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Dic 22

0516 – Maria Poumier e il professor Robert Faurisson sul processo Le Monde/Ariane Chemin

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Riceviamo  e pubblichiamo…

…”Le 28 novembre 2013, à la XVIIe chambre du tribunal correctionnel de Paris, comparaissait Robert Faurisson ; il portait plainte contre Le Monde (Louis Dreyfus) et une journaliste (Ariane Chemin) pour injures publiques (« menteur professionnel », « falsificateur », « faussaire de l’histoire »). Le jugement sera rendu le 16 janvier 2014″…

Antefatto

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Il 28 novembre 2013, nella XVII camera del tribunale correzionale di Parigi, è comparso il Prof. Robert Faurisson che aveva sporto querela contro il giornale  Le Monde (Louis Drefus) ed una giornalista (Ariane Chemin) per diffamazione ( “bugiardo professionista”, ”falsificatore”, “falsario della storia” , le espressioni ritenute diffamatorie ). Il verdetto sarà reso noto il 16 gennaio 2014.

Ariane Chemin

Ariane Chemin

Non una sola menzogna o falsificazione è stata fornita nel lungo articolo della giornalista del 21 agosto 2013, alle pagg.12-13 (l’articolo originale è QUI).

L’avvocato Catherine Cohen-Richelet, per tre volte ha preteso dimostrare una e una sola menzogna di R. Faurisson: secondo lei, quest’ultimo non era assolutamente stato “professore [universitario]” ma solamente “ricercatore universitario”; mentre invece il grado di “professore universitario” era stato accordato a R. Faurisson dal 9 agosto 1979 (provvedimento del ministero delle università, n°00526 del 03/01/80).

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In merito ecco la dichiarazione, del 20 Dicmbre 2013,  di Maria Poumier  (1)

Maria PoumierSono felice di salutare Robert Faurisson alla fine di quest’udienza, perché è sempre piacevole veder trionfare una giusta causa, e non c’è nessun dubbio sul fatto che abbiamo vinto, noi, le persone convinte che la verità rende liberi. Ciò per cui si è battuto per cinquant’anni è ora inoppugnabile. La versione ufficiale della storia della seconda guerra mondiale, in particolare nel suo capitolo sulla persecuzione degli ebrei, rovinata da mostruose menzogne volontarie (e non solo per l’esagerazione sul numero delle vittime), destinate a diffondere il terrore presso gli ebrei, per diverse generazioni, e a provocare dei riflessi erratici davanti a situazioni inedite che mettono in causa da vicino o lontano degli ebrei.

Si trattava di stravolgere per sempre il senso del vero e del falso, del giusto e dell’ingiusto, per il profitto di un solo gruppo umano, i cui dirigenti cercano di farsi riconoscere privilegi ereditari, e di ricostituire cosi una certa casta nobiliare al di sopra delle leggi.

Possiamo sempre discutere della fondatezza delle scelte strategiche e tattiche di Robert Faurisson nel condurre la sua lotta. Resta che la sua incrollabile costanza, il suo impegno totale ed esclusivamente centrato sul risultato delle sue ricerche, sono un esempio eccezionale.

Maria Poumier,en confidence,Sono lo stupore e l’ammirazione che mi hanno portata a fare un libro su di lui, apparso con il titolo In Confidenza ( Il testo originale,in francese, si trova QUI) .

Quello che mi interessava era comprendere come era passato da una vocazione letteraria al sacrificio di ogni attività letteraria, e questo a profitto della ricerca storica su un soggetto unico e difficile, sotto ogni profilo, combinata alla lotta per difendere l’importanza vitale della questione per tutti, su una scala che supera le frontiere geografiche o l’orizzonte dei suoi contemporanei.

Sono arrivata alla conclusione che ha scelto di diventare sovrumano nello stesso modo degli eroi letterari che ammira. Lui stesso invoca don Chisciotte, ma don Chisciotte è un pazzo e un personaggio comico. Sarei più propensa per un Prometeo della tragedia greca, a conti fatti, ma con un’innovazione del mito; in effetti, Prometeo è un ladro che se la prende con gli Dei; Faurisson è un umano che se la prende con i ladri che vorrebbero essere presi per degli dei; è una sfumatura.

Tutti e due si realizzano quando scoprono il fuoco che i potenti rifiutavano loro e ne fanno dono all’umanità. Il fatto che abbia avuto la forza di incarnare un mito cosi potente e incendiario provoca delle reazioni a catena: aiuta ognuno a riprendere coraggio, sul piano personale e, fiducia verso il mondo. Questa forza di carattere lo fa apparire molto più grande degli altri intellettuali della sua generazione, tanto rimpiccioliti. Ho scritto che s’imponeva tra questi come un blocco di marmo. Lo ribadisco! Non aveva, in realtà mai lasciato il dominio della poesia, questo atelier perpetuo di esattezza e giustizia indispensabili. Il suo impegno vitale va ben oltre la scienza e la storia. Pretende solo di difendere l’esattezza scientifica, ma, che lui lo riconosca o no, possiamo constatare la fecondità del senso della poesia come impegno vitale.

E’ grazie a Robert Faurisson, in ultima analisi, che il succo di ananas come estratto dal savoir-faire inimitabile di Dieudonné, è ormai un elisir speciale, temuto come un esplosivo per i capo ciurma che pretendono di inquadrarci, promosso vaccino per lo spirito di coloro che hanno l’humour mallarmiano, dal profumo fresco, tonico e inebriante, davanti ai nauseabondi effluvi dei praticanti del sordido culto della camera a gas!

Sì, la poesia, a condizione di essere servita con fede totale nella verità e nella capacità della poesia di produrre la verità, è infinitamente contagiosa; sovversiva e generosa, distilla e diffonde all’infinito la salute mentale e morale !

Grazie Robert Faurisson, di esserle rimasto cosi perfettamente fedele.

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Il commento del Prof. Robert Faurisson

Prof. Robert Faurisson

Prof. Robert Faurisson

Ciò che Maria Poumier aveva dichiarato il 28 novembre 2013 nel Palazzo di giustizia di Parigi mi aveva già colpito. Davanti ad una telecamera, aveva fatto una dichiarazione pubblica che la esponeva a grandi rischi: quelli che la legge Fabius/Gayssot del 13 luglio 1990 prevede contro i revisionisti. Aveva espresso francamente il suo pensiero e aveva anche lasciato parlare il cuore. Recidiva nel testo sopra, datato 20 dicembre 2013.

Denuncia una tesi storica protetta da un insieme di autorità ufficiali: la legge, i giudici, i poliziotti, i gendarmi, guardie penitenziarie, i media, le autorità universitarie, i responsabili politici, l’Unione europea, l’UNESCO, l’ONU e generalmente gli Stati del mondo occidentale, cosi come un considerevole numero di ricche e potenti organizzazioni o istituzioni che, sia in Francia, sia all’estero decidono del Bene e del Male, anche nell’ambito della storia.

Questa tesi, che ancora oggi, a colpi di legge è stata fissata dal Tribunale militare internazionale di Norimberga, che, cinicamente, aveva per principio quello di beffarsi della qualità delle prove come di una iettatura (“Il Tribunale non sarà legato da regole tecniche relative all’amministrazione delle prove […] Il Tribunale non esigerà la prova dei fatti di notorietà pubblica, ma li considererà acquisiti […] » art.19 e 21 del suo « Statuto »). Questa tesi fondata su prove di paccottiglia è quella del genocidio degli ebrei, delle camere a gas naziste e dei sei milioni di vittime ebree. Nessuno dubita che, come me, Maria Poumier sia cosciente che i propagatori di questa tesi non sono tutti bugiardi; la maggior parte può anche essere in buona fede. Sancta simplicitas ! (O santa semplicità !). E’ talmente vero che la migliore arma della religione « dell’Olocausto » o « della Shoa » è proprio questa credulità generale.

Inoltre, più che la censura, è l’autocensura che, sino a questi ultimi anni, ha permesso ai detentori di una Verità unica in storia di sopprimere cosi un diritto che la giustizia francese aveva solennemente riaffermato il 26 aprile 1983. Quel giorno aveva pronunciato, alla luce degli argomenti di una parte e dell’altra,

che nella mia argomentazione sul “problema delle camere a gas”, non individuava traccia di nessuna leggerezza, di nessuna negligenza, di nessuna ignoranza calcolata, di nessuna menzogna.

Logicamente concludeva:

Il valore delle conclusioni difese dal Signor Faurisson rileva quindi del solo apprezzamento degli esperti, degli storici e del pubblico (sentenza François Grégoire, 1° camera, sezione A, della corte d’appello di Parigi).

Questo, ” quindi” avrebbe avuto un gran peso e questa conclusione avrebbe procurato allarme tra gli amici socialisti di Laurent Fabius e tra i ranghi del Partito comunista di Jean-Claude Gayssot.

Sette anni più tardi queste persone otterranno infine il voto di

una legge del tutto speciale, concepita, prima di tutto, per legare i magistrati e costringerli a un’obbedienza serrata: a questi ultimi sarà ormai vietato di permettere agli esperti, agli storici, e al pubblico di esprimersi liberamente e questo su un punto e uno solo di tutta la storia dell’umanità.

Ma ancor prima di questa legge del 1990, tutti, in pratica, si conformavano già all’ukase di quei 34 storici francesi che, il 21 febbraio 1979 avevano dichiarato sulle colonne di Le Monde sul soggetto delle camere a gas naziste:

« Non bisogna domandarsi come tecnicamente un tale omicidio di massa sia stato possibile; è stato possibile tecnicamente poiché ha avuto luogo ».

Tale era la loro risposta a una sfida che significava:

« Le vostre magiche camere a gas sono inconcepibili per ragioni fisiche, chimiche e tecniche e anche tenuto conto dei documenti che tenete nascosti negli archivi di  che ho scoperto e pubblicato; se ritenete diversamente, spiegatemi come, per voi, un tale omicidio di massa sarebbe stato possibile ».

Ma, dal 1995 circa e, in particolare, grazie allo sviluppo di internet sin nei paesi poveri e sottomessi, la storia ha cominciato veramente a riprendere i suoi diritti. Oggi, anche se i revisionisti appaiono ancora deboli, il revisionismo, ha fatto passi da gigante. Le sue vittorie sono importanti e a volte anche brillanti (si veda « Le vittorie del revisionismo »). Scatenano un sentimento di panico in un avversario che immaginava poter dettare legge sulla terra intera e per sempre. Marie Poumier avrà inizialmente lottato contro « la forza ingiusta della legge ». Poi, avrà preso la difesa delle libertà fondamentali, compreso il diritto per i magistrati di pronunciarsi secondo coscienza.

Infine, avrà contribuito al trionfo della scienza e della storia, sulla superstizione, l’odio e l’intolleranza. (2)

Note:

1)  Maria Poumier è una specialista di storia e letteratura latino-americana e traduttrice; professoressa all’università dell’Avana e in diverse università francesi, tra cui Paris VIII Saint-Denis fino al 2003.

2) La traduzione è a cura di GV

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