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Giu 21

0279 – Cosidetto olocausto ebraico, le “testimonianze oculari”…l’ebreo nyiszli miklos, un falso testimone

Affermazioni del sedicente medico in Auschwitz, l’ ebreo nyiszli miklos

Carlo Mattogno, Medico ad Auschwitz, anatomia di un falso1) egli afferma di essere arrivato ad Auschwitz assieme alla moglie e figlia nel maggio 1944, senza precisare il giorno e di aver ricevuto il numero seriale A-8450. Secondo il “Kalendarium” il numero di matricola A-8450 fu assegnato il 29-05-44, quindi questo è quanto confermato dal Museo di Auschwitz. La moglie e la figlia furono selezionate per il lavoro.
Ciò è FALSO ! Il Kalendarium per il 29-05-44 registra un solo convoglio ebreico dall’Ungheria:
2000 uomini furono matricolati e gli altri COMPRESE TUTTE LE DONNE…”gasati”. Quindi moglie e figlia “furono gasate” all’arrivo!

2) egli afferma: “partiamo …direzione: il KZ di Birkenau. E’ a due chilometri dai crematori”.
 Ciò è falso! I crematori facevano parte del campo di Birkenau.

3) egli afferma:..”ha destinato all’incinerazione del mucchio dei rifiuti che stava  perennemente in mezzo al cortile del crematorio n°2, e che le SS chiamavano ironicamente “Canada”…la collinetta “Canada” formata da questi rifiuti brucia giorno e notte”…
Ciò è falso! Il “Canada” nel gergo dei detenuti era l'”Effektenlager” di Birkenau, cioè una  sezione del campo situata tra i crematori III e IV che comprendeva 35 baracche.

Carlo Mattogno, Medico ad Auschwitz, anatomia di un falso,pag 8-94) egli afferma: …”la rampa degli ebrei divisa in 4 bracci”…
 Ciò è falso! La rampa era divisa in 3 bracci.

5) egli afferma:…”solo un reticolato di fili spinati separa lo stadio dal crematorio n°1.
 Ciò è falso! Lo stadio, situato nel campo BIIf, confinava col crematorio III, non col  crematorio 1.

6) egli afferma:…”poi ,4 anni sono passati” ( si riferisce alla vita dei crematori, nel preteso racconto del “sonderkommando”) (e lui parla del 1944).
 Ciò è falso! Significa che i forni crematori vennero costruiti nell’inverno 1939-40, quando il lager ancora NON esisteva! In realtà i crematori di Birkenau risalgono al 1943.

Carlo Mattogno, Medico ad Auschwitz, anatomia di un falso,pag 10-117) egli afferma:..:”quindici ventilatori (immensi) funzionano contemporaneamente, ce n’è uno accanto ad ogni forno”…
Ciò è falso! I forni non avevano ventilatori, bensì soffierie d’aria compressa collegata  alla  camera di cremazione e non erano in numero di 15 bensì 5.

8) egli afferma:.. “La sala di incinerazione è lunga 150 metri“…
Ciò è falso ! Tale sala forni era lunga circa 30 metri.

9) egli afferma:…”i 15 forni veri e propri sono sistemati ciascuno in una costruzione di mattoni rossi”…
Ciò è un falso !  Nei crematori II-III non c’erano 15 forni ad una muffola, ma 5 forni a 3 muffole.

Carlo Mattogno, Medico ad Auschwitz, anatomia di un falso,pag 12-1310) egli afferma:…”i cadaveri…sono messi per 3 su una specie di carrozzina, spinta dentro (nel forno)…l’incinerazione dura 20 minuti, il crematorio lavora con 15 forni. Questo significa l’incinerazione quotidiana di 5000 persone”
Ciò è falso ! Dai dati del “testimone” risulta una capacità massima di 3240 cadaveri in 24 ore (3x15x3x24=3240), non di 5000.

11) egli afferma:…”quattro crematori funzionano con la stessa capacità”…
Ciò è falso !  Ciò presuppone che i crematori IV e V avessero 15 muffole ciascuno, mentre in
realtà ne avevano solo 8.

12) egli afferma: …”in tutto 20.000 persone passano ogni giorno per le camere a gas e di lì  nei forni di incenerizione”…
Ciò è falso ! In base ai falsi dati dello stesso ebreo la capacità massima dei 4 crematori era di 9.936 cadaveri in 24 ore.

Carlo Mattogno, Medico ad Auschwitz, anatomia di un falso,pag 14-1513) egli afferma:… “scendono quasi allegramente la scaletta. La stanza dove si trovano adesso è lunga circa 200 metri (duecento) .
Ciò è falso ! L’ebreo sta parlando del “Leikenkeller” II, camera mortuaria (il preteso “spogliatoio” delle vittime) che in realtà era lunga 50 metri.

14) egli afferma:…”la folla passa in un’altra stanza…E’ grande come l’altra (si riferisce allo “spogliatoio” che sappiamo essere lungo 50 metri).
Ciò è falso ! La nuova stanza , il “Leikenkeller” 1, aveva, in realtà una lunghezza di 30 metri.

Carlo Mattogno, Medico ad Auschwitz, anatomia di un falso,pag 16-1715) egli afferma:…”il sottufficiale porta 4 scatole di latta verde. Avanza sul prato dove, ogni 30 metri,dei piccoli camini di cemento spuntano dal suolo”(si riferisce al tetto del “leikenkeller 1”)
Ciò è falso ! Il “leikenkeller 1” era lungo 30 metri, quindi poteva esserci ( e non c’era ) che 1 camino.  
16) egli afferma:…”apre una scatola e ne versa il contenuto, una materia granulosa e violacea, nella bocca del camino. La materia versata è “ciclone” o cloro sotto forma granulata che appena a contatto con l’aria produce gas”…
Ciò è falso !  Il “ciclone” (Zyklon-B ) non era cloro, ma acido cianidrico assorbito (HCN).

Citazioni da: Carlo Mattogno, Medico ad Auschwitz: anatomia di un falso, La Sfinge,Parma,1988. Le foto allegate sono tratte da tale pubblicazione.

Il seguente brano è tratto da: Olocausto Zingaro ? Gli “esperimenti” del Dottor Mengele sui gemelli nel campo zingari di Auschwitz-Birkenau, pubblicato col titolo Il dottor Mengele e i gemelli di Auschwitz. Effepi, Genova, 2008. Sullo stesso “tema”, il falsario ebreo nyiszli miklos, è possibile consultare un altro articolo, di Paul Rassinier, presente su questo sito, cliccando QUI .

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Il falso testimone Miklos Nyiszli

di Carlo Mattogno

Miklos NyiszliIn un articolo sul dott. Mengele apparso nel 1986 145,  Zofka Zdenek si occupò del valore delle testimonianze contro di lui, scrivendo:
«Il fenomeno Mengele presenta molti misteri. Le fonti per risolverne alcuni sono scarse. Quasi tutte le annotazioni scritte che potrebbero fornire informazioni sui crimini di Mengele ad Auschwitz sono state distrutte. Dobbiamo ricorrere quasi esclusivamente a testimonianze.
[Ma le] testimonianze, quarant’anni dopo 146 , sono sempre problematiche e ciò vale ancor più per un caso estremo come questo. Per molti ex detenuti “la straziante realtà e gli incubi in quarant’anni si fondono insieme in modo inestricabile”.
Spesso non si può essere neppure sicuri che i loro racconti si riferiscano proprio a Mengele: troppo spesso si può dimostrare facilmente uno scambio con altri medici SS.
Quasi tutti i detenuti dichiarano di essere stati selezionati da Mengele sulla rampa.
Ma  i medici del campo selezionavano a turno e Mengele non selezionò più spesso degli altri.
Sorge l’impressione che il nome di Mengele si sia separato dalla persona.
Per i detenuti egli divenne sinonimo di medico del campo di Auschwitz in sé»147.
Poi aggiunse:
«Come si è già detto, le testimonianze su Mengele devono essere trattate con grande cautela.
Una serie di false dichiarazioni si possono spiegare con scambi [di persona] con altri medici del campo o guardie SS. Alcuni testimoni nelle loro dichiarazioni si sono certamente fatti guidare anche da protagonismo. Infine anche varie “esagerazioni” si possono spiegare come innocente tentativo di comunicare e rendere comprensibile almeno in qualche modo l’atrocità di Auschwitz alle persone che non  hanno vissuto tutto ciò.
Poiché il processo contro Mengele non è avvenuto, non si è potuto neppure mettere alla prova la portata delle singole testimonianze.
Anche al tribunale-Mengele a Gerusalemme nel febbraio 1985 si rinunciò a rigorosi controinterrogatori per ragioni psicologiche fin troppo comprensibili – la necessità di dover richiamare  alla mente l’orrore di Auschwitz fu senza dubbio per i testimoni abbastanza angosciante. Tuttavia, per poter chiarire i crimini di Mengele ad Auschwitz, è indispensabile un esame critico delle testimonianze in dettaglio»148.
Ma l’esame critico da lei intrapreso per «giudicare più o meno probabili i singoli crimini addebitati a Mengele»149 riguarda soltanto accuse marginali platealmente false e non tocca Miklos Nyiszli, la cui testimonianza è per lei «di fondamentale importanza»150, infatti ella la invoca ripetutamente 151.
NYISZLI, Dr. Mengele boncolóorvosa voltam az Auschwitz,libroNon resta dunque che vagliare criticamente le dichiarazioni di questo testimone fondamentale dei presunti crimini del dott. Mengele. [ Sullo SS-hauptsturmfuhrer Josef Mengele, Leitender Lagerarzt des Zigeunerlagers im KL Auschwitz ( Capo ufficiale medico del campo Zingari, nel campo di concentramento di Auschwitz ), si veda l’ articolo al  LINK ])
Miklos Nyiszli è autore di un’opera di memorialistica apparsa in ungherese nel 1946 col titolo Dr. Mengele boncolóorvosa voltam az auschwitz-i krematóriumban (Fui medico anatomista del dott. Mengele al crematorio di Auschwitz)  152  e successivamente tradotta in francese, tedesco, inglese, polacco e italiano, che  assurse negli anni Sessanta ai fasti della storiografia olocaustica.  Nyiszli vi dichiara di essere giunto a Birkenau con un  treno di Ebrei deportati dall’Ungheria, nel maggio 1944, per l’esattezza il giorno 29, come si desume dal numero di matricola – A-8450 – che gli fu tatuato il giorno stesso del suo arrivo al campo.

Note:

145  Z. Zdenek, «Der KZ-Arzt Mengele zur Typologie eines NS-Verbrechers», in: Vierteljahreshefte für Zeitgeschichte, anno 34 (1986), quaderno 2, pp. 245-267.
146  Il riferimento è ai testimoni che apparvero al processo contro Mengele celebrato in contumacia nel febbraio 1985 a Gerusalemme.
147  Z. Zdenek, «Der KZ-Arzt Mengele zur Typologie eines NS-Verbrechers», op. cit.,  pp. 246-247.
148  Idem, pp.259-260.
149  Idem, p. 260.
150  Idem, p. 247.
151  Idem, p. 257, 258, 260, 262, 263.
152  Copyright by Dr. Nyiszli Miklos, Oradea, Nagyvárad, 1946.

Dopo aver trascorso qualche giorno nel settore BIIf di Birkenau, il 3 o  il 5 giugno (la sua cronologia è contraddittoria) egli fu assegnato come medico alle dirette dipendenze del dottor Mengele al cosiddetto  Sonderkommando  dei crematori, dove rimase fino al gennaio 1945. Ma, nella dichiarazione giurata dell’8 ottobre 1947 153, Nyiszli asserì di essere giunto ad Auschwitz  il 19 maggio 1944 e di essere stato trasferito immediatamente al campo “Buna-Monowitz”, dove soggiornò dal 20 maggio al 5 giugno.
Egli ha così fornito due versioni del suo arrivo ad Auschwitz in totale contraddizione reciproca. Ma ciò è nulla rispetto alla marea di contraddizioni, assurdità, falsificazioni storiche e imposture varie che si incontrano nella sua opera, apparsa in italiano col titolo Medico ad Auschwitz e successivamente con un titolo diverso: Sopravvissuto a Mengele 154: nello studio giovanile che ho dedicato a questo sedicente “testimone oculare” ne ho elencate 120 155.
Riassumo le più salienti 156.
Nyiszli delinea una storia dei crematori di Birkenau completamente inventata, pretendendo addirittura che erano stati costruiti durante l’inverno 1939-1940, quando il campo di Auschwitz ancora non esisteva.
Completamente inventata è anche la descrizione della sala forni dei crematori II e III (che egli denomina 1 e 2). Egli parla infatti di 15 forni singoli installati in un locale lungo 150 metri, mentre tali sale erano lunghe 30 metri e vi si trovavano 5 forni a 3 muffole.
La pretesa camera a gas, un locale (il Leichenkeller 1) lungo 30 metri, per Nyiszli diventa lunga 200 metri e acquista anche una “stanza attigua” che non è mai esistita.
Il piccolo montacarichi (Aufzug)  situato nel vestibolo della parte seminterrata del crematorio si trasforma nella narrazione di Nyiszli in quattro potenti ascensori.
Ciò che egli dice a proposito della capacità di  cremazione dei forni crematori è tecnicamente impossibile e storicamente insensato.
Egli parla della cremazione di 3 cadaveri in 20 minuti in una muffola in ciascuna delle 15 muffole dei crematori II e III: ciò corrisponde ad una capacità teorica di 3.240 cadaveri in 24 ore, che per Nyiszli, però, incomprensibilmente, diventano 5.000.
Perciò, a suo dire, la capacità totale dei quattro crematori di Birkenau era di 20.000 cadaveri al giorno.
Tutto ciò è assurdo: nei forni Topf riscaldati con coke di Auschwitz-Birkenau 20 minuti non bastavano neppure per la vaporizzazione dell’acqua contenuta in un solo corpo. La capacità reale di tali impianti, come dichiararono anche gli ingegneri della Topf Kurt Prüfer, che aveva progettato i forni, e Karl Schultze, che aveva progettato i soffianti, erano di un solo cadavere in una muffola in un’ora, ossia nove volte meno di quanto asserito dal “testimone oculare”.
Inoltre, mentre i crematori II e III avevano complessivamente 30 muffole, i crematori IV e V ne possedevano solo 16, ma, nonostante ciò,  Nyiszli attribuì anche a questa coppia di crematori una capacità di 5.000 cadaveri al giorno ciascuno.
Perciò una muffola  dei crematori IV-V aveva una capacità quasi doppia rispetto a una muffola dei crematori II-III, ma, secondo la storiografia olocaustica, i forni dei crematori IV e V erano meno efficienti di quelli dei crematori II e III. Ad esempio, al processo Höss, il perito Roman Dawidowski affermò che un carico di 3-5 cadaveri in una muffola bruciava in 20-30 minuti nei crematori II-III, in 30-40 minuti nei crematori IV-V 157.
Non c’è bisogno di dire che la “perizia” di Dawidowski ha il medesimo  valore della “perizia” polacco-sovietica sui 4 milioni di morti, alla quale del resto contribuì egli stesso 158.
Sulla base dell’assurda capacità di cremazione di 5.000 cadaveri in 24 ore per ciascun crematorio, Nyiszli ha costruito aritmeticamente una storia delle gasazioni puramente fittizia.

Note:

153  NI-11710.
154  Sugarco Edizioni, Milano, 1985.
155  “Medico ad Auschwitz”: Anatomia di un falso. La Sfinge, Parma, 1988.
156  Riassumo ciò che ho scritto in La soluzione finale. problemi e polemiche. Edizioni di Ar, Padova, 1991, pp. 200-207 (“Il problema delle false testimonianze”) e  nell’articolo «Vulgärer Berufsbetrüger», in:  Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung, anno 6, n. 2,  giugno 2002, pp. 231-232.
157  Processo Höss, tomo 11, pp. 47-48.
158  Vedi al riguardo il mio studio  Il numero dei morti di Auschwitz. Vecchie e nuove imposture.  I Quaderni di Auschwitz,1.  Effepi Editore, Genova, 2004.

Qualche esempio.

I detenuti del settore BIId, 10.500 secondo Nyiszli, furono gasati e cremati nell’arco di un giorno nei crematori III e IV (= 5.250 cadaveri in 24 ore per ciascuno). In realtà, persino con un’attività teorica (praticamente inattuabile 159) di 24 ore al giorno, questi impianti, per cremare un tale quantitativo di cadaveri, avrebbero impiegato almeno 19 giorni.
In una sola notte nei crematori II e III furono gasati e cremati 4.500 zingari, ossia, 2.250 in 12 ore.
In  questo caso la cremazione avrebbe richiesto oltre sei giorni.
I 20.000 gasati del ghetto di Theresienstadt furono cremati in 48 ore nei crematori II e III (= 5.000 cadaveri in 24 ore per ciascuno). Il tempo necessario sarebbe stato invece di oltre 27 giorni.
Nyiszli racconta che dai camini dei crematori  uscivano regolarmente alte fiamme, il che è tecnicamente impossibile 160.

La tecnica di gasazione descritta da Nyiszli è completamente inventata.

Egli l’ha costruita sul presupposto errato che lo Zyklon B (il presunto  agente omicida) fosse cloro (invece che acido cianidrico). Poiché il cloro è più pesante dell’aria 161, immaginò Nyiszli, in un locale in cui fosse immesso in forte quantità esso si diffonderebbe dal pavimento verso il soffitto, come se il locale fosse riempito gradualmente d’acqua. Egli racconta di conseguenza che i cadaveri, nella “camera a gas”, «erano pigiati in un ammasso alto fino al soffitto», perché «il gas inonda dapprima gli strati inferiori dell’aria e sale lentamente verso l’alto». Le vittime si arrampicavano dunque le une sulle altre per essere raggiunte un po’ più tardi dal gas e vivere qualche istante più a lungo. Ma i vapori di acido cianidrico sono più leggeri dell’aria 162, perciò la diffusione del gas descritta da Nyiszli è fisicamente impossibile 163.
Quest’assurdità fu successivamente ripresa di sana pianta dal plagiario Filip Müller, un altro sedicente “testimone oculare” che ha saccheggiato sfrontatamente l’opera di Nyiszli 164.
In una lettera al traduttore americano del suo memoriale, Nyiszli dichiarò che era riuscito a scoprire che il nome «cyklon» (sic) derivava dall’abbreviazione dei suoi  elementi essenziali:  CYanide (cianuro), ChLOrine (cloro) e Nitrogen (azoto), precisando che esistevano due tipi di «cyklon», il tipo A, che era un disinfettante, e il tipo B, usato per le gasazioni omicide.
Un’altra sciocca fandonia. «Zyklon» in tedesco  non è un acronimo, ma un nome comune che significa “ciclone”. E non solo lo Zyklon B non conteneva cloro, ma il nome tedesco dell’azoto è «Stickstoff»!
Quanto allo Zyklon A, questo disinfestante in Germania non era più in uso dagli anni Venti, quando fu soppiantato dallo Zyklon B.
Nyiszli menziona otto operazioni di sterminio nelle presunte camere a gas  e presso le “fosse di cremazione” cui afferma di aver assistito personalmente.

Sommando il numero delle vittime da lui indicate, si ottiene un massimo di 605.000 persone, ma egli pretende di aver visto coi suoi stessi occhi due milioni ( 2.000.000 ) di persone entrare nelle “camere a gas.

Ma, fatto ancor più strano, presso le “fosse di cremazione”, in cui finiva «l’eccedente della rampa degli Ebrei»,cioè coloro che non trovavano posto nelle camere a gas sovraffollate, a  suo dire furono uccisi con un colpo alla nuca 650.000 Ebrei, vale a dire più del totale dei gasati di cui le vittime delle “fosse di cremazione” avrebbero dovuto costituire l’eccedente.
Sulla base dei dati forniti dal “testimone oculare” si ottengono invece oltre 30 milioni ( 30.000.000 ) di cremati nelle sole “fosse di cremazione”!

Note:

159  I forni a coke richiedevano una sosta quotidiana per la pulizia delle griglie dei gasogeni dalle scorie del combustibile.
160  Vedi al riguardo il mio articolo «Flammen und Rauch aus Krematoriumskaminen», in: Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung, anno 7, n. 3 & 4, dicembre 2003, pp. 386-391.
161  La densità del cloro è di 2,49 a 0°C.
162  La densità dell’acido cianidrico gasoso è di 0,969 a 30°C.
163  Lo storico olocaustico Georges Wellers ha scritto: «In altre parole, i vapori dell’acido cianidrico sono più leggeri dell’aria e perciò salgono in alto nell’atmosfera». G.  Wellers, «Die zwei Giftgase» (I due gas tossici), in: Nationalsozialistiche Massentötungen durch Giftgas. Eine Dokumentation.  A cura di Eugen Kogon, Hermann Langbein, Adalbert Rückerl u.a. S. Fischer Verlag, Francoforte sul Meno, 1983, p. 283.
164  Vedi al riguardo il mio studio Auschwitz: un caso di plagio. Edizioni La Sfinge, Parma, 1986.

La cronologia di Nyiszli è puramente fittizia, come si desume dalle numerose contraddizioni che presenta. Ad esempio, le presunte gasazioni omicide cessarono definitivamente il 17 novembre 1944, ma, a partire dal giorno dopo, furono gasati 20.000 Ebrei del ghetto di Theresienstadt.
Un giorno di agosto Nyiszli incontrò nel settore BIIc la moglie  e la figlia, ma questo incontro avvenne dopo la gasazione del campo zingari (BIIe), che, per Nyiszli, fu effettuata nella terza decade di settembre. Per di più, secondo la sua cronologia, questa gasazione ebbe luogo in concomitanza con quella del campo BIIc, eppure tra i due presunti eventi ci fu un intervallo di almeno 26 giorni.
Nyiszli pretendeva inoltre che i crematori si trovassero a 2 chilometri dal campo di Birkenau, mentre erano situati al suo  interno, e che il cosidetto Kanada non era l’Effektenlager (il campo magazzino degli effetti personali dei detenuti), bensì una collinetta di rifiuti che bruciavano in continuazione!
Egli infine non sapeva nulla del  presunto “Bunker 2”: a suo dire questa casa polacca non era stata trasformata dalle SS in camera a gas omicida, ma  in “spogloatoio” per le vittime delle “fosse di cremazione”, che venivano assassinate con un colpo d’arma da fuoco alla nuca.
Questo quadro, per quanto sintetico, mostra chiaramente che Miklos Nyiszli era un falso testimone.
La storiografia olocaustica se ne rese conto subito, ma, in una sorta di omertà mafiosa, preferì tacere,per poter utilizzare la  “testimonianza” di Nyiszli a sostegno dei presunti crimini del dott. Mengele.

Charles Provan,2002 Cincinnati Real History Weekend,photograph SS Judge Konrad Morgen at Nuremberg


Charles Provan,2002 Cincinnati Real History Weekend,photograph SS Judge Konrad Morgen at Nuremberg

Nel 2002 Charles D. Provan ha scritto un articolo intitolato Miklos Nyiszli und sein Auschwitz-Buch in neuem Licht (Miklos Nyiszli e il suo libro su Auschwitz in una nuova luce)165 in cui, sulla base di ricerche che egli considera fondamentali, tentava di giustificare le assurdità proferite dal sedicente “testimone oculare” (che egli chiamava benevolmente «errori»), asserendo che il suo libro non è un rapporto storico, ma un romanzo.
Una tale affermazione è basata su due presupposti errati:
1) che la prima edizione del libro di Nyiszli apparve a puntate  tra il 16 febbraio e il 5 aprile 1947 sul giornale di Budapest Világ (Mondo);
2) che il medesimo giornale, nell’edizione del 30 settembre 1947, dichiarò che il libro di Nyiszli è  un romanzo.
In realtà, come ho già accennato, la prima edizione del libro di Nyiszli fu pubblicata nel 1946.
Inoltre il numero del giornale  Világ  menzionato da Provan definisce il libro i Nyiszli un «élménregény», che non significa «romanzo fondato su esperienze proprie», ma «romanzo vissuto», cioè esperienza reale così eccezionale da essere quasi romanzesca.
Che questa sia l’interpretazione corretta risulta  indubitabilmente dalla «Dichiarazione» premessa alla prima edizione originale del suo libro:

«Io sottoscritto, dottore in medicina Nyiszli Mikloś, ex detenuto del KZ, portatore del numero tatuato A 8450, in questo libro che viene pubblicato, un’opera che contiene in sé le pagine più oscure della storia dell’umanità, libero da ogni  passione, conformemente alla verità, senza la minima esagerazione, scrivo come diretto spettatore e attore dell’attività dei crematori e dei roghi di Auschwitz, nei cui fuochi [sic] sono scomparsi milioni di padri, madri e bambini»166.

La «Dichiarazione» si chiude con queste parole:
«Oradea-Nagyvárad, nel mese di marzo 1946. Dott. Nyiszli Mikloś».

Non c’è dunque il minimo dubbio sul fatto che Nyiszli si riferisse ad un resoconto storico; egli infatti affermò esplicitamente di averlo stilato «libero da ogni passione, conformemente alla verità, senza la minima esagerazione».

Note:

165  G. Wellers, «Die zwei Giftgase» (I due gas tossici), in: Nationalsozialistiche Massentötungen durch Giftgas. Eine Dokumentation.  A cura di Eugen Kogon,Hermann Langbein, Adalbert Rückerl u.a. S. Fischer Verlag, Francoforte sul Meno, 1983, p. 283.
166  M. Nyiszli, Dr. Mengele boncolóorvosa voltam az auschwitz-i krematóriumban, op. cit.,  p. 6.

In tale contesto, persino se l’interpretazione  di Provan fosse corretta (ma non lo è), sarebbe improprio attribuire al giudizio di un ignoto giornalista del settembre 1947 un valore maggiore della «Dichiarazione» dell’autore stesso del marzo 1946.
Dunque la giustificazione del “romanzo” non regge e Nyiszli resta un impostore. Ciò risulta non meno chiaramente da un altro fatto importante. Provan scrive:
«Sebbene il dott. Nyiszli fosse stato invitato come testimone al processo IG-Farben a Norimberga, egli non testimoniò, probabilmente perché egli era stato soltanto due settimane a Monowitz e poteva fornire informazioni di scarso valore. Egli poté ritornare in Romania nel corso stesso del processo»167.
In effetti, negli atti del processo IG-Farben non si trova alcuna traccia di una escussione del testimone Miklos Nyiszli,  che non è neppure nominato 168.
Nonostante ciò, appena ritornato in patria, Nyiszli scrisse una serie di articoli intotolata  Tanu voltam Nürnbergen (Fui testimone a Norimberga) in cui finse di essere stato interrogato dal rappresentante sovietico dell’accusa Emanuel Minskoff e citò interi dialoghi con lui completamente inventati. Il primo di questi articoli menzogneri apparve sul giornale Világ il 18 aprile 1948.
Non si può dunque credere all’onestà di questo “testimone oculare”,  che era e resta un volgare impostore.
Di conseguenza crolla inesorabilmente anche la  testimonianza essenziale dei presunti crimini del dott. Mengele ad Auschwitz.

Note:

167  Charles D. Provan ,  «Miklos Nyiszli und sein Auschwitz-Buch in neuem Licht», in:  Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung, anno 6, n. 1, aprile 2002, p. 44.
168  Trial of  War Criminals before the Nuernberg Military Tribunals under Control Council Law n° 10, volumi VII e VIII. Nuernberg, ottobre 1946-aprile 1949.

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…”la veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato”…

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