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Mag 16

0242 – Novità libraria: “Logiche olocaustiche, I protocolli dei Savi Anziani goyim”

Con il consenso dell’Autore presentiamo la “Prefazione” dell’ultima fatica letteraria del Dr. Gianantonio Valli: “Logiche olocaustiche, I protocolli dei Savi Anziani goyim”, in distribuzione da Giugno 2013 ( per modalità di acquisto vedere a fine articolo). Olodogma

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PREFAZIONE

  Primo tempo

valligianantonio,valli,logicheolocaustiche,logiche,15-05-2013Sul fare della mezzanotte del 1° aprile, mentre la pioggia calava sul mondo una notte buia e tempestosa, una figura si avvicinava furtiva, alzando il bavero, al portone della casa. Lanciando occhiate anche a manca, assicurato dell’assenza di ogni movimento, l’uomo traeva da sotto il mantello un plico avvolto in carta cerata e lo deponeva veloce nell’incavo del muro. Guatando nuovamente intorno, premeva il campanello, dileguandosi poi lungo la via. Così almeno testimoniò la domestica, che proprio in quegli attimi, non riuscendo a prendere sonno, si era affacciata alla finestra. Scesa anch’ella veloce, non le era rimasto che far scorrere il catenaccio e ritirare il plico.

      Il mattino seguente il padrone di casa sciolse lo spago, trovandosi fra le mani una risma di fogli scritti in una grafia minuta, quasi da farmacista. Sulla prima facciata un titolo, alquanto sibillino per non dire inquietante, rendeva edotto del contenuto il lettore. Una data, il 27 gennaio, subito sotto, gli sovvenne la ricorrenza dell’occupazione sovietica dei campi di lavoro di una località tedesca poi passata alla storia col nome, gli sembrava, di Oswiecim.

      Sfogliate nervosamente le pagine, si accinse a leggere. Tre conferenze erano state tenute quel giorno, davanti a migliaia di persone che avevano ascoltato in religioso silenzio, per prorompere infine in applausi. La prima presso l’Istituto di Alti Studi dei Diritti Umani a Milano, la seconda presso l’Archiginnasio Paradigmatico di Bologna, la terza a Roma nell’aula magna della Pontificia Accademia del Bambin Gesù. Cosa singolare, sembrava che il conferenziere fosse sempre lo stesso, fatto poco credibile, a meno che non avesse il dono della trilocazione. O che la data indicata riguardasse solo il primo convegno. O magari neanche quello.

Dr. Gianantonio Valli, 2010

Dr. Gianantonio Valli, 2010

Strano davvero che in due mesi nessun giornale, nessuna televisione, nessun intellettuale, neppure l’Archetipo, quello con la evve blesa e il ghigno rictale, ne avesse parlato. Anche perché per quelle conferenze l’autore era stato insignito delle più prestigiose onorificenze. A Milano, della Gran Croce al Merito della Repubblica degli Zoccoli; a Bologna, della Venerabile Medaglia del Confraterno Occhio Insonne; a Roma, addirittura di un breve di Sua Santità accompagnato dalla Nostra Paterna Benedizione.

      Materiale in ogni caso sulfureo, quelle carte. Anche perché da una dozzina d’anni si era scatenato un cancan che qualche temerario chiamava Holoday. Come se fosse Hollywood. O il carnevale di Rio. Vero è che quel giorno, il 27 de cuius, era il culmine di una kermesse planetaria lievemente paranoica. Un’alluvione di filmati, di carta stampata, una campagna rieducativa in ogni scuola, bimbi incappucciati per fargli provare l’esperienza dell’asfissia, trombonate di politici, un’orgia di pellegrinaggi, dibattiti … ovviamente a senso unico, senza scomodi contraddittori, senza che fosse permesso esprimere dubbi, presentare documenti, porre domande scomode, avanzare altre interpretazioni.

      Bah! in ogni caso l’argomento del plico non erano le tesi tecniche del Revisionismo Olocaustico, proibitissime in molti paesi, ma non nella smaliziata Italia. O, almeno, non erano le argomentazioni tecniche di quello che taluno chiamava, sempre più spesso, «Immaginario» … quando non addirittura truffa. Immaginario! figurarsi! … come se le testimonianze infinite, le affabulazioni sempre rinnovate di quelli che venivano detti «santi secolari» si potessero mettere in dubbio. O in burla.Chotamon Shel Ha-Qadosh Baruch Hu Emet.

Indice dell'opera

Indice dell’opera

     Certamente, talora le leggi della natura sembravano essere state sospese, in quei tre anni. E allora? Tutti sanno che la matematica, la fisica e la chimica non sono scienze esatte. Che sono sempre opinabili. Che uno più uno può fare anche tre. E che in ogni caso quelle cosiddette scienze devono cedere il passo, certo non sempre, ma sempre per quegli anni, alla venerazione degli oloscampati … sant’iddio, Santo D-o, Sommo Ha-Shem! «oloscampati» … che termine! e pensare che qualcuno lo aveva coniato. Magari a dileggio.

      Ma dileggio di chi? Non certo di chi in quegli anni aveva davvero sofferto, ma a scherno anzitutto della grancassa sterminazionista … sterminazionista, altro sentore di marcio … ma come, «sterminazionista»?! cos’era la sterminazione? un’altra presa in giro … ignobile! … per fortuna, a tirare troppo la corda si finiva in galera. Purtroppo, non ancora in Italia.

      Leggendo, si accorse che l’autore … o gli autori … dovevano essere più d’uno per avere raccolto tanta documentazione …  quanto ci avevano messo, vent’anni? … si accorse che l’autore, o gli autori, trattavano non tanto dell’Olocausto, quanto del Grande Evento Mediatico. Del Paradigma da esso disceso, dell’Immaginario creato, del Dogma, della Fantasmatica nauseante, della necessità, delle Logiche di un certo atteggiarsi. E della reazione degli Increduli.

      Da sempre dubitoso di ogni versione canonizzata, l’uomo, man mano che leggeva, si andava convincendo non solo che non tutto quadrava, ma che anzi pressoché tutto, di quella versione, non quadrava.

      E il misterioso, o i misteriosi autori? … gli sovvenne il rabbino Reichhorn, il cimitero di Praga, un mare di kippah, l’Affabulatore Semiotico … le trame occulte demo-pluto-giudaico-massoniche, il teschio e le ossa, il cabalismo, il profetismo, la paranoia salvifica … altro che Machiavelli all’inferno!

      In ogni caso il manoscritto era chiaro in ogni affermazione, nomi e cognomi, date e riferimenti, centinaia di autori, nessuna ambiguità. Questa volta non si sarebbe potuto, da parte di qualcuno nell’ombra, incolpare il Piccolo Popolo. E Krushevan? Il russo aveva avuto un intuito straordinario, una intelligenza sublime a dipingere il quadro, a sviscerare la psicologia di Quelli, a penetrare il futuro prossimo venturo. Peccato non avesse rivendicato apertamente, a sua gloria, tanta preveggenza.

      Un ultimo aspetto attirò l’attenzione dell’uomo. Sul primo foglio, una dedica ricordava Antifonte, «uomo sommamente nemico della democrazia, non secondo a nessuno tra gli ateniesi del suo tempo nel campo dell’areté, sotto ogni altro aspetto il più saggio e il più giusto». Tucidide … Platone … chi lo aveva detto? e allora, perché non ricordare anche l’altro grande, quel Crizia caduto armi in pugno contro la democrazia, l’ingegno filosofico più lucido e politicamente coerente dell’Ellade, cancellato, lui e le sue opere, dalla damnatio memoriae operata dai nemici? splendida la radicalità del pensiero dell’ignoto conferenziere … o degli ignoti conferenzieri … in particolare la terza lettura, che trattava non solo della repressione operata dal Sistema, ma del concetto stesso di democrazia … arbitrio, ipocrisia, violenza, omologouméne ánoia.

      Tornato a sfogliare le ultime pagine, concluse però che, malgrado l’analisi della democrazia decisamente coerente con quella dedica, sarebbe stato più giusto dedicare l’edizione del manoscritto … andava certo stampato e diffuso … istruire gli ignoranti, sferzare gli ignavi, illuminare gli ottusi, fortificare i nonconformi … andava dedicato non solo a Krushevan, ma anche a tre martiri … parola abusata, dolciastra … meglio: a tre testimoni, tre combattenti, prove concrete della resistenza dello spirito umano all’abiezione di questo marcido presente … tre in rappresentanza di  una schiera infinita, migliaia, milioni di perseguitati, diffamati, avviliti, stroncati.

      Chi ringraziare, alla fine, per la luce contenuta in quei fogli? per tanta obiettività, e intelligenza di analisi, e tenacia, e rettitudine morale? Ovviamente il conferenziere, concluse, ma ancor prima gli studiosi revisionisti. Quelli che un divulgatore di cose olocaustiche aveva chiamato «gli ultimi eroi».

 Secondo tempo

Stante l’esistenza, così almeno si mormora, del mandato di cattura europeo per reati di pensiero, l’editore, onde evitare fulminazioni giuridiche al conferenziere e al ricevitore del plico, si è rivolto a un legale per una perizia sul testo delle tre conferenze. Sapendo la stima che l’odierna cultura politica ripone nel parere di personalità di paesi oltremare, ha contattato lo studio del dottor Anacleto Ngorongoro del foro di Bujumbura sui monti Virunga. Tuttavia, a causa del procrastinare dell’illustre giurista, si è visto costretto a rivolgersi altrove. La scelta è caduta quasi obbligatoriamente sull’avvocato Öskur Klunnalegur del foro di Snæfellsjökull, noto per la competenza in tema di Diritti Umani. Da lui ha avuto, come un tempo altri dal Sant’Uffizio, il nihil obstat quominus imprimatur. E quindi, pur avvezzo a editare – per riprendere l’accusa elevata contro l’editore di Spinoza – «ogni sorta di testi bizzarri ed empi, da non immaginarsi, opere di menti stravaganti, straniere e blasfeme» … quindi vive anch’egli tranquillo.

Gianantonio Valli : “Logiche olocaustiche, I protocolli dei Savi Anziani goyim”, 241 pagine, maggio 2013, © 2013 effepi Edizioni, via Balbi Piovera 7 – 16149 Genova. Euro 20.  Per ordinazioni telefoniche: 010-6423334- 338-9195220, e-mail : effepiedizioni@hotmail.com , il volume sarà disponibile dal 1° Giugno 2013.

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