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Ott 19

0432 – Inquisizione $hoahtica-legge anti-revisionismo. I contrari: gli storici Marcello Flores, Simon Levis Sullam, Enzo Traverso: no alla legge sul negazionismo

!vietato,vietare,libertà,espressione,muoreRagionamenti sensati quelli degli storici standard, ma motivati esclusivamente dal terrore di ritrovarsi in tribunale , come periti di parte “lesa”, sollecitati da un Christie italiano a produrre le PROVE (mai esibite) dell’esistenza del “piano di sterminio” degli ebrei in quanto tali , dell'”ordine di sterminio“, del numero dei morti totali e/o parziali, dell’ esistenza delle “camere a gas“! Motivi sensati si diceva, ma, che NON indurranno i chutzpahmuniti pupari della “Au$chwitz SpA, holocau$t-israel-lobby industry” a sospendere il pressing sugli shabbos goyim, shabbat goyim, shabbes goyim,שבת גוי, גוי של שבת goyim shel shabat, parlamentari  e “collinari” affinchè sia tutelata “per legge” …

– la MENZOGNA di AUSCHWITZ degli oltre 5 milioni di  morti, ridotti a 4 milioni “accertati” da commissioni alleate ed ACCETTATE come prova al processo farsa di  Norimberga (etichettato da Maurice Bardèche come…”La terra promessa“!) ,
– la responsabilità tedesca dell'”eccidio di Katyn“,
– le gasazioni in “camere a vapore acqueo di Treblinka“( documento URSS-93),
– le per “elettroesecuzione di Belzec” (documento del governo polacco,datato 1945, URSS-93),
– il “sapone fatto con gli ebrei” come affermato dal grande mentitore wiesenthal simon, ebreo

Tutte pietre angolari della fabulazione sionista, motivazione/supporto del cabalistico 6.000.000 “spada/scudo/genesi” del ghetto ebraico di occupazione della Palestina …ci fermiamo qui. Olodogma

______________________________L’articolo_______________________________

Ma è polemica per un intervento anti-israeliano
GLI STORICI ITALIANI”NO A UNALEGGE SUL NEGAZIONISMO”
 di SIMONETTA FIORI

$$$_ legge,anti,revisionismo,negazionismo,israel-lobby.repressione,libertà,espressione_2Una legge “ambigua“, “di difficile interpretazione” e “di ancor più difficile attuazione“. Gli storici bocciano il prowedimenio sul negazionismo ora in discussione in Parlamento. E non è la prima volta. Già sei anni fa, la comunità dei contemporaneisti si mostrò compatta nel respingere il disegno di legge presentato dall’allora ministro Mastella. Questa volta, però, la protesta non arriva dalla Sissco, la società dei contemporaneisti dove è in corso un’animata discussione, ma dai tre curatori della Storia della Shoah: Marcello Flores, Simon Levis Sullam, Enzo Traverso. Il principio che muove la protesta è sempre lo stesso: 

la verità storica non può essere fissata per legge o nelle aule di un tribunale.
Questo accade solo nei regimi totalitari.

Lo disse allora Carlo Ginzburg, insieme ad altri duecento storici.
Lo ripete oggi Marcello Flores.

«Il testo della legge è molto generico. Condanna chiunque nega l’esistenza di “crimini di guerra“, o “di genocidio“, odi “crimini contro l’umanità“.
Ma sulla definizione di genocidio e su quali siano stati i genocidi nella storia ferve un’accesa disputa tra gli storici e -cosa ancor più problematica – non c’è accordo tra i giuristi.
Per non parlare dei crimini di guerra e di quelli contro l’umanità.
E allora chi decide?
Un tribunale internazionale?
O forse solo nazionale?
È il giudice a stabilire caso per caso a quale decisione di tribunale o interpretazione di studiosi rifarsi?».

 

La repressione del revisionismo in Germania, dati ufficiale! Cliccare per ingrandire.

La repressione del revisionismo in Germania, dati ufficiali! Cliccare per ingrandire.

Là dove è stata introdotta la legge -in Germania e in Austria, in Svizzera e in Francia- i risultati sono stati modesti.
«Con l’aggravante», aggiunge Flores, «che i processi si sono rivelati una formidabile tribuna perla propaganda di tesi vergognose».
La macchina spettacolare è sempre stata un’arma potentissima nelle mani degli”assassini della memoria”, secondo la definizione d i Vidal-Naquet ( qui la demolizione dell’ebreo vidal-naquet, ad opera del revisionismo) . Al vittimismo mediatico di Faurisson – documenta un recente saggio di Claudio Vercelli – deve moltissimo la diffusione del negazionismo prima in Europa e poi nella Repubblica islamica di Ahmadinej ad. Oggi c’è il problema del web, funzionale all’enorme moltiplicazione della “grande macchina di depistaggio”. Ma il rimedio– insiste il documento presentato da Flores, Traverso e Levis Sullam – non è riposto in una legge, che anzi crea la “perversa convizione” di aver risolto la questione. «Il razzismo si sconfigge solo con l’educazione, la cultura, la ricerca».
E la Sissco?
Ancora non ha prodotto un documento ufficiale. Agostino Giovagnoli, il presidente, dice che la quasi totalità degli storici è sulle stesse posizioni espresse da Flores e gli altri. Anche se – aggiunge – bisogna intervenire sulle manifestazioni di odio e apologia del razzismo, che però sono già colpite dalle leggi esistenti.
La mailing list della società è ora infiammata da un’improvvida mail di Aldo Giannuli (vedi l’articolo sotto riportato,nd olo), autore di ricerche archivistiche, che definisce la nuova legge
«un omaggio alla lobby filo-israeliana»,
 introdotta con l’intento
«di rafforzare le ragioni di Israele».
Un giudizio che giustamente solleva all’interno della Sissco molte reazioni polemiche (“una scivolata”, dice il presidente). E che rischia di portare la discussione da un’altra parte. A conferma che il cortocircuito tra dibattito pubblico e negazionismo, storia e politica può avere effetti nefasti. (Fonte La Repubblica, del 19.10.2013,pag50, ripreso da: http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Date=Today&ID=2013101925827867)

_______________Articolo di Aldo Giannuli ________________

Contro la legge sul negazionismo

Pubblicato da aldogiannuli il 18 ott 2013 in Le analisi

La SISSCO è la Società italiana per lo studio della Storia Contemporanea. Penso sia urgente intervenire su questa ennesima legge orripilante sul negazionismo e devo dire che all’interno della Società si è subito sviluppato un dibattito di cui renderò conto ai lettori.
Aldo Giannuli

Di nuovo la legge sul negazionismo: una lettera aperta agli amici della SISSCO

Cari amici,

senza che si sia data alcuna pubblicità ai lavori precedenti (e, tantomeno, senza consultare la nostra associazione che riunisce la quasi totalità dei contemporaneisti italiani), il Senato sta approvando la legge che istituisce il reato di negazionismo. Se ne parlò 6 anni fa (con il ddl Mastella) e la cosa dette luogo ad un vivacissimo dibattito, sul sito della Sissco, nel quale prevalsero nettamente i pareri negativi.

Più fattivamente, i colleghi francesi guidati da Pierre Nora dettero vita all’associazione “libertè pour l’Histoire” che riprendeva il titolo dell’appello lanciato da Pierre Vidal Naquet (spero che nessuno abbia da ridire sull’antifascismo sia del primo che del secondo). Il provvidenziale scioglimento anticipato delle Camere giunse felicemente a seppellire l’infausta proposta del noto militante antifascista Clemente Mastella.

Non mi pare che la sostanza del problema sia mutata:

questa è una legge liberticida, incostituzionale ed in contrasto con la dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo.

Infatti essa è in conflitto
– con l’art. 21 Cost. che garantisce la libera manifestazione del pensiero,
– con l’art 33 che stabilisce che “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento
– con l’art 9, sempre della Costit. per il quale la Repubblica “promuove lo sviluppo della cultura” (incompatibile che ogni forma di censura); è anche in conflitto
– con gli artt. 18 e 19 della dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo che garantiscono la libertà di espressione del pensiero senza eccezioni.

Essa costituisce un pericolosissimo precedente,per cui lo Stato avoca a sé la potestà di stabilire per legge cosa sia scientificamente possibile dire e cosa no:potrebbe essere applicato a qualsiasi scienza dalla medicina alla fisica.

Ma, qualcuno dirà, qui non parliamo di scienze sperimentali e/o naturali ma di scienze umane e, più in particolare storico sociali. Allora prepariamoci anche a
stabilire per legge la verità su qualsiasi altro avvenimento storico, anzi, a questo proposito, facciamo prima a varare un testo unico che stabilisca quanto può esser detto e quanto no, magari con apposita commissione di vigilanza.
Ma, ancora,
– si sosterrà che la legge riguarda solo il caso della Shoa, in ragione della sua pretesa unicità: essa rappresenta un unicum.
Un unicum?
E che vuol dire?
Come ogni mediocre studente di storia sa, ogni avvenimento storico è unico ed irripetibile. Forse si vuol dire che la Shoa rappresenta un caso di gravità unica?
Ma su quali criteri stabiliamo che il genocidio ebraico, dei rom, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova o degli slavi (a proposito: ci sono anche loro) perpetrato dai nazisti sia più grave del genocidio degli armeni operato dai Turchi, dei delitti dell’Inquisizione, dei massacri di Pol Pot in Cambogia, di quello di 10 milioni di congolesi compiuto da Leopoldo del Belgio?
– Ma, soprattutto, cosa dimostra che meno grave sia stato il genocidio (haimè riuscito, a differenza degli altri) dei nativi di America perpetrato dai governi liberali degli Usa?

Sul piano politico, questa norma è offensiva non solo dei diritti di espressione dei negazionisti (che personalmente ritengo essere delle bestie sul piano scientifico, ma che comunque hanno diritti costituzionali anche loro), ma prima ancora è offensiva dell’opera degli storici antifascisti, che si pensa abbiano bisogno dei carabinieri per prevalere in una disputa scientifica. Che ne pensano i colleghi Marina Cattaruzza, Marcello Flores, Simon Levi Sullam, Enzo Traverso, Pier Paolo Poggio, Claudio Vercelli, autori di saggi di grande valore sul tema? E ci aggiungo anche il mio vecchio amico Brunello Mantelli, di cui conosco le opinioni contrarie alle mie in merito, ma che farebbe bene anche lui a riflettere sul fatto che il senso si questa legge è che il lavoro suo e di tutti quelli che ho citato prima, non serve a niente e che, d’ora in poi, ci penseranno questurini e magistrati a dare ai negazionisti quel che meritano. E che il senso sia questo lo dice anche la mancata consultazione della Sissco.

Diciamoci le cose come stanno: qui la memoria della Shoa, la rivendicazione del valore dell’anti fascismo ecc non c’entrano assolutamente nulla.

Questo è solo un omaggio alla lobby filo israeliana, che pensa (sbagliando, haimè quanto!) di rafforzare in questo modo le ragioni di Israele.

Beninteso: da sempre sono un sostenitore del diritto di Israele ad esistere, ma questo, non solo non rafforza, ma indebolisce le sue ragioni: usare il massacro di milioni di ebrei così strumentalmente è una profanazione del loro sacrificio.

Dunque, anche sul piano morale non credo di poter condividere questa legge. Ed allora che ne pensa la Sissco di tornare a far sentire la sua voce? E non sto parlando solo della pur doverosa protesta formale del direttivo per non essere stata interpellata prima l’associazione prima di iniziare l’iter legislativo. O a un pur utile appello sottoscritto da quanti dei suoi soci vorranno farlo. Penso a forme di protesta più incisive come, ad esempio, la costituzione dell’omologo italiano di “Libertè pour l’Histoire”.

Per quanto mi riguarda, in caso di approvazione di questa legge ignobile, praticherò il metodo della disobbedienza civile: pubblicherò regolarmente sul mio blog i testi negazionisti (ovviamente seguiti dalla mia critica), ospiterò nel mio corso storici negazionisti che fossero disposti ad un confronto sulle rispettive tesi, ecc. e mi autodenuncerò per averlo fatto, al solo scopo di sollevare l’eccezione di incostituzionalità della norma.

Lo ritengo un mio dovere di storico anti fascista, nella convinzione che l’antifascismo è prima di tutto una battaglia di libertà. Rosa Luxemburg mi ha insegnato, quando ero giovane, che “La libertà è sempre la libertà di chi la pensa diversamente”. Difendere il proprio punto di vista non è battersi per il principio di libertà di pensiero ma, appunto, per il proprio punto di vista. E’ solo difendendo e garantendo il diritto degli altri a poter esprimere il proprio che si può dire di star facendo una battaglia di libertà.

Sarebbe bello che anche la Sissco ricorresse a forme di disobbedienza civile del genere… ma forse è chiedere troppo.

Cordialmente
Aldo Giannuli

Fonte: http://www.aldogiannuli.it/2013/10/negazionismo/

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