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Set 28

0399 – Raul Hilberg, Robert Jan Van Pelt, Jacques Baynac, Leon Poliakov, nessuna prova sull’olocau$to

Epitaffi  $terminazionisti  ebraici: hilberg-van pelt-poliakov e goyish: Baynac
su “Menzogna di  Auschwitz” et similia

Citazione 1) “there was a Holocaust, which is, by the way, more easily said than demonstrated.”

hilberg– Raul Hilberg, Is There a New Anti-Semitism? A Conversation with Raul Hilberg, Logos Journal. Volume 6 – Issue one-two (http://www.logosjournal.com/issue_6.1-2/hilberg.htm), 2007, soon before dying and after studying ‘the Holocaust’ for decades.

Citazione 2) “Ninety-nine per cent of what we know [about Auschwitz] we do not actually have the physical evidence to prove . . . it has become part of our inherited knowledge

pelt_robert_jan_van– Auschwitz [exterminationist] expert Robert Van Pelt, A Case for Letting Nature Take Back Auschwitz, The Toronto Star – December 27, 2009 (http://www.thestar.com/news/insight/art … -auschwitz)

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Citazione 3) “it is necessary to recognize that the lack of traces involves the inability to directly establish the reality of the existence of [Nazi] homicidal gas chambers” 

Jacques Baynac– French historian jacques Baynac (http://winstonsmithministryoftruth.blog … dence.html)

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Citazione 4) “The archives torn from the bowels of the Third Reich, the depostions and accounts of its chiefs permit us to reconstruct in their least detail the birth and the development of its plans for aggression*, its military campaigns, and the whole range of processes by which the Nazis intended to reshape the world to their pattern. Only the campaign to exterminate the Jews, as concerns its completion, as well as in many other essential aspects, remains steeped in fog. Psychological inferences and considerations, third- or fourth-hand accounts, allow us to reconstruct the developments with a considerable verisimilitude. Certain details, nevertheless, will remain unknown forever. As concerns the concept proper of the plan for total extermination, the three or four principal actors are dead. No document remains, and has perhaps never existed

 poliakov leon, ebreo– Holocaust [exterminationist] historian Leon Poliakov, Breviaire de la haine (Breviary of Hate) , Paris, 1979, p. 134.

TRADUZIONE dei TESTI

!cisonoleproveolocausto,poliakov,hilberg,vanpelt,baynacCitazione 1, traduzione: “cè stato un olocausto, che è, tra l’altro, più facile a dirsi che a dimostrarlo
Citazione 2, traduzione: “del 99% (novantanove per cento) di quello che sappiamo [di Auschwitz] in realtà non abbiamo, attualmente, la prova fisica . . . è diventato parte della nostra conoscenza ereditata”
Citazione 3, traduzione: “è necessario riconoscere che la mancanza di prove comporta l’incapacità di stabilire direttamente la realtà dell’esistenza delle camere a gas omicide [naziste]”
Citazione 4, traduzione:” “Gli archivi del Terzo Reich e le deposizioni e i racconti dei capi nazisti, ci permettono di ricostruire nei particolari la nascita e lo sviluppo dei piani di aggressione, delle campagne militari e di tutta la gamma di procedimenti con i quali i nazisti intendevano rifare a guisa loro il mondo.Soltanto il piano di sterminio degli Ebrei, per quanto concerne la sua concezione, come per molti altri aspetti essenziali, rimane avvolto nella nebbia. Deduzioni e considerazionì psicologiche, racconti di terza o di quarta mano, ci permettono però di ricostruirne lo sviluppo con notevole approssimazione. Molti particolari, tuttavia, resteranno per sempre sconosciuti. Per quanto riguarda la concezione propriamente detta del piano di sterminio totale, i tre o quattro principali responsabili non sono più in vita. Nessun documento è rimasto, né forse è mai esistito. ” (Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, Torino 1977, p. 153.)

Il cosidetto olocau$to/$hoah, quindi, NON è provato!

Conclusione. Crediamo che ogni commento sia superfluo. La conoscenza di  questi giudizi, che, non a caso, abbiamo chiamato “epitaffi”, dovrebbe indurre a prudenza tutti gli addetti ai lavori olocau$tici: storici, giornalisti,opinionisti,invece nessuno ne prende atto pubblicamente e adegua il proprio operato, NULLA! Evidentemente lo stipendio gli è caro e ancor più caro è il rimangiarsi le falsità che per una infinità di tempo hanno propagandato. Tali affermazioni dovrebbero essere tenute in considerazione anche dagli assatanati di leggi repressive sulla libertà di espressione dei ricercatori storici o divulgatori, almeno come nozione, che li tenga al riparo da richieste di proibizione di cose di cui  non c’è prova tecnica/storica/processuale che siano avvenute! Evidentemente il rischio del ridicolo di cui si copriranno, dello sberleffo, richiesta di risarcimento dei danni, sono minori dei vantaggi accumulati. Stessa considerazione vale per la massa di onorevoli e senatori che dovranno decidere se approvare o meno la “isterica” (la felice definizione è del senatore LONGO, PDL, che si disse “indisponibile ad approvare una legge intrinsecamente isterica che intende sanzionare indefinite condotte negazionistiche legge “Amati” sulla “negazione” di fatti storici!

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