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Ago 21

0352 – La stampa ufficiale sterminazionista si lamenta dei falsi non “di classe”!

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AAA OLODOGMA piccoloPubblichiamo, grazie alla traduzione dell’ antico lettore MM , e commentiamo, un penoso articolo della stampa standard sterminazionista sui “falsi” racconti ispirati dal tema “olocau$to ebraico”. Penoso perchè subdolosamente crea la categoria dei “veri racconti“, che, sottoposti a severa critica e verifica tecnica, praticamente risultano ben pochi. Nessuno che descriva il modus operandi di “gasazione” e successiva “cremazione” in modo verificato e verificabile con le opportune indagini in loco e raffronto con le caratteristiche tecniche dei luoghi o macchine “omicide” ! Ci riferiamo a quei racconti che trattano di
1) Ordine di sterminio
2) Camere a gas
3) numero dei morti
4) Volontarietà dello sterminio
Ben sa la stampa standard sterminazionista come la ricerca storica revisionista abbia demolito le POCHE testimonianze rese in aule olotribunalizie sui quattro punti, quindi oltrechè penoso l’articolo è capzioso.
Una specie di sana nettezza olocau$tica!

Traduzione a cura di MM per Olodogma

________________________________L’articolo_________________________________

daylymailonline,olocaustotruffa,racconti,testimoni,21agosto2013Potrebbe esserci qualcosa di più contorto di questi scrittori fantasisti dell’Olocausto?

Sempre più persone stanno scrivendo delle memorie, in cui si testimoniano i crimini nazisti

di Guy Walters

 Appena quattro giorni prima della fine della guerra in Europa, un gruppo di soldati canadesi stava avanzando attraverso una fitta foresta nel nord-est dell’Olanda. Li stava accompagnando un membro della segretissima “unità di servizi speciali” britannica, il cui nome è Joe Corry.
Joe CorryIl sig. Corry (foto) sotto ogni aspetto ha avuto un’esperienza in guerra piena di avventure: aveva assassinato uno scienziato nazista con una balestra; aveva visto il D-Day da una casa sulle spiagge dello sbarco; aveva portato in salvo lo scienziato nucleare J. Robert Oppenheimer (il cosiddetto padre della bomba atomica), dall’Olanda; aveva attaccato mine “ostriche” agli uboat; aveva fatto naufragio al largo di Terranova e aveva anche lavorato con il futuro autore di James Bond, Ian Fleming, egli stesso un ufficiale dei servizi segreti.
Ma nonostante tutto ciò che aveva visto, nulla poteva preparare Corry per quello che avrebbe visto quel giorno. Nascosto nel profondo della foresta c’ era un campo di sterminio nazista ‘sperimentale‘ , la cui immagine sarebbe rimasta con lui per sempre.
‘La prova vivente e morta nello stesso tempo di tanto orrore e di tanta brutalità oltre l’immaginazione era lì’ , scrisse Corry anni dopo. “Le persone erano stese, strisciavano e si mescolavano in un fango puzzolente con escrementi umani che arrivava fino alle caviglie”.
Una giovane ragazza si avvicinò a lui, gridando aiuto, ma c’era poco che Corry potesse fare. Un rabbino poi si avvicinò e baciò il dorso della mano di Corry, borbottando qualcosa, Corry poteva solo supporre che fosse una preghiera.

Man mano che Corry camminava intorno al campo, gli si presentarono scene sempre più terribili, tra cui mucchi di cadaveri e file di ‘scheletri viventi’ stipati in baracche
“Pochi giorni dopo ritornò a quel campo e vide due detenuti strappare la carne da un cavallo morto da tempo’ e ‘ingoiarla con enormi morsi”.
Quello che Corry vide quel giorno quasi sette decenni fa era un fin troppo vivido esempio dell’Olocausto, in cui sei milioni di ebrei sono stati assassinati per ordine di Adolf Hitler.

[Qui l’autore dell’articolo riesuma una GRANDE MENZOGNA ! Nel mondo di coloro che si interessano di “storia” è circolato per decenni il luogo comune che “Adolf Hitler ha ordinato la soluzione finale della questione ebraica” (der Endlösung der Judenfrage), inteso come lo sterminio degli ebrei. Padre “maggiore” della menzogna  il cosidetto massimo esperto mondiale di “distruzione degli ebrei d’Europa“, tale hilberg raul, ebreo.  Nel contempo discendeva, da questo “ordine di sterminio“, la convinzione/certezza, luogo comune, dell’ovvio  “piano di sterminio“.

La prima “certezza”, gli ordini di sterminio (plurale perchè  “papa” hilberg parlava di 2 ordini scritti di Adolf Hitler), incontrò la “nera signora” nelle vesti del trio Faurisson-Zundel-Christie  e trovò l’ovvia, naturale, sepoltura al processo di Toronto nel 1985, assieme all’autorità/credibilità dell’ ebreo hilberg (che ivi commise anche uno spergiuro!) ! Da allora di ordini di sterminio scritti nessuno parlò più! Un altro mito olocau$tico era miseramente crollato, da destinare alla “pattumiera della Storia”! Restava in piedi i “piano di sterminio“, ma lo stesso “papa sterminazionista” (hilberg) ne decretò la morte:…

« Ma ciò che cominciò nel 1941 non era nessun tentativo di genocidio [degli ebrei], pianificato in anticipo e organizzato da un ufficio centrale . Non c’è stato nessun piano e nessun bilancio per questi provvedimenti di genocidio…Ciò accadde perciò non certamente eseguendo un piano ma per un’incredibile coincidenza d’intenzioni, una concordante LETTURA NEI PENSIERI A L T R U I d’una burocrazia [tedesca] di ben grande portata»

Tali affermazioni sono vecchie di almeno 25 anni, ciò nonostante, nell’agosto 2013 esiste ancora un tale che ripropina la putrida minestra ai suoi lettori! UN semplice CIARLATANO! ]

Non c’è da stupirsi che all’inizio di quest’anno gli editori Simon & Schuster abbiano colto al volo l’opportunità di ristampare il suo straordinario libro di memorie, pubblicato la prima volta con poco clamore nel 1990.
La nuova edizione del 2014, è stato descritta dal redattore di Corry come “tutto quello che tu vorresti leggere in un libro di memorie della Seconda Guerra Mondiale” è un avvincente resoconto di estremo coraggio e di intraprendenza, che racchiude anche una forza poderosa e toccante ‘.
Vi è, tuttavia, solo un problema: di questo libro di memorie semplicemente nulla è vero..
Non ci sono stati tali “campi di sterminio sperimentali ” in Olanda, ed i campi di concentramento, che erano stati sul suolo olandese erano stati scoperti ben prima del 4 Maggio 1945 – giorno della resa delle forze armate tedesche in Olanda.
In effetti, quasi tutto ciò che Corry sostiene sulle sue esperienze di guerra è immaginiario. Non c’era un’ ‘Unità di Servizio Speciale‘; il professor Oppenheimer era negli Stati Uniti durante la guerra, non c’erano truppe britanniche che si nascondevano nelle case sulle spiagge il giorno dello sbarco in Normandia.
L’elenco delle falsità è sorprendente e palese. Non c’è da stupirsi che Mike Jones, direttore editoriale di Simon & Schuster, ora dica: “Pubblichiamo una vasta gamma di non-fiction, e abbiamo acquisito il libro sulla base di ciò che ci è stato detto”.
“In nessun modo noi vorremmo pubblicare un libro scritto con tante imprecisioni e inesattezze”. “tutto questo è stato portato alla nostra attenzione da un esperto, esamineremo con attenzione queste accuse e ci dovremo confrontare con l’autore ed il suo agente”.

Purtroppo, il racconto di Corry è parte di un problema crescente nel settore editoriale: si sta vendendo al pubblico un numero crescente di ‘memorie’ sull’Olocausto e sulla Seconda Guerra Mondiale, che in realtà dovrebbero essere collocati sugli scaffali delle librerie nel settore “fiction”.
Questo problema è stato messo in evidenza ancora una volta nella recente pubblicazione di Felix Weinberg, la toccante e genuina , memoria sull’Olocausto “Ragazzo 30529: ricordi”.
Purtroppo, il Professor Weinberg, che ha insegnato per molti anni presso l’Imperial College di Londra, è morto prima che il suo libro venisse pubblicato nel mese di aprile, ma ha lasciato non solo un potente resoconto documentario ma ha anche dato un colpo ben assestato a superstiti senza scrupoli e ai loro editori.

“Ho sempre cercato di evitare la letteratura sull’Olocausto, ‘ha scritto il professore,’ e trovare alcuni racconti recenti di fiction mascherati da storie vere è profondamente inquietante: equivale a profanare tombe delle vittime della guerra. Dovremmo almeno mostrare [ai morti] abbastanza rispetto ed astenerci dal fare dei falsi racconti di come la loro vita finì”.

[Qui l’onesto intento fa coppia stabile con l’ipocrisia! Sempre riferendosi ai 4 punti fissati da noi precedentemente, viene spontaneo chiedere a TUTTI i supporters dei racconti olocau$tici quali siano i nonfalsi racconti” ! Sappiamo bene , e lo sanno ancor di più i fans della versione olocau$tica standard, che l’industria dell’olocausto ha prodotto da almeno il 1942 racconti orrorifici completamente falsi, pura propaganda nera ad opera di soggetti ebrei e non ebrei! Tipico il caso del sedicente wiesel elie, preteso numero A-7713, pari ad impudenza  all’ ebreo nyiszli miklos, pretesa matricola di Auschwitz A-8450. Quindi… quali racconti, che riguardino i 4 punti essenziali ed indispensabili sopra fissati, NON SONO FALSI ?   ]

Uno dei primi esempi di una storia falsa circa l’Olocausto è stato un libro intitolato Frammenti (“Fragments”): ricordi di una infanzia in tempo di guerra, pubblicato da un musicista chiamato Binjamin Wilkomirski in Germania nel 1995.
Come molti dei suoi compagni mentitori, Wilkomirski continuava il suo racconto di vita nei campi come Auschwitz e Majdanek in modo vago, e ha presentato le sue esperienze – come suggerisce il titolo del libro – in modo molto frammentario.
Folgorante e potente, come le memorie dell’Olocausto tendono ad essere, il libro è stato acclamato dalla critica di studiosi e pubblico allo stesso modo, e venduto in almeno 11 paesi.

Tuttavia, nel 1998, Wilkomirski è stato smascherato da un giornalista svizzero, che ha rivelato che l’autore non era stato in nessun campo di concentramento e neppure nelle immediate vicinanze, ma che in realtà il suo nome Bruno Grosjean, ed era stato allevato in un orfanotrofio.
Dopo lo smascheramento di Frammenti, c’era da auspicare che gli editori avrebbero avuto più cura nel vagliare i manoscritti, ma invece questo non è avvenuto.
Dopo tutto, gli anni Novanta sono stati il ​​decennio dove erano di moda le ‘Memorie di sofferenze’: un racconto sull’Olocausto è il non plus ultra per un racconto di memorie di sofferenza.
Nel 1996, Herman Rosenblat era apparso su The Oprah Winfrey Show, con una storia incredibile da raccontare.
Da ragazzo, Rosenblat era stato incarcerato in un campo di concentramento chiamato Schlieben, che era un sub-campo del famigerato Buchenwald.
Ogni giorno, per sette mesi, a Rosenblat venivano gettati mele e pane oltre la recinzione del campo da una giovane ragazza ebrea chiamata Roma – questo cibo che lo fece sopravvivere.

Poi, Rosenblat fu trasferito in un altro campo, e pensava che non avrebbe mai più rivisto Roma.
Negli anni Cinquanta, Rosenblat viveva a Brooklyn, negli Stati Uniti, e un giorno, nel 1957, andò ad un appuntamento al buio con una giovane donna attraente. Sorprendentemente, lla donna dell’appuntamento non era altro che Roma, e – in puro stile Hollywood – i due si sposarono.
Curiosamente, ci è voluto molto tempo prima che la storia di Rosenblat attirasse l’attenzione degli editori, ma alla fine, nel 2008, è stata venduta per una somma ignota a Berkley Books, una sigla editoriale della Penguin, ed è stata programmata la sua pubblicazione per l’anno dopo come con il titolo ”Un Angelo al recinto”.
Inoltre, un lungometraggio da 17 milioni di sterline era stato programmato, le riprese sarebbero iniziate a marzo. Rosenblat stava per diventare immensamente ricco..
Ma poi il libro è venuto all’attenzione di studiosi dell’Olocausto e di coloro che erano sopravvissuti nel campo di Schlieben.. Nessuno di loro poteva credere che fosse stato possibile per Roma e Rosenblat incontrarsi alla recinzione del campo.
La strada pubblica che passava vicino alla recinzione era stata chiusa, cisicchè i prigionieri potevano avvicinarvisi solo rischiando la morte. In nessun modo la storia dell’ ‘angelo’ sarebbe potuta accadere.
Nel dicembre 2008, il libro è stato ritirato dalla pubblicazione.
“Ho voluto portare la felicità alla gente”, ha detto Rosenblat in modo poco convincente. “Ho portato speranza a un sacco di gente. La mia motivazione era di fare del bene in questo mondo”. Sfortunatamente, falsificando le memorie dell’Olocausto per fare soldi, non è nulla di buono.

Già nel dicembre 2007, la celebre storica americana Deborah Lipstadt, il dott. Dorot professore di studi moderni ebraici e di Olocausto alla Emory University di Atlanta, hanno dichiarato che la storia di Rosenblat ‘ha talmente tanti difetti che difficilmente si saprebbe da dove cominciare’.
Tali memorie, distorcendo la vera storia, hanno un effetto collaterale molto dannoso. ‘Non solo abbiamo bisogno di essere storicamente accurati per il semplice amore della storia’, ha dichiarato la Liptstadt, “ma per di più, questo tipo di cose è foraggio per i negazionisti”.

lipstadt,deborah[ L’autore cita l’ebrea lipstadt deborah come “giudici” dell’operato di un falsario, quindi vediamo chi sia ,in effetti, tale ebrea e di quale credito goda nel campo sterminazionista ed anche in quello revisinista. Iniziamo con la definizione che dell’ebrea lipstadt ha dato il “papa” dello sterminazionismo mondiale, l’ebreo hilberg raul, citato dall’ebreo finkelstein norman, con entramni i genitori internati in lager, sopravvissuti: …”bocca che non sapeva nulla ! (fonte: http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1075) Crediamo che non servano altri giudizi sterminazionisti sulla lipstadt! Vediamo, invece, il trattamento dell’ ebrea lipstadt da parte revisionista: la pietra tombale sull’ebrea la sistema Carlo Mattogno, riportiamo  un brevissimo pensiero del miglior conoscitore mondiale di cose di olocau$to ebraico:…”Nel panorama della propaganda antirevisionista è difficile trovare un’opera più ignobile di Denying the Holocaust di Deborah Lipstadt“… (Il testo del Mattogno continua fino alla completa demolizione…cliccare QUI) ]
Questo è un punto chiave: i negazionisti adorano le false memorie in quanto possono essere usate per ‘provare’ che in realtà la maggior parte delle memorie dell’Olocausto non sono vere.
Quando Misha Defonseca pubblicò nel 1997 la sua interamente falsa “Misha: il ricordo degli anni dell’Olocausto”, in cui ha affermato di essere sopravvissuta al ghetto di Varsavia e di essere stata sfamata dai lupi, per i negazionisti fu uno spasso.

$$$_ elisa springer 1[L’affermazione è ben miserabile! Quali apporti alla conoscenza del processo “di sterminio” hanno apportato tutte queste “testimonianze oculari” ? NESSUNA ! Servono solo a riattizzare il morente fuoco sterminazionista! Non a caso ogni nuovo libro sterminazionista viene propagandato, ossessivamente, da tutti i media, premiato, consigliato da ben precise lobbies! Sono ben altri gli obiettivi dei revisionisti! Ne sanno qualcosa i “mostri sacri” che hanno testimoniato nei vari processi a Norimberga o testimoniato nei tours turistici auschwitziani o scolastici su istigazione, suggerimento, supporto attivo, cooperazione alla scrittura, della israel-lobby dal 1990 in avanti, TUTTI sbugiardati puntualmente dalla ricerca revisionista! Cosa resta di una springer elisa , di un venezia shlomo? ]

Non è stato d’aiuto il fatto che la Defonseca pronunciò una giustificazione ridicola per le sue azioni: “non è la vera realtà, ma è la mia realtà” .
Purtroppo, nonostante tutti questi esempi, gli editori stanno ancora vendendo deliberatamente dei libri con memorie sospette basata sulla Shoah e  sulla seconda guerra mondiale.
Nel 2011, ho mostrato come le affermazioni di Denis Avey di essersi introdotto ad Auschwitz, nel suo libro “L’uomo che entrò ad Auschwitz” , fossero piene di tali discrepanze, tanto che parecchi dubbi sono state sollevati circa la sua storia.
Ciò che ha reso particolarmente sospette la sue memorie è stata un’intervista che aveva concesso, nella quale aveva ricordato di cercare di incontrare un australiano, che lavorava presso il forno crematorio, dove venivano smaltiti i corpi degli ebrei morti.
Quel vago ricordo di Avey sembra essere falso, come pure palesemente false sono risultate essere le memorie pubblicate nel 1995 da un australiano ( quello ricordato da Avey), un certo Donald Watt, che aveva pubblicato un libro di memorie nel 1995 sulla sua esperienza dell’Olocausto
Per gli storici, libri di artisti del calibro di Avey e Watt sono visti come libri di “storia spazzatura” – pagine che saziano l’appetito del lettore, ma che non forniscono alcun “nutrimento” allo storico.

[Anche il revisionismo ha affrontato il caso di tale Avey e non si è commosso per nulla, nè ha fatto finta di nulla…il “testimone oculare” afferma di avere ricevuto il numero di matricola 220543…abituati, ormai, alla truffa sistematica e continuata,e…avendo esaurito le lacrime in tenera età, leggiamo QUALUNQUE testo sterminazionista SENZA “emozioni”, senza “coinvolgimento” di alcun genere, con l’unico scopo del controllo (quando possibile) di quanto affermato,…l’indagine sempre,…per non essere RAGGIRATI NUOVAMENTE!

Una semplice ricerca sul  “Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939 – 1945“, testo UFFICIALE della  “Direzione del Museo di Stato  Auschwitz-Birkenau , Oswiecim“,  ha prodotto una falla con conseguenze irreparabili, tragiche per il  sedicente “testimone sopravvissuto” e la sua “storia”!

Dalla pag 12 della pubblicazione UFFICIALE del Museo dell’olocausto di Auschwitz, massima fonte sterminazionista, apprendiamo che il 18 Gennaio 1945
 
…”Dal campo di concentramento di Mauthausen viene internato il BV-Häftling tedesco Engelbert Marketsch, nato il 30 agosto 1918 a Bleiberg, presso Willach, di professione architetto e agrimensore. Riceve il numero 202499.

È questo l’’ultimo (a) numero dato a un prigioniero nel KL Auschwitz“…

quindi UFFICIALMENTE il numero preteso dal sedicente sopravvissuto NON esiste! Quindi lui è un FALSARIO ! Cliccando qui si trova l’articolo sulla sua menzogna! ]

Ogni volta che prendo in mano un libro di memorie scritto da un “Tommy” nei suoi ultimi anni di vita , trovo passaggi che mi fanno alzare un sopracciglio.
Prendiamo l’esempio della recente “Un sopravvissuto della Lunga Marcia: cinque anni come prigioniero di guerra 1940-1945“ di Charles Waite. A un certo punto, Waite ricorda di aver visto un bambino ebreo che veniva strappato alla madre da una guardia. ‘Il bambino cominciò a piangere’, scrive Waite, “e la guardia lo gettò a terra e iniziò a prenderlo calci come un pallone”. La madre urlante è stata poi uccisa con un colpo alla nuca, e il bambino fu lasciato morto sul terreno.
Può questa storia essere vera? E ‘possibile, ma abbiamo solo la parola di Waite, ma lui è morto l’anno scorso.
Ci sono molte storie di guardie assassine di bambini (di solito, come è nel caso del libro di Avey, le loro teste venivano fracassate), e senza dubbio

[Fantastico! L’autore accusa gli altri di falso e senza ESIBIRE alcuna prova afferma che “senza dubbio”… una logica degna di un falsario o spacciatore, appunto di favole olocaustiche! ]

alcune fra queste sono vere.
Purtroppo, stiamo entrando in una situazione in cui quasi ogni libro di memorie sull’Olocausto presenta una scena del genere. E ‘quasi un passaggio obbligatorio – anche se in realtà tali eventi erano incredibilmente rari ( vedi appunto sopra ), per la semplice ragione che uccidere i bambini di fronte ai loro genitori, non è il modo migliore per pacificare un treno pieno di prigionieri.

Inoltre, la maggior parte delle guardie non avevano alcun desiderio di uccidere i bambini – una delle ragioni per le quali le camere a gas furono create è stato quello di ridurre il numero degli assassini che potessero testimoniare l’efferatezza del delitto.

[Quanto sia vera questa affermazione lo si può dedurre dal numero di internati lasciati, dai Tedeschi, vivi e LIBERI ad Auschwitz il 17-18 Gennaio 1945! Oltre 4.000 “testimoni diretti” ! ]

Tuttavia, la crescente frequenza in cui queste storie orribili di infanticidio stanno iniziando a comparire, così tanti decenni dopo la guerra, suggerisce che alcuni dei racconti sono probabilmente invenzioni, o falsi ricordi generati da coloro che sono stati eccessivamente immersi nella letteratura sull’Olocausto.

[ Citiamo a tale proposito che …”nel 1998, Valentina Pisanty, in un’opera sul cosiddetto “negazionismo”, si lasciò sfuggire questa magistrale analisi delle testimonianze olocaustiche:
«Spesso gli scrittori intrecciano le proprie osservazioni dirette con frammenti di “sentito dire” la cui diffusione nel lager era capillare. La maggior parte delle inesattezze riscontrabili in questi testi è attribuibile alla confusione che i testimoni fanno tra ciò che hanno visto con i propri occhi e ciò di cui hanno sentito parlare durante il periodo dell’internamento. Con il passare degli anni, poi, alla memoria degli eventi vissuti si aggiunge la lettura di altre opere sull’argomento»…Fonte ]

Un altro topos ricorrente nelle memorie dell’Olocausto è la figura sinistra, il medico SS Josef Mengele [ Al link un articolo di fonte revisionista sul Dott. Mengele]. Anche in questo caso, quasi ogni libro di memorie scritto da un sopravvissuto di Auschwitz ricorderà il dott. Mengele alla ‘selezione’, determinando chi sarà inviato alle camere a gas. Più spesso che no, lui sta fischiando un motivo wagneriano e indossa un camice bianco immacolato.
In verità, Mengele era solo uno dei tanti medici impiegati al campo, e lui “non” assisteva a tutte le cosiddette “selezioni”.
Proprio il mese scorso, è apparso un altro libro di memorie che solleva molti dubbi. Il libro, ”gli uccelli cantano ancora nell’inferno?”, Racconta la storia di un soldato britannico di nome Orazio Greasley, che ‘scappato oltre 200 volte da un famigerato campo di prigionia tedesco per vedere la ragazza che amava’.
Come è accaduto per tanti di questi libri, si dice che presto ci sarà una trasposizione cinematografica.
Misteriosamente del primato del prigioniero di guerra Greasley non c’è alcuna menzione di queste 200 fughe presso gli archivi nazionali.
Campi di lavoro per i sottufficiali come Greasley non erano i luoghi strettamente sorvegliati come evocato nel nostro immaginario collettivo, che si è svezzato sulle immagini del campo di Colditz e sulla visione del film “la grande fuga” . Infatti, scappare ( nel senso di fare una scappatella) fuori dal proprio campo di prigionia e fraternizzare con le ragazze del posto non era certo insolito, ma certamente non “scappare” nel senso che la maggior parte delle persone potrebbe intendere.
Non c’è dubbio che ci saranno ancora più libri di questo tipo. Con gli editori in scontro diretto per vendere l’ultima storia/memoria temeraria della Seconda Guerra Mondiale o racconto strappalacrime dell’ultimo olomiracolato, sembra improbabile che questo genere di memorie si estinguerà.
Eppure c’è qualcosa di profondamente sgradevole sulla distorsione e sulla mungitura dei ricordi incerti di vecchi uomini per le ultime gocce di denaro.
Chiunque leggendo questi libri dovrebbe fermarsi un attimo e chiedersi se quello che sta leggendo è vero.
Dovremmo condividere tutta la ripugnanza sentita dal compianto Professor Weinberg, e leggere il suo libro invece. ( Fonte http://www.dailymail.co.uk/news/article-2346193/Could-twisted-holocaust-fantasists-How-people-making-memoirs-witnessing-Nazi-crimes.html)

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