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Ago 26

0356 – E’ “concesso” avere dubbi sull’olocausto, ma solo “in una casa privata”! Commovente magnanimità!

Della disperazione, della impotenza, del delirio, deiteppisti della storia (che) stanno perdendo il confronto“, del “provando nelle maniere più assurde ad imbrogliare le carte“, delle “deliranti bugie“,della “superficialità e ignoranza dilaganti“,del “delitto di leso Olocausto”  cagata_pazzesca_olocausto

…………………………… Articolo datato, è del Gennaio 2011 il primo, ma, purtroppo, perfettamente attuale nel contenuto.  A chiare lettere si afferma che, una volta accolta la più volte reiterata richiesta di introduzione di una legge liberticida sulla ricerca storica e diffusione dei risultati della stessa ricerca, la libertà di parola esisterà SOLO in una casa privata e in nessun altro luogo!…ovvero l’11° Comandamento: non avrai altra verità storica  che quella stabilita da un giudice ! (Ne va della sopravvivenza del “ luogo della frattura da cui, con fatica, dopo la Shoah, sono sorte in Europa le democrazie,ne pregiudica il fondamento e il legame“… il sistema mondialista e della “Industria dell’olocau$to“!

Il non senso, l’anormalità, del progetto è ben evidenziato dai 3 intervenuti “ebrei” al Convegno dal titolo «La Shoah e la sua negazione. Il futuro della memoria in Italia» tenuto il 24.01.2011 e dal commento, esterno al “Convegno“, di un quarto ebreo, Massimo Fini.

shoa_è_una_truffa_politica_economica.jpgzevi tobia  propone …”sanzioni amministrative che vietino di assumere posizioni negazioniste nell’esercizio dell’insegnamento nelle scuole o nelle università“…ovvero impedire ai professori di insegnare “cose diverse” da quelle “omologate”! In pratica un controllo ideologico sui libri di testo e lezioni di storia ! A quando il ripristino dell'”Index librorum prohibitorum” o Indice dei libri proibiti ? Nessun accenno alla possibilità NORMALE di uno confronto tra storici! Appare evidente la cura dello sterminazionismo di evitare di mettere in tavola le proprie “carte”. Inesistente, a quanto è dato leggere , la preoccupazione per la libertà di ricerca , espressione ed insegnamento.

fiano emanuele dice di preoccuparsi… “della libertà di opinione, che è sempre rischioso toccare. Inoltre perché rischieremmo di trovarci, come già è accaduto in vari paesi, in lunghi dibattiti processuali, che diventano un palcoscenico per personaggi scientificamente screditati, e che non è detto che si risolvano in una condanna finale“… evidentemente la lezione del processo contro il revisionista Ernst Zundel a Toronto brucia ancora! La figura da cioccolataio rimediata dal “papa” della chiesa sterminazionista, l’ebreo hilberg raul, rimane di portata storica e indigeribile… cioè il suo misero espediente della…”« incredibile coincidenza d’intenzioni, una concordante LETTURA NEI PENSIERI A L T R U I»… che tradotto suona: l’olocau$to ebraico “è” avvenuto senza ordini scritti di chichessia e trasmessi per… via TELEPATICA! Il tutto per un estremo ,vano, tentativo di salvare ciò  che aveva scritto 20 anni prima nella prima edizione della sua opera, a p. 177, dove si legge:

…«Fondamentalmente, abbiamo a che fare con due decisioni di Hitler. Un ordine fu dato nella primavera del 1941… Subito dopo l’inizio delle operazioni mobili nei territori sovietici occupati, Hitler impartì il suo secondo ordine» …(Fonte)

risultato COMPLETAMENTE FALSO, PRIVO DI OGNI SUPPORTO DOCUMENTALE!

Il fiano ha senz’altro, anche, presente ciò che ha scritto il massimo esperto omologato, l’ebreo van pelt robert jan, dopo le sue giravolte al processo Irving, il 27 Dicembre 2009…”… Del 99% di ciò che sappiamo non abbiamo effettivamente prove materiali a sostegno…..è diventato parte della nostra conoscenza ereditata “… portando in un’aula di tribunale le cause per “negazionismo olocau$tico”, con tali premesse, non è detto che “si risolvano in una condanna finale” !

meghnagi saul pone la pietra tombale…”Fare storia significa ricostruire i fatti per come sono accaduti, riaggiornando la versione ogni volta che è possibile attraverso nuovi documenti e nuovi studi…per cui una legge sul negazionismo serve a poco“… Amen!  Olodogma

_____________________________Sotto i due articoli________________________________

La fonte ebraica del permesso di parlare in casa propria concessoci! Cliccare per ingrandire.

La fonte ebraica del permesso di parlare in casa propria concessoci! Click per ingrandire.

Si è svolto ieri (24 Gennaio 2011,ndr) a Roma un importante Convegno dal titolo «La Shoah e la sua negazione. Il futuro della memoria in Italia» cui hanno partecipato, oltre ai più importanti esponenti della comunità ebraica italiana, il ministro Angelino Alfano, Pierferdinando Casini, Benedetto Della Vedova e altri politici.

Durante il Convegno è rispuntata fuori una ricorrente proposta del presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici: rendere il negazionismo un reato. Cioè chi, a parole o negli scritti, nega o ridimensiona l’Olocausto va in galera. Argomenta Pacifici: «Distinguiamo fra diritto di opinione e negazionismo. Affermare in una casa privata che l’Olocausto non sia mai avvenuto può essere un gesto stupido, immensamente riprovevole e simile a chi sostiene che la Terra è piatta. Ma credo non si possa più concedere il diritto di alzarsi in piedi in un’aula parlamentare, in un’università, in un luogo pubblico in cui si formano le coscienze e dire che la Shoah è stata un’invenzione. La legge riguarderebbe questo ambito».

Ringraziamo Pacifici perché ci concede almeno di dire in casa nostra quel che pensiamo. Ancora un passo e si arriverebbe al reato di “puro pensiero” ipotizzato da Orwell nel suo 1984: certe cose non solo non si possono dire ma nemmeno pensare.

Non capisco come Pacifici e coloro che seguono la sua linea non si rendano conto che la legge che propongono è una norma liberticida, totalitaria, in tutto e per tutto degna proprio di quello Stato fascista che emanò le ripugnanti leggi razziali. In una democrazia, se vuole esser tale, tutte le opinioni, anche quelle che paiono più aberranti al senso comune, devono avere diritto di cittadinanza. È il prezzo che la democrazia paga a se stessa. Ciò che la distingue da uno Stato totalitario o quantomeno autoritario.

Intaccare, anche con le migliori intenzioni, un principio come quello della libertà di espressione oltre che ingiusto è estremamente pericoloso. Perché si sa da dove si inizia, ma non si sa mai dove si può andare a finire. Si comincia con cose apparentemente indiscutibili, perché condivise ampiamente dalla “communis opinio”, e si finisce col mandare gli ebrei nelle camere a gas. Inoltre – ma questo è solo un argomento a latere – una legge come quella proposta da Riccardo Pacifici sarebbe controproducente, perché finirebbe per fare dei “negazionisti” dei martiri e dare loro una rilevanza e un’importanza che attualmente non hanno.

Di questi pericoli sembra rendersi conto Tobia Zevi, il nipote di Tullia, che propone una soluzione diversa. «Forse sarebbe più utile immaginare sanzioni amministrative che vietino di assumere posizioni negazioniste nell’esercizio dell’insegnamento nelle scuole o nelle università». Insomma agli storici che hanno idee negazioniste dovrebbe essere impedito di insegnare e quelli che già lo fanno, come il professor Claudio Moffa dell’università di Teramo, dovrebbero essere esulati come lo furono i tredici docenti che si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo. Al giovane Tobia Zevi sfugge, credo in totale buona fede, che i “provvedimenti amministrativi” da lui proposti ledono un altro diritto fondamentale: quello alla ricerca. Premesso che, per quel che mi riguarda, non ha nessuna importanza se gli ebrei sterminati furono quattro milioni invece che sei, uno studioso ha diritto di fare anche, e forse soprattutto, ricerche che vadano contro la “communis opinio” per gli stessi motivi per cui ogni cittadino ha diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero come recita la Costituzione all’articolo 21. Pacifici quando dice che le posizioni negazioniste sono simili a quelle di «chi sostiene che la Terra è piatta», non si rende conto che Galileo, ai tempi suoi, era un “negazionista”, perché negava ciò in cui allora tutti, o quasi, credevano: che la Terra fosse piatta e che fosse il sole a girarle attorno. Nn voglio, con ciò, paragonare un genio come Galileo ai cialtroni negazionisti ( Cialtrone: “Persona spregevole, imbrogliona , grossolana, sciatta, fannullona, mal vestita, (fonte)…peccato manchino i NOMI di questi “cialtroni” e il perchè siano definiti “cialtroni”!Olodogma ). Ma il principio è lo stesso. E la memoria dovrebbe servire non solo a ricordare lo sterminio degli ebrei, ma a evitare di ripetere, in un contesto diverso e mutato, oltre agli orrori, anche gli stessi errori del passato. (Fonte: http://www.massimofini.it/articoli/no-al-reato-di-negazionismo )

                                                                                                                            Massimo Fini

______________________________Gli interventi alla conferenza______________________________

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( Il testo è tagliato delle parti non essenziali )…Parleranno Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma … convinto sostenitore della legge, … Saul Meghnagi e Tobia Zevi… che esprimono posizioni molto diverse, sulla linea di Fiano…

pacificiriccardo,Roma, 12 ottobre 2008 - Per ricordare il 16 ottobre del 1943, giorno dalla deportazione degli ebrei,1Dice Pacifici: «Distinguiamo tra diritto all’ opinione e negazionismo. Affermare in una casa privata che l’ Olocausto non sia avvenuto può essere un gesto stupido, immensamente riprovevole e simile a chi sostiene che la Terra è piatta. Ma credo non si possa più concedere il diritto a chiunque di alzarsi in un’ aula parlamentare, in un’ università, in un luogo pubblico in cui si formano le coscienze e dire che la Shoah sia stata un’ invenzione. La legge riguarderebbe quest’ ambito. Esiste poi una legge-quadro europea sul negazionismo che i paesi membri devono ratificare e l’ Italia arriverà dopo Germania, Francia, Belgio, Romania. Non possiamo tirarci indietro…

[ Il 21 Luglio 2011 l’Human Rights Committee (Commissione per i Diritti Umani) delle Nazioni Unite, adotta un nuovo General Comment (Commento Generale) all’articolo 19 (Freedom of opinion and expression, libertà di opinione e di espressione) del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ne da notizia, in Italia, l’ 8 agosto2011, il sito del Centro diritti umani dell’Università di Padova) che recita:…(…) “Le leggi che penalizzano l’espressione di opinioni su fatti storici sono incompatibili con gli obblighi che il Patto impone agli Stati membri in relazione al rispetto per la libertà di opinione e di espressione. Il Patto non permette la proibizione pubblica dell’espressione di un’opinione erronea o di una interpretazione inesatta di eventi del passato. Restrizioni al diritto alla libertà di opinione non dovrebbero mai essere imposte e, riguardo alla libertà di espressione esse non dovrebbero oltrepassare ciò che è permesso nel paragrafo 3 o richiesto in base all’articolo 20″…ciò non consiglia o impedisce allo sterminazionismo di ripresentare lo stesso disegno di legge liberticida! Olodogma]

Ribatte Tobia Zevi, esponente di punta dei giovani ebrei italiani e dell’ associazione «Hans Jonas»: «… Il fenomeno estremo del negazionismo, certamente minoritario, ha un andamento carsico, sembra sempre essere scomparso per poi riapparire da qualche parte con una certa vitalità. La comunità scientifica ha manifestato forti perplessità sull’ ipotesi di introdurre in Italia il reato di negazionismo, e queste obiezioni mi paiono convincenti. Forse sarebbe più utile immaginare una modalità di sanzioni amministrative che vieti di assumere posizioni negazioniste nell’ esercizio dell’ insegnamento, nelle scuole o nelle università. Perché non bisogna dimenticare che il negazionismo è qualcosa di odioso e vergognoso»

Aggiunge Emanuele Fiano: «Il negazionismo è una cosa disgustosa, difficile immaginare qualcosa di più riprovevole sul piano morale. La diagnosi di Pacifici, dunque, è giusta, ma la cura che propone è sbagliata per due ragioni. In primo luogo perché si rischia di intaccare una sfera, quella della libertà di opinione, che è sempre rischioso toccare. Inoltre perché rischieremmo di trovarci, come già è accaduto in vari paesi, in lunghi dibattiti processuali, che diventano un palcoscenico per personaggi scientificamente screditati, e che non è detto che si risolvano in una condanna finale».

Conclude Saul Meghnagi, direttore scientifico della «Hans Jonas»: «Bisogna tenere presente la differenza tra storia e memoria. Fare storia significa ricostruire i fatti per come sono accaduti, riaggiornando la versione ogni volta che è possibile attraverso nuovi documenti e nuovi studi. Fare memoria significa costruire un sentimento collettivo, una coscienza comune, ed è un lavoro che richiede un tempo assai più lungo, per cui una legge sul negazionismo serve a poco»…(Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2011/gennaio/24/negazionismo_reato_penale_comunita_ebraiche_co_9_110124024.shtml)

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$$$_ essi_mentono_abitualmenteSulla logica perversa della repressione, necessaria a mantenere in piedi la truffa detta olocau$to ebraico gestita dalla i$rael-lobby, si legga il sublime studio del Dott. Gianantonio Valli al seguente link http://olodogma.com/wordpress/2013/05/22/0248-logica-della-repressione-del-pensiero-e-della-ricerca-storica-praticata-dai-socididio-e-loro-reggicoda/

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A seguito della sentenza 33179/ 31.7.13 della Corte di Cassazione,a tutela di utenti/sito dal 2-8-13 i commenti sono chiusi.
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