«

»

Nov 06

0459 – Dice “la Repubblica”: “un rapporto scientifico su come si moriva con il gas”(ad Auschwitz)!Firmato dagli ebrei levi primo/debenedetti leonardo

La copia dell'articolo del Corriere. Cliccare per ingrandire

La copia dell’articolo di Repubblica. Cliccare per ingrandire

La Repubblica del 06.11.2013 presenta l’articolo che riproduciamo in foto e parzialmente in testo, in cui si annuncia al popolo che il levi rivelò nel 1946 come si moriva nelle “camere a gas” tedesche! Il giornale prende per buona la relazione levi-debenedetti e ne pubblica brevi estratti. Nei fatti la realtà è ben diversa! Presentiamo una premessa che da sola pone in ombra l’attendibilità della parte del testo che tratta di “come si moriva con il gas“; riportiamo…

Nome: Leonardo Cognome:Debenedetti
…”Da qui il 22 febbraio 1944 sono deportati ad Auschwitz (trasporto 27 Tibaldi). All’arrivo, il 26, sono immediatamente separati: Jolanda… Leonardo è immatricolato con il n. 174489 e destinato ad Auschwitz-Monowitz. Liberato dalle truppe sovietiche il 27 gennaio 1945″…
Nome:Primo Cognome:Levi
…”il 22 febbraio (1944) inseriti nel trasporto che il 26 giunge ad Auschwitz (trasporto 27 Tibaldi). Qui Levi riceve il numero di matricola 174517. Trasferito ad Auschwitz-Monowitz, vi resta fino alla liberazione avvenuta ad opera dell’Armata Rossa il 27 gennaio 1945″...(Fonte http://metarchivi.istoreto.it/biografie/p_bio_vis.asp?id=324)

1) Fino a prova contraria i due autori ebrei furono internati, per tutto il tempo della loro detenzione, a Monowitz (un campo di lavoro dove nessun storico ha mai affermato siano state in funzione “camere a gas omicide“) distante da Birkenau, dove pretesamente si trovavano le “gaskammern“, quindi il racconto NON è di testimoni oculari, persone che HANNO VISTOcome si moriva con il gas“, ma al massimo è un racconto di seconda mano, se non di terza o quarta o ennesima!

Avevamo pubblicato il testo completo del “rapporto” il , in funzione confermativa della presenza di una assistenza sanitaria nei lager tedeschi in contrapposizione forte, totale, della fabulazione olocau$tica che pretende la gasazione anche “per un foruncolo”, come “testimoniato” da tale springer elisa, ebrea. La nostra  pubblicazione non deve essere passata inosservata. Oggi si impone una analisi di quanto firmato dai due ebrei sulle “camere a gas”. In blue i testi di Olodogma

______________________________________________

Pubblicata la relazione in cui lo scrittore nel ’45 svelò l’orrore di Auschwitz

UN RAPPORTO SCIENTIFICO SU COME SI MORIVA CON IL GAS

MASSIMO NOVELLI

leviprimo,rapporto,sanità,auschwitz«Attraverso i documenti fotografici e le oramai numerose relazioni fornite da ex-intemati nei diversi Campi di concentramento creati dai tedeschi per l’annientamento degli Ebrei d’Europa, forse non v’è più alcuno che ignori ancora che cosa siano stati quei luoghi di sterminio e quali nefandezze vi siano state compiute». Allo scopo «di far meglio conoscere gli orrori», però, «crediamo utile rendere pubblica in Italia una relazione, che abbiamo presentata al Governo dell’U.R.S.S., su richiesta del Comando Russo del Campo di concentramentodi Kattowitz per Italiani ex-prigionieri». Comincia così il Rapporto sulla organizzazione igienico-sanitaria del campo di concentramento per ebrei di Monowitz (Auschwitz-Alta Slesia), che Primo Levi e il medico Leonardo De Benedetti, compagno di prigionia, scrissero dopo la liberazione nei primi mesi del 1945, e pubblicarono il 24 novembre del 1946 sul numero 47 della rivista scientifica torinese Minerva Medica… Per iniziativa del Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino e della medesima Einaudi, che ne ha stampate 400 copie per sostenere l’ente culturale, ora la relazione sui lager nazisti vede la luce in una versione autonoma. Il Rapporto, pubblicato con una postfazione di Fabio Levi, direttore del centro studi, viene presentato oggi a Torino, alle 17.30, al Museo nazionale del Cinema… Ma proprio per i toni scarni, oggettivi, con cui vengono raccontati lo sterminio, le malattie degli internati e il funzionamento delle camere a gas, testimoniato più esplicitamente che in Se questo è un uomo, conserva una grande efficacia. Basta un frammento per rendersene conto: «Entrate tutte le persone nella camera a gas, le porte venivano chiuse (esse erano a tenuta d’aria) e veniva lanciata, attraverso le valvole del soffitto, una preparazione chimica in forma di povere grossolana, di colore grigio-azzurro, contenuta in scatole di latta; queste portavano un’etichetta con la scritta “Zyclon B”»…(Fonte:http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Date=Today&ID=2013110625974878)

Riportiamo il testo esatto e lo commentiamo:

…” L’affluenza degli ammalati era sempre grandissima …Coloro poi che erano affetti da malattie croniche o il cui soggiorno in ospedale si prolungava oltre un certo periodo di tempo, che si aggirava sui due mesi, o che ritornavano con troppa frequenza in ospedale per ricadute della loro malattia, erano avviati come abbiamo già riferito per i tubercolotici, i luetici e i malarici – a Birkenau ed ivi soppressi nelle camere a gas.

[Qui ci troviamo davanti alla prima domanda: cosa fa credere ai due autori che “tubercolotici, i luetici e i malarici” venissero gasati? Le voci del campo, sicuramente ! NON essendo stati di persona presenti alle “gasazioni”! In aggiunta i due ebrei non sapevano, per esempio, che

…” il 27 maggio 1943 l’SS-WVHA ordinò al comandante del campo di Auschwitz di trasferire al KL Lublino (Majdanek) «800 detenuti malati di malaria» (800 Malariakranke Häfltinge)[36]. Un documento successivo, il rapporto trimestrale del medico del campo di Auschwitz datato 16 dicembre 1943, spiega che  tutti i malati di malaria nel 1943 furono trasferiti al campo di  Lublino  perché esso si trovava in una zona priva di zanzara anofele[37]. Tra il gennaio e il marzo 1944 al campo di Lublino furono trasferiti circa 20.800 detenuti malati provenienti dai campi di Buchenwald, Flossenbürg, Neuengamme, Ravensbrück e Sachsenhausen, tra i quali circa 2.700 invalidi da Sachsenhausen e 300 ciechi da Flossenbürg[38].

[36]  APMO (Archivio del Museo di Stato di Auschwitz-Birkenau), D-AuI-3a/283.
[37]  GARF (Archivio di Stato della Federazione Russa, Mosca), 7121-108-32, p. 97.
[38] Zofia Leszczyńska, Transporty więźniów do obozu na Majdanku (Trasporti di detenuti al campo di Majdanek), in: Zeszyty Majdanka,  IV,1969, pp. 206-207. Idem, Transporty i stany liczbowe obozu (Trasporti e forza numerica), in: Tadeusz  Mencel Ed., Majdanek 1941-1944. Wydawnictwo Lubelskie, Lublin 1991, p. 117.( Fonte )

Quindi l’affermazione non è supportata dalla visione diretta della gasazione! Il trasferimento nel KL Lublino-Majdanek, come era già avvenuto a più riprese, è molto più probabile !]

… Il funzionamento delle camere a gas e dell’annesso crematorio era disimpegnato da un Comando speciale, che lavorava giorno e notte in due turni. I membri di questo Comando vivevano a parte, accuratamente segregati da ogni contatto con altri prigionieri o col mondo esterno. Dai loro abiti emanava un odore nauseabondo; essi erano sempre sporchi, e avevano un aspetto assolutamente selvaggio, veramente di bestie feroci. Essi erano scelti fra i peggiori criminali condannati per gravi reati di sangue.

[Chissà come si rivolteranno nella tomba i sedicenti “miracolosamente” sopravvissuti ex componenti del preteso “Sonderkommando“, sentendosi appellate “peggiori criminali condannati per gravi reati di sangue” ! Per fortuna esistono gli “impiegati della memoria”, aspiranti direttori …, a ripulire l’immagine di tali soggetti! ]

Ci risulta che nel febbraio 1943 furono inaugurati a Birkenau un nuovo forno crematorio e una camera a gas più razionali di quelli che erano stati in funzione fino a quel mese.

[ L’affermazione non è corretta. Innanzitutto prima della consegna del Crematorium V era in attività solo il Krematorium I del campo principale, che cessò l’attività il 17 Luglio 1943, quindi è scorretto scrivere “quelli che erano”, al massimo si poteva scrivere “quello“. Riportiamo le date delle deliberazioni di consegna degli impianti da parte della SS-Zentralbauleitung di Auschwitz all’amministrazione del campo

entrata,funzione,crematori,auschwitz,Quindi nessun impianto era in funzione a Birkenau prima del 19 Marzo 1943 ]

Essi erano composti di tre parti: la camera di attesa, la «camera delle docce», i forni. Al centro dei forni si ergeva una alta ciminiera, attorno alla quale erano 9 forni, con 4 aperture ciascuno ed ognuna di queste permetteva il passaggio contemporaneo di tre cadaveri. La capacità, di ciascun forno era di 2000 cadaveri al giorno.

[ La descrizione si riferisce ai Krematorien II e III ( scrivendo il levi e debenedetti di “una alta ciminiera“, infatti i  Krema IV e V avevano 2 ciminiere). Gli autori precisano “al centro” e “attorno” e questa è una affermazione errata, la ciminiera si trovava FUORI dalla sala forni.

Foto USA dei Krema II e II. Click per ingrandire

Foto USA dei Krema II e II. Click per ingrandire

Successivamentegli autori ci informano della presenza di “9 forni” con “4 aperture ciascuno”: in pratica avremmo 36 muffole per ogni forno. La realtà era ben distante: i Krema II e III avevano 5 forni a 3 muffole ciascuno, quindi un totale di 15 muffole. Il disegno costruttivo  originale qui riprodotto ne è conferma. Quindi si può scrivere che i due autori NON hanno mai visto i crematori di Birkenau, tanto meno sono entrati dentro la struttura, tanto meno potevano, dall’esterno, saper della suddivisione interna, considerato che i locali descritti come  “camera di attesa, la «camera delle docce»” erano interrati e senza finestre.

Click per ingrandire

Click per ingrandire

Donde sia stata tratta l’affermazione di “2000 cadaveri al giorno” trattati è un mistero]

Le vittime, introdotte nella prima sala, ricevevano l’ordine di spogliarsi completamente, perché – si diceva loro – dovevano fare il bagno; e, per accreditare maggiormente il turpe inganno, venivano loro consegnati un pezzo di sapone e un asciugamano dopodiché eran o fatte entrare nella «camera della doccia». Era questa un grande camerone, nel quale era sistemato un impianto di docce posticce, sulle pareti del quale spiccavano scritte del

Crematorio II in costruzioe. Click per ingrandire

Auschwitz-Birkenau,crematorio II in costruzione.Click per ingrandire

seguente tenore : «Lavatevi bene, perché la pulizia è la salute», «Non fate economia di sapone», «Non dimenticate qui il vostro asciugatoio!»; cosicché la sala poteva dare l’impressione di essere veramente un grande stabilimento di bagni. Sul soffitto piano della sala c’era una grande apertura, ermeticamente chiusa da tre grandi lastre di lamiera che si aprivano a valvola. Delle rotaie attraversavano la camera in tutta la sua larghezza e  portavano da essa ai forni. Entrate tutte le persone nella camera a gas, le porte venivano chiuse (esse erano a tenuta d’aria) e veniva lanciata, attraverso le valvole del soffitto, una preparazione chimica in forma di polvere grossolana, di colore grigio-azzurro, contenuta in scatole di latta; queste portavano un’etichetta con la scritta «Zyclon B – Per la distruzione di tutti i parassiti animali» e la marca di una fabbrica di Amburgo. Si trattava di una preparazione di cianuro, che evaporava ad una certa temperatura. Nel giro di pochi minuti, tutti i rinchiusi nella camera a gas morivano; allora porte e finestre venivano spalancate e gli addetti al Comando Speciale, muniti di maschera, entravano in funzione per il trasporto dei cadaveri ai forni crematori.”… (Il testo completo QUI)

[ Il racconto prosegue con la “grande apertura” e “tre lastre” che solo loro due “eletti” hanno visto! Altri parlano di più aperture (mai individuate da chicchessia, benchè TUTTI affermino la loro esistenza…punto INDISPENSABILE alla fabulazione olocau$tica ! Senza queste fantomatiche “aperture” non si saprebbe spiegare COME i Tedeschi introducessero il gas velenoso, essendo il Leichenkeller I dei Krematorien IIe III ( le pretese “camere a gas”) interrati e senza finestre! Quindi altra affermazione senza alcun riscontro!]

[Successivamente gli autori parlano di “rotaie” che “portavano ai forni” nella “camera a gas”! Qui casca nuovamente l’asino! Le pretese “camere a gas” erano interrate e la sala forni era al piano terra, leggermente sollevata, quindi MAI delle rotaie avrebbero portato dalle “camere a gas” alla sala forni!]

[Il termine usato “Zyclon B” è scorretto, strano per un chimico professionista, il termine corretto è Zyklon B ]

[Non è corretto il “evaporava ad una certa temperatura“, infatti l’HCN NON evapora ad una “certa temperatura” bensì anche a temperature sotto lo zero e bolle a 25.7 °C ]

[Gli autori ci dicono che i compenenti il “sonderkommando del crematorio “muniti di maschera, entravano“, non ci dice che si accendessero i ventilatori di aspirazione per liberare l’atmosfera della camera dal gas tossico! In aggiunta vengono aperte “finestre” in un locale che NON ha finestre! Imbarazzante! Ciò, ulteriormente, conferma che i due autori NON hanno mai visto quello che descrivono.  ]

Vrba e Wetzler, loro disegno originale del krematorium II

Vrba e Wetzler, loro disegno originale del krematorium II. 9 forni intorno alla ciminiera che sarebbe stata dentro la sala forni, come pretendono anche gli ebrei levi e debenedetti!

[Il racconto dei due ex internati è simile al racconto di altri due ebrei che produssero il primo rapporto dettagliato sul presunto sterminio in massa a Birkenau in camere a gas,  due evasi da Birkenau nell’Aprile del 1944 Rudolf Vrba (internato col nome di Walter Rosenberg il 30 giugno 1942, numero di matricola 44070) e Alfred Wetzler (internato il 13 aprile 1942, numero di matricola 29162) due ebrei slovacchi che fuggirono da Birkenau il 7 aprile 1944. Rifugiatisi in Slovacchia, alla fine di aprile redassero il loro famoso rapporto, che cominciò a circolare già nel mese successivo. Una delle prime versioni, in tedesco, era intitolata «Tatsachenbericht über Auschwitz und Birkenau» (Racconto dal vero su Auschwitz) e datato Ginevra, 17 maggio 1944.

Lo scopo della fuga di Vrba e Wetzler, come il primo dei due spiegò successivamente, era quello di «dire al mondo che cosa accadeva ad Auschwitz», per impedire la deportazione degli Ebrei ungheresi in quel campo. Vrba dichiarò anche di essersi messo in contatto con il detenuto del cosiddetto Sonderkommando Filip Müller, «che divenne una delle [sue] fonti di informazione più preziose», e di aver ricevuto da lui «ulteriori informazioni» allorché, all’inizio del 1944, aveva discusso con lui la situazione del campo.

 Al processo Zündel del 1985, al quale partecipò come testimone dell’accusa, Vrba confermò di aver avuto frequenti contatti con membri del Sonderkommando, dichiarando di aver redatto lo schema dei crematori II e III di Birkenau contenuto nel rapporto Vrba-Wetzler proprio in base a queste informazioni. Filip Müller, l’ex detenuto chiamato in causa da Rudolf Vrba, affermò addirittura di aver consegnato ad Alfred Wetzler, nel 1944, tra altri documenti, «una pianta dei crematori con le camere a gas» (einen Plan der Krematorien mit den Gaskammern). Il loro “rapporto” dice… “Il rapporto Vrba-Wetzler contiene un’accurata descrizione dei crematori II e III:

 «Attualmente a Birkenau ci sono quattro crematori in attività, due grandi, I e II, e due piccoli, III e IV. Quelli di tipo I e II constano di tre parti, cioè: a) la sala forni (furnace room); b) la grande sala (large hall); e c) la camera a gas (gas chamber). Dalla sala forni si innalza un gigantesco camino intorno al quale (around which) sono raggruppati nove forni (nine furnaces) ognuno dei quali ha quattro aperture (four openings). Ogni apertura può ricevere tre cadaveri normali alla volta e dopo un’ora e mezza i corpi sono completamente bruciati. Ciò corrisponde ad una capacità quotidiana di circa 2.000 corpi. Accanto a questa c’è una grande “sala di ricezione” (reception hall) che è disposta in modo tale da sembrare l’anticamera di uno stabilimento di bagni. Essa contiene 2.000 persone e apparentemente c’è una sala di attesa»…Segue l’esposizione della presunta tecnica di gasazione, che avveniva versando attraverso le tre «botole» un «preparato in polvere» contenuto in «barattoli etichettati  “Cyklon. Per uso contro i parassiti”, che sono prodotti da una ditta di Amburgo»…] (Fonte)

L’ebreo vrba rudolf ha avuto il coraggio (o meglio, la sfrontatezza) di presentarsi come testimone dell’accusa al processo Zundel del 1985. Messo di fronte alle stridenti contraddizioni delle suddette testimonianze dall’avvocato della difesa, guidato dal prof. Faurisson, all’ebreo  vrba rudolf non è rimasto che appellarsi alla… “licentia poetarum”!

( La confessione relativa alla “licenza poetica” appare negli atti del processo Zundel , In the District of Ontario between Her Majesty the Queen and Emst Zundel, Toronto, Ontario, January 23, 1985, voL VII, p. 1448).  L’ebreo vrba in quel processo fece una figura talmente grama, talmente meschina che si rifiutò di comparire al secondo processo Zündel del 1988, al pari del resto del perito dell’accusa Raoul Hilberg !

___________________

seguito di una  sentenza , a tutela di utenti/sito dal 2/8/13 i commenti sono chiusi.
N.B. Sono graditi segnalazioni di errori o malfunzionamenti dei links. Foto, grassetto, corsivo, sottolineatura, evidenziazione, titolo di apertura, non sono parte del testo originale. Per contattarci… olodogma@gmail.com .  QUI  TUTTI gli articoli di Olodogma . Torna alla PAGINA INIZIALE