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Ott 13

0422 – Olocausto degli Zingari? Gli Zingari sotto il regime nazionalsocialista

 
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OLOCAUSTO ZINGARO?
 
 di Carlo Mattogno
(2009)
 

Zingari ad Auschwitz

GLI ZINGARI SOTTO IL REGIME NAZIONALSOCIALISTA

1.La conferenza olocaustica sulla persecuzione degli zingari

 

Deportazione degli zingari, 22 Maggio 1940, Asperg, Germania

Deportazione degli zingari, 22 Maggio 1940, Asperg, Germania

Dal 3 al 5 ottobre 1991, presso il Museo statale di Auschwitz-Birkenau, si tenne una conferenza internazionale sul tema della persecuzione degli zingari durante la seconda guerra mondiale. Gli atti relativi furono pubblicati nel 1998 in un libro intitolato Sinti und Roma im KL Auschwitz-Birkenau 1943-44. Vor dem Hintergrund ihrer Verfolgung unter der Naziherrschaft  (Sinti e Rom nel KL Auschwitz-Birkenau sullo sfondo della loro persecuzione sotto il dominio nazista)1. Questo volume, che raccoglie 26 relazioni e una bibliografia specifica di 436 opere, è uno strumento indispensabile per lo studio della questione.  La prima stima “scientifica” del numero degli zingari presuntamente sterminati durante il regime nazionalsocialista – 219.700 persone – fu  addotta nel 1972 da Donald Kenrick e Grattan Puxon nel libro The Destiny of Europe’s Gypsies 2. Successivamente si impose la cifra “ufficiale” di 500.000 vittime 3. Essa appare infatti anche nell’opera summenzionata 4, talvolta con un campo di variazione molto ampio – 200.000-500.000  5 e addirittura 240.000-500.000-1.000.000

Ma il problema non è solo statistico. Si tratta anzitutto di accertare se il regime nazionalsocialista manifestò una deliberata volontà di sterminio degli zingari e se poi l’attuò…

 La posizione della storiografia olocaustica al  riguardo fu pregevolmente riassunta da Vlasta Kladivová:

«La direzione nazionalsocialista della Germania assegnò a Sinti e Rom lo stesso destino degli Ebrei. In tutti i paesi occupati dalla Germania, ma soprattutto in Polonia, nei territori occidentali dell’Unione Sovietica, in Croazia e in Serbia, la maggioranza dei Sinti e Rom fu uccisa in massa. I Sinti in Germania e in Austria furono in parte inviati nel 1939 nel campo di concentramento di Dachau e nel campo di concentramento femminile di Ravensbrück.
Dal marzo 1943 Sinti e Rom della Germania, dell’Europa centrale, in parte anche della Polonia e un piccolo numero anche dell’Europa occidentale e settentrionale furono concentrati nello “Zigeunerlager” [campo zingari] del campo di sterminio in massa di Auschwitz-Birkenau»,

dove sarebbero stati gasati nel marzo 1943 1.700 zingari non immatricolati, il 2 agosto 1944 2.991 immatricolati 7.
Il fulcro dell’intera storia è dunque  il campo di Auschwitz-Birkenau, che appunto, secondo le parole di Romani Rose, «simboleggia il genocidio dei Sinti e Roma in Europa» 8. E infatti proprio dalle presunte gasazioni di zingari a Birkenau la storiografia olocaustica ha desunto – 

Note:

1 A cura di Wacław Długoborski. Verlag Staatliches Museum Auschwitz-Birkenau. Oświęcim,1998.
2 Chatto-Heinemann-Sussex, University Press, Londra.
3 Otward Müller, «Sinti  e Rom: storie, leggende e realtà», in: Del presunto sterminio di zingari e omosessuali, a cura di F. Pitzus. Effepi, Genova, 2006,p. 27.
4 Sinti und Roma im KL Auschwitz-Birkenau 1943-44. Vor dem Hintergrund ihrer Verfolgung unter der Naziherrschaft, op. cit., p. 9, 23.
5 Idem, p. 19.
6 Idem, p. 109.
7 Idem, pp. 317-318.
8 Idem, p. 9.

1   con mirabile circolo vizioso – la «volontà di sterminio» razzialmente motivata da parte del  regime nazionalsocialista nei loro confronti.
Bisogna dunque esaminare in primo luogo la genesi e la finalità della deportazione degli zingari a Birkenau, per accertare se essi vi furono realmente  mandati a scopo di sterminio.

2.Origine e scopo della deportazione degli zingari a Birkenau

La deportazione degli zingari a Birkenau fu effettuata in conseguenza di un ordine di Himmler del 16 dicembre 1942. Si tratta del cosiddetto “Auschwitz-Erlaß” (decreto Auschwitz), che era stato preceduto, il 13 ottobre 1942, da un altro decreto del  Reichssicherheitshauptamt (RSHA) con oggetto Zigeunerhäuptlinge» (capitribù zingari) che

«distingueva tra Sinti e Lalleri “di razza pura” e “buoni meticci in senso zingaro” da una parte  e i “restanti meticci zingari” e Rom dall’altra», come rilevò Michael Zimmermann 9.

Al primo gruppo doveva essere  riservato un trattamento di favore:

«Bormann, capo della cancelleria del Partito, indirizzò poi il 3 dicembre 1942 una lettera a Himmler nella quale si dichiarava contrario a qualunque “trattamento speciale [Sonderbehandlung] degli zingari cosiddetti di razza pura” e in particolare al permesso di lasciarli “girovagare liberamente nel paese”»10. Zimmermann precisò poi che il senso del decreto summenzionato era che si voleva soltanto garantire agli zingari «una certa libertà di movimento per il  futuro […] in un determinato territorio»11. Egli menzionò in tale contesto anche una disposizione di Himmler del 16 settembre 1942 che affidava all’Ahnenerbe lo studio della lingua e della cultura di Rom e Sinti 12. E Franciszek Piper richiamò l’attenzione sulla dichiarazione  di Rudolf Höss che gli zingari di razza pura,

«in quanto discendenti dei popoli indogermanici primordiali in Ungheria nella  regione di Ödenburg (Sopron) dovevano essere trasferiti presso il lago di Neusiedl. In futuro, dopo la vittoria, bisognava cercar loro un nuovo territorio di insediamento»13.

L’“Auschwitz-Erlaß” imponeva tra l’altro quanto segue:

«Per ordine del Reichsführer SS del 16.12.1942 – Tgb. Nr. I 2652/42 Ad/RF/V – meticci zingari, zingari Rom e appartenenti a ceppi zingari di origine balcanica che non abbiano sangue tedesco devono essere selezionati  secondo determinate direttive e con azione di poche settimane assegnati ad un campo di concentramento. Questa cerchia di persone in ciò che segue vengono chiamate in forma abbreviata “persone zingare”. L’internamento avviene per famiglie, senza considerare il grado di meticciato, nel campo di concentramento (campo zingari) di Auschwitz. […].

Restano esclusi dall’internamento:

1. Zingari Sinti e Lalleri di razza pura;
2. meticci zingari che sono buoni meticci in senso zingaro e secondo il decreto del Reichssicherheitshauptamt del 13.10.1942 – V A 2 Nr. 2260/42 – e dell’11.1.43 – V A 2 Nr. 40/43 – vengono ricondotti a singole famiglie zingare Sinti di razza pura e Lalleri considerate di razza pura;
3. persone zingare socialmente adattate che  avevano un lavoro fisso e un’abitazione fissa prima della registrazione degli zingari; […]
6. persone zingare che sono ancora impegnate nel servizio militare o che nella guerra attuale sono state congedate dal servizio militare da invalidi o con decorazioni».

I commi 1 e 2 del paragrafo 4 prescrivevano inoltre:

«Le famiglie devono essere internate al campo il più possibile unite, inclusi tutti i figli non indipendenti economicamente. Se dei bambini sono alloggiati in [istituti di] educazione

Note:

9 Idem, p. 259.
10 Idem, p. 260.
11 Idem, p. 262.
12 Idem.
13 Idem, p. 294.

2   dell’infanzia abbandonata o altrove, bisogna disporre la loro riunione con la famiglia per quanto possibile già prima dell’arresto. Allo stesso modo bisogna procedere con i bambini zingari i cui genitori sono morti [oppure]  sono custoditi in un campo di concentramento o altrove.
Per evitare una detenzione preventiva troppo  lunga, l’arresto delle persone zingare deve avvenire soltanto quando è assicurato il rapido trasporto al campo di concentramento» 14 .

Queste disposizioni smentiscono categoricamente che gli zingari fossero oggetto di una persecuzione razziale.  Anzi, la “purezza razziale” era per loro addirittura garanzia di un trattamento di favore.  Le misure previste nei loro confronti non erano neppure inumane e non si conciliano con una presunta intenzione sterminatrice.

3.Il campo zingari a Birkenau

Questa presunta intenzione è in contrasto anche con le condizioni di internamento degli zingari a Birkenau. Al riguardo Franciszek Piper dichiarò:

«Le condizioni dei Sinti e Rom differivano da quelle degli altri detenuti che si trovavano al campo soprattutto per il fatto che potevano esservi alloggiati insieme con le loro famiglie e non tutti erano costretti a lavorare fisicamente. Essi non  soggiacevano neppure a selezioni alla rampa, come accadeva per i trasporti ebraici. Un altro [loro] privilegio era la possibilità di tenere i beni portati con sé al campo. Essi potevano anche usare i valori e le somme di denaro fatte entrare di nascosto nel campo per acquisti allo spaccio del campo e procurarsi in tal modo viveri e potevano anche tenere il proprio vestiario»15.

Helena Kubica sottolineò che ad Auschwitz gli zingari, almeno in  teoria, non furono trattati come detenuti, ma come

«internati che dovevano restarvi  solo fino alla fine della guerra e le loro condizioni qui inizialmente furono migliori di quelle degli altri detenuti».

Ciò valeva in particolare per il vitto dei bambini. 

«Si è conservata la corrispondenza tra il capo dell’SS-WVHA (Wirtschafts-Verwaltungshauptamt), SS-Obergruppenführer Oswald Pohl, e l’Obersturmbannführer dott.  Brandt dello stato maggiore personale del Reichsführer-SS, in cui Pohl il 9 aprile 1943 scrisse tra l’altro:
“L’amministrazione del KL Auschwitz mi chiede un miglioramento del vitto delle zingare incinte ivi alloggiate e dei bambini piccoli e  piccolissimi con riferimento al fatto che lo desidera il  Reichsführer-SS, perché nei confronti degli zingari ha intenzioni un po’ particolari. Le richieste sono tali che le razioni corrispondono a quelle dei camerati tedeschi.
La prego ora di verificare quali siano i desideri del Reichsführer-SS. Noi possiamo lasciare le zingare al vitto dei detenuti ma fornito di supplementi, possiamo equipararle alle lavoratrici orientali e dare anche supplementi, sebbene le lavoratrici orientali incinte non li ricevano, e possiamo dare infine le nostre razioni per future madri.
Dobbiamo assistere i bambini conformemente alle razioni per i Tedeschi o anche qui seguire una via intermedia al modo del regolamento per i lavoratori orientali?
La prego di comunicarmi il desiderio del Reichsführer-SS  affinché io  possa stabilire una direttiva definitiva”.

La risposta a questa lettera venne dalla cancelleria di Himmler il 15 aprile 1943 ed era firmata da dott. Brandt:

“In relazione alla Sua domanda del 9.4.1943 Le comunico che il Reichsführer-SS ha deciso che sia le zingare incinte alloggiate [ad Auschwitz] sia i loro bambini devono ricevere il vitto come spetta alle lavoratrici orientali. Per i bambini bisogna trovare una adeguata via intermedia secondo il regolamento delle lavoratrici orientali”»16.

Le direttive di Himmler non rimasero sulla carta. 

Note:

14  Idem, pp. 278-280.
15  Idem, p. 295.
16  Idem, pp. 320-321.

3  «Oltre a un migliore vitto e oltre alla possibilità di restare insieme alle loro madri, nell’autunno del 1943, su richiesta del medico del campo zingari, dott. Josef Mengele, nelle baracche 29 e 31 fu istituito un asilo infantile e nello stesso tempo un asilo nido per bambini fino a 6 anni di età.
La baracca 29 era destinata ai lattanti e la baracca 31 ai bambini che sapevano già camminare. Nel periodo dalle 8 alle 14 vi si trovavano  alcune centinaia di bambini accuditi da personale costituito da detenuti» 17.

Helena Kubica ribadì poi che

«in base a un ordine di Himmler i bambini  all’asilo dovevano ricevere un vitto speciale: latte, burro, pane bianco, zuppa con carne o perfino marmellata e cioccolata»18.

Nonostante ciò, nel campo zingari vi fu una mortalità altissima, ma da  questo fatto indubbio la storiografia olocaustica trae l’indebita conseguenza che i privilegi esposti sopra – come asserì Franciszek Piper – erano soltanto una «misura di camuffamento»:

«Che tali privilegi fossero secondari e servissero soltanto a  suscitare l’impressione di un internamento provvisorio, è testimoniato dal fatto che, dei circa 23.000 Sinti e Rom registrati al campo tra il febbraio 1943 e il luglio 1944, circa 21.000 perirono; 7.000 furono uccisi nelle camere a gas, i restanti 14.000 morirono di varie malattie e di fame o furono dichiarati malati e uccisi dai medici SS»19.

Secondo i documenti, dei 20.943 zingari  registrati ne perirono 18.249 20.
Dei presunti gasati mi occuperò successivamente.
Come sottolineò Helena Kubica, la mortalità dipese principalmente dalle primitive condizioni in cui versava il campo zingari:

«Alla fine di marzo del 1943 nel “campo zingari” si trovavano già oltre 10.000 Sinti e Rom. Il sovraffollamento delle baracche e la miserevole situazione igienico-sanitaria, provocata dalla mancanza d’acqua e dall’assenza della canalizzazione, comportarono un’alta mortalità, soprattutto tra i bambini, ed ebbero come  conseguenza la diffusione di epidemie: tifo, tubercolosi polmonare, malaria, scabbia e altre malattie tipicamente infantili, come la scarlattina, la pertosse e la rosolia. All’inizio i malati restarono insieme ai sani nelle loro baracche e ciò contribuì alla diffusione dell’epidemia».

Le autorità tedesche cercarono di far fronte in qualche modo alla situazione. Il 24 aprile 1943 l’SS-Bridageführer Hans Kammler, capo del gruppo di uffici  C (costruzioni) del WVHA, inviò alla Zentralbauleitung di Auschwitz una  lettera con oggetto «Kl-Auschwitz-Zigeunerlager» nella quale scrisse:

«Con la lettera summenzionata il capo del gruppo di uffici D comunica che, a causa dell’eccessivo  inquinamento dell’acqua nei trogoli per lavarsi esistenti, il tasso di mortalità dei bambini sotto i 10 anni  è sproporzionatamente alto. Per impedire l’insorgere di un’epidemia, al posto dei trogoli per lavarsi esistenti bisogna installare tubature forate dalle quali l’acqua necessaria per lavarsi possa uscire a mo’ di doccia senza poter essere sporcata dall’esterno. Su quanto ordinato mi si deve riferire entro il .5.1943»21.

Particolarmente esposti erano i bambini nati nel campo, che erano numerosi; il 21 maggio 1943 Rudolf Höss, il comandante di Auschwitz, parlava  di «circa 50 nascite al  giorno di bambini nel campo zingari»22.
L’amministrazione del campo cercò di migliorare  la situazione igienico-sanitaria istituendo un ospedale per i detenuti (Häftlingskrankenbau) nelle baracche 24, 26, 28 e 30 23 , tre baracche lavatoio 4

Note:

17  Idem, p. 321.
18  Idem, p. 321.
19  Idem, p. 295.
20  Memorial Book. The Gypsies at Auschwitz-Birkenau. K.G. Saur. Monaco, Londra, New York, Parigi, 1993, vol. II, pp.1475-476
21  Idem, p. 1599.
22  Aktenvermerk del 22 maggio 1943. RGVA, 502-1-26, p. 87.
23  Memorial Book. The Gypsies at Auschwitz-Birkenau, op. cit., pp. 1576-1577. Pianta del campo zingari e didascalie secondo il rapporto di Tadeusz Joachimowski.

(Waschbaracken)24  e due baracche latrina (Abortbaracken)25 . Fu inoltre costruita una baracca di disinfestazione, riguardo alla quale un  rapporto dell’ SS-Sturmbannführer Karl Bischoff, capo della Zentralbauleitung di Auschwitz, informa:

«Nel campo zingari è cominciata la trasformazione di una baracca scuderia (prima baracca latrina) in una baracca di disinfestazione (Entlausungsbaracke). A tal fine sono arrivati due impianti di disinfestazione ad aria calda (Heißluft-Entwesungsanlagen). I tramezzi dei singoli locali sono murati. Si è cominciato a rivestire le pareti di legno e il soffitto con eraclite. È stato eseguito lo  scavo per il locale di riscaldo  e l’intero sistema di canali all’interno della baracca è stato coperto con piastre di cemento»26.

In un altro rapporto, datato 11 settembre 1943, Bischoff informò l’amministrazione del campo: «L’ 8.9.1943 l’impianto di disinfestazione (Entwesungsanlage) nel campo zingari è stato consegnato all’SS-Unterschaführer Böhm e da allora è in funzione»27. Una lista degli impianti sanitari di Auschwitz  e Birkenau redatta dall’impiegato civile della Zentralbauleitung Rudolf Jähring in data 30 luglio 1943 descrive così quello del campo zingari:
«1 baracca di disinfestazione con 4 impianti ad aria calda azionati elettricamente. Prodotto: Umluftapparantebau G.m.b.H., Berlino-Charlottenburg; con impianto doccia (completamento dell’impianto: 15.8.1943)»28.
Jean-Claude Pressac, nel suo primo studio su Auschwitz, ha pubblicato una fotografia che mostra questi quattro apparati e una pianta della loro disposizione 29.

Accertato che gli zingari non furono deportati a Birkenau a scopo di sterminio, resta da stabilire quale valore probatorio e quale fondatezza storica abbia la tesi olocaustica della loro uccisione in camere a gas. 

4.La presunta gasazione  di zingari a Birkenau del 23 marzo 1943

Sotto la data del 23 marzo 1943 Danuta  Czech scrive quanto segue nel suo  Kalendarium di Auschwitz:

«Dopo che, la sera, nel campo zingari di Birkenau è stata ordinata la chiusura del campo, i circa 1.700 uomini, donne e bambini alloggiati nelle baracche 20 e 22 che non erano stati registrati alla ricezione nel campo zingari vengono fatti uscire dalle baracche, portati alle camere a gas e lì uccisi. Questi zingari sono stati deportati dalla regione di Białystok e sono stati isolati nelle baracche 20 e 22 in quanto sospetti di tifo petecchiale. Essi non sono stati immatricolati al campo, non hanno ricevuto alcun numero e sono stati al campo solo pochi giorni»30.

Questo presunto evento si basa  esclusivamente su una singola testimonianza.

Poiché non esiste alcun documento che dimostri non solo la pretesa gasazione omicida di questi 1.700 zingari, ma neppure il loro arrivo ad Auschwitz, il resoconto di Danuta Czech non ha alcun fondamento storico.

Note:

24  Idem, p. 1574. Bestandplan der Waschbaracke 1. B.A.II.e.
25  Idem, p. 1575. Bestandplan der Abortebaracke.
26  Bericht über den Fortgang der Arbeiten für die Sondermaßnahmen il KGL. und im Stammlager, 13 luglio 1943. RGVA, 502-1-83, p. 118.
27  RGVA, 502-1-83, p. 85.
28   Aufstellung über il KL. und KGL. Auschwitz eingebauten Entwesungsanlagen, Bäder und Desinfektionsapparate. RGVA, 502-1-332, p. 10.
29  J.-C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers. The Beate Klarsfeld Foundation, New York, 1989, p. 63.
30  D. Czech,  Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945. Rowohlt Verlag, Reinbek  bei Hamburg, 1989, p. 448.

5.La presunta gasazione di zingari a Birkenau del 25 maggio 1943

Sotto la data del 25 maggio 1943, Danuta Czech scrive:

5   «L’ SS-Lagerarzt [medico del campo] ordina per il campo zingari di Birkenau un isolamento del campo nel corso del quale vengono portati alle camere a gas 507 zingari con i numeri Z-7666–Z-8178 e 528 zingare con i numeri Z-8331–Z-8864. Tra di essi ci sono alcuni malati di tifo e parecchie centinaia di sospetti di tifo. […]. Ai detenuti della Schreibstube [ufficio degli scrivani] dell’ospedale del campo zingari viene ordinato di registrare nei certificati di morte degli zingari gasati una causa di morte naturale e per la precisione una buona dozzina di decessi al giorno»31 .

In nota Danuta Czech spiega:

«Nello  Hauptbuch degli zingari, accanto ai relativi nomi degli uomini gasati di questi trasporti, è annotata una croce e la data tra il 25 maggio e il 2 giugno. Nello Hauptbuch delle zingare accanto ai relativi nomi delle donne dei trasporti summenzionati c’è o “SB”, per  Sonderbehandlung [“trattamento speciale”, presunto criptonimo di gasazione omicida] o una croce con la data tra il 26 maggio e l’11 giugno 1943»32.

Premetto che la presunta selezione si basa su semplici testimonianze. Nello “Hauptbuch der Zigeunerinnen” [registro principale delle zingare], dal 25 maggio all’11 giugno 1943 sono annotati 528 decessi così ripartiti 33:

Rilevo anzitutto che la sigla “S.B.”, su 528 decessi, è attribuita soltanto a 100 e a nessuno dei 349 decessi di zingari 34, dunque a 100 decessi su 877. Se tutti questi detenuti furono sottoposti a presunta “Sonderbehandlung”-gasazione omicida, perché solo 100 furono registrati come tali con la sigla “S.B.”?
Un’altra stranezza di queste registrazioni è la ripartizione dei decessi.
Per sei giorni furono registrate 50 zingare in numero tondo e un giorno 60; ma il 4 giugno le registrazioni furono 139. Non solo, ma per ben otto giorni (dal 28 maggio al 2 giugno,  inoltre il 5 e 6 giugno) non fu registrato alcun decesso. Se bisognava “mascherare” questi decessi, perché essi non furono distribuiti in modo irregolare ogni giorno dal 26 maggio all’11 giugno?
D’altra parte, se la pratica della presunta “Sonderbehandlung”-gasazione omicida era legale, in quanto imposta dall’SS-WVHA, che bisogno c’era di “mascherare” questi decessi? La logica del “mascheramento” si giustifica e si comprende soltanto in un contesto di illegalità.
Resta un’ultima stranezza: perché i numeri dei deceduti sono tutti consecutivi?

Prima di rispondere a questa domanda è necessario sapere che cosa accadde nello  Zigeunerlager in quel periodo.
Henryk  Świebocki, in un articolo sulle informazioni  del movimento di resistenza clandestino riguardo allo Zigeunerlager, rileva:

Note:

31  D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945,  op. cit., pp. 503-504.
32  Idem, p. 504.
33  Memorial Book. The Gypsies at Auschwitz-Birkenau, op. cit.,  vol. 1, pp. 563-574.  
34  Idem, vol. 2, pp. 1181-1213.  La serie di numeri di matricola menzionata da D.Czech contiene 158 registrazioni illeggibili, che la redattrice del Kalendarium considera ugualmente come decessi.

6   «In altri messaggi clandestini del 1943 viene menzionata ripetutamente l’epidemia di tifo nello  Zigeunerlager e la [sua] alta mortalità:

Nello  Zigeunerlager  imperversa il tifo petecchiale. Mortalità fino a 30 zingari al  giorno. Degli zingari fuggono spesso” [maggio 1943].

“Presso gli zingari c’è una grande epidemia di tifo petecchiale – alta mortalità –, ma il campo è chiuso, perciò non posso avere alcun contatto” [giugno 1943].

“Lo Zigeunerlager, che contiene 13.000 persone, si contraddistingue per l’alta mortalità – soprattutto tifo addominale e petecchiale” [14 giugno 1943].

“Il tifo petecchiale infuria nello Zigeunerlager” [20 giugno 1943]»35. 

A partire dalla metà di maggio, nell’impianto di disinfestazione del campo BIb (la camera a gas di disinfestazione del BW 5a) fu disinfestato l’intero campo zingari, come il 22 luglio scrisse al comando del campo l’SS-Untersturmführer Johann Schwarzhuber 36. Ma la situazione sanitaria non era ancora sotto controllo, perché all’inizio di luglio due soldati SS che prestavano servizio nel campo zingari e nel campo BIb contrassero il tifo petecchiale 37.
La maggior parte degli zingari deceduti appartenevano a un trasporto giunto da Białystok il 12 maggio 1943: 468 zingari erano stati immatricolati con i numeri Z-7666–Z-8133 e 503 zingare con i numeri Z-8331–Z-8833 38. E proprio tra questi detenuti, secondo Tadeusz Szymański, Danuta Szymańska e Tadeusz Śniecko, si diffuse l’epidemia:

«I primi casi di tifo petecchiale  si verificarono tra gli zingari che erano stati internati nel maggio 1943 dal voivodato di Białystok e dall’Austria. I malati e i sospetti di febbre petecchiale, circa 900 persone,  furono ricoverati all’ospedale»39.

Perciò sia gli uomini sia le donne, che erano stati a stretto contatto,  si erano contagiati reciprocamente con esito letale.
In questo periodo, a causa soprattutto dell’epidemia di tifo petecchiale, la mortalità nello Zigeunerlager fu molto alta: ma allora che bisogno c’era di uno sterminio “terapeutico” dei malati o sospetti tali?
Che bisogno c’era di assassinare detenuti che morivano in massa a causa dell’epidemia?
Dalla fine di febbraio al dicembre 1943 la mortalità tra i detenuti registrati nello Hauptbuch fu di 7.359 detenuti, cui bisogna aggiungere almeno la metà dei 1.329 decessi per i quali la data è illeggibile 40, in totale almeno 8.000, sicché la mortalità media fu di circa 27 decessi al giorno. La mortalità di (528 + 507 =) 1.035 detenuti in 14 giorni (registrazioni) rappresenta una media di circa 74 decessi al giorno, un tasso perfettamente compatibile con una epidemia di tifo petecchiale.  Nel campo maschile di Birkenau, dal 10 al 19 agosto 1942, in dieci giorni, in piena epidemia di tifo petecchiale, morirono 2.824 detenuti, in media 282 al giorno, su una forza media di circa 23.000 detenuti [= 1,23% al giorno]  41 . Poiché, come abbiamo visto  sopra, la forza media dello Zigeunerlager era di 13.000 detenuti, in piena epidemia in esso poteva rientrare nella tragica norma di Birkenau una mortalità di [13.000 x 1,23/100 =] circa 160 detenuti al giorno.
Concludendo, nulla dimostra che  gli zingari deceduti fossero stati gasati e nulla impedisce che fossero morti di morte naturale, anche se è inverosimile che fossero deceduti per più giorni 50 al giorno in cifra tonda. Le registrazioni dei decessi furono effettuate in questo modo più per ragioni d’ufficio – cioè per ripartire razionalmente il lavoro di stesura dei certificati di morte – che  per ragioni di mascheramento”. 

Note:

35  H. Świebocki, «Sinti und Roma im KL Auschwitz in der Berichterstattung der polnischen Widerstandbewegung», in: Sinti und Roma im KL Auschwitz-Birkenau 1943-44. Vor dem Hintergrund ihrer Verfolgung unter der Naziherrschaft,  p. cit., p. 332.
36  RGVA, 502-1-336, pp. 101-101a.
37  Sonderbefehl n. 15/43 del 7 luglio 1943. AGK, NTN, 94, p. 216.
38  D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op. cit., p. 492.
39  T. Szymański, D. Szymańska, T. Śniecko, «Das “Spital” im Zigeuner-Familienlager in Auschwitz-Birkenau», in:  Die Auschwitz-Hefte. Beltz  Verlag, Weinheim e Basilea, 1987, vol. 1,  p. 202.
40  Memorial Book. The Gypsies at Auschwitz-Birkenau, op. cit., vol.2, p. 1476. Nel 1944 i decessi furono 3.155, sicché almeno la metà dei 1.329 decessi senza indicazione di data riguardano certamente il 1943.
41  AGK, NTN, 92, p. 97. Stärkebuch. Elaborazione statistica di Jan Sehn.

7    Quanto alle sigle “S.B.”, sopra ho già rilevato le incomprensibili stranezze del loro impiego.

Aggiungo che la denominazione “Gest.[orben] S.B.” è anch’essa piuttosto strana: se “S.B.” era sinonimo di gasazione omicida, a che scopo specificare che le rispettive detenute erano “gestorben” [morte]?

Ciò corrisponde piuttosto alla logica  di chi avesse avuto interesse a stabilire una correlazione tra “S.B.” e la morte, cioè a creare una “prova” di questa presunta equivalenza. 
Lo “Hauptbuch des Zigeunerlager” fu disseppellito a Birkenau  il 13 gennaio 1949 42, in piena era staliniana. È possibile che qualche impiegato  staliniano del Museo di Auschwitz troppo zelante abbia voluto aggiungere un dato (la sigla “S.B.”) che avrebbe – a suo modo di vedere – “completato” il registro?
Se si esamina con attenzione la pagina 542 del registro femminile 43 – l’unica contenente le sigle “S.B.” che sia stata pubblicata – risulta  evidente che queste sigle sono scritte con inchiostro più nero e più marcato rispetto alle annotazioni “Gest.” seguite dalla data e, a differenza di queste, non presentano sbavature: il  tratto di pennino è chiaro e nitido. Inoltre, la grafia della sigla “S.B.” è chiaramente diversa da quella  in cui sono scritte le annotazioni 44, come risulta evidente, ad esempio, dalle  iniziali del nome della zingara  Sofia Brzesziński (n. 8377 del registro) nella medesima pagina 45.

Ciò rende più che fondato il sospetto che le sigle “S.B.” siano state aggiunte successivamente, dopo il ritrovamento dei registri. Poiché questi, che si articolano in tre volumi (uno contenente il registro maschile, i restanti due  quello femminile), erano piuttosto malandati, ciò evidentemente non permise una manipolazione sistematica, perché nelle altre pagine l’inchiostro nuovo accanto a quello sbiadito avrebbe creato un contrasto  ancora più evidente.
Un tale sospetto non ha nulla di inverosimile. È noto infatti  che le autorità del Museo di Auschwitz  si abbandonarono a manipolazioni ancora più ardite, in particolare, con la “ricostruzione” della presunta camera a gas omicida del crematorio I dello Stammlager che fu spacciata come originale e autentica fino al 1992 46 . 

6.La presunta gasazione di zingari a Birkenau del 2 agosto 1944

Nella trattazione di questo presunto evento riprendo un mio articolo già pubblicato qualche anno fa e vi aggiungo la riposta all’unica critica che ha ricevuto da parte olocaustica 47.

6.1.La ricostruzione storica di Danuta Czech

Secondo la storiografia ufficiale, a Birkenau, il 2 agosto 1944, furono gasati 2.897 zingari che si trovavano nel cosiddetto “Zigeuner-Familienlager” (campo famiglie per gli zingari) nel campo BIIe. 
La ricostruzione più accurata del presunto evento è stata fornita da Danuta Czech nel suo “Kalendarium” di Auschwitz 48 .
La sua struttura argomentativa è la seguente.
Il 30 luglio 1944 la forza del campo BIIe era di 1.518 detenuti 49 . Il 1° agosto la forza di tale campo aumentò a 2.815 detenuti. Danuta Czech commenta: «Probabilmente questo è il numero complessivo di tutti gli uomini e tutte le donne»50.

Note:

42  Memorial Book. The Gypsies at Auschwitz-Birkenau, op. cit., vol. 1, p. XXXI.
43  D.Czech, «Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau», in:  Hefte von Auschwitz, Wydawnictwo  Państwowego Muzeum  w Oświęcimiu,8, 1964, pp. 118-119. Vedi documenti  8  e  9 .
44  Vedi documento 9a.
45  Vedi documento 8a.
46  C. Mattogno, Negare la storia? Olocausto: la falsa “convergenza delle prove”. Effedieffe Edizioni, Milano, 2006, pp. 36-38.
47  «La gasazione degli zingari ad Auschwitz il 2 agosto 1944», in: Auschwitz: trasferimenti e finte gasazioni. I quaderni di Auschwitz, 3. Effepi, Genova,2004.
48  D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op. cit., pp. 837-838.
49   Idem, p. 833.
50   Idem, p. 837.

8    Il 2 agosto la forza del campo aumentò ancora a 2.885 detenuti, ma  il numero totale degli zingari (inclusi quelli che si trovavano nei campi BIIa, BIId e BIIf) era di 2.898 persone, «probabilmente uomini e donne», commenta Danuta Czech 51.
La sua  ricostruzione storica  continua così:
«Il pomeriggio viene preparato un treno vuoto alla rampa ferroviaria di Birkenau. Dal KL Auschwitz [Birkenau] vi vengono portati 1.408 zingari e zingare che sono stati selezionati dal campo BIIe e dal Block 10 e 11 del campo principale. Essi devono restare in vita, perciò vengono trasferiti in altri campi di concentramento. I partenti si congedano attraverso la recinzione dagli zingari rimasti nel campo BIIe. Verso le 19 il treno lascia la rampa di Birkenau. Nel treno ci sono 918 uomini, tra cui 105 giovani da 9 a 14 anni, e 490 donne.
Destinazione del treno è il KL Buchenwald.  Il 3 e 4 agosto i 1.408 zingari e zingare sono ancora registrati nelle liste dell’impiego lavorativo del KL Auschwitz II [Birkenau], coll’annotazione che essi si trovano in fase  di trasporto in un altro campo. Essi vengono cancellati dalla forza del campo solo dopo aver ricevuto la conferma del loro arrivo a Buchenwald. […].
Dopo l’appello serale nel KL Auschwitz II viene ordinato l’isolamento del campo e nel campo famiglie per gli zingari BIIe viene ordinata la chiusura dei Blöcke. Il campo BIIe ed altre baracche alloggio nelle quali ci sono ancora degli zingari vengono circondati da soldati SS armati. Nel campo entrano degli autocarri con i quali 2.897 donne, uomini e bambini inermi vengono portati alle camere a gas nel crematorio»52.

6.2.I documenti

La ricostruzione di Danuta  Czech, per quanto riguarda l’aspetto numerico, si fonda documentariamente su fatti incontestabili,  tratti dalla serie di rapporti giornalieri denominata “Arbeitseinsatz” (impiego lavorativo) del campo maschile di Auschwitz II (Birkenau).
Il 30 luglio 1944 la “Zigeunerlagerstärke” (forza del campo zingari) era di 1.518 persone 53.
Il 1° agosto (il rapporto relativo al 31 luglio manca) la forza era di 2.815 persone 54 ; il 2 agosto essa era di 2.885 persone 55. Il 3 agosto la voce “Zigeunerlagerstärke” non appare più e 1.408 zingari sono repertoriati sotto la voce “Überstellung Zig.” (trasferimento zingari)   in riferimento al campo BIId56.
Apparentemente, dunque, il 3 agosto dalla forza del campo sono scomparsi (2.885 – 1.408 =) 1.477 zingari: dove sono finiti?
Prima di rispondere a questa domanda, bisogna porsi un’altra domanda, ancora più importante: l’interpretazione di questi documenti fornita da Danuta Czech è corretta?

6.3.L’interpretazione dei documenti

Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto del 1944 il campo maschile di Auschwitz II comprendeva i seguenti settori: BIa, BIIa, BIId, BIIf, BIIg,  che figurano come tali nei relativi rapporti sull’ “Arbeitseinsatz” (impiego lavorativo).
Nel campo BIIe erano alloggiati sia zingari sia zingare, uomini e donne, perciò esso era chiamato anche “Zigeuner-Familienlager”. Tuttavia, come è logico, gli uomini facevano parte della forza del campo maschile, le donne di quella del campo  femminile, perciò nei rapporti della serie “Arbeitseinsatz” il campo BIIe, prima del 3 agosto, non appare mai. I detenuti maschi di questo campo figurano in una rubrica a parte denominata “Zigeunerlagerstärke” (forza del campo zingari).

Note:       

51  Idem.
52  Idem, p. 838.
53  APMO, sygn.  AuII-3a/17, p. 33a, Arbeitseinsatz für  30. Juli 1944. Vedi documento 1.
54   APMO, sygn.  AuII-3a/17, p. 35, Arbeitseinsatz für   1. August  1944. Vedi documento 2.
55   APMO, sygn.  AuII-3a/17, p. 37,  Arbeitseinsatz für  2. August  1944.  Vedi documento 3.
56   APMO, sygn.  AuII-3a/17, p. 39,  Arbeitseinsatz für  3. August  1944.  Vedi documento 4.

9    Come abbiamo visto, il 1° agosto 1944 la forza del campo zingari aumentò da 1.518 a 2.815 detenuti. Chi erano e da dove venivano questi (2.815 – 1.518 =) 1.297 detenuti? Danuta Czech suppone che si trattasse di zingare: ma per quale ragione delle donne sarebbero state prese in forza nel campo maschile?
Questa ipotesi non è molto sensata, e infatti è del tutto infondata. 
Come aveva già rilevato Gerald Reitlinger, le zingare del settore femminile del campo BIIe furono trasferite a Ravensbrück il 1° agosto 1944 57. La fonte da lui citata conferma infatti che tale trasporto partì da Auschwitz il 1° agosto e giunse a Ravensbrück il 3 agosto, e spiega:
«Il trasporto dal KL Auschwitz, giunto il 3.8.44, era costituito esclusivamente dalle zingare del campo di Birkenau ancora vive»58.

L’affermazione di Danuta Czech che a Buchenwald furono trasferiti 918 zingari  e 490 zingare è falsa, perché in tale campo giunsero sì i 918 zingari, ma nessuna zingara. In effetti, l’unica fonte documentaria da lei citata in tale contesto è una lettera del medico della guarnigione delle Waffen-SS di Weimar (SS-Standortarzt der Waffen-SS Weimar) del 5 agosto 1944 con oggetto “Zigeunertransport v. 3.8.44 von K.L. Auschwitz” (trasporto di zingari del 3.8.1944 dal KL Auschwitz) in cui sono menzionati 918 zingari; di questi, 105 appartenevano alla fascia di età 1930-1935 (9-14 anni), e 2 avevano più di 65 anni 59.
En passant, non si comprende come questi bambini e vecchi siano potuti sfuggire alle “camere  gas”! Anche il “Verzeichnis der Neuzugänge ab 1. Juli 1944” (Elenco dei nuovi arrivi dal 1° luglio 1944)  del KL Buchenwald menziona, in data 3 agosto, un solo trasporto di 918 “Zigeuner vom K.L. Auschwitz” (zingari dal KL Auschwitz)60.
Infine, il rapporto della Croce Rossa Olandese conferma l’arrivo a Buchenwald di un solo trasporto di zingari in data 3 agosto 1944, ai quali furono assegnati i numeri di matricola 74084-74998, corrispondenti a 915 detenuti; esso spiega di nuovo che questi detenuti erano zingari provenienti dal “Zigeunerlager” di Birkenau e che le zingare erano state trasferite a Ravensbrück 61. E poiché a Buchenwald arrivò questo solo trasporto di 918 zingari, è chiaro che un altro trasporto di 490 zingari fu diretto in un altro campo.
Resta tuttavia il fatto che la  forza del campo zingari, dal 30 luglio al 1° agosto, passò da 1.518 a 2.815 detenuti. Accertato che i 1.297 detenuti in più non potevano essere zingare, chi erano?
I documenti ci permettono di dare una risposta certa a questa domanda. Il 30 luglio 1944 a Birkenau giunse un trasporto con 1.298 Ebrei da Radom, che furono immatricolati con i numeri A-18647-A-19944 62. Essi però nel rapporto “Arbeitseinsatz” del 1° agosto non figurano né sotto la rubrica “Zugang” (arrivo), che non appare affatto, né nella rubrica “Zugangsquarantäne” (quarantena per i nuovi arrivati), nella quale sono registrati soltanto 968 detenuti nel campo BIIa, che costituiscono una parte dei 1.318 detenuti che vi appaiono nel rapporto del 30 luglio. Questi 1.298 detenuti non figurano neppure nel rapporto del 2 agosto, che registra 965 detenuti nel campo BIIa in “Zugangsquarantäne”, gli stessi del giorno prima, e 2 detenuti – 2 neonati / “Zugang (Neugebor.)” – in entrata.
Nel rapporto del 3 agosto, per la prima volta, appare anche il campo BIIe, nel quale sono registrati 1.415 detenuti sotto la rubrica “Zugangsquarantäne Häftl.” (detenuti nuovi arrivati in quarantena) e 547 sotto la rubrica “Zugang”. Questa rubrica comprende inoltre 16 detenuti nel campo BIa e 1.797 nel campo BIIa.
La “Quarantäne-Liste” (lista della quarantena)63 compilata dal detenuto Otto Wolken ci permette di ricostruire la composizione dei detenuti ammessi in “Zugangsquarantäne” nel campo BIIa.

Note:

57  G. Reitlinger,  La soluzione finale. Il tentativo di sterminio degli Ebrei d’Europa 1939-1945. Casa Editrice il Saggiatore. Milano, 1965, pp. 547-548.
58   Het Neederlandsche Roode Kruis, Auschwitz, Deel VI,  s-Gravenhage, Maart 1952, p. 107.
59  Il documento è stato pubblicato da D. Czech nella prima edizione tedesca del  Kalendarium di Auschwitz («Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau», in: Hefte von Auschwitz. Wydawnictwo Państwowego Muzeum w Oświęcimiu,  Heft 8, 1964, p. 113).
60   NO-1300.
61  Het Neederlandsche Roode Kruis, Auschwitz, Deel VI, pp. 39-40.
62   APMO, Ruch oporu, t. XXc. Sygn. D-RO/123, Liste der Judentransporte, p. 17.  Vedi documento 5.
63  Quarantäne-Liste. APMO, D-AuII-3/1, p. 6. Vedi documento 6.

10    I 1.797 detenuti registrati il 3 agosto erano così composti:

•  1.614 da Blyżyn (31 luglio), numeri di matricola: B-110-B-2902;
•  129 da Kowno (1° agosto), numeri di matricola: B-2774-B-2902;
•  54 da un trasporto misto (31 luglio), numeri di matricola: 190656-19070764 e A-19945-A-19946.
I 547 detenuti che figurano in “Zugang” nel campo BIIe erano Ebrei provenienti da Radom immatricolati il 2 agosto con i numeri B-2903-B-344965.
La “Quarantäne-Liste” conferma dunque che i 1.298 Ebrei  summenzionati non entrarono nel campo di quarantena BIIa: se dunque essi furono con certezza immatricolati a Birkenau ma non figurano né nella rubrica “Zugang”, né in quella “Zugangsquarantäne”, dove finirono?
La conclusione è inevitabile: essi furono accolti nel campo BIIe, la cui forza aumentò conseguentemente a (1.518 + 1.298 =) 2.816 detenuti. La differenza di una unità dipende dal fatto che, per il 31 luglio, il numero degli zingari non si conosce e sicuramente scese da 1.518 a 1.517.
Pertanto i 2.815 detenuti del campo zingari in data 1° agosto 1944 erano 1.517 zingari e 1.298 Ebrei provenienti da Radom.
Il 2 agosto la forza del campo BIIe era di 2.885 detenuti. Negli altri campi c’erano complessivamente 13 zingari: 1 in BIIa, 5 in BIId e 7 in BIIf. Il 3 agosto restava un solo zingaro nel campo BIIf.
Il 3 agosto la rubrica “Zigeunerlagerstärke” scompare dalla serie di  rapporti ”Arbeitseinsatz” e appare per la prima volta il campo BIIe, nel quale figurano 547 detenuti in “Zugang” che abbiamo già individuati, e 1.415 detenuti in “Zugangsquarantäne” che non venivano né dall’esterno né dal campo di quarantena BIIa. È dunque chiaro che essi si trovavano già nel campo BIIe e facevano parte dei 2.885 detenuti menzionati sopra. Il  3 agosto risultano inoltre 1.408 zingari in “Überstellung” (trasferimento)  e anch’essi facevano parte di questi detenuti. Infine, nella rubrica “Beschäftigte” (occupati) sono registrati altri 72 detenuti nel campo BIIe. 
Tirando le somme, nel campo BIIe il 3 agosto dovevano essere presenti (1.415 + 1.408 + 72 =) 2.895 detenuti, di cui 1.408 solo sulla carta 66. Il 2 agosto i detenuti di tale campo erano 2.885, ma 12 dei 13 zingari che si trovavano negli altri campi furono richiamati nel campo BIIe, perciò il 3 agosto la forza di questo campo doveva essere di 2.897 detenuti. Probabilmente 2 detenuti del campo BIIe furono trasferiti o morirono, perciò il 3 agosto 1944 nel campo BIIe risultavano effettivamente presenti 2.895 detenuti.
Le variazioni della forza del campo zingari tra il 30 luglio e il 3 agosto 1944 trovano pertanto una spiegazione del tutto normale. 
La storia della gasazione del campo zingaro non ha dunque alcun fondamento storico.

6.4.Obiezioni e risposte

Sergey Romanov nel sito “Holocaust Controversies”67 ha presentato uno scritto dedicato alla sorte degli zingari detenuti a Birkenau in cui contesta sia l’interpretazione di Danuta Czech esposta sopra, sia la mia. A me, in particolare, obietta di non  aver tratto le debite conseguenze dal fatto che, secondo Danuta Czech, come abbiamo visto sopra, «i 1.408 zingari e zingare» trasferiti da Birkenau furono «selezionati dal campo BIIe  e dal Block 10 e 11 del campo principale». Ad entrambi rimprovera di aver ignorato una serie di rapporti sulla “Stärkemeldung” (comunicazione della forza) del campo “B.II/e (Frauen)”, cioè del  settore femminile del  campo zingari, che va dal 16 al 31 luglio 1944. Questi documenti erano precedentemente ignoti a tutti, perfino a Danuta Czech. 

Note:

64  La Quarantäne-Liste menziona 53 detenuti (numeri 190656-190706), ma un detenuto, proveniente da Majdanek, ricevette lo stesso giorno il numero 190707. 
65   APMO, Ruch oporu, t. XXc. Sygn. D-RO/123, Liste der Judentransporte, p. 18
66   I detenuti trasferiti in altri campi di concentramento continuavano a restare nella forza del campo di partenza finché il campo di destinazione non comunicava il loro arrivo.
67  Consultabile in: http://holocaustcontroversies.blogspot.com/2007/08/correction-corner-4-auschwitz-museum.html.

11   Il rapporto del 31 luglio 1944 68  menziona una forza di 3.422 zingare, perciò l’aumento della forza del campo zingari da 1.518 a 2.815 persone tra il 30 luglio e il 1° agosto 1944 non si giustifica con la registrazione di zingare e zingari insieme, come sostenuto da Danuta Czech. Sergey Romanov accetta a questo riguardo la mia spiegazione, commentando che

«l’argomentazione appare ragionevole ed è un peccato che i ricercatori tradizionali non l’abbiano proposta prima»

–  cioè che essa sia stata esposta da un ricercatore revisionista piuttosto che da uno olocaustico. Sottraendo al numero dei presunti gasati – 2.897 zingari – i 1.298 Ebrei di Radom, Sergey Romanov ottiene la cifra di 1.599 zingari

«i quali,  secondo la metodologia di Danuta Czech, potrebbero essere stati gasati».

Assumendo che i 1.408 zingari trasferiti da Birkenau provenivano dal campo di Auschwitz, egli conclude che

«gli zingari gasati potrebbero essere stati (1.599 + 3.422) = 5.021».

Dunque – afferma Sergey Romanov –

«è qui che sia Mattogno sia Czech commettono un errore fatale. Essi si occupano sempre delle liste di impiego lavorativo maschili. Come ha potuto  Czech, sulla base della popolazione del campo maschile, giungere alla conclusione che “erano stati gasati 2.897 uomini donne e bambini inermi”, e come ha potuto Mattogno, sulla base della popolazione  maschile, giungere alla conclusione che nessuno zingaro è stato gasato?».

Comincio da quest’ultima domanda.

Danuta Czech ha preteso di dimostrare documentariamente la gasazione di 2.897 zingari e zingare sulla base dei rapporti “Arbeitseinsatz” (impiego lavorativo) del campo maschile di Birkenau; da parte mia, mi sono limitato a dimostrare che la sua interpretazione è documentariamente infondata.
La scoperta dei rapporti “Stärkemeldung” del settore femminile del campo zingari non fa che confermare la mia confutazione.
D’altra parte, se è vero che mi sono basato inevitabilmente sulla forza del settore maschile del campo zingari, non ho trascurato affatto le donne. Ho infatti menzionato il trasporto di zingare che partì da Birkenau il 1° agosto 1944 e giunse al KL Ravensbrück il 3 agosto. Non si sa quante detenute contenesse, e non si sa neppure se vi furono altri trasporti di zingare in altri campi. Perciò nulla vieta che tutte le 3.422 zingare presenti nel settore femminile del campo BIIe il 31 luglio 1944 siano state trasferite in altri campi.

Su quale base documentaria si può infatti asserire che una parte di esse, o tutte, furono gasate?

Esaminiamo infine la questione del trasferimento di 1.408 zingari dal campo BIIe e dal Block 10 e 11 del campo di Auschwitz. Sergey Romanov richiama l’attenzione sulla registrazione del 23 maggio 1944 del Kalendarium, in cui si dice:

«Nei blocchi 10 e 11 del campo principale vengono alloggiati oltre 1.500 zingari – uomini, donne e bambini – che, dopo il fallito tentativo delle SS di liquidare gli zingari, sono stati selezionati dal campo famiglie per gli zingari BIIe a Birkenau. I selezionati devono essere trasferiti in altri campi di concentramento all’interno del Reich»69. 

Poiché dunque Danuta Czech considera i 1.408 zingari trasferiti come parte di questi 1.500 inviati ad Auschwitz, secondo la sua logica, essi non vanno sottratti ai 2.898 presunti gasati, come avevo fatto nella prima stesura di questo articolo 70. A parte questo rilievo di poco conto, questo presunto fatto non influisce minimamente sulla struttura dell’argomentazione da me esposta.
Parlo di «presunto fatto» a ragion veduta, perché il trasferimento da Birkenau ad Auschwitz di questi 1.500 zingari non è attestato da alcun documento; esso si basa esclusivamente su una testimonianza. Qui invece sarebbe stato opportuno riferirsi allo “Hauptbuch des Zigeunerlagers” (registro principale del campo zingari), in cui sono annotate le variazioni  (morte, trasferimenti, ecc.) di ogni zingaro e di ogni zingara immatricolati a Birkenau. Sebbene i registri relativi agli uomini e alle donne siano in parte danneggiati, un’analisi del suo contenuto permette di farsi un’idea precisa circa il presunto trasferimento ad Auschwitz in questione. Nella tabella che segue espongo i dati relativi ai trasferimeni di zingari al campo principale di Auschwitz:

Note:

68  Vedi documento 7.
69  D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op. cit.,  p. 781.
70  «La gasazione degli zingari ad Auschwitz il 2 agosto 1944», op. cit.,  p. 38.

Zingari Auschwitz.jpg

Il presunto trasferimento di circa 1.500 zingari ad Auschwitz il 23 maggio 1044 non trova dunque alcun riscontro nello “Hauptbuch des Zigeunerlagers”. Per quanto riguarda la presunta gasazione del 2 agosto 1944, questo registro non fornisce alcuna indicazione, perché le annotazioni in esso contenute si fermano stranamente al mese di luglio.

7.I presunti stermini di zingari nei territori occupati dai Tedeschi e nei paesi alleati

7.1.Governatorato generale

Torniamo alla conferenza di Auschwitz sulla persecuzione degli zingari. Piotr Kaszyca vi espose una lunga lista di 167 «luoghi di esecuzione» nel Governatorato generale71 nei quali sarebbero stati assassinati 3.600 zingari 72, lista successivamente aggiornata a 188 luoghi e 4.200 vittime 73, che rappresenterebbero comunque soltanto una piccola quota persino dei 30.000 zingari deportati nel Governatorato generale dal territorio del Reich nel 1940 74.

Prima del 1° settembre 1939, in Polonia vivevano 30.000, 50.000 o 70.000 zingari 75. Le presunte esecuzioni summenzionate non sono in realtà suffragate da documenti o da reperti materiali. Tutto è rimesso alle testimonianze. 

Note:

71  Sinti und Roma im KL Auschwitz-Birkenau 1943-44. Vor dem Hintergrund ihrer Verfolgung unter der Naziherrschaft, op. cit., pp. 123-140.
72  Idem, p. 122.
73  Idem, p. 143, nota 8.
74  Trials of War Criminals before the Nuernberg Military Tribunals. Vol. IV, “The Einsatzgruppen Case”, “The RuSHA  Case”. Nuernberg October 1946-April 1949, p. 858.
75  Idem, p. 120.

7.2.Ungheria

András T. Hegedüs dichiarò:

«Il 4 aprile 1945 in Ungheria finì la guerra e con essa il terrore delle Croci Frecciate. Le perdite del popolo Rom ammontarono secondo diverse valutazioni al 5-10% di questa popolazione. Ma poiché i Rom, a causa del loro particolare modo di vivere, soprattutto del   13   loro instancabile girovagare,  non poterono essere  presi in considerazione nei censimenti della popolazione dell’anteguerra e conseguentemente non si dispone di dati attendibili circa il loro numero totale, queste percentuali possono significare sia alcune migliaia sia anche alcune decine di migliaia di vittime»76.

Ma egli non fornì alcuna cifra riguardo alla popolazione zingara, sicché la sua affermazione, oltre ad essere basata su una percentuale di vittime del tutto arbitraria, è anche logicamente insensata.
Susanne Heim asserì che nel 1942 in Ungheria erano presenti 275.000 zingari 77,  perciò, adottando le arbitrarie percentuali summenzionate, le vittime sarebbero 13.750-27.500.

7.3.Slovacchia

Ctibor Nečas riferì che in territorio slovacco, dopo la liberazione, furono scoperte 176 fosse comuni contenenti 3.723 cadaveri, tra cui 720 donne e  211 bambini. Ma precisò: «Non si può accertare quale fosse il numero dei Rom tra queste vittime»78. In Cecoslovacchia vivevano oltre 100.000 Sinti e Rom79.

7.4.Serbia

La Serbia è uno dei pochissimi paesi per i quali  sono in parte documentate uccisioni di zingari. Una piccola parte di essi – insieme a un numero più grande di Ebrei – vi furono in effetti  fucilati per rappresaglia contro le attività dei partigiani di Tito. Gli ostaggi dovevano essere solo uomini, in quanto «“era contrario alle idee (Auffassung) del soldato e del funzionario tedesco prendere in ostaggio delle donne”, a meno che  non si trattasse di mogli o di parenti di partigiani che combattevano in montagna»80. In una nota datata 25 ottobre 1941 Franz Rademacher, capo della sezione ebraica del ministero degli Esteri, scrisse:

«Il resto di circa 20.000 Ebrei (donne bambini e vecchi)81 nonché circa 1.500 zingari, di cui gli uomini vengono anch’essi parimenti fucilati, deve essere concentrato nel cosiddetto quartiere zingaro della città di Belgrado come ghetto. Il vettovagliamento per l’inverno potrebbe essere assicurato in qualche modo»82.

Nelle tre fucilazioni che  ebbero luogo nell’ottobre 1941 83 furono uccisi circa 5.300 Ebrei, 450 zingari e 805 Ebrei e zingari 84, complessivamente, al massimo, 1.000-1.200 zingari 85. Ma gli stessi Tedeschi stimavano nel 1943 la presenza in Serbia di 115.000 zingari 86, perciò gli assassinati furono all’incirca l’1% della popolazione totale. Quanto le autorità nazionalsocialiste mirassero ad un olocausto degli zingari risulta dal fatto che, dal presunto campo di sterminio di Semlin, in cui sarebbero stati assassinati con un Gaswagen  5.000-6.000 87 o 7.500 donne e bambini ebrei, furono rilasciati i 282 zingari (donne e bambini) che vi erano stati internati 88.

Note:

76  Idem, pp. 175-176.
77  Idem, p. 144.
78  Idem, p. 188.
79  Idem, p. 178.
80  Raul Hilberg, La distruzione degli Ebrei d’Europa. Einaudi, Torino, 1995, p. 685 e 688-689.
81  Gli adulti maschi dovevano essere fucilati.
82  Robert M.W. Kempner,  Eichmann und Komplizen. Europa Verlag, Zurigo, Stoccarda, Vienna, 1961, p. 293.
83  Riguardo alla prima, il rapporto sugli avvenimenti in Unione Sovietica (“Ereignismeldungen UdSSR”) n.108 del 9 ottobre 1941 informa che dovevano essere fucilati 2.100 Ebrei e zingari come rappresaglia per l’uccisione di 21 soltati tedeschi presso Topola in ragione di 1 a 100. NO-3156.
84  Michael Zimmermann, «The Wehrmacht and the National Socialist persecution of the Gypsies», in: Romani Studies, 5, vol. 11, n. 2 (2001), pp. 122-124.
85  Idem, p. 126.
86  Idem.
87  R. Hilberg, La distruzione degli Ebrei d’Europa, op. cit., pp. 688-690. Vedi al riguardo il mio studio Raul Hilberg  e i «centri di sterminio» nazionalsocialisti. Fonti e metodologia. 2008, in: http://vho.org/aaargh/fran/livres8/CMhilberg.pdf.
88  M. Zimmermann, «The Wehrmacht and the National Socialist persecution of the Gypsies», op. cit.,  p. 125.

14    7.5. Unione Sovietica

Le uccisioni di zingari sono documentate anche  per l’Unione Sovietica. L’atto d’accusa del processo alle  Einsatzgruppen menziona i documenti in cui sono registrate esecuzioni di zingari. Riassumo brevemente i relativi dati nella seguente tabella 89: 

 zingari auschwitz1.jpg

Il rapporto sugli avvenimenti in Unione Sovietica n. 150 del 2 gennaio 1942 (documento NO-2834) ascrive inoltre all’ Einsatzgruppe D l’uccisione di 824 zingari in Crimea nel periodo 16 novembre-15 dicembre 194190.
Neppure queste fucilazioni furono eseguite per motivi razziali. Un rapporto sulle attività partigiane nelle retrovie del gruppo di armate nord per il periodo 1-16 giugno 1942 informava:

«Nella zona nord di Novorzhev il 7 giugno 1942 dopo  indagini sono stati fucilati 128 zingari per assistenza ai partigiani»91

E una direttiva della 281a Divisione di Sicurezza alla Feldkommandantur 822 del 24 marzo 1943 rammentava:

«Secondo l’ordine del comando generale del 2 novembre 1941-VII 1045/43 gli zingari stanziali che si trovano già da  due anni nel luogo di residenza e che sono  politicamente e criminalmente non sospetti devono essere lasciati dove sono, mentre gli zingari migratori devono essere affidati al più vicino Einsatzkommando del Servizio di Sicurezza»92.

Il numero totale degli zingari fucilati ammonta pertanto a (1.711 + 824 + 128 =) 2.663.

7.6.Altri paesi e riepilogo

Leo Lucassen espose una tabella delle vittime zingare 93  che completo con i dati addotti sopra:

zingari auschwitz2.jpg

zingari auschwitz3.jpg

Queste cifre, in massima parte, non hanno alcun fondamento storico-documentario e spesso sono semplicemente tratte in modo acritico dal libro di Donald Kenrick e Grattan Puxon.

Note:

89  Trials of War Criminals before the Nuernberg Military Tribunals, op. cit.,  Vol. IV, pp. 16-21.
90  Idem, p. 186.
91  NOKW-2111.
92  NOKW-2022.
93  Sinti und Roma im KL Auschwitz-Birkenau 1943-44. Vor dem Hintergrund ihrer Verfolgung unter der  Naziherrschaft, op. cit., p. 144.

8.Mortalità e presunto assassinio di zingari nei campi di concentramento e di sterminio

8.1.Campi di concentramento

Nella tavola che segue riassumo i dati forniti da Gudrun Schwarz nella sua relazione intitolata Sinti und Roma in den Nationalsozialistischen Konzentrationslagern. Ein allgemeiner Überblick (Sinti e Rom nei campi di concentramento nazionalsocialisti. Visione d’insieme generale) 94:

 zingari auschwitz4.jpgGli zingari deportati nei campi di concentramento, considerando i trasferimenti dall’uno all’altro,  non superarono la cifra di 35.000. Si ignora quanti di essi perirono, oltre  ai  (18.249 – 5.632 =) 12.617 di Auschwitz, detratti i finti gasati.

Nota:

94  Idem, pp. 229-258.

8.2 Campi di sterminio

Passiamo ai presunti campi di sterminio:

 zingari auschwitz5.jpg

La presunta gasazione di 5.000 zingari a Chełmno è non solo documentariamente infondata, ma anche numericamente errata e contraddittoria. Essa riposa esclusivamente sulla testimonianza – del tutto inattendibile 97  – di un sedicente evaso dal campo di cui si conosce soltanto il soprannome: “Szlamek”.
Al riguardo Anton Galiński scrive:

«In mancanza di documenti è impossibile stabilire dati certi sulla  liquidazione definitiva degli zingari nel campo di  Łódź  [cioè del campo zingari di  Łódź]. L’apice della loro deportazione al campo di sterminio di Chełmno sul Ner cade nel periodo tra il 5 e il 12 gennaio 1942. Ciò si può desumere dalle fatture emesse dall’amministrazione del ghetto per l’affitto di autocarri per le necessità del  campo zingari. Ciò è anche confermato dall’ebreo “Szlamek”, fuggito dal centro di sterminio di  Chełmno»98 .

Ancora più esplicitamente Janusz Gulczyński ammette:

«Quest’informazione sul tema degli zingari si trova nelle relazioni di fuggiaschi dal campo, per esempio: AŻIH [Archivio dell’Istituto storico ebraico di Varsavia], ring [archivio Ringelblum] I, n. 412 (relazione di Szlamek). Questa relazione è stata pubblicata in: R. Sakowska…99 »100.

La cifra di 5.000 zingari è inoltre errata, perché, dei 5.007 zingari deportati nel ghetto di Lodz, 213 morirono nel mese di novembre 1941, 400 nel mese di dicembre e 29 i giorni 1 e 2 gennaio 1942, sicché a Chełmno avrebbero potuto essere deportati non più di 4.365 zingari.

Infine la cifra in questione è anche contraddittoria, in quanto “Szlamek” menziona soltanto due uccisioni di zingari, i giorni 8 e 9 gennaio 1942, in cui sarebbero stati effettuati complessivamente 15 o 16 trasporti di Gaswagen di 60 persone ciascuno, in totale 960 persone 101 , perciò egli non rende conto della sorte dei restanti 3.405 zingari

In conclusione, le vittime “accertate” dei presunti campi di sterminio sarebbero circa 12.000. Anche se vi si aggiungono i 3.863 zingari fucilati, i circa 118.500 presunti assassinati e i circa 11.250 morti ad Auschwitz, il totale delle vittime sarebbe di circa 145.600, ben lontana dalla cifra propagandistica ufficiale di 500.000 e ancora più lontana dalla realtà, poiché in questo novero il numero degli assassinati –  130.500 zingari – è documentariamente infondato e puramente congetturale.

Il numero degli zingari morti e assassinati documentariamente accertato è infatti di (12.617 + 1.200 + 2.663 =) 16.480, esclusi i morti tra i circa (35.000 – 20.943 =) 14.047 internati

Note:

95  Idem, p. 251: «… inoltre  furono uccisi in questo campo della morte un numero ignoto di Sinti e Rom».
96  Idem, p. 252: «Non si sa da quando e quanti Sinti e Rom furono rinchiusi in questo campo e uccisi».
97  Della questione mi sono occupato a fondo nello studio di prossima pubblicazione Il campo di Chełmno tra storia e propaganda.
98  A. Galiński, «Likwidacja Cyganów-więźniów  łódzkiego obozu, w Chełmnie nad Nerem»(La liquidazione degli Zingari – detenuti del campo di Łódź, a Chełmno sul Ner), in: Ośrodek zagłady w Chełmnie nad Nerem i jego rola w hitlerowskiej polityce exsterminacyjnej. Materiały z sesij naukowej. Muzeum okręgowe Koniń. Łódź-Koniń, 1995, p. 78
99 Il riferimento è all’edizione polacca del libro di R. Sakowska citato nella nota 87 .
100 J. Gulczyński, «Ośrodek zagłady w Chełmnie nad Nerem (przegląd i metodologia badań, aspekty muzealne)»[Il centro di sterminio di Chełmno sul Ner (rassegna e metodologia delle ricerche, aspetti museali)], in: Okręgowa Komisja Badania Zbrodni przeciwko Narodowi Polskiemu w Łodzi, Ośrodek zagłady w Chełmnie nad Nerem i jego rola w hitlerowskiej polityce exsterminacyjnej. Materiały z sesij naukowej, op. cit.,  p. 39, nota 30.
101  R. Sakowska Die zweite Etappe ist der Tod. NS-Ausrottungspolitik gegen die polnischen Juden gesehen mit den Augen der Opfer. Edition Entrich, Berlino, 1993, pp. 159-182.

17  nei campi di concentramento oltre ad Auschwitz, che però può ammontare al massimo a qualche migliaio. In pratica, il 4% della cifra mitica di 500.000.
Il presunto olocausto degli zingari non ha dunque alcun fondamento storico.

Continua alla parte 2

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