«

»

Dic 16

0508 – Pagina Facebook “Shlomo Venezia”, la piscina di Auschwitz, l’ordine di fine sterminio/demolizione delle camere a gas

.

Le dichiarazioni , click per ingrandire

Le dichiarazioni , click per ingrandire

La piscina di Auschwitz è sempre stata una spina nel fianco della fabulazione olocau$tica, “eletta” o ignobilmente goyish. La presenza di un “parco” relax o divertimento/sport, ricreativo, fa a pugni con la favola orrorifica dello sterminio degli ebrei “in quanto tali”, non “lega”, al pari dell'”assistenza sanitaria” presente e ampiamente documentata , con la funzione “di sterminio” del KL stesso.

Il clou della demenziale fantasia sterminazionista spetta a coloro che si sono inventati ( la direzione del museo di Auschwitz? Non è escluso, visto il tenore del cartello presente vicino alla piscina! Vedere sotto la foto del cartello ufficiale)  “un deposito antincendio a forma di piscina” per poter “stipulare una polizza assicurativa” sugli stabili ! Altri che la piscina fosse riservata ai soldati tedeschi, altri ancora che fosse  riservata ai “prominenten“, ebrei o meno.  Abbiamo la testimonianza dell’ebreo klein marc che ci dice che “la domenica”, giorno di riposo, era destinata al nuoto e alla pallanuoto, attività svolte dagli internati stessi.

In alternativa a queste versioni della nomenklatura sterminazionista, sull’account Facebook “ venezia shlomo” ( “Questa pagina è realizzata in tributo a Shlomo Venezia. La gestione della pagina è della Famiglia Venezia” ),

( di tale venezia shlomo, e della sua “testimonianza” olocaustica, si è dettagliatamente interessato il ricercatore storico Carlo Mattogno, cliccare QUI per accedere al dettagliato articolo)

(morto il 1º ottobre 2012)  in data 06.08.2013 si da una “nuova funzione”  che in sintesi non dice nulla, riprendendo la storiella che la piscina fosse usata dai “nazi”, infatti “scrive”…

Shlomo Venezia. 6 agosto E’ tempo d’estate e tutti giustamente pensano a farsi un bagno. Sapete invece la storia di questa “piscina”?

Davide Montanari  (interviene ed ipotizza) sicuramente c’e’ poca chiarezza sull’esistenza della piscina di Auschwitz, probabilmente si tratta di un’opera di propaganda per filmare detenuti intenti a fare il bagno; nulla a che vedere con eventuali esperimenti sugli stessi. Fungeva anche da bacino di riserva antincendio  · Rispondi · 6 agosto alle ore 16.09

Shlomo Venezia La piscina si trova ad Auschwitz 1 . Nei progetti nazisti  , il campo di concentramento, esaurito il suo compito , si doveva trasformare in struttura sanitaria, adeguatamente attrezzata La piscina fu utilizzata raramente da personale dell amministrazione nazista · 1 · 6 agosto alle ore 17.37

Il cartello ufficiale!

       Il cartello ufficiale!Click per ingrandire

Questi “progetti nazisti” non li conosciamo, evidentemente la loro conoscenza  è riservata ad “elette” anime! Ma, c’è sempre un “ma” , CHIUNQUE, per essere CREDIBILE è indispensabile fornisca le prove documentali di ciò che afferma.

in seconda battuta rileviamo che NON viene indicato il “compito” del KL stesso che ,una volta “esaurito”…  A parte il contenimento degli internati ed il lavoro che vi si svolgeva non ne conosciamo altri. Si ripete…CHIUNQUE, per essere CREDIBILE è indispensabile fornisca le prove documentali di ciò che afferma.

Ugualmente non si capisce da cosa derivi l’affermazione  che il KL “doveva trasformare in struttura sanitaria“…

in ultimo il “venezia” dovrebbe mettersi daccordo con l’ebreo klein marc , professore , internato, che  parla almeno due volte nelle sue descrizioni del campo della piscina. In un articolo intitolato “Auschwitz I Stammlager” egli scriveva:

“L’orario di lavoro veniva modificato la domenica e i giorni festivi, quando la maggior parte dei kommando era in ferie. L’appello si faceva verso mezzogiorno. Il pomeriggio era poi dedicato al riposo e ad una pluralità di attività culturali e sportive. Gare di football, basket e pallanuoto (in una piscina all’aperto costruita dai detenuti all’interno del campo) attraevano folle di spettatori. Va notato che soltanto le persone in forma e ben nutrite, esentate dai lavori più duri, potevano partecipare a queste gare, che scatenavano calorosi applausi fra le masse degli altri detenuti.

(Fonte 1: “De l’Université aux camps de concentration: Télmorgnages strasbourgeois”, Parigi, Les Belles-lettres, 1947, p. 453) (Fonte 2: Testimonianza di Mark Klein in Auschwitz I, Stammlager, in: Léon Poliakov, Josef Wulf, Das Dritte Reich und die Juden. Dokumente und Aufsätze. Arani Verlag, Berlino-Grunewald, 1955, p. 261)…

Nel suo opuscolo Observations et réflexions sur les camps de concentration nazis, egli scriveva:

“Auschwitz I era composto di 28 isolati, costruiti in pietra, disposti in tre file parallele, in mezzo alle quali correvano strade pavimentate. Sul fianco del quadrilatero correva una terza strada sulla quale erano stati piantati alberi di betulla; era la Birkenhaller, destinata ad essere il luogo di passeggio per i detenuti e dotata di panchine. C’era anche una piscina all’aperto”.

(Fonte: Opuscolo di 32 pagine stampato a Caen, 1948, p. 10; il testo è una riproduzione di un articolo dell’autore pubblicato su “Etudes germaniques”, n° 3, 1948, pp. 244-275).

klein marc, professore alla Facoltà di Medicina di Strasburgo, precisava che la sua prima testimonianza era stata sottoposta “all’attenzione e al vaglio di Robert Weil, professore di scienze al liceo di Sarreguemines”, che – come l’autore – era stato internato nello stesso campo (p. 455)…

venezia,shlomo,facebook,ordine himmler,distruzione camere a gasIn un post successivo, sempre sulla pagina “Shlomo Venezia” di  Facebook  (“Questa pagina è realizzata in tributo a Shlomo Venezia. La gestione della pagina è della Famiglia Venezia“) si trova un’altra chicca …

Shlomo Venezia  . 25 novembre

Il 25 Novembre 1944 iniziò lo smantellamento delle attrezzature tecniche del Crematorio II.

Per primo fu rimosso il motore utilizzato per pompare l’aria fuori dalle camere a gas (che doveva essere inviato al campo di Mauthausen) e poi le tubazioni (per il campo di Gross-Rosen).

Il giorno dopo il Reichsführer delle SS Heinrich Himmler ordinò ufficialmente la distruzione dei crematori e delle camere a gas nel campo di Auschwitz.”

aerazione,disaerazione,auschwitz,kreamatorium IIIl post parla del Crematorio II e di rimozione delle “tubazioni” !

… ma di quali tubazioni di grazia !?

Le condotte di aspirazione e mandata erano in MURATURA, solidali con la struttura stessa! Queste cosucce sono note da secoli !

Chi ha scritto quel testo? Da dove è stata tratta tale errata informazione ?

Si apprende, pure, che il 26 Novembre 1944  “il Reichsführer delle SS Heinrich Himmler ordinò ufficialmente la distruzione dei crematori e delle camere a gas“…

a questo punto lasciamo la parola ad altri…allo storico hilberg raul, ebreo, massimo esperto sterminazionista , riportiamo un brano del suo controinterrogatorio al processo Zundel di Toronto, ad opera dell’avvocato Christie difensore di Ernst Zundel …

(…) Hilberg scrive (1):

«Nel novembre del 1944, Himmler  decise che, per ragioni di ordine pratico, la questione ebraica era risolta. Il 25 dello stesso mese, ordinò lo smantellamento delle installazioni di sterminio» (p. 1042).

hilberg

                   hilberg raul,storico,ebreo

La fonte è l’ «affidavit di Kurt Becher dell’8 marzo 1946, PS-3762» (nota 501 a p. 1072). In questo documento risulta però che il presunto ordine di Himmler era stato impartito tra la metà di settembre e la metà di ottobre e inoltre che esso era scritto. Il testimone infatti dichiarò:

«All’incirca tra la metà di settembre e la metà di ottobre del 1944 ottenni dal Reichsführer Himmler il seguente ordine, che ricevetti in due originali, uno destinato agli SS-Obergruppenführer Kaltenbrunner e Pohl (SS-Obergruppenführer und General der Waffen-SS Oswald Ludwig Pohl) , l’altro a me:
“Proibisco con effetto immediato qualunque sterminio di Ebrei e ordino al contrario la cura delle persone deboli e malate. Vi ritengo personalmente responsabili di ciò (ci si riferisce a Kaltenbrunner e Pohl), anche del fatto che quest’ordine sia rigorosamente eseguito dagli uffici subordinati”» (555).

SS-Obergruppenführer und General der Waffen-SS Oswald Ludwig PohlMa Hilberg, almeno dal 1983 non credeva più né a un ordine scritto di inizio sterminio, né a un ordine scritto di fine sterminio, nessuno dei quali, del resto, è mai stato trovato. E nella sua opera del 1985 ha confermato:

«Lo stesso Hitler, non ha forse mai firmato di suo pugno l’ordine di uccidere gli Ebrei. D’altra parte, esistono testimonianze su quanto egli avrebbe dichiarato, sotto forma di commento, di domanda o di “desiderio”. Che cosa volesse realmente dire, o se mai veramente intendesse dire così, è una questione di tono o linguistica » (p. 1078).

Ecco dunque ridotto il Führerbefehl a una questione di esegesi di commenti, domande o desideri di Hitler!

Pagina del 26 Novembre 1944 del Kalendarium

Pagina del 26 Novembre 1944 del Kalendarium

L’ordine di Himmler relativo allo smantellamento delle presunte installazioni di sterminio di Birkenau in data 25 novembre 1944 è tratto dal Kalendarium di D. Czech. Ma la cosa più sorprendente è che qui l’autrice polacca rimanda anch’essa al summenzionato affidavit di Kurt Becher! (556) La data, completamente inventata, serve a giustificare le presunte gasazioni avvenute dopo la metà di ottobre del 1944 – ossia dopo il presunto ordine di “fine gasazioni” con effetto immediato – che D. Czech elenca diligentemente (557).
La questione fu dibattuta anche al processo Zündel. L’avvocato Christie lesse in aula la traduzione inglese dell’affidavit di Becher e chiese a Hilberg di spiegare perché aveva fatto risalire il presunto ordine di Himmler al novembre 1944, mentre il documento parla del periodo tra la metà di settembre e la metà di ottobre: non era forse un errore? Ecco la risposta di Hilberg e la discussione successiva:

«Non necessariamente, perché Becher non ricorda precisamente quando agì. Disse che una volta tra la metà di settembre e la metà di ottobre si era incontrato con Himmler. Era riuscito a convincere Himmler. Ciò non significa che Himmler fece l’ordine, diede l’ordine il giorno dopo.
Christie – Col massimo rispetto, signore ma esso, non dice “si incontrò” con Himmler, ma “indusse Himmler” (558).
Hilberg – Indusse, bene. Indusse Himmler.
Christie – Ciò, in effetti, significa che egli attuò l’obiettivo di dare il suo ordine. È esatto?
Hilberg – Bene, non significa che ottenne l’ordine in [quella] data precisa.
ChristieAllora voi sapete quando ci fu l’ordine preciso?
HilbergNo, non direi che lo so molto precisamente. Direi che è in novembre, perché credo, sapendo quanto tempo ci vuole per scrivere un ordine, per diffonderlo e per attuarlo, che c’è una grande probabilità che l’ordine fu dato in novembre, non in settembre o ottobre, in particolare perché in ottobre ad Auschwitz erano ancora in corso le gasazioni. E qui dovremmo presumere che le gasazioni procedevano sebbene fossero già stati ricevuti ordini specifici [contrari]» (559).
Christie passò poi all’affermazione relativa allo «smantellamento delle installazioni di sterminio». Hilberg dichiarò che al riguardo c’erano «una o due altre fonti». Ecco il dialogo successivo:
«Christie – C’è un’altra fonte?
Hilberg – Sì. Ci sono diverse altre fonti e una di queste era di un uomo che aveva anche lui parlato con Becher e ricevuto quell’informazione.
ChristieCosì voi avete un’altra fonte che non parlò con Himmler ma con Becher.
Hilberg – Sì. Ciò è corretto.
Christie – Oh, vedo. Non c’è nessun riferimento ad essa nel vostro libro.
HilbergNo, non c’è nessun riferimento ad essa» (560).

A questa fonte Hilberg non fa riferimento neppure nell’edizione definitiva della sua opera, semplicemente perché non esiste.
L’unica fonte è infatti il Kalendarium di D. Czech, che, come ho già rilevato, si riferisce a sua volta all’affidavit di Becher, in uno sterile circolo vizioso.
La dichiarazione di Hilberg, considerata la sede in cui fu pronunciata, si configurava pertanto come spergiuro.
Quanto alle sue spiegazioni circa la differenza di data, esse sono evidentemente sofistiche. Dalla frase saliente del documento –

«all’incirca tra la metà di settembre e la metà di ottobre del 1944 ottenni dal Reichsführer Himmler il seguente ordine,… »

– risulta infatti in modo inequivocabile che Becher affermava di aver ottenuto il presunto ordine scritto proprio nel periodo da lui indicato.

Note:

1) Fonte Carlo Mattogno,Raul Hilberg e i «centri di sterminio» nazionalsocialisti. Fonti e metodologia, Gennaio 2008

_____________________________________

Sul presunto ordine di Himmler di cessazione dello sterminio presentiamo un secondo articolo, di Göran Holming del 1997…

Quel fantomatico ordine di Himmler [1]

di Göran Holming [2]

Himmler Holding a Bouquet, Conversing with ChildrenCome è risaputo, non esiste nessun ordine, o nessun altro genere di direttiva, emanato da Hitler o da Himmler riguardante lo sterminio o la gasazione degli ebrei. D’altra canto, la propaganda alleata presume che esista un ordine di Himmler riguardante la cessazione delle gasazioni. Se un tale ordine esistesse, costituirebbe una valida prova che le gasazioni avvennero davvero. La tesi in questione è basata su una dichiarazione scritta resa dall’SS-Standartenführer Kurt Becher davanti al Tribunale di Norimberga:

“Tra la metà di Settembre e l’Ottobre del 1944 convinsi il Reichsführer SS Himmler a impartire il seguente ordine, che ricevetti in due originali, ognuno dei quali per i Generali SS Kaltenbrunner e Pohl, e in una copia-carbone per me: “Con effetto immediato proibisco ogni liquidazione di ebrei e ordino che, al contrario, venga fornita assistenza ospedaliera alle persone deboli e malate. Vi ritengo (e qui si riferiva a Kaltenbrunner e a Pohl) personalmente responsabili anche se questo ordine non dovesse essere strettamente adempiuto dai gradi inferiori”. Portai personalmente una copia a Pohl nel suo ufficio di Berlino e lasciai la copia per Kaltenbrunner nel suo ufficio di Berlino”.[3]

Nessun ordine del genere è stato mai trovato, e nessuno può provare che sia mai esistito. Questo ha costretto Raul Hilberg a scrivere:

“Nel Novembre del 1944 Himmler decise che, per motivi pratici, la questione ebraica era stata risolta. Il 25 di quel mese ordinò lo smantellamento delle installazioni di sterminio”.[4]

In una nota a piè di pagina citava come fonte:

“Dichiarazione testimoniale di Kurt Becher dell’8 Marzo 1946, PS-3762”.

Göran Holming

Altri scrittori dell’Olocausto hanno perciò copiato Hilberg, utilizzando come fonte il suo libro. Un esempio al riguardo è costituito dall’opera di Berenbaum e Gutman. Nel loro libro leggiamo ancora una volta del presunto ordine di Himmler del 25 Novembre di “demolire le camere a gas e i crematori di Auschwitz”. Nella nota relativa a questo passaggio, tuttavia, troviamo l’affermazione seguente:

“Secondo la testimonianza del leader dei sionisti ungheresi, Reszo Kastner, il collaboratore di Himmler Kurt Becher gli aveva mostrato la copia di un ordine di distruzione delle camere a gas e dei crematori. Quest’ordine era datato 25 Novembre 1944”.[6]

Questa data si trova anche nelle note di un autore anonimo, prigioniero e membro del Sonderkommando, il quale scrisse che lo smantellamento del Crematorio II era iniziato il 25 Novembre.

Ad un ufficiale come me, sembra assai strano che il formidabile colonnello delle SS Kurt Becher andasse in giro mostrando ordini segretissimi di Himmler a leader ebrei. L’ordine era così segreto che ne vennero fatte solo tre copie e non ne venne conservata nessuna registrazione – e tuttavia vi sarebbero stati degli esponenti ebrei che poterono leggerlo!

 

Kurt Becher

Kurt Becher

Già nel 1972 avevo fatto la conoscenza di un ufficiale tedesco di cavalleria più anziano di me, che era sposato con una famosa campionessa di equitazione. Negli anni seguenti, incontrai Becher un certo numero di volte in Germania in occasione di eventi ippici, ma fu solo più tardi, probabilmente nel 1993, che capii che era la stessa persona del famoso colonnello delle SS. Gli chiesi un appuntamento, e il 26 Ottobre del 1994 mi ricevette nella sua casa di Brema dove egli – visibilmente divertito dalla mia curiosità – mi raccontò nei dettagli il suo periodo come ufficiale nelle Waffen-SS, e del suo servizio in guerra nell’Ottava Divisione di Cavalleria delle SS “Florian Geyer”.

Tra l’estate e l’autunno del 1944 Becher fu in Ungheria a comprare cavalli per la propria divisione e per l’esercito tedesco. In queste circostanze entrò in contatto con importanti ebrei ungheresi, tra i quali il suddetto Kastner.

Tramite Himmler, Becher riuscì a fare in modo che a 1.000 dei più ricchi ebrei di Budapest – tra loro vi era il magnate dell’industria militare Weiss, in seguito emigrato a New York – venisse data l’opportunità di passare in territorio nemico via Bergen-Belsen.

Seguirono poi i famigerati negoziati tra Kastner e Becher per permettere ad altri 100.000 ebrei di Budapest di andare in Palestina in cambio di 10.000 camion di fabbricazione statunitense.

Durante queste conversazioni i leader ebrei espressero la loro preoccupazione per quello che sarebbe potuto accadere ai loro correligionari una volta che il fronte di guerra avesse raggiunto i campi di concentramento tedeschi, come Auschwitz a Est, e Natzweiler e Neuengamme a Ovest. Le guardie avrebbero iniziato a uccidere i prigionieri quando ciò sarebbe accaduto?

E’ rimarchevole che nessuno di loro abbia mostrato una preoccupazione maggiore per quello che sarebbe dovuto accadere agli ebrei dei campi prima che la guerra avesse raggiunto quei luoghi.

Becher calmò gli ebrei ungheresi assicurando loro che avrebbe presto visto Himmler e che gli avrebbe riferito le loro preoccupazioni. Becher incontrò Himmler alla fine di Settembre o all’inizio di Ottobre, più probabilmente il 25 Settembre, dando così origine alla data ricorrente nella letteratura. Himmler emanò immediatamente un ordine affermando che:

“quando le truppe nemiche raggiungeranno i campi di concentramento, questi dovranno arrendersi senza combattere. Dovranno essere prese le misure necessarie affinché questo avvenga in buon ordine e senza la perdita delle vite dei prigionieri”.

Alla mia domanda sul perché avesse fatto a Norimberga una dichiarazione diametralmente opposta, Becher semplicemente replicò in modo ambiguo, e cioè che non capivo qual’era la situazione durante il processo di Norimberga.[7]

Kurt Becher in seguito fece una gran fortuna facendo affari con lo stato di Israele. Poiché le nostre conversazioni vennero interrotte dalla morte di Becher nell’Agosto del 1995, sfortunatamente non ricevetti mai nessun chiarimento in proposito.

La risata cordiale di Becher che ricevetti come risposta alla mia domanda sul presunto ordine del 25 Novembre di demolire le camere a gas di Auschwitz indica chiaramente che questa diceria deve essere attribuita ai soliti falsari della storia.

ernst-kaltenbrunner-während des Nürnberger Prozesses

   SS-Obergruppenführer Dr. Ernst Kaltenbrunner

Poiché Becher mostrò di gradire la nostra conversazione e mi diede l’impressione di essere onesto, gli chiesi infine:

Qual è allora la verità sulla gasazione degli ebrei europei, e lei che cosa ne sa? Dopo tutto lei ha passato molto tempo insieme agli ebrei ungheresi più importanti e meglio informati”.

A questo Becher replicò:

Sentii parlare di queste cose per la prima volta quando venni portato a Norimberga come prigioniero. Quale sia la verità non lo so, ma le accuse sono comunque enormemente esagerate, come sappiamo tutti”.

Questo significa che alla fine di Settembre/inizio di Ottobre del 1944, Kurt Becher ricevette un ordine che i campi di concentramento avrebbero dovuto arrendersi pacificamente al nemico imminente per salvare vite umane.

I falsari della storia hanno invece fabbricato l’accusa a Norimberga che il 25 Novembre del 1944 Himmler aveva impartito un ordine a Becher di cessare le gasazioni e di distruggere le camere a gas di Auschwitz.[8]

Note:

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo in inglese è disponibile all’indirizzo: http://www.codoh.com/gcgv/gcstopgas.html
[2] L’autore di quest’articolo ha prestato servizio per molti anni come ufficiale nella Marina Svedese.
[3] Documento del Tribunale Militare Internazionale PS-3762; Volume XXXII del Tribunale Militare Internazionale, p. 68.
[4] Raul Hilberg, The Destruction of the European Jews, Quadrangle Books, Chicago, 1961, p. 631.
[5] Vale a dire che non menziona lo smantellamento delle camere a gas o altri generi di installazioni.
[6] Israel Gutman, Michael Berenbaum (editori), Anatomy of the Auschwitz Death Camp, United States Holocaust Memorial Museum, Indiana University Press, p. 174 e 181, nota 74.
[7] Germar Rudolf (editore), Dissecting the Holocaust [Esaminare l’Olocausto], seconda edizione, Theses & Dissertation Press, Chicago, 2003, pp. 85-132.
[8] Quest’articolo venne inizialmente pubblicato in tedesco nella rivista Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung, N° 1 (4) (1997), pp. 258 e seguenti.

9 ottobre 2008. Fonte: http://andreacarancini.blogspot.com/2008/10/quel-fantomatico-ordine-di-himmler.html

 ________________

seguito di una  sentenza , a tutela di utenti/sito, dal 2/8/13 i commenti sono chiusi. N.B. Sono gradite segnalazioni di errori o malfunzionamenti dei links. Foto, evidenziazione, grassetto, colorazione, titolo di apertura, non sono parte del testo originale. Per  contattarci…  olodogma@gmail.com .   QUI  TUTTI gli articoli di Olodogma . Torna alla PAGINA INIZIALE