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Giu 30

0295 – Violenta repressione della libertà di espressione: il revisionista svizzero Frank Brunner internato in lager

Premessa di Olodogma

E’ interessante notare che in tutti i casi di imputazione d'”odio razziale” e idiozie simili, saliti alla ribalta della cronaca, si trovi la costante dell’appartenenza religiosa o etnica o “culturale” della “parte lesa”! sempre la stessa! perfetto circolo vizioso! stessa motivazione di “odio”! stesso olomiscredentismo! stessa truffa a monte! stesse pene! stessi scopi! non ci si deve meravigliare …l‘ordine di scuderia è partito dalla colonia sionista stanziata nel ghetto ebraico di Palestina, fin dal 1986,con l’approvazione della prima legge sul “negazionismo dell’olocau$to“! a ruota il sistema GROD  (Grande Regime di Occupazione Democratica) “europeo” ha adottato leggi simili, chiaramente su imput della locale sezione dell’hasbara sionista! che, ovviamente, usa a propria discrezione per criminalizzare gli Zundel, Williamson o i “Mirko Viola” del momento!

$$$_ tu,devi,credere,olocausto,legge,israel,lobby…” afferma Baruch Spinoza (ebreo)– sulla scia di Saadia Gaon “il Genio” ben Yosef (882-942): «È inconcepibile che noi [sic: «noi ebrei»] si possa proibire un’onesta indagine» – «se nessuno può rinunziare alla libertà di pensare e di giudicare secondo il proprio criterio, e se ciascuno per insopprimibile diritto di natura è padrone dei propri pensieri, ne viene che in una comunità politica avrà un esito sempre disastroso il tentativo di costringere uomini che hanno diversi e contrastanti pareri a formulare giudizi e a esprimersi in conformità con quanto è stato prescritto dall’autorità sovrana […] Ma supponiamo che questa libertà si possa reprimere e che gli uomini si possano dominare al punto che non osino proferir parola che non sia conforme alle prescrizioni della suprema potestà. Con ciò, però, questa non potrà mai far sì che essi non pensino se non ciò che essa vuole: onde seguirebbe necessariamente che gli uomini continuerebbero a pensare una cosa e a dirne un’altra, e per conseguenza si corromperebbe la fede, che in uno stato è sommamente necessaria, e si favorirebbero l’abominevole adulazione e la perfidia, donde l’inganno e la corruzione di ogni buon costume […] Quale peggior male può esservi, in uno stato, che quello di esiliare come malviventi comuni uomini onesti, soltanto perché professano opinioni non conformi, e non le sanno dissimulare?» (Tractatus theologicopoliticus, cap.XX; similmente nell’Epistolario XXX, rivendicando «la libertà di filosofare e di dire quello che sentiamo: libertà che io intendo difendere in tutti i modi contro i pericoli di soppressione rappresentati ovunque dall’eccessiva autorità e petulanza dei predicatori»).”… (Fonte: Gianantonio Valli,Holocaustica religio,Psicosi ebraica, progetto mondialista;© 2009 effepi Edizioni,Genova,pag.21)

_______↓______________Il caso Frank Brunner________________↓______

Il 28 giugno abbiamo appreso dal quotidiano svizzero “Tribune de Genève”, che il revisionista Frank Brunner, era stato arrestato per scontare 4 mesi. Precisiamo subito che come da tradizione ginevrina – una tradizione elegante peraltro – il giornale non menziona mai i nomi delle persone che non sono state condannate definitivamente: Frank Brunner ( redaction@interet-general.info ) è detenuto, in seguito ad un’ordinanza penale (OP) ma ha fatto appello.

Appena conosceremo l’indirizzo del prigioniero vi inviteremo a scrivergli poiché si tratta di un revisionista serio e attivo che deve essere sostenuto. Ecco l’articolo della “Tribune de Genève”: http://www.tdg.ch/geneve/actu-genevoise/Arrete-un-negationniste-ecope-de-la-
prison-ferme/story/26926715

Aggiornamento del 01.07.13: questo l’indirizzo attuale (carcere) del revisionista Frank Brunner:

Frank Brunner
Etablissement pénitentiaire
Champ Dollon
Cellule 142
CH-1241 Puplinge/GE
(Suisse)
_____________________________

Arrestato, un negazionista è condannato al carcere.

28.06.2013

Condannato per essersela presa con gli ebrei e un’organizzazione di lotta contro l’antisemitismo, fa appello.

E’ successo tutto velocemente. Secondo le nostre informazioni, un negazionista ginevrino è stato messo in custodia cautelare l’11 giugno 2013 a Champ-Dollon.

Daniel Zappelli,Alix Francotte Conus, Diane Kronbichler, Nathalie Magnenat-Fuchs -freccia-,Michel-Alexandre GraberTre giorni più tardi, il procuratore Nathalie Magnenat Fuchs l’ha condannato attraverso un’ordinanza penale (OP) a una pena di quattro mesi di prigione per discriminazione razziale e calunnia.

Il cinquantenne, difeso dall’Avvocato Pierre Bayenet, è stato riconosciuto colpevole anche di « ostacolare un atto ufficiale ». Gli si rimprovera di aver gridato e sputato contro un magistrato durante un’udienza davanti al Pubblico Ministero. Il ginevrino che ha contestato la sanzione, notificatagli il 20 giugno, sarà giudicato quest’anno davanti al Tribunale di polizia per le dichiarazioni fatte sul suo sito internet tra il 2010 e il 2013. I passaggi contestati si trovano sotto la rubrica “lobby juif“. Il procuratore scrive nell’ordinanza:

L’accusato non nasconde di minimizzare il genocidio ebreo poiché ne nega anche l’esistenza, tacciando i sopravvissuti di mitomania.

L’ordinanza penale (OP) cita una sessantina di articoli e di commenti nei quali l’accusato dichiara che l’antisemitismo, « sentimento legittimo, (…) è suscitato dagli ebrei stessi ». Non esita a difendere dei revisionisti che utilizzano « argomenti assolutamente degni d’interesse ». Sostiene peraltro che i revisionisti siano vittime « delle persecuzioni giudiziarie della lobby ebraica ».  

Philippe -Grumbach

Philippe -Grumbach

Sulla scia, il detenuto se la prende anche con il Cicad (Cordinamento intercomunitario contro l’antisemitismo e la diffamazione), parte lesa nella procedura. Frank Brunner considera l’organizzazione, con sede a Ginevra, diretta da “agenti israeliani” che esercitano la professione forense. “Pretendono abusivamente che ogni critica mossa agli ebrei sia illecita”. Accuse che rivolge sia all’Avvocato Philippe Grumbach, avvocato del Cicad, che al collega  avvocato Alain Bruno Lévy.

L’ordinanza rivela che l’uomo sia recidivo.

E’ stato condannato nel 2002 per diffamazione e non si è presentato nel 2011 al processo per fatti similari a quelli che oggi lo vedono in prigione. La giustizia ha veramente tentato, due anni fa di impedirgli di recidivare. Inutilmente.

Traduzione a cura di GV per Olodogma

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