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Ott 30

0452 – XV – Inquisizione $hoahtica-legge anti-revisionismo. I contrari: foa anna il negazionismo è una moda intellettuale

Presentiamo un articolo di foa anna, ebrea, storica, contraria ll’introduzione del “reato di negazionismo”. L’articolo è commentato, in blue, da Olodogma, con aggiunta di testi. Articolo pubblicato il 30-10-2013 su Avvenire, giornale dei vescovi. Olodogma

NEGAZIONISMO, UNA MODA INTELLETTUALE

Anna Foa (1)

vattimo,israele,stato,razzista,ottobre2013,repubblica,25ottobre2013Prima Odifreddi, poi Vattimo: gli intellettuali d’assalto, quelli che più amano la provocazione e il chiasso mediatico che ne deriva, scelgono il terreno del negazionismo per le loro ardite esternazioni. Odifreddi a testa avanti, senza mezzi termini, nel suo riferimento alla verità dei “vincitori” e all’«opinione dominante», cioè quella dei sostenitori della realtà della Shoah, Vattìmo più cautamente, affermando di non essere negazionista, ma lasciando intendere, bontà sua, di poterci arrivare se gli israeliani non la smettono di utilizzare l’Olocausto a scopi politici.

[Sull’uso massiccio, indiscriminato,essenziale,del cosidetto olocau$to citiamo fonti non “sospette”  …«L’identità ebraica, in misura minore quella israeliana» – scrive poi specificamen­te Wolffsohn (2) – «viene determinata essen­zialmente dall’Olo­causto presso tutti gli esse­ri umani nati dopo (il 1945], anche e soprattut­to per gli ebrei nati dopo. In un mondo sempre più irreli­gio­so il giudaismo non defini­sce più, per la maggioranza degli ebrei, l’identità ebrai­ca; a coniare la loro identità è la storia, la storia dolorosa del loro popolo, soprattutto dell’Olocau­sto. Per rigiudaizzare attraverso la storia ebraica la propria identità religio­sa degiudaizzata, essi devono addirittura aggrapparsi all’Olo­causto [sie müssen sich an den Holocaust geradezu klam­mern)»…Concetto espresso anche da Leon Wieseltier (che riporta l’affer­mazione di un grande finanziatore del Simon Wiesenthal Center: «Isra­e­le, l’educazione giudaica e tutte le altre ben note parole d’ordine [ebraiche] non sem­brano più funzionare per stimolare gli ebrei ad essere solidali fra loro. Funziona solo l’Olocausto») Fonte Dott. Gianantonio Valli ]

Il testo originale di foa anna, cliccare per ingrandire

Il testo originale di foa anna, cliccare per ingrandire

Non credo sia necessario scendere a confutare ogni parola di queste affermazioni, anche se forse non sarebbe nemmeno del tutto scontato farlo, ma preferirei cercare di capire perché questi due scelgono oggi questo terreno e non un altro, quello che finora era stato loro più consono, per Odifreddi a intenderci la religione, per Vattimo l’esistenza dello Stato d’Israele, che aveva finora coperto di improperi senza per questo minacciare di approdare sulle sponde del negazionismo. Certo, oggi di negazionismo si parla molto, e non solo per la ricorrenza, i settant’anni dal 1943, o perché i siti negazionisti rigurgitano sempre di più le loro bugie

[se sono “bugie”, cosa c’è di meglio del citarle e con DOCUMENTI, PROVE VERIFICABILI, dimostrare che sono pure bugie? Perchè la casta degli storici standard ha già delegato, in 14 stati , ai giudici il compito di stabilire un fatto storico? Suggeriamo, per ora, la lettura dei primi 3 capitoli dell’ultimo lavoro , a più mani (revisioniste), “negazionista” e di trovarvi le “bugie”! ]

sul web, ma anche a proposito della recente proposta di legge sul reato di negazionismo, abbandonata in seguito alle polemiche suscitate. Una norma combattuta dalla maggior parte degli storici, non certo per dare sostegno al negazionismo, ma semmai, oltre che per sostenere la libertà di opinione, nel dubbio che una norma di legge sia un rimedio efficace in questa circostanza. Ma tutta questa attenzione mediatica al negazionismo basta davvero a spiegare il fatto che degli intellettuali di prestigio scendano sul terreno della negazione, a meno di non voler ipotizzare che tutto fa brodo, di qualunque cosa si parli? Nel qual caso, sarebbe forse meglio non offrir loro un pubblico teatro e non raccogliere tali provocazioni. Ma il negazionismo è davvero un’opinione controcorrente o sta guadagnando terreno, fra le grandi opportunità del web e l’ignoranza dei piu?

Contrariamente a quanto si pensa, non è una corrente storiografica, un’interpretazione della storia, ma una sua negazione a priori. Quanti tra i seguaci dei siti negazionisti hanno la minima idea di come si fa storia e sono in grado di affrontare criticamente la falsità dei loro pseudoriferimenti storici? Quanti fra quelli che si dicono convinti dei dubbi dei negazionisti sanno che la Shoah è, fra tutti gli eventi del Novecento, quello più documentato e conoscono tale documentazione?

!cisonoleproveolocausto,poliakov,hilberg,vanpelt,baynac[Qui si impone una precisazione in quanto si da l’illusione, citandola (la cosidetta $hoah), che l’olocau$to/$hoah sia un dato di fatto precisato, definito (nei vari aspetti quali la decisione dello sterminio, la sua trasformazione in un Ordine di sterminio, la sua pianificazione, nel “numero” delle vittime, sulle armi di distruzione di massa dette anche “camere a gas”),   ACQUISITO, in parole povere…MA NON E’ COSI’! Per dimostrare la MAI avvenuta dimostrazione sarebbe sufficiente leggere quello che scrisse un congenere della foa anna, poliakov lèon, ebreo, storico …

“Gli archivi del Terzo Reich e le deposizioni e i racconti dei capi nazisti, ci permettono di ricostruire nei particolari la nascita e lo sviluppo dei piani di aggressione, delle campagne militari e di tutta la gamma di procedimenti con i quali i nazisti intendevano rifare a guisa loro il mondo. Soltanto il piano di sterminio degli Ebrei, per quanto concerne la sua concezione, come per molti altri aspetti essenziali, rimane avvolto nella nebbia. Deduzioni e considerazionì psicologiche, racconti di terza o di quarta mano, ci permettono però di ricostruirne lo sviluppo con notevole approssimazione. Molti particolari, tuttavia, resteranno per sempre sconosciuti. Per quanto riguarda la concezione propriamente detta del piano di sterminio totale, i tre o quattro principali responsabili non sono più in vita. Nessun documento è rimasto, né forse è mai esistito. ” (Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, Torino 1977, p. 153.)

Se, invece, la foa con “documentato” intende la massa enorme di documenti tedeschi dell’epoca che sono rimasti e disponibili, concordiamo pienamente, quel periodo storico ha lasciato una documentazione impressionante (vedasi gli 88.200 documenti della SSZentralbauleitung di Auschwitz scovati da JC Pressac a Mosca in archivi militari),  MA NESSUNO riferibile al preteso olocau$to/$hoah! …e non ci si venga a riproporre la rancida minestra dei “protocolli di Wannsee”, per piacere!]

Il problema è un problema di fondo e va affrontato con le armi della conoscenza. Torniamo così alla cultura, all’insegnamento, allo studio rigoroso della storia. Anche chi, come me, è contraria (3) a una legge sul negazionismo, pensa però che bisogna distinguere fra la libertà del pensiero e quella dell’insegnamento, e che senza arrivare ad una legge apposita si deve cercare nelle leggi esistenti la possibilità di fermare la diffusione dell’insegnamento della menzogna e dell’odio nelle scuole e nelle università.

[Il disegno è solo tratteggiato, ma lascia intravedere la preoccupazione ( o incubo?) di vedersi sottratta, o il doverla spartire con altri (insegnanti non olocreduloni), la riserva di caccia che consente il monopolio del lavaggio del cervello agli studenti tramite la “didattica della $hoah”, viaggi della memoria, visite ai memoriali, olopredicazione sopravvissutaria nelle scuole ! Il rischio è enorme! …da cui… cercare nelle leggi esistenti la possibilità di fermare la diffusione dell’insegnamento della menzogna e dell’odio nelle scuole e nelle università”]

Cosa diremmo se ci fosse chi insegna ai giovani la teoria geocentrica in astronomia o introducesse gli Ufo come fattore chiave della storia del Novecento? Cerchiamo di impegnarci tutti sul terreno della cultura per far crescere la memoria del passato e insieme con la memoria la nostra capacità di capire, di distinguere, di interpretare i fenomeni. E speriamo che chi vuole solo suscitare un po’ di scandalo abbandoni questo terreno, che è davvero troppo serio per le provocazioni.
(http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Date=Today&ID=2013103025916474)

Note di Olodogma

1) Tale foa anna aveva scritto per l’Osservatore Romano del 26-27 gennaio 2009 un articolo “L’antisemitismo. unico movente dei negazionisti“, ricevendo, a stretto giro “di posta” la risposta di Carlo Mattogno che riportiamo. Fonte

 

Il testo della foa anna,cliccare per ingrandire

Il testo di foa anna, cliccare per ingrandire

…”Non mi soffermo a confutare questo concentrato di sciocchezze, che rasentano spesso la comicità. La storiella del «dopo il 1943», ad esempio, è veramente spassosa. Quale mirabile inventiva!
La cosa più grave è che Anna Foa non è una semplice collaboratrice dell’Osservatore Romano, ma è soprattutto una storica di prestigio[18], che però non soltanto non si è mai curata di aprire un libro revisionistico, ma non è stata neppure capace di presentare un riassunto decente delle favole pisantyane, avendo profuso nello scritto sopra citato spropositi assurdi che la stessa Pisanty non ha osato neppure sfiorare. Da ciò si desume che questa storica non ha letto nemmeno il libro della Pisanty, ma si è basata semplicemente su resoconti giornalistici. Un copia-incolla di seconda mano.
E questi sarebbero gli “storici” olocaustici: individui che si riducono ad attingere dagli scopiazzatori-giornalisti, ma che, nonostante ciò, rivendicano orgogliosamente la loro qualifica di “storici” accademici, sottolineando con compiacimento e una punta di disprezzo che né «il francese Robert Faurisson» né «l’inglese David Irving» è uno «storico di professione»!
Un indubbio merito, a paragone di uno “storico di professione” olocaustico.

Come quasi sempre, la verità è il contrario di ciò che proclamano gli adepti della Holocaustica Religio:

la Shoah non è un’interpretazione storiografica, ma un articolo di fede, una nuova forma di battesimo in virtù del quale si entra nella communio ecclesiale, ma anche una nuova forma di diritto naturale grazie al quale si viene ammessi nel consesso sociale. I reprobi sono relegati nelle tenebre esteriori, dove c’è pianto e stridor di denti.

La fede nella Shoah non ha nulla a che vedere con la storia o la storiografia, ma ha un carattere essenzialmente ideologico.

La stessa storiografia olocaustica, nel suo nucleo centrale, è essenzialmente il risultato di una ideologia[19].

Per questo motivo gli olo-santoni messianici non sono affatto interessati all’accertamento della verità, neppure all’akribéia in campo storico-documentario.
Per questo motivo non si curano minimamente della letterarura scientifica revisionistica.
Valentina Pisanty, novella Pizia, ha vaticinato e non bisogna far altro che diffondere il responso.
E se si trattasse di Oracoli Sibillini?

La risposta ora è alla portata di tutti:
L’irritante questionedelle camere a gas ovvero da Cappuccetto Rosso adAuschwitz. Risposta a Valentina Pisanty. Riedizione riveduta, corretta e aggiornata. 2007: http://vho.org/aaargh/fran/livres7/CMCappuccetto.pdf
Edizione riveduta, corretta e aggiornata 2009:
http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grand….

Questa risposta è a disposizione di Valentina Pisanty da più di dieci anni. E da più di dieci anni la nostra dottoressa in semiotica la ignora, pur continuando a sproloquiare sul “negazionismo”, da ultimo nella trasmissione Sorgente di Vita, replicata su RAI 2 il 23 febbraio 2009 alle 9,30[20].
Non è ora che si decida a prenderla in considerazione e a controbattere?
In fondo è così facile confutare le “pseudoargomentazioni” revisionistiche! E allora che cosa aspetta a farlo?

Anna Foa vuole che i revisionisti considerino «tutte le fonti ebraiche di qualunque genere inattendibili e menzognere»: prescindendo dal fatto che si tratta di una scempiaggine, dal punto di vista metodologico e deontologico, non è più grave fingere che le fonti revisionistiche non esistano affatto?

                                                                                                          Carlo Mattogno, 3 marzo 2009.

[17] L’articolo appare in vari siti, ad es.
http://paparatzinger2-blograffaella.blogspot.com/2009/01/…
[18] Si veda il suo curriculum qui: http://w3.uniroma1.it/dsmc/docenti/foa.htm.
[19] Vedi il mio articolo già citato La “Repubblica” della disinformazione.
[20] Franco Damiani, “Sorgente di Vita” stronca (?) il “negazionismo”, in:
http://francodamiani.blogspot.com/search?q=sorgente+di+vi…

2) detto «tedesco» Michael Wolffsohn, giornalista dell’israeleiano quotidiano “Haaretz “…”son of a German Jewish merchant family who fled from Germany to Palestine in 1939. He was born in Tel Aviv in 1947. Together with his parents he came to West-Berlin in 1954. He served voluntarily in the Israeli Army from 1967 to 1970″. nipote di un mercante di tessuti e figlio di un’oloscampato, docente di Storia alla Scuola della Bundeswehr di Neubiburg, supercoscienza del GROD e Premio Adenauer.

3) Riteniamo che il vero motivo dell’opposizione della storiografia standard è che questi storici sanno bene a cosa andrebbero incontro in un processo ad un revisionista, in base al “reato di negazionismo”, conseguente alla introduzione di tale scellerata legge,… l’INCUBO di Toronto… il controinterrogatorio inevitabile della difesa del revisionista imputato,  in aula di tribunale, sulle questioni “irritanti”.

[il controinterrogatorio/figura di merda  (l’uso del termine si impone) rimediato dall’ebreo, storico, hilberg raul, papa dell’olocau$tianesimo, capitolo II, Le deportazioni, Hilberg e gli Einsatzgruppen, 1.1.L’ordine di sterminio. Cliccare QUI) ]

Ciò terrorizza (giustamente) questi storici chiamati a supportare con esibizione di PROVE  (quali “esperti” periti di parte “lesa”) le fantasie olo-$terminazioniste! …e, sapendo della inesistenza di prove accettabili da un tribunale normale, se ne tirano fuori…da alcuni decenni! Sanno bene ciò che ha sentenziato van pelt robert jan, ebreo e massimo esperto di fabulazione olocau$tica…

Ninety-nine per cent of what we know [about Auschwitz] we do not actually have the physical evidence to prove . . . it has become part of our inherited knowledge”……“ Del 99% di ciò che sappiamo non abbiamo effettivamente prove materiali a sostegno…è diventato parte della nostra conoscenza ereditata “…( Auschwitz expert Robert Van Pelt, A Case for Letting Nature Take Back Auschwitz, The Toronto Star – December 27, 2009)

Gli storici standard conoscono bene ciò che scrisse il giudice Gray nella sua sentenza, dell’11 aprile 2000  al punto 13.71,del processo Irving-Lipstadt, …

«Devo confessare che, come – immagino – la maggior parte della gente, avevo supposto che le prove dello sterminio in massa di Ebrei nelle camere a gas di Auschwitz fossero convincenti. Tuttavia, quando ho valutato le prove addotte dalle parti in questa causa, ho messo da parte questo pregiudizio»

Quindi un giudice che ha avuto in mano TUTTE le prove esistenti su questo preteso sterminio ha… “messo da parte questo pregiudizio” che le prove fossero “convincenti“…!

Esiste un secondo problema per gli storici standard

Oltre il terrore della convocazione in aula di tribunale esiste, nel caso di divergenza, anche di poco, dalla versione standard-olocau$tica, il non piccolo “inconveniente” di subire l’ostracismo della vaticanolocau$tica nomenklatura, con conseguente perdita di “valore”, quindi di incarichi, inviti a conferenze, magari cattedre universitarie, in parole povere la rovina economica… ! Tutti i mortali “mangiano fagioli” !…e “tengono famiglia“!

 A dimostrazione di quanto sia reale questa seconda eventualità si vedano due figure di storici e ricercatori che “ci hanno provato”: Jean Claude Pressac  e QUI e l’ebreo Fritjof Meyer! Precipitati dalle stelle alle stalle!

Ulteriori smentite alle scemenze/credenze olocau$tiche si possono avere  cliccando QUI ] .

INQUISIZIONE  $HOATICA (2013), ARTICOLI PRESENTI SU QUESTO SITO
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0446) 26-10-2013 XII– Inquisizione $hoahtica-legge anti-revisionismo. Il DDL-54 ritirato!Una $hoah! (catastrofe)
0445) 25-10-2013 XI- Inquisizione $hoahtica-legge anti-revisionismo. I contrari: Riccardo Scarpa della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo
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0442) 24-10-2013  IX- Inquisizione $hoahtica-legge anti-revisionismo. I contrari: Carlo Giovanardi: Il reato di negazionismo? Colpirà gli ebrei
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0428) 16-10-2013 II- Inquisizione $hoahtica-legge anti-revisionismo: la fretta di Grasso, esigenze mediatiche
0427) 16-10-2013 I-Inquisizione $hoahtica : penalisti, a chi la nega rispondere con la cultura non col codice penale

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