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Dic 26

0519 – Far soldi!Col logo Adolf Hitler? Perchè no!?Espediente ed “eletta” malattia mentale

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Essi” mentono. Abitualmente!

riparazioni,tedesche,ebrei,conferenzabaltimora1941,goldmannUna branca dell’industria dell’olocau$to: lo sfruttamento delle proprie malattie mentali e comportamentali affibbiate, “ad usum delphini”,  al Male Assoluto Adolf Hitler! Tutto va bene per far soldi e demonizzare/offendere/condannare chi non può difendersi. Un classico! Brigitte Hamann revisiona la narrazione standard.  La pratica dello sfruttamento/estorsione, a propri fini economici, è dimostrato dalla richiesta di risarcimenti, da parte dell’ebraismo americano, da chiedere alla Germania fatta prima dell’attacco giapponese di Pearl Harbor del 07.12.1941, e prima della dichiarazione di guerra tedesca contro gli Stati Uniti dell’ 11 Dicembre 1941. Prima della Conferenza di Wannsee, dove, propagandisticamente, si è preteso per decenni (ed anche tutt’oggi in alcuni demenziali articoli) che fosse stata presa la decisione di sterminare gli ebrei d’Europa! Olodogma

C’ ERA UN SOSIA NELL’ INFANZIA DI ADOLF HITLER

07 ottobre 1996

haredim,ebrei,ortodossi,malattiamentale,juden,jews,juif,judios,dimerda,truffa,Vienna…  spunta in libreria un nuovo ritratto del Fuhrer, una monumentale biografia in chiave austriaca dei suoi anni di apprendistato – dall’ infanzia al venticinquesimo anno di età…

 

Brigitte Hamann ed il suo Hitler' s Wien

Brigitte Hamann ed il suo Hitler’ s Wien

… Hitler’ s Wien, la Vienna di Hitler – questo il titolo del volume di 550 pagine uscito per i tipi della Piper di Monaco – è un’ opera che farà sicuramente discutere. Intanto dà filo da torcere agli storici e biografi tedeschi con i quali l’ autrice del libro, Brigitte Hamann, nota in Italia per la sua biografia di Sissi, imperatrice d’ Austria (edita da Longanesi) entra subito in polemica. La sua è una biografia, dice subito la scrittrice viennese, che fa finalmente piazza pulita delle leggende e dei numerosi errori in cui sono finora incorsi i biografi del Fuhrer. Tutti, anche i più illustri.

“Il guaio è che su questi errori degli studiosi di portata mondiale come Fromm hanno costruito le loro teorie psicoanalitiche!”  […”Egli ( l’ebreo fromm,ndr) dedica un capitolo della sua analisi ad Hitler che considera un necrofilo con una personalità paranoide”… Fonte http://www.convivioastrologico.it/psicologia/erich_fromm.htm) ;

fromm erich, anatomia della distruttività umana,Cap.13: Aggressione maligna: Adolf Hitler,un caso clinico di necrofilia. ]

esclama la Hamann. Nella sua voce si sente la sicurezza di chi ha studiato a fondo la materia.

“Vuole un esempio? La storia che Hitler ha lasciato sola la madre ammalata e che non è andato a trovarla quando era in coma ma solo da morta, è una balla: dai documenti risulta che in quel periodo egli è stato sempre a Linz, nella casa materna. Partendo da questa falsa notizia, gli psicanalisti si sono scatenati, hanno parlato di necrofilia e cose del genere. Anche la storia che Hitler si prese la sifilide da una prostituta ebrea e che questo alimentò il suo odio contro gli ebrei, oppure che avesse un rivale in amore mezzo ebreo, è assolutamente falsa. Per non parlare poi del nonno ebreo, altra favola alimentata dal fatto che di lui in effetti non si sa niente, nemmeno Hitler sapeva chi fosse. Ma certo non era ebreo“.

Ma come è possibile, signora Hamann, che nessuno si sia finora accorto di errori così grossolani?

“Come spesso succede, ogni biografo di Hitler ha ripreso notizie dal precedente senza prendersi la briga di andare a controllare le fonti originarie. Io invece sono andata in archivio, ho ristudiato tutto daccapo e ho scoperto una serie di errori che si ripetono in tutte le principali opere biografiche su Hitler”.

Inclusa la grande biografia di Joachim Fest?

Joachim Fest Hitler Eine Biographie“Certo. Sono soprattutto le notizie date dai cosiddetti testimoni oculari ad essere inventate di sana pianta. Anche se Fest prende queste testimonianze con le pinze, avanzando qualche riserva, purtuttavia ne tiene conto e molte le riporta acriticamente. Io ho scoperto invece che un testimone oculare come Joseph Greiner ad esempio, è un emerito imbroglione, uno che ha sfruttato la situazione inventandosi notizie false”.

Ma dopo aver spazzato via tutti gli errori cosa rimane? Qual è l’ immagine di Hitler che Lei dà nella Sua opera?

“Io mi fermo agli anni viennesi di Hitler, ossia fino al 1913, anno in cui egli lascia Vienna per Monaco. Fino a quel momento è un uomo normale, condizionato dagli umori e dai pregiudizi tipici dei ceti bassi della classe piccolo borghese. Ma – c’ è un ma! – egli si legge da cima a fondo e con profondo interesse, il programma di partito degli ‘ Alldeutschen’ , gli estremisti che odiavano gli Asburgo e volevano un “puro regno tedesco”. Dal loro capo, Georg Schonerer, Hitler riprenderà tutto: dal saluto Heil che sostituiva il mite ‘ Servus‘ degli austriaci, all’ odio antisemita, alla mania della razza ariana a cui era dedicato un articolo del programma di partito, all’ amore per i miti degli antichi Germani. Schonerer, nell’ ultimo ventennio del secolo scorso era uno che bandiva l’ uso delle parole straniere, usava le rune, inventava slogan come ‘ Liberiamoci dagli ebrei, liberiamoci da Roma‘ .

Karl Lueger, anno 1900

Karl Lueger, anno 1900

Insomma, Hitler non ha inventato nulla. Fu una fotocopia di Schonerer. In sostanza Hitler non ha fatto che assimilare le tendenze fortemente antisemitiche della Vienna di novant’ anni fa. Rimase fortemente impressionato anche da un uomo come Karl Lueger, cristiano-sociale, sindaco di Vienna e grande arringatore di folle, che non nascondeva certo il suo antisemitismo; pensi che esortava pubblicamente i viennesi a non comprare nulla dagli ebrei. C’ è poi il grande influsso di Wagner sul giovane Hitler che come è noto, andava ad ascoltare tutte le sue opere con fanatico entusiasmo. A proposito del suo amore per il teatro, è curioso notare che la tecnica delle luci di scena imparata da Hitler in quegli anni, egli la sfrutterà poi per le sue grandiose manifestazioni e feste naziste. Ma, per tornare alla musica di Wagner, ho scoperto che Hitler, al contrario di quanto è stato scritto finora, era un sostenitore di Gustav Mahler, a differenza dei wagneriani antisemiti che lo avversarono ferocemente. Per lui Mahler era l’ interprete ideale di Wagner.

Signora Hamann quanto tempo ha impiegato per ricostruire così precisamente e dettagliatamente gli anni di formazione di Hitler?

“La mia è in realtà una doppia biografia: quella dell’ infanzia e della giovinezza di Hitler, ma anche e soprattutto quella della vita culturale e politica della Vienna degli inizi del secolo, fino allo scoppio della prima guerra mondiale. La stesura del libro mi ha preso quattro anni, ma alla storia della mia città lavoro da più di vent’ anni. Lo sa che la storia austriaca è molto complessa? A volte capita che gli storici tedeschi non siano in grado di comprenderla e di interpretarla correttamente.

di PAOLA SORGE

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/10/07/era-un-sosia-nell-infanzia-di.html

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