Romania (il padre, Avraham Hass), Amira Hass è nata a Gerusalemme”… (Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Amira_Hass)

__________________L’articolo____________________

Da New York Amira Hass

Occhi aperti

"Il sionismo è la causa principale dell' antisemitismo in tutto il mondo"

“Il sionismo è la causa principale di antisemitismo in tutto il mondo”

La settimana scorsa, durante uno dei miei interventi a Washington, ho incontrato un uomo dall’aspetto familiare. Era uno statunitense, ebreo, che avevo conosciuto mentre partecipava a una missione governativa in Israele e Palestina.

Gli americani ignorano che i palestinesi vivevano in quelle terre già nell’ottocento, prima dell’inizio dell’immigrazione sionista, e non sanno niente dei villaggi distrutti nel 1948“,

ha spiegato a me e agli altri partecipanti all’incontro. A un certo punto ha addirittura usato la parola “coloniale” per descrivere la politica israeliana. Considerando che i funzionari statunitensi non possono neanche usare il termine “occupazione”, sono rimasta sbalordita. Gli ho chiesto se aveva già questa opinione prima di venire in Medio Oriente. Mi ha risposto di no:

“Quando mi hanno coinvolto nella missione ero convinto che tutti i palestinesi fossero terroristi”.

Negli stessi giorni ho ricevuto un’email di una studentessa ebrea di New York, che si è scusata per non aver potuto partecipare a un mio incontro. Mi ha raccontato una storia simile a quella del funzionario. All’inizio non riusciva a capire come io, figlia di sopravvissuti dell’olocausto, potessi essere così sfacciatamente filopalestinese. Ma poi aveva visitato i Territori occupati e aveva aperto gli occhi. Questi due episodi mi hanno messo di buonumore. Solo chi non ha visto le cose di persona può pensare che il dominio israeliano sia benevolo e legittimo. • as (Fonte: http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Date=Today&ID=2014041127232355)

Note

1) michael barizon   ebreo praticante, editorialista di Yediot Aharonot, il più grande quotidiano israeliano, dopo avere scoperto che i soldati  tatuavano con un numero le braccia dei Palestinesi prigionieri, ha scritto in Yediot Ahronot  del 15 marzo 2002 un testo intitolato “Da marchiati a marchianti” che comincia così:

“In soli sessanta anni – da marchiati a marchianti e tatuanti
In sessanta anni – da prigionieri nei ghetti a imprigionanti
In sessanta anni – da depredati a depredanti
In sessanta anni – da quelli che sfilano in colonna con le mani in alto a quelli che fanno sfilare in colonna con le mani in alto.
In sessanta anni –  da schiacciati in nome di un nazionalismo crudele a quelli che schiacciano in nome di un nazionalismo crudele
In sessanta anni – da vittime di un’abietta politica di trasferimento al sostegno sempre più entusiasta di un’abietta politica di trasferimento
Durante tutti questi sessanta anni non abbiamo imparato niente, niente abbiamo interiorizzato. Abbiamo dimenticato tutto”.

________Avvertenza_______________

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