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Mar 13

0617 – DaI “Corriere della sera” del gennaio 1938…”Il contadino romeno odia gli ebrei”

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Riportiamo un estratto di un articolo del Corriere della sera del 3 -02-1938 che tratta delle relazioni tra “ebrei” abitanti in Romania e gli autoctoni. Il testo viene pubblicato per evidenziare l’auto-differenziazione, “specializzazione”, strutturazione, realizzazione di se, degli uomini sullo stesso territorio nello stesso tempo. Olodogma

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Il Corriere della sera
Il nazionalismo romeno come antisemitismo
Dal nostro inviato speciale
Bucarest, gennaio (articolo del 3 gennaio 1938)

(…) “Non è ebreo il contadino in Romania. Il contadino zappa la terra, ara, miete, piega la schiena dalla mattina alla sera; la sua fatica è nelle mani di Dio, affidata al sole ardente o alle gonfie nuvole dei temporali, la neve la pioggia la grandine la siccità la dominano, gli elementi governano le patate il grano i foraggi. Mangerà o non mangerà il contadino? Non c’è interesse, non c’è moneta, non c’è commercio, non c’è speculazione, c’è solo lavoro e, se a Dio piace, vita.
Non è, in una parola, affare per gli ebrei romeni.

Il lavoro della terra non è un affare.

Il contadino romeno odia gli ebrei.

Questo odio è vivo anche nelle regioni dove di ebrei non esiste la minima traccia; domandate a quei contadini:  “Perchè odiate gli ebrei, se ebrei da voi non ce n’è?”
Non ci sono ebrei– vi risponderanno- ma sono gli ebrei che fanno il prezzo del grano“.
Il contadino produce.
L’ebreo commercia le sue produzioni.
Non è ebreo l’operaio in Romania.
L’operaio ha il salario, il salario non si baratta e non si commercia, si consuma.
L’operaio esegue, l’ebreo vuol dirigere.
Costruita una casa, l’operaio raccoglie gli attrezzi, se ne va.
Questa partenza a costruzione finita l’ebreo non la capisce: nel dannatissimo caso ch’esso costruisse un edificio, non se ne andrebbe, vorrebbe fittarlo, imbottirlo di boteghe, decorarlo magari d’un banco di prestiti e cambio.

Mi spiegava il direttore d’un quotidiano bucarestino:
Un romeno che debba enumerarle i suoi beni le dirà che possiede un campo, un casa, una industria o che so io; un ebreo le dirà “tout-court” che possiede tante centinaia di migliaia di Lei, tanti milioni di Lei. Il problema è tutto qui. La moneta, la moneta banconota o spezzato, poco importa. Finchè noi avremo in piedi la politica liberale della moneta noi saremo asserviti agli ebrei.

Dobbiamo puntare la nostra politica sulla produzione nazionale, ecco tutto” (…)

Virgilio Lilli

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