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Ago 13

0342 – L’antigiudai­smo (antisemitismo)? Nasce dal pregiudizio del “popolo eletto”…Ato bochartonu mi kol ho om

La presente pubblicazione avviene col consenso dell’Autore che ringraziamo per la signorile disponibilità al nostro “saccheggio” della sua Opera! Articolo correlato, dello stesso autore, cliccare QUI.  Olodogma

 

Gianantonio Valli, Gentile signor Gatti, copertina

Gianantonio Valli, Gentile signor Gatti, copertina

…Tra i più lucidi avversari ebrei del sionismo comunque inteso è l’«apostata» Abraham Gur ewitsch, membro dei Knaanim, un gruppo che si definisce Je­wish World Orga­ni­zation for truth, liberty, honour, justi­ce and peace “Organiz­za­zione Mondiale Ebraica per la verità, la libertà, l’onore, la giustizia e la pace”. Indignato per l’ag­gressività razzistica dimostrata contro i tedeschi dai confratelli dopo la «campagna del­le svastiche» scate­nata da Natale 1959 a metà feb­braio 1960 (ottocentotrentatré atti di «antisemiti­smo»: im­brat­tamento di muri con svasti­che, vio­la­zione di cimi­te­ri, danni a pro­prie­tà ebrai­che, etc. scatenati a Colonia e nell’intera Re­na­nia da assoldati della Stasi/KGB agli ordini del generale sovieti­co Aga­yanz della Se­zio­ne Dezinfor­ma­cija), l’antisioni­sta, dopo avere rilevato l’impro­prietà semanti­ca del termine «antisemi­ta», va al cuore della Judenfrage:

      «L’antigiudai­smo nacque nel momento in cui il capo del no­stro po­polo, il rabbino Moshe, o meglio Mosè, gli die­de, da­vanti al monte Sinai e in circostanze oltremodo misteriose [unter ganz myste­riösen Umständen] – metodi noti a tutti i capi religiosi e ancor oggi usuali presso gli sciamani negri – il Decalogo (asseret ha-diwrot, i Dieci Comanda­menti, nucleo della Legge ebraica rivelata sul Sinai) e poi la Torah, martellando e rimartellando nel cer­vel­lo del nostro popolo [und ihm immer wieder einhämmerte] il concetto che era il Popolo Scelto dal­l’Unico Dio […]

 

Cremazione ebraico//israeliano  "venuta male"

Antisemitismo ebraico-israeliano : cremazione “venuta male”

Resta da chiedersi se gli fossero chiare le conse­guenze di quella fede, che vincolò all’obbe­dienza il nostro popolo e ci condusse, per prima cosa e senza provocazio­ne, a sferrare il primo attacco con­tro l’u­manità. In tal modo estromet­tendo­ci dalla famiglia delle nazioni.

Un fatto è in ogni caso assodato: da allora il pre­giu­di­zio contro le altre nazioni impedì al nostro popolo di stringere rapporti di umana fiducia e amicizia con gli altri popoli [in menschlich vertraute, freund­schaftliche Bezie­hungen zu anderen Völkern zu treten]. A dispetto di ogni dato scientifico sul divenire umano, la fede nell’elezio­ne e nella prete­sa di dominio mon­dia­le si è mantenuta intatta nel nostro popolo fino ad oggi. Ancor oggi centinaia di migliaia di membri del nostro popo­lo ripetono nelle preghiere: Ato bochartonu mi kol ho om, Tu, Dio, ci hai scelto tra tutti i popoli […] Il nostro popolo, saldamente radicato nella fede discesa da Mosè, restò perseverante fino ad oggi […] Noi ebrei ci siamo separati dai mem­bri dei popoli che ci hanno ospitato, abbiamo vissuto secon­do i nostri peculiari costumi, costituito in tal modo un popolo all’interno del popolo che ci ospitava o, per dir meglio, uno Stato nello Stato. La reazione del popolo che ci ospi­tava fu quindi di evitarci, anzi, perfino di odiarci. Comin­ciarono allora a farsi avanti il pensiero sionista e la nostalgia di Sion. Il pensiero sionista divenne realtà con l’organizza­zione mondiale chiamata Sio­ni­smo, fondata al primo Congresso del nostro popolo a Basilea nel 1897. Tale or­ga­nizzazio­ne mondia­le, che aveva mete solo politiche, fu integrata in senso religioso dai nostri ortodossi, recependo­li nell’organiz­zazione. Ora la pretesa di dominio mon­diale può realizzarsi attraverso la politica, l’e­cono­mia e la religione. Così la pensano i sionisti, ma non noi Knaanim. Noi rigettia­mo il sionismo con la sua brama di pote­re; perché il sioni­smo non è che il becchino del nostro popolo […] All’inizio il sioni­smo fu un fatto razziale, ma oggi, come fattore economico, non lo è più. Nelle sue file ci sono oggi anche non-ebrei […] Oggi questi non-ebrei sono i fautori e gli usufruttuari del piano sionista.

Sostenere il piano sionista è la premessa per essere accettati […]

$$$_ stati allucinazione,ebrei,dioconnoiNoi, ebrei lungimiranti, vedia­mo che tale piano non apporte­rà alcun van­taggio alla massa del nostro popo­lo, che esso è un crimi­ne contro tutti i popoli e che mai giungerà a compimen­to, in quanto contrario alle leggi naturali e basato uni­camente sulla furbizia, l’ipocri­sia e la violenza [da er naturwi­drig und nur auf List, Heuchelei und Gewalt auf­ge­baut ist]».

 

      «Coloro che, facenti parte del nostro o degli altri popoli, ci hanno seguito fin qui» – continua Gurewitsch – «devono riconoscere che l’universo è retto da tut­t’al­tre leg­gi che non quelle imposte dal Talmud e dalla Torah […] l’Essere del­l’u­niverso non è un dio personale come ci ha insegnato Mosè e come acri­ti­camente hanno ripetuto i po­poli cri­stiani. È l’Esse­re di tutti gli esseri, l’Anima di tutti gli esseri, è in noi e vive in ogni cosa; in breve, l’intero Universo nella sua Totalità è Dio! È infinito ed eterno. Dopo approfonditi studi anche noi Knaanim l’abbia­mo compreso. Ora, il mon­do dirà che è impossibile, che in ogni campo filosofico, scientifico, etc. gli ebrei sono troppo stupidi e che possono solo copiare ciò che altri hanno indicato. Tale at­teg­giamento sarebbe però un pregiudizio, equiva­lente alla divinizza­zione razziale (i­dea di elezione) del no­stro popolo, che vive ancor oggi; perché ancor oggi, come di­cemmo, il nostro popolo si tiene all’idea che siano state create due categorie di esseri umani, l’una, la prediletta, nata con gli speroni del dominatore – la nostra – e l’altra nata con la sella, per farci da serva [als die Knechte und die Diener für uns]».

      Già un trentennio prima, del resto, l’inglese Howard Chamberlain, convertito al giudaismo ed esponente dei British-Israel, aveva impostato nelle sue più vere coordinate il problema «sio­nismo», aspetto ideo-politico che sarebbe riduttivo e scorretto identificare con una qualche forma di più o meno limita­to e più o meno ragionevole «nazionali­smo ebrai­co» – invero, al contrario del nazio­na­lismo go­yish, che ha sempre rivendica­to ai propri popoli solo la loro terra­, i «nazionali­sti» ebraici rivendicano il potere non solo sul «loro» paese, ma sull’intero mondo – e che andrebbe, al contrario, identi­fi­cato come una forma na­tu­ralisti­ca di giudaismo: «Niente può più impedire il ritorno del Popolo di Dio in Palestina. Con tale ritorno del Popolo Eletto, col ripristino della Terra Promessa, in altre parole con il sionismo, si apriran­no i tempi messianici e ogni nazione sarà benedetta attraverso Israele, che diverrà la sede del governo mon­diale teocratico e messianico dei nuovi tempi» (Du Christia­ni­sme au Judaïsme, 1933) e «A ben vedere il sionismo è l’inizio dell’istituzio­ne del Regno di Dio, poiché dalla Palestina, dove sarà fondato il Regno di Dio, s’ir­ra­dierà la luce nel mondo intero. Allora Gerusalem­me diverrà la capitale del mondo­, quando il Tem­pio dell’Eterno e il Trono di Davide saranno di nuovo riu­niti per non separarsi mai più. Il Tempio s’innalzerà sul monte Sion e diverrà casa di preghiera per tutti i popoli, e il principe della Casa di Davide regnerà su Israele e sul mondo intero» (Ce que les Juifs peuvent donner à l’humanité, 1934)…

Fonte: Gianantonio Valli, Gentile signor Gatti,  IXlettera, ©EFFEPI, 2012, pag. 86-87. Le persone interessate all’acquisto del volume possono contattare le Edizioni EFFEPI
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Sotto la raccolta delle lettere spedite dal Dott. Gianantonio Valli, al gentile signor gatti stefano:

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