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Set 13

0379 – J.Vecker scrive a D.Jamet…”Di quale Europa parla? Della Germania…dove le prigioni abbondano di revisionisti…

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Jacques Vecker scrive a Dominique Jamet…”Di quale Europa parla? Della Germania… dove le prigioni  abbondano di revisionisti…

 

Francia 1943, occupazione tedesca

Francia 1943, occupazione tedesca, cliccare per ingrandire

Il 6 settembre, il talentuoso giornalista e scrittore Dominique Jamet pubblicava, sul sito Bd Voltaire, un articolo intitolato : <Siria e se fosse “il maiale sbagliato“?>. Dominique Jamet è celebre, è stato presidente della Biblioteca di Francia e ha pubblicato più di una ventina di romanzi e di saggi; crediamo che conosca il dossier revisionista, ma essendo stato suo padre favorevole alla collaborazione sotto l’Occupazione, si è affannato a prendere le distanze da questo padre, e costantemente trema all’idea che lo si possa considerare un germanofilo. Fatto è che, dopo la lettura del suo articolo, il nostro amico Jacques Vecker, gli ha indirizzato una lettera aperta che non lo metterà di certo a suo agio. Ecco la lettera…

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Caro Dominique Jamet,

 

Francia 1943 occupazione tedesca, cliccare per ingrandire

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non smetterò mai di richiamare la Sua attenzione su ciò che considero un negare l’evidenza quando si tratta della seconda guerra mondiale. Lei afferma di nuovo su Bd (Boulevard NdT) Voltaire il 6 settembre, peraltro nel cuore di un testo di alto tenore, che :

<< L’Europa tutta giubilava: l’incubo era finito. L’ideologia mortifera la cui influenza si era estesa un momento a tutto il vecchio continente era sconfitta, il dittatore baffuto la cui paranoia aveva fatto tremare il mondo si era dato la morte. L’umanità, finalmente liberata dal male , poteva godere della pace, della libertà e della felicità>>.

 

Francia 1943, occupazione tedesca, cliccare per ingrandire

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Di quale Europa parla? Della Germania martirizzata? Degli Olandesi, Danesi, Ungheresi, Estoni, Lituani e tanti altri, senza dimenticare i Francesi, tutti largamente e selvaggiamente epurati? Il giubilo dei boia accaniti su degli avversari disarmati, consegnati polsi e piedi legati arbitrariamente da orde traspiranti odio? L’incubo cominciava e per alcuni dura ancora, sotto una forma attenuata, da noi, per gli eredi di Vichy, sempre disprezzati.
Ideologia mortifera“, lei dice, quando presentavamo nel 1931 alla curiosità del pubblico, degli esemplari di popolazioni coloniali mantenute sotto il giogo dei predatori sedicenti civilizzatori… Quando mantenevamo le nostre popolazioni sotto il giogo della predazione finanziaria, l’ineguaglianza elevata al rango della norma.
Llyod George, il nemico della vigilia, salutava il III Reich che aveva saputo svegliare un popolo e condurlo verso un vero socialismo nazionale. Il dittatore “baffuto”,  cosi lei si abbassa a scrivere, aveva saputo ispirare una politica che rompeva con le vecchie ricette e rendeva al cittadino la sua dignità.

 

deportazione,ebrei senza cittadinanza francese,francia,carrozze passeggeri,Paris, France, Deportation of Jews without French citizenship, 1941. -10155295328327630790

Deportazione di ebrei senza cittadinanza francese in carrozze passeggeri,Paris, 1941. -10155295328327630790

Ah! Gli Ebrei!

A proposito, lei è ebreo Dominique? Perché cosi capirei meglio le sue reazioni! Gli ebrei furono gravemente toccati nella loro libertà, glielo concedo. Gli Ebrei integrati, potevano essere dei buoni Tedeschi, la maggior parte di essi , vittima dell’ amalgama fatta con i sionisti. Questi ultimi, dal loro feudo anglosassone, avevano expressis verbis, dichiarato guerra ad un regime che gli aveva contrastato il potere finanziario.
Il primo principio del programma nazionalsocialista non era innanzitutto l’espulsione degli Ebrei, ma la soppressione dell’interesse bancario, cosa che evidentemente spezzava un potere che i pensatori d’oltre-Reno non volevano più.

Francia,1957 legionnaires, africa, legione straniera, colonialismo

Francia,1957 legionnaires, Africa, legione straniera, colonialismo, cliccare per ingrandire

Di qui l’ astio che non si smentisce affatto sino all’assalto finale che annienta il sogno di un’Europa unita e fraterna. L’esigenza di una capitolazione senza condizioni rovinò le ultime speranze di ritorno ad una pace giusta. La rivendicazione si espresse senza discontinuità sino ai nostri giorni. E la si evocò recentemente, antifona eterna : “lo spirito di Monaco” che poté, dovette ristabilire la fiducia, che dovette smorzare il conflitto con la Polonia, restituendo al Reich i territori rubati dal Trattato di Versailles, che dovette evitare la stupida dichiarazione di guerra della Francia e del Regno Unito alla Germania. Questa senza l’odio che la sporcava sarebbe sicuramente rimasta pacifica.
La “paranoia” che lei evoca non poteva che nascere da un rifiuto di dialogo e dalla volontà di schiacciare.
L’umanità, liberata dal  male poteva finalmente godere della pace, della libertà e della felicità…”
Ma si svegli Dominique!
Dove ha visto la pace dopo quell’epoca nella quale furono pietosamente spartite le spoglie del mondo?
In Algeria ,l’8 maggio 1945, il giorno della vittoria?
In Indocina, divisa dai missionari della pace?
In Corea?
Nel gulag, vero inferno, mentre Auschwitz non fu che un campo di transito e di lavoro dove si soffrì certo, ma dove non furono mai sterminati sistematicamente milioni di individui?
Si poté godere della guerra fredda della libertà in RDT?
Le prigioni tedesche abbondano di revisionisti, che non hanno commesso che un solo crimine: persistere nel voler esprimersi denunciando le menzogne pagando la società.
Si poté godere della “felicità” di una società irregolare indiavolata, dedita alla commercializzazione, sino a spingersi a quella del corpo umano, soffocata dai suoi propri vizi, frettolosa di distruggere il pianeta o piuttosto le condizioni di sopravvivenza dell’umanità?
In quanto al mondo che tremava, trema soprattutto a partire da Hiroshima e sotto le bombe americane!
Come predica bene, Dominique:” L’umanità liberata dal male“! Lei potrebbe meglio di me descrivere i tormenti che ci assalgono. Lei lo fa a volte, ma sembra che molto spesso esista uno schermo tra la realtà e la sua percezione. Peccato.

Jacques Vecker

6 settembre 2013, “Libre expression“, Chateaux de Vaugran 30480 St Paul-la-Coste

Traduzione a cura di GV per Olodogma

Altro articolo di Vecker su questo sito: Jacques Vecker scrive all’ebreo,israeliano,pacifista e antisionista Michel Warschawski

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