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Giu 15

0271 – Il falso testimone Miklos Nyiszli, ebreo, inventore del mito dell’ SS-Hauptsturmführer Dr. Josef Mengele. Analisi di Paul Rassinier

 Paul Rassinier, presentazione

Paul Rassinier

Paul Rassinier

Miklos Nyiszli, ebreo, inventore del mito dell’ SS-Hauptsturmführer Dr. Josef Mengele, sedicente testimone e medico ad Auschwitz, nell’analisi storica di Paul RASSINIER, ex comunista, socialista francese,ex internato in due campi di concentramento tedeschi,Buchenwald e Mittelbau-Dora, resistente della prima ora e co-fondatore del movimento Libération-Nord, arrestato dalla Gestapo nell’ottobre del 1943 e torturato per undici giorni…PADRE del REVISIONISMO STORICO! Olodogma

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IL DRAMMA DEGLI EBREI
Paul RASSINIER

CAPITOLO II: TESTIMONI, TESTIMONIANZE E DOCUMENTI
 Il testimone Miklos Nyiszli  (Medico a Auschwitz)

Miklos NyiszliNel marzo 1951, nella rivista mensile diretta da Jean-Paul Sartre Les Temps modernes, un certo Tibère Krémer presentava sotto il titolo: SS Obersturmführer doctor Mengele e il sottotitolo: Diario di un medico deportato al crematorio di Auschwitz, una falsa testimonianza su questo campo, che rimarrà una delle più abominevoli cretinerie di tutti i tempi. Ne era autore, così si diceva, un ebreo ungherese di nome Miklos Nyiszli, di professione medico, com’è precisato nel sottotitolo. Seguivano 27 pagine (1655-1672) di brani scelti. Il numero d’aprile della medesima rivista ne pubblicava altre 31 pagine (1855-1886). Questa falsa testimonianza veniva presentata all’opinione pubblica americana da M. Richard Seaver con prefazione del professor Bruno Bettelheim. Soltanto nel 1961 è stata pubblicata integralmente in lingua tedesca, dall’illustrato Quick di Monaco, in cinque fascicoli (gennaio-febbraio) sotto il titolo Auschwitz e, in lingua francese, in un volume di 256 pagine, nelle edizioni Julliard, con il titolo Medico ad Auschwitz e il sottotitolo Ricordi di un medico deportato.
Fece colpo in Francia nel 1951: si svolgeva allora il processo a Menzogna di Ulisse e io apparvi agli occhi dell’opinione pubblica un’anima ancor più nera. Fece di nuovo colpo nel 1961, ma in tutto il mondo, questa volta: si era in pieno processo Eichmann.
Perché questo dr. Miklos Nyiszli ne aveva di cose da raccontare! Il suo era inoltre il primo “rapporto” dettagliato di quasi tutti gli orrori dei quali era stato teatro il campo di Auschwitz, specialmente degli stermini nelle camere a gas. Tra l’altro, egli pretendeva che, in questo campo, quattro camere a gas di 200 metri di lunghezza (la larghezza non era precisata) duplicate da altre quattro delle stesse dimensioni per la preparazione delle vittime al sacrificio, asfissiassero 20.000 persone al giorno e, ancora, quattro forni crematori, ciascuno di 15 storte a tre posti, le incenerissero progressivamente. Aggiungeva, che 5.000 altre persone erano, del pari ogni giorno, soppresse con mezzi meno moderni e bruciate in immensi roghi all’aperto; e che, durante sei mesi, aveva assistito personalmente a questi massacri sistematici.
Infine (nell’edizione in volume pubblicata da Julliard, a p. 50) precisava che al suo arrivo al campo (fine maggio 1944, non più tardi), gli stermini con gas, al ritmo già detto, duravano da quattro anni.

[Riportiamo una delle più macroscopiche falsità del sedicente medico e sopravvissuto, rilevata, tra infinite falsità, e commentata tecnicamente dal Mattogno, in particolare il falsario afferma…

…”«I cadaveri non sono coricati un po’ dappertutto, in lungo e in largo, per la sala, ma pigiati in un ammasso alto fino al soffitto. La spiegazione è nel fatto che il gas inonda dapprima gli strati inferiori dell’aria e sale lentamente verso l’alto. È questo che obbliga i disgraziati a pestarsi, a montarsi l’uno sull’altro. Qualche metro più su, il gas li raggiungerà un po’ più tardi» ( M. Nyiszli, Medico ad Auschwitz, op. cit., pp. 40-41.)
Analisi del Mattogno: …Il testimone aveva costruito questa scena fittizia sul presupposto che il gas impiegato a scopo omicida fosse non già acido cianidrico (il principio attivo dello Zyklon B), ma «cloro sotto forma granulata» (M. Nyiszli, Medico ad Auschwitz, op. cit., p 39) , ed è noto che il cloro ha una densità maggiore di quella dell’aria ( Il cloro, rispetto all’aria a 0°C, ha densità di 2,49 ), sicché se questo gas fosse stato immesso nella camera, avrebbe appunto inondato dapprima gli strati inferiori dell’aria e sarebbe salito lentamente verso l’alto. Ma, come ha rilevato lo storico Georges Wellers , «i vapori dell’ acido cianidrico sono più leggeri dell’aria, perciò salgono in alto
nell’atmosfera» (G. Wellers, «Die zwei Giftgase», in: Nationalsozialistische Massentötungen durch Giftgas. Eine Dokumentation. A cura di Eugen Kogon, Hermann Langbein, Adalbert Rückerl e altri. S. Fischer Verlag, Francoforte sul Meno, 1983, p. 283.).
Tesi completamente inventata ripresa anche dal sedicente sopravvissuto venezia shlomo. Questa storia fantastica era già stata precedentemente ripresa, con un ardito plagio, da F. Müller. Cfr. C. Mattogno, Auschwitz: un caso di plagio. Edizioni. La Sfinge, Parma 1986.”…(fonte: Mattogno) ]

Primo accertamento: egli ignorava perfino che se vi erano state delle camere a gas a Auschwitz, non furono installate definitivamente e in grado di funzionare che il 20 febbraio 1943 (Documento NO-4463, già citato).

Secondo accertamento: questo buonuomo non sapeva nemmeno che le camere a gas avevano ufficialmente e rispettivamente: 210 m2 di superficie (esattamente come la prima di cui parla), 400 m2 per la seconda e 508 m2 per le ultime due. In altre parole la camera a gas che egli ha visto e della quale descrive minuziosamente il funzionamento, aveva m. 1,05 di larghezza. Insomma era un lungo corridoio. Egli precisa anche: nel mezzo vi era una fila di colonne vuote dalle quali il gas sfuggiva (queste colonne avevano lo sbocco sul tetto, da dove, attraverso un’apertura, degli infermieri con bracciali della Croce-Rossa gettavano le tavolette di Ciclon B) e, da ogni lato lungo le pareti vi erano banchi sui quali si poteva sedere (non dovevano essere molto larghi, questi banchi!) e 3.000 persone (si procedeva per infornate di 3.000!) vi circolavano con facilità.

Ebbene io sostengo che: o il dr. Miklos Nyiszli non è mai esistito, o se egli è esistito, non ha mai messo piede nei luoghi che descrive.

Terzo accertamento: se le camere a gas di Auschwitz e il focolare all’aperto hanno sterminato 25.000 persone al giorno, per quattro anni e mezzo (poiché secondo questo “testimone”,
hanno continuato a sterminare per sei mesi dopo il suo arrivo al campo), il totale sarà:
365 per 4,5 = 1.642 giorni
e i cadaveri:
25.000 per 1.642 = 41 milioni di persone delle quali un po’ più di 32 milioni nelle camere a gas, un po’ meno di 9 milioni nei focolari all’aperto!

Aggiungo che se ci fosse stata la possibilità per le quattro camere a gas di asfissiare 20.000 persone al giorno (3.000 per infornata, dice il “testimone”), non lo sarebbe stato assolutamente per il relativo incenerimento nei quattro forni crematori. Anche se erano a quattro storte di tre posti: e, se, come lo pretende il dr. Miklos Nyiszli, l’operazione non avesse richiesto più di 20 minuti, ciò che è ancora falso.
Prendendo come base queste cifre, la capacità di assorbimento di tutti i forni funzionanti contemporaneamente non sarebbe stata che di 540 all’ora, malgrado tutto, ossia di 12.960 al giorno di 24 ore. E a questo ritmo sarebbe stato impossibile spegnerli prima della Liberazione, ma solo qualche anno dopo. E a condizione di non perdere un solo minuto durante quasi dieci anni. Se ci si informa al Père-Lachaise circa la durata di un inceneramento di tre cadaveri per storta, ci si renderà conto che i forni di Auschwitz stanno ancora bruciando e non sono prossimi allo spegnimento.
Sorvolo sui due focolari all’aperto (che, dice il nostro autore, avevano 50 metri di lunghezza, 6 di larghezza e 3 di profondità) a mezzo dei quali sarebbero stati bruciati 9 milioni di cadaveri in quattro anni e mezzo.

E per quanto riguarda lo sterminio con gas, vi è un’altra impossibilità, poiché se vi furono camere a gas a Auschwitz, esse non hanno, ufficialmente, funzionato che dal 20 febbraio 1943 al 17 novembre 1944, vale a dire dai 17 ai 18 mesi.

Secondo i dati del dr. Miklos NyiszIi, il numero degli “sterminati” con questo mezzo sarebbe portato a circa 11 milioni e, se si aggiungono i 9 milioni dei focolari all’aperto, si salirebbe a una ventina di milioni, che per ignote virtù matematiche sono ridotti a 6 milioni da Tibère Krémer, nella sua presentazione della “testimonianza”. Costernante, soprattutto se, come lo pretende il dr. Kasztner, durante 17 o 18 mesi, le camere a gas non sono state in grado di funzionare durante 8 o 9 mesi!
Ma non è tutto: in contraddizione con tutti coloro che hanno testimoniato prima o dopo di lui su Auschwitz, questo dr. Miklos Nyiszli non lo è meno con sè stesso. Come gli altri, anche lui dice (p. 56) che il gas si libera dalle tavolette di Ciclon B, “al contatto dell’aria”, mentre Hoess aveva detto: “a contatto con vapori acquei”;

[ in realtà l’HCN, acido cianidrico liquido, imbibito nel supporto inerte granuloso (farina fossile: nome commerciale: Diagriess) o in dischi di cartone (nome commerciale: Discoids), coll’aggiunta di una sostanza irritante avvisatrice (il bromoacetato di etile) EVAPORA autonomamente una volta aperta la confezione sigillata, il famoso “barattolo” ].

è sempre lui che dice (p. 56) che “in cinque minuti” tutti sono morti; il Ciclon B di Hoess invece esigeva “una mezz’ora”; è sempre lui che afferma (p. 36) che gli ebrei ungheresi sono stati trasportati a Auschwitz al ritmo di “quattro o cinque treni al giorno”, composti di quaranta vagoni contenenti ognuno novanta persone (p. 15), ossia un totale di 3.600, ma per lui sono: “circa cinquemila persone” (p. 18).
Quest’ultima affermazione è sorprendente ove si pensi che la deportazione degli ebrei ungheresi è durata 52 giorni (16 maggio – 7 luglio 1944) secondo il Rapporto Kasztner e la Storia di Joël Brand d’accordo su questo punto, avendo Hoess dichiarato a Norimberga “un periodo da quattro a sei settimane” (T. XI. p. 412).
Calcoliamo sulle quattro ipotesi possibili:
1a ipotesi: 4 treni di 3.600 persone= 14.400 persone al giorno.E durante 52 giorni = 748.800.
2a ipotesi: 4 treni di 5.000 persone= 20.000 persone al giorno.E durante 52 giorni = 1.040.000
3a ipotesi: 5 treni di 3.600 persone= 18.000 persone al giorno.E durante 52 giorni = 936.000.
4a ipotesi: 5 treni di 5.000 persone= 25.000 persone al giorno.E durante 52 giorni = 1.300.000

Nelle statistiche di fonte ebraica, quella che calcola cifre più alte per gli ebrei ungheresi dice: 437.000 persone. Al lettore, la cura di trarre le conclusioni sui dati numerici di questo singolare testimone. Aggiungo che il Rapporto Kasztner afferma che il 19 marzo 1944, Eichmann è arrivato a Budapest con un comando di 150 uomini e che 1.000 vagoni erano a sua disposizione per effettuare l’operazione di trasporto degli ebrei. Se, come afferma il dr. Miklos Nyiszli, il viaggio durava quattro giorni — il che è verosimile: da Compiègne a Buchenwald è occorso questo tempo, al convoglio al quale appartenevo — a partire dal 6· giorno non vi erano più vagoni alla stazione di Budapest e l’operazione restava bloccata fino al 9·. Ciò era stabilito senza tenere conto del numero dei vagoni necessari per condurre, da tutti punti del territorio ungherese, tutti gli ebrei, ai punti di raduno. La sentenza del tribunale di Gerusalemme che ha condannato a morte Eichmann ha completamente annientato questa testimonianza, dichiarando (motivazione 112) che: “in meno di due mesi, 437.351 persone furono deportate in 147 treni merci, in ragione di 3.000 per treno, uomini, donne, vecchi, bambini, ossia da 2 a 3 treni per giorno in media“, ma questa nuova versione non vale molto di più, come si vedrà in seguito.
Non si contano i passi della testimonianza del dr. Miklos NyiszIi nei quali egli risulta in contraddizione con se stesso: quando il crematorio era in funzione, il suo naso e la sua gola sono afferrati “dal puzzo della carne che arde e dei capelli che si bruciacchiano” (p. 19); ma: “si tosano i morti” (p. 60) dopo l’uscita dalla camera a gas e prima di incenerirli, poi “mani grossolane hanno tagliate le trecce dei loro capelli curati” (p. 168) prima di inviarli alla doccia e alla camera a gas. E via di seguito con questo passo.

Ma quello che si può scoprire confrontando la versione francese di questa pretesa testimonianza con la sua versione tedesca apparsa nell’illustrato Quick di Monaco, a puntate dal 15 gennaio 1961, è quanto mai significativo. In questa nuova versione i crematori non inceneriscono tutti assieme più di 10.000 persone al giorno, invece di 20.000. Esattamente come se un tiratore scelto che fa centro a 40 o 50 metri in francese, non riesce più a colpire il bersaglio che a 20 o 30 metri in tedesco. Un istituto che è “il più celebre del III Reich“, nel primo caso, è divenuto “il più celebre del mondo“, nel secondo. “Graziosi tappeti” diventano “tappeti persiani“. Il campo di Auschwitz che poteva contenere “fino a 500.000 persone” non è più che “gigantesco“; senza dubbio la precisione è sparita, perché nel periodo compreso tra il 1951 ed il 1961 l’autore — morto, del resto, da molto tempo, come si vedrà più avanti — ha scoperto, per interposta persona, che a Norimberga, Hoess aveva dichiarato : “che aveva contenuto fino a 140.000 persone” (T. XI, p. 416). Una distanza di tre chilometri è ridotta a cinquecento metri, ecc…
Perciò, se si tratta di un documento autentico, deve essere il medesimo nel 1951 come nel 1961: nella sua versione francese e nella sua versione tedesca, diversamente, si tratta di documento apocrifo.

Il fatto che le due versioni non concordino tra loro quasi in nulla, e l’una l’altra nella descrizione dei luoghi, come è possibile dedurre dai documenti presentati a Norimberga, autorizza a sostenere che questo Miklos Nyiszli non ha mai posto piede a Auschwitz: come minimo. E insisto, come minimo.

Avrei dovuto dubitarlo fino dalla prima pagina della sua testimonianza. Non ha infatti detto del convoglio di cui faceva parte: “lasciando dietro di noi il Tatra, passiamo davanti alle stazioni di Lublino e Cracovia” (per andare a Auschwitz, dalla frontiera ungaro-russa). Ciò prova inoltre che, non conoscendo il campo di Auschwitz perché mai lo aveva visto, non poteva conoscere nemmeno la via che vi conduceva.
Eppure si è trovata a Parigi una casa editrice che ha messo in circolazione questa imbecillità.
Nell’aprile del 1951, quando gli estratti di questa testimonianza vennero pubblicati da Les Temps modernes, io scrissi all’autore. Il 24 ottobre dello stesso anno egli mi rispose per mezzo di Tibère Krémer che in effetti vi erano state “2.500.000 persone sterminate nelle camere a gas di Auschwitz“…
Nel febbraio 1961, dopo aver letto il testo integrale in Quick, scrissi a Tibère Krémer: la lettera mi è stata rimandata con questa osservazione: “non abita più all’indirizzo indicato“. Allora mi sono rivolto direttamente a Quick: mi è stato risposto che non era possibile far pervenire la mia lettera al dr. Nyiszli perché era morto (!).
Nel novembre, sempre del 1961, dopo aver esaminato il testo integrale dell’edizione francese, mi sono rivolto all’editore Julliard, pregandolo di volere cortesemente trasmettere le già riferite osservazioni, almeno al dr. Tibère Krémer, del quale egli doveva conoscere l’indirizzo, avendo da lui ricevuto la traduzione che aveva pubblicato. E aggiungevo:

“I documenti storici hanno diritto al rispetto e non devono essere pubblicate inconsideratamente versioni che non si possono garantire. Nel caso in parola, da dieci anni, obbligatovi dai miei lavori, faccio ricerca dell’originale e nessuno ha potuto dirmi dove fosse possibile prenderne visione. I più qualificati storici del mondo ne ignorano tutto. Le versioni che ne sono state pubblicate sono divergenti e si contraddicono da una pagina all’altra. L’autore parla di luoghi che evidentemente non ha mai visti, ecc… Se dunque vi fosse possibile fornirmi elementi di certezza che mi permettessero di scrivere sulla scheda del dr. Nyiszli “documento autentico” quando mi riferisco a lui, nei miei lavori, ve ne sarò particolarmente grato.”

L’otto dicembre Pierre Javet, uno dei direttori letterari dell’editore Julliard, a nome, appunto, di questi, mi rispondeva:
“Vi ringrazio vivamente per avermi fatto pervenire la copia dattilografata della vostra lettera del 16 novembre.
Oggi stesso la trasmetto a Tibère Krémer, traduttore di Medico a Auschwitz del dr. Miklos Nyiszli, affinché possa rispondervi.
Posso intanto dirvi che il dr. Nyiszli è morto, ma sua moglie è tuttora vivente. Ho d’altra parte mostrato il suo libro a parecchi deportati: ne hanno confermata l’autenticità.
Vi prego, signore, di accettare l’espressione dei migliori sentimenti. Firmato: Pierre Javet.”

Sono sempre in attesa della risposta di Tibère Krémer.

E’ probabile che non la riceva mai. Anzitutto, come è stato detto, il 24 ottobre 1951, Tibère Krémer mi ha trasmesso una risposta del dr. Nyiszli alla mia lettera dell’aprile 1951. Ma dopo, le ricerche alle quali continuo a dedicarmi in relazione a questo singolare testimone mi hanno valso, da New York dove il libro fu pubblicato nel 1951, un’informazione secondo la quale il dr. Nyiszli era morto molto prima che la sua testimonianza fosse pubblicata per la prima volta. Se fosse vero, questo testimone morto — uno di più — avrebbe avuto la prerogativa di avermi personalmente scritto dopo essere morto.
Comprensibile quindi il silenzio di Tibère Krémer.
(…)
Fonte: http://www.vho.org/aaargh/ital/arrass/PRdram3.html

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Segnalazione sul tale “caso nyiszli miklos” : esiste un altro studio, molto più recente, a firma Carlo Mattogno, consultabile cliccando QUI.

Estratto da Wikipedia su tale  nyiszli miklos, ebreo, falsario, fonte primaria della menzogna  “Mengele”  :

…”Eppure a Birkenau c’era qualcosa assai peggio dei crematori; c’erano le fosse crematorie o “Roghi”, usate quando i crematori erano affollati”…
« Qui non ci sono menzogne a coprirne l’orrore, non si usa uccidere prima le vittime con il gas […] Dentro una fattoria requisita a contadini polacchi, dal tetto di paglia e le finestre inchiodate, veniva imposto ai condannati di spogliarsi nudi tra bastonate e violenze; poi venivano presi ad uno per volta da due uomini del Sonderkommando, in una tragica processione e portati di corsa tra il bosco di betulle verso una grande colonna di fumo nero, dall’odore nausebondo di carne bruciata e capelli strinati, che si innalzava verso il cielo e verso un rumore di un forte creptìo e di urla strazianti; quando il bosco non nascondeva più nulla, si arrivava ad una radura dove ardevano roghi in diverse lunghe fosse di circa 50 metri ognuna, larghe 4 e profonde altrettanto.

( L’ estensore di questo testo non sapeva, chiaramente, che ad Auschwitz la falda freatica, il livello dell’acqua, nel 1944 variava tra 60 e 120 cm da livello del terreno, vedasi: «“Verbrennungsgruben” und Grundwasserstand in Birkenau», in: Vierteljahreshefte für frei Geschichtsforschung, anno 6, n. 4, dicembre 2002,pp. 421-424; Auschwitz: Open Air Incinerations, Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005, pp. 33-34.! Quindi, qualora si fossero scavate fosse di 4 metri di profondità, queste, si sarebbero riempite d’acqua almeno per 280 centimetri! In sintesi: qualora si fossero annullate, o temporaneamente sospese, le leggi della fisica e si fosse riusciti, per eletto miracolo, ad accendere un fuoco in una “piscina” più che un incenerimento sarebbe stata una… bollitura! Olodogma)

Vicino ai bordi una serie di militi SS pronti con pistole di piccolo calibro che aspettavano e sbraitavano contro gli uomini del Sonderkommando che gli mettessero a tiro la vittima… Poi un colpo alla nuca tra la prima vertebra e il cranio del disgraziato di turno e poi giù nelle fiamme roventi…Il rendimento giornaliero di morte dei roghi era superiore a quello dei crematori. »(fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Mikl%C3%B3s_Nyiszli)

[ Altra “dimenticanza” del sedicente testimone oculare:

le pile di cadaveri ( anche 3.000 corpi ) nelle fosse di cremazione dovevano avere una temperatura di almeno 6-700°C per assicurare una completa cremazione, quindi i “militi SS” che erano “vicino ai bordi” si sarebbero trovati per tempi prolungati in una atmosfera con altissime temperature ! ]

__________ ! olodogma_informa_

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