«

»

Mag 10

0238 – Rogo dei libri: buono o cattivo? Dipende da chi lo fa!… come i bombardamenti!

 

Rogo ebraico//israeliano  "venuto male"

Rogo ebraico//israeliano “venuto male”

Le letture standard dei Vangeli olocau$to$terminazionisti prevedono, in questi periodi, la riesumazione del “nazzzzista rogo dei libri(1) , messo in atto da studenti tedeschi nella Bebelplatz di Berlino il 10 maggio 1933. Puntuale la  stampa ci ricorda di ricordare ( in questi tempi anche “low cost”! ). Ci piace segnalare che tale pratica di incenerimento è ricordata SOLO per una ulteriore “condanna” di quel particolare sistema politico, diversamente si dovrebbero ricordare anche gli altri attentati alla “libera circolazine delle idee”, la cui lista è lunga quanto la storia dell’Uomo. A tale proposito è utile segnalare che quello del 10 maggio 1933 non fu l’ultimo rogo dei libri e che l’avvento della “democrazia (“la mania di contare i nasi” , come diceva il buon Nietzsche) la miglior forma possibile di governo” non ha fermato tale pratica (2), anzi è stata ed è usata senza alcuna remora dai democratici giudici che applicano democratiche disposizioni politiche generali…quindi uno “standard comportamentale! Sotto riportiamo un breve estratto dall’opera del Dr. Gianantonio Valli “Holocaustica Religio” che analizza la pratica della censura nel mondo ebraico e aggiungiamo la notizia del rogo del “Nuovo testamento” nell’entità ebraica di Palestina (detta israele), ad opera di un rabbino e qualche altra istantanea di roghi e devastazioni di libri e librerie non conformi allo standard olocau$todisceso . La cosa non ci appassiona alcunchè, la citiamo per segnalare che non un figlio di cane si sia scandalizzato di tale evangelico rogo, anche considerando il miliardo e spiccioli di  “cristiani” vaganti per il globo e neppure del silenzio che avvolge tutti gli altri esempi di roghi. Non è politicamente corretto rilevare che nello “stato ebraico” un “ebreo” ha dato fuoco al Vangelo? Non è politicamente corretto rilevare la sistematica incarcerazione, rovina, di innocui censura/distruzione di testi revisionisti.

Per esemplificare l’isterica voglia di macero e rogo dei libri ( di alcuni libri) riportiamo la sentenza di Thomas Mann formulata  nella «lettera aperta» inviata nell’estate 1945 allo scrittore Walter von Molo, già presidente della Deutsche Akademie, che lo aveva invitato a rientrare in Germania, e pubblicata per la prima volta da Aufbau, periodico ebraico newyorkese in lingua tedesca:

…«Sarà superstizione, ma ai miei occhi i libri che hanno comunque avuto la possibilità di uscire in Germania fra il 1933 e il 1945 sono del tutto privi di valore, e non si dovrebbe neppure prenderli in mano. Sono impregnati tutti di un certo odor di sangue e di vergogna: meglio varrebbe mandarli tutti al macero»

  Olodogma

________________________

rogodeilibri,la repubblica,10.05.2013

     “Eletta” censura?

(…) Per quanto il Carmilly-Wein­ber­ger affermi che «la censura non è un’inven­zio­ne ebraica. È estra­nea allo spiri­to ebraico», lo stesso ci informa non solo che «un totale di 250-300 libri cadde vittima della censura interna che esistette tra gli ebrei per duemila anni, in massi­ma parte negli ultimi due secoli», ma anche che la censura è spesso indi­spensa­bile, poiché «è del tutto naturale che un popolo si preoccupi di difende­re la pro­pria cultura. Per una nazione rinunciare al suo unico spirito e al suo particola­re carattere equivale al suicidio […] Quanto più unici sono la sua fede e il suo spirito, tanto più strenua­mente ci si dovrebbe aspettare che una nazione resista ai tentativi di forze aliene che vogliono imporle i propri valori e i propri dei»;

      Innume­ri sono quindi stati gli episodi di scomunica di autori ebrei non-con­for­mi, pericolo­si per la compattezza delle comu­ni­tà, messi al bando, con le più truci espressioni, su decreto rabbinico non solo dalla loro comunità ma dalle comunità consorelle, come innumeri sono stati i roghi delle loro opere, giudicate perniciose per la salute spirituale (al­tro che il simbolico rogo operato dai nazio­nal­socialisti sull’Ale­xanderplatz il 10 maggio 1933!); per i quali roghi basti citare quelli: a fine Quattro­cento, del Sefer haAmitiyut, in arabo Kitab al Hakayk “Libro della Verità” di ignoto stu­dio­so di Tzada,

Rogo dei libri da parte di ebrei di israele,2008, fonte ebraica, Jpost

Rogo dei libri da parte di ebrei di israele,2008, fonte ebraica, Jpost

arso a Sana nello Yemen; a metà Cin­que­cen­to, del Sefer Milha­mot Adonai “Libro delle guerre del Signore” del trecen­tesco «fran­cese» maimonideo Rabbi Levi ben Gershon, noto come il Gersonide o «Ralbag»; nella seconda metà del Seicento, le opere dell’ex marrano secen­te­sco anti-sabbateano Abraham Michael Cardo­zo, dannate dal tribunale rab­binico di Smirne; egualmente, l’antologia di poemi anti-sabba­te­ani Tzvi Mudah “Tzvi il Rifiutato” degli «italiani» Jacob ed Emanuel Frances, arsa dai rabbini di Mantova; nel 1709, delle Liebliche Tefillah “Preghiere d’amore” di Aaron Samuel di Her­ger­shau­sen, anatemizzate, sequestrate e non bruciate ma seppellite (perché scritte in ebraico-tedesco) e contenenti nuove preghiere extra-liturgiche; nel 1715, del Shever Poshim di Rabbi Moses Hagiz, fatto sequestrare e bruciare dai capi della comuni­tà «portoghese» di Amsterdam per avere attaccato il sabba­te­ano Nehemiah Hiyya Hayon (tosto, in ogni paese d’Europa altri ebrei bruciano a ritorsione le opere di Hayyon); nella prima metà del Settecento, di numerose opere dell’«ereti­co» cabbalista Rabbi

Rogo dei libri ebrei israele 2008

Rogo dei libri,da parte di rabbino , israele 2008

Moses Hayyim Luzzatto, invano difeso dal suo maestro Rabbi Isaiah Bassan; similmente, viene arso Simhat haNefesh “Gioia dell’anima” di Elhanan Kirchhahn, comparso in due parti nel 1707 a Francoforte sul Meno e nel 1727 a Fürth, discussione in ebraico-tedesco su leggi e costumi ebraici con passi tradotti del Schulchan aruch (una versione dell’o­pera edita a Shklov nel 1796 omette l’intera sezione legale); nel 1754, una decina di opere di Rabbi Jacob ben Tzvi Emden, feroce avversa­rio del pre­sunto sabbateano Rabbi Jonathan Eybe­schütz,mandate al rogo dal tribunale rabbinico di Cracovia (a ritorsione, Emden denuncia alle autorità goyish, onde vengano arse a loro volta, le opere dell’avver­sario; il divieto di perseguitare i correligionari con anatemi e decreti arsionari viene imposto agli ebrei dai sovrani illumini­sti, in primis Giuseppe II d’Austria!); nel 1781, sabato il 20 di Av, l’anate­ma di diverse opere chassidiche ad opera del Vilna Gaon, in partico­la­re le Toldot Yaakov Yosef

Rogo dei libri, libreria di Ernst Zündel ,1995

Rogo dei libri revisionisti presenti nella libreria di Ernst Zündel, 1995

“Racconti di Giaco­mo Giusep­pe” acquistate in blocco e bruciate per le strade di Praga; nel 1782, di Divrei Shalom V’Emet “Parole di pace e verità” dell’il­lu­minista mendelsso­hnia­no Rabbi Hartwig (Naphtali Herz) Wessely, su decreti del Gaon di

Libreria,europa di Pedro Varela, Barcelona 29.09. 2010

Libreria Europa di Pedro Varela, revisionista, Barcellona 29.09. 2010

Vilna, ove il libro viene anche materialmente «impiccato», e dei rabbini di Lissa, Glogau, Posen e Berlino, il cui caporab­bi Hershel ben Aryeh Loeb Levin cerca di espellere Wes­sely dalla città; nel 1789, di Teshuvah al Mitzpe Yekutiel di Rabbi Raphael Cohen, pubblica­mente bruciato nel cortile della vecchia sinagoga a Berlino; nel 1798, di Imrei Noam, commento­ del­l’«un­gherese» Rabbi Aaron Chorin alle regole alimentari, se­questra­to e distrutto con tre altre sue opere dal caporabbi moravo Marcus Bene­dict/Mor­de­chai Baneth (a ritorsione, il libro Ma­kel Noam di Rabbi Isaac Griesha­ber, conte­stato­re di Chorin, viene di­strutto dai sostenitori di questi); nel 1807, di Pesher Davat, del buon Menashe ben Porat, che cerca di ac­cor­da­re le dottrine del Vilna Gaon e di Shneur Zal­man di Lyady, ottenendo a ringrazia­mento l’anatema dal Vilna Gaon e la distruzione di tutte le copie (tranne una, oggi al British Museum); nel 1819, di Megalleh Te­mirin, opera dell’illu­minista antichassi­dico Joseph Perl di Tarnopol, mandata al rogo in varie città galizia­ne; nel 1824, del­l’a­no­nimo Sefer haKundass “Libro di scherno”, parodia del Schul­chan aruch ad opera del­l’illuminista Abraham Isaac Landau di Podka­men/Polo­nia;

      e la scomunica da parte dell’uffi­cia­lità rabbi­nica raggiunge anche l’ampio filone chassidico fonda­to dal «Baal Shem Tov» (1698-1760). Ad aprire ufficial­mente le ostilità contro i chassidici – caratterizzati da cinque aspetti che minano l’ebraismo rabbinico: 1. impor­tan­za data alla Qabba­lah e allo Zohar (fonte fonda­men­tale per il chassidi­smo, seconda per dignità solo alla Scrittura), 2. concetto che ogni atto della vita è in sé religioso, 3. ricerca della comunione con Dio, 4. intensa vita comuni­taria e, soprattutto, 5. culto del rebbe – è nel 1772 l’insigne Eliyahu ben Shlomo Zalmen o Elijah ben Solomon Zalman, Gaon di Vilna (1720-97), che non solo sco­mu­ni­ca per la prima vol­ta le dottrine eretiche, vinco­lando le comu­ni­tà ad «estin­gue­re» la «blasfema» setta mistica e facen­do­ne bru­ciare gli scritti, ma non esita a ricorrere al governo goyish per eliminare i mistici rivali (per due volte viene arrestato dalle autorità russe perfino il grande Shneur Zalman di Lyady, rilasciato in seguito all’amni­stia che nel 1801 segue l’asce­sa al trono dello zar Alessandro I). In effetti, già nel 1756 Rabbi Hayym Rappaport e altri tredici rabbini della galiziana Brody avevano bandito lo Zohar e tutte le opere di Rabbi Yitzchak Luria Ha-ashkenazi (1534-72, il capo della cabbalistica «Comunità dei Santi» di Safed) e dei suoi seguaci, vietando­ne la lettura a chi non fosse trenta-quarantenne, e in ogni caso permetten­dola solo ai ferrati nella legge rabbi­ni­ca.(…)

Testo tratto da  “HOLOCAUSTICA RELIGIO”, Psicosi ebraica, progetto mondialista, di Gianantonio Valli, http://olodogma.com/wordpress/0139-iii-le-valenze-dellolocausto-in-holocaustica-religiopsicosi-ebraica-progetto-mondialista-socio-politica/

Note:

1) …”la Libera Svizzera va considerata non l’ultima arrivata, ma un’antesigna­na: nel 1969 il tribunale correziona­le di Vevey aveva condannato il dottor James-Albert Mathez a trenta giorni di carcere e al pagamento delle spese di distruzione del libro, stampato nel 1965 a sue spese e distribuito ad amici e simpatizzanti”… ( Fonte G.Valli )

2) …confische di opere d’arte e di biblioteche, col sequestro e la distruzione di decine di
migliaia di titoli «pericolosi» (e ciò dopo la distruzione di milioni di volumi coi bombardamenti
a tappeto… exempli gratia i 625.000 delle biblioteche di Amburgo il 28 luglio 1943, i 180.000 di Bonn il 18 ottobre 1944, il 470.000 di Giessen il 6 dicembre 1944); del milione di 608 titoli edito nel Dodicennio vengono banditi nella Zona di Occupazione Sovietica, elencati nei quattro volumi

Lista libri proibiti, 1946

Lista libri proibiti, 1946

Liste der auszusondernden Literatur editi il 1° aprile 1946, 1° gennaio 1947, 1° settembre 1948 e 1° aprile 1952, ben 33.000 titoli, 2500 periodici e l’opera omnia dei capi e dei più vari teorici del nazionalsocialismo; similmente, anche nelle Zone Occidentali vengono indiziati decine di migliaia di titoli e distrutti centinaia di milioni di volumi (25.000 sono i titoli vietati nel 1947 dall’Ordinanza n.4 del Kontrollrat del Nordrhein-Westfalen sulla base dell’Ordine n.4 emesso dal Consiglio di Controllo Alleato nel 1946: «Dato il pericolo rappresentato dalla dottrina nazionalsocialista e per eradicare quanto prima le idee nazionalsocialiste […] e antidemocratiche in qualsivoglia forma esse hanno trovato espressione in Germania, il Kontrollrat emette il seguente Ordine: 1. Entro due mesi dalla pubblicazione di questo Ordine tutti i proprietari di biblioteche a prestito, librerie […] e case editrici devono consegnare alle Autorità Militari od altri Rappresentati delle Autorità Alleate quanto segue: a. Tutti i libri, volantini, periodici, raccolte di giornali […] contenenti propaganda nazionalsocialista […] 2. Nello stesso arco di tempo tutte le ex biblioteche statali e cittadine, tutti i rettori universitari e i direttori degli istituti superiori e medi […] così come i direttori dei ginnasi e delle scuole elementari devono allontanare dalle loro biblioteche le pubblicazioni nazionalsocialiste […] di cui al punto 1. […] e consegnarle alle Autorità Alleate»); inoltre, se fino al 1987 sono state restituite a Bonn 8300 delle 10.000 opere dette «degli artisti di guerra» confiscate e trasferite negli USA dal 1946 (nel 1951 ne vengono restituite 1626, nel 1986 seguono altri 6700 quadri e sculture, giudicati «politicamente innocui» da una commissione capeggiata dall’ebreo senatore Jacob Javits; Veit Veltzke aggiunge che 400-450 opere «potenzialmente pericolose», oltre ad un numero imprecisato di altre, resteranno in custodia perenne dell’US Army), ancora nel 1994 è voce che nella base aerea di Alexandria/Virginia restano sequestrati quali «segreto di Stato» 8722 quadri di artisti nazionalsocialisti e della collezione personale del Führer: dichiarati «bene nazionale» dal ministero della Difesa, non sono stati finora esposti fotografati (in parallelo, quale bottino di guerra l’URSS ha sottratto, contro ogni diritto internazionale, due milioni di libri, tre chilometri di materiali d’archivio e 200.000 opere d’arte: quadri e sculture di ogni secolo, codici miniati e incunaboli, fino ai 259 pezzi del «tesoro di Priamo»; la prima esposizione pubblica di opere rubate – 74 dipinti – ha luogo, con somma impudenza, all’Ermitage a San Pietroburgo nel marzo 1995).

1933 libri confiscati , piazza dell'Opera di Berlino

1933 libri confiscati , piazza dell’Opera di Berlino

A confronto: a parte i 46 roghi di libri «nemici dello spirito tedesco» organizzati dalle organizzazioni studentesche autonome nel marzo-giugno 1933 e culminati con le solenni Bücherverbrennungen del 10 maggio (oltre a opere antologiche, Werner Treß elenca 354 autori,ebrei e non ebrei, liberali, marxisti o comunque ritenuti dannosi per i fini educativi del popolo tedesco… compresi romanzi «disfattisti» come lo splendido Martin Eden di Jack London), con le due edizioni della Liste des schädlichen und unerwünschten Schrifttums, “Lista della letteratura dannosa e inopportuna”, edite nel 1938 e 1939, il nazionalsocialismo aveva vietato la diffusione, senza peraltro sequestrarli ai privati, di 4770 titoli, 390 riviste e serie librarie e dell’opera omnia di 390 autori. Per lo spirito in cui furono dati alle fiamme i volumi valgano i discorsi pronunciati agli studenti sulla Marktplatz di Bonn dal germanista Hans Naumann:

«Vogliamo compiere un’azione simbolica. Questo fuoco è un simbolo e deve agire e  bruciare come un invito a tutti a fare lo stesso: deve continuare a operare passando dagli studenti alla borghesia. Ci scrolliamo di dosso una dominazione straniera, elimineremo un’occupazione.Vogliamo liberare lo spirito tedesco dall’occupazione straniera»,

e ad Heidelberg la notte del 17 maggio da Gustav Adolf Scheel, presidente della Unione degli Studenti Nazionalsocialisti, NSDStB Nationalsozialistischer Deutscher Studentenbund, della università:

«Camerati!
Compatrioti tedeschi! Con atto solenne gli studenti di Heidelberg protestano oggi contro lo spirito non-tedesco, contro la vergogna e la sporcizia in campo letterario. La grande azione che in questa settimana viene condotta da tutti i gruppi studenteschi del Reich contro le opere nichilistico-ebraiche, marxiste-bolsceviche, volgari e indecenti, si fonda sulla ferma volontà di liberare finalmente noi e il nostro popolo dallo spirito di un Gumbel [ebreo antinazionale che aveva irriso ai caduti della Grande Guerra], di un Remarque, di un Heinrich Mann, di un Kurt Tucholsky, o comunque si chiamino i criminali che hanno operato contro lo spirito tedesco».

___________

! olodogma_informa_

N.B. Sono graditi segnalazioni di errori o malfunzionamenti dei links. Grassetto, sottolineatura, foto,  evidenziazione, NON sono parte del testo originale, in BLUE testi di Olodogma. Mail: olodogma@gmail.com . Per consultare l’elenco di TUTTI gli articoli presenti su Olodogma cliccare sul link http://olodogma.com/wordpress/elenco-generale-articoli/.

Torna alla PAGINA INIZIALE

Lascia un commento