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Apr 20

0216 – La menzogna di Auschwitz, la truffa dello statuto di Norimberga, il processo di Norimberga, gli assassinati di Norimberga. I “numeri” del genocidio

.

AAA OLODOGMA piccoloPassato il pericolo “Adolf Hitler stampa moneta propria ed infetta gli altri Stati d’Europa” l’Eletta Usura apolide del sistema finanziario applica l'”Endlösung der deutschefrage“ (soluzione finale del problema tedesco), una sorta di festa di “purim“: sanguinaria, assassina. In pratica si trattò di eliminare, fisicamente, ogni uomo che ebbe un qualche ruolo nella minaccia al potere dell’Usura apolide. Si comincia “legalmente” con gli illegali tribunali di pura “vendetta”, come affermato dal presidente USA J.F. Kennedy…

“La costituzione degli Stati Uniti, che non consente l’introduzione di leggi retroattive, non è una raccolta di parole soggette a libera interpretazione: è il fondamento della nostra giustizia. E’ cosa disgustosa che a Norimberga si sia venuto meno ai nostri principi costituzionali per punire un avversario sconfitto. (…) Un processo tenuto dai vincitori a carico dei vinti non può essere imparziale perché in esso prevale il bisogno di vendetta. E dove c’è vendetta non c’è giustizia”… ( John F. Kennedy,1956, citato in: John Kennedy, Ritratti del coraggio, Gaffi, 2008). (1)

in questo articolo sono riportati un buon numero di dati su questa autentica mattanza dello spirito d’Europa tramite l’assassinio dei suoi figli. Ringraziamo il Dr. Gianantonio Valli per la disponibilità alla pubblicazione del testo, tratto da “La fine dell’Europa, il ruolo dell’ebraismo“, © 2011 effepi, via Balbi Piovera, 7 – 16149 Genova, dicembre 2010. E-mail : effepiedizioni@hotmail.com

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Gianantonio Valli

LA FINE DELL’EUROPA

Il ruolo dell’ebraismo

seconda edizione, corretta e ampliata

valli,la,fine,dell'europaCoincidentia mirabilis, dieci erano stati i figli dell’«antisemita» Haman fatti impiccare – preventivamente – dal buon Mardocheo. Quanto al cattivo Haman, progenie dell’«antisemita» re Agag di Amalek, diverrà l’ideatore del «primo tentativo di “soluzione finale”» (Josy Eisenberg) e «l’Hitler dei suoi giorni» (il cristiano-sionista David Allen Lewis). Infine, tale è la sete giudaica di wizenthaliana «giustizia-non-vendetta», che «anche se un giorno tutte le feste fossero abolite, Purim [termine persiano: «le Sorti», festa teologicamente minore tra tutte le altre,in particolare le tre shalosh regalim “ricorrenze principali” Pesach, Rosh ha-Shanah e Yom Kippur!] non lo sarà mai» (Taanit 2,5); acuto Lutero :

«Oh, quanto hanno caro il libro di Ester, che tanto bene collima con la loro sanguinaria, vendicativa, assassina avidità e speranza!».

A provare l’importanza della festa, segnaliamo ancora che il Talmud, mentre dedica due pagine scarse a Chanukkah, non solo dedica un intero volume a Purim, ma precisa che si ha il dovere di bere vino fino a che si confondano tra loro le espressioni «maledetto sia Haman» e «benedetto sia Mardocheo». Simpatico l’aneddoto riportato da Schwartz-Bostunitsch: il 14 e 15 del mese di adar dell’anno domini 1928 la stampa internazionale giubila che la solenne celebrazione si è tenuta persino su un dirigibile che, affittato da ricchi ebrei, dalla Germania veleggia verso la Palestina. Ultima perla: mentre Ester ricorda espressamente che Haman fu impiccato, altri testi parlano della sua crocifissione… aspetto che non può non far sorgere alla mente degli ebrei, perseguitati dai cristiani, la crocifissione del Cristo quale giusta punizione.
Ma torniamo al conflitto mondiale: dall’ottobre 1946 all’aprile 1949 a Norimberga vengono tenuti – dai soli americani, poiché sovietici, inglesi e francesi chiudono la loro attività col massacro degli Hauptkriegsverbrecher (grandi criminali di guerra) – altri dodici processi maggiori, coinvolgendo 185 tedeschi.

Precisamente,

medici: 23 imputati (dal 21 novembre 1946 al 20 agosto 1947, 7 a morte, 5 ergastolo, 4 pene minori, 7 assolti),
Milch: il Maresciallo dell’Aria Erhard Milch (dal 17 febbraio al 17 aprile 1947, ergastolo),
– giuristi: 16 imputati (dal 17 febbraio al 4 dicembre 1947, 4 ergastolo, 6 pene minori, 4 assolti),
Pohl / Wirtschafts- und Verwaltungshauptamtder SS: 18 imputati (dall’8 aprile al 3 novembre 1947, 4 a morte, 3 ergastolo, 8 pene minori, 3 assolti),
Flick: 6 imputati (dal 20 aprile al 22 dicembre 1947, 3 pene minori,3 assolti),
IG-Farben: 24 imputati (dal 27 agosto 1947 al 29 luglio 1948, 11 pene minori,2 rilasciati, 10 assolti),
generali Sud-Est: 12 imputati (dall’8 luglio 1947 al 19 febbraio 1948, 1 suicidio, 2 ergastoli, 6 pene minori, 1 sospeso per malattia, 2 assolti),
RuSHA Rasse-und Siedlungshauptamt: 14 imputati (dal 10 ottobre 1947 al 10 marzo 1948, 1  ergastolo,7 pene minori, 5 rilasciati, 1 assolto),
Ohlendorf/Einsatzgruppen: 24 imputati (dal 15 settembre 1947 al 7 marzo 1948, 1 suicidio, 14 a morte, 2 ergastolo, 5 pene minori, 1 rilasciato,1 sospeso per malattia),
Krupp: 12 imputati (dal 17 novembre 1947 al 30 giugno 1948, 10 pene minori, 1 rilasciato, 1 assolto),
Wilhelmstraße: 21 imputati (dal 20 dicembre 1947 al 14 aprile 1949, 18 pene minori, 1 rilasciato, 2 assolti) e
OKW: 14 imputati (dal 5 febbraio al 28 ottobre 1948, 1 suicidio, 2 ergastolo, 8 pene minori, 1 rilascio, 2 assolti).

Complessivamente: 4 si danno la morte, a 4 viene sospeso il processo per motivi di salute, 24 vengono condannati a morte (12 vengono impiccati, a 11 la pena viene commutata 1144 in ergastolo, 1 viene estradato in Belgio, ove muore in carcere), 20 all’ergastolo, 89 a pene carcerarie da diciotto mesi a venticinque anni e 35 assolti.

Inoltre, in

– duemila ( 2.000 ) processi minori, dei quali

– 950 condotti dagli americani,
– 550 dagli inglesi e
– 275 dagli austriaci,

gli Occidentali condannano complessivamente 5025 tedeschi, dei quali 806 a morte.

Secondo dati forniti nel luglio 1964 dal ministero della Giustizia bonniano, dall’8 maggio 1945 al 1° gennaio 1964 vengono poi trascinate davanti ai tribunali BRD 12.882 persone, delle quali 5445 condannate:

– 12 a morte (sentenze non eseguite),
– 76 all’ergastolo
– 5243 a pene carcerarie di varia entità.

Il 25 gennaio 1965 il Procuratore Generale DDR comunica che dal maggio 1945 al dicembre 1964 i processati per nazicrimini sono stati 16.572, dei quali
– 12.807 condannati:
– 118 a morte,
– 231 all’ergastolo
– 5088 a oltre tre anni di carcere.

Voluti da instancabili nazi-hunter, nel trentennio seguente seguono nelle ex Zone processi contro Nazi-Verbrecher minori.

Vendetta altrove: Italia e Giappone

Mentre, quanto all’Italia i liberatori lasciano il «lavoro sporco» alla criminalità partigiana (nelle Radiose Giornate vengono massacrati 40.000 fascisti) e alla demogiustizia, il processo ai War Criminals nipponici si apre a Tokio il 3 maggio 1946. L’International Military Tribunal for the Far East “Tribunale Militare Internazionale per l’Estremo Oriente”, istituito sotto la diretta  supervisione del Grande Proconsole – il generale Douglas Mac Arthur, che al contempo toglie ogni sacralità l’imperatore, «regala» una Costituzione al paese vinto ed epura duecentomila politici e funzionari – presieduto dall’australiano sir William Flood Webb e composto da altri dieci magistrati designati da USA, Gran Bretagna, Cina, URSS, Olanda, Nuova Zelanda, Francia, India, Canada e Filippine, identifica 80 «criminali di classe A» e ne giudica 28 (quattro ex presidenti del Consiglio, 3 ex ministri degli Esteri, 4 ex ministri della Guerra, 2 ex ministri della Marina, 6 generali, 2 ambasciatori, 3 esponenti del mondo finanziario, 1 consigliere dell’imperatore, 1 scrittore teorico dell’espansionismo, 1 viceammiraglio, 1 colonnello; il 29°, principe Konoye, si era suicidato il 16 dicembre 1945), imputandoli di 55 capi d’accusa per fatti compiuti tra il 1° gennaio 1928 e il 2 settembre 1945: congiura contro la pace, pianificazione e condotta di una guerra d’aggressione contro diversi Stati, assassinio, crimini di guerra e contro l’umanità. La sentenza viene emessa il 12 novembre 1948: dei 28 , 2 muoiono durante il processo, 1 viene chiuso in ospedale psichiatrico, 7 vengono condannati a morte (la Corte Suprema americana, appellata, se ne lava le mani, dichiarando il 20 dicembre la propria incompetenza; le impiccagioni avvengono nella notte 22-23), 16 all’ergastolo e 2 a 20 e 7 anni.
A testimoniare la «correttezza» procedurale, ben 5 degli undici giudici, precisamente Webb, Delfin Jaranilla per le Filippine, Bert Victor A. Rolling per l’Olanda, Henri Bernard per la Francia e Radhabined M. Pal per l’India, presentano delle sentenze diverse. L’indiano Pal, ad esempio, stende un rapporto di 700 pagine nel quale definisce le prove d’accusa «per la maggior parte senza valore», rimarcando sarcastico di avere sperato che almeno uno solo dei «documenti» addotti fosse scritto in giapponese (ad esempio, oltre al «documento» 1873, che
«attesta» incoraggiamenti ufficiali ai soldati a nutrirsi di cadaveri di GIs trasformati in hamburger o in zuppe, vengono addotte, quali prove di «fatti notori», citazioni tratte da articoli di Chicago Daily Tribune, New Orleans Times-Picayune, Sacramento Herald, Oakland Tribune, New York Herald, New York Times, Christian Science Monitor, etc). Stando a Carlos Withlock Porter e Vincent Reynouard il numero complessivo dei giapponesi coinvolti in altri processi (a Singapore, Tokio, Yokohama, Manila, in Cina, India e nel Pacifico) è di 1228, con 804 condannati: 174 a morte e 176 a reclusione superiore a venti anni.
Cifre più complete offre Franz W. Seidler (VII), che rileva come «molti dei processi violarono le più elementari norme giuridiche» e per il quale tra l’ottobre 1945 e l’aprile 1951 vengono imputati in 2244 processi 5700 militari, dei quali 3100 condannati a pene detentive e 984 a morte, dei quali 920 impiccati. Infine, tre ultimi punti:
Il primo: l’assassinio del generale Tomoyuki Yamashita, comandante in capo nelle Filippine,
condannato all’impiccagione dagli americani per non avere impedito le atrocità «commesse
»  dai suoi uomini: «Sebbene non vi fossero prove che egli fosse a conoscenza di tali atrocità,
il tribunale sentenziò che avrebbe dovuto saperlo e che non le aveva impedite», scrive con nonchalance Tina Rosenberg.
Il secondo, ancor più significativo di una temperie storica: nel 1998 il film che, dopo il Titanic di Cameron, spopola nei botteghini giapponesi, è il revisionista “Orgoglio: un momento fatidico”, pellicola che, centrata sulle motivazioni idealistiche dell’espansione nipponica nel conflitto, in particolare quella di liberare i paesi asiatici dal colonialismo occidentale, riabilita la figura e l’azione del primo ministro generale Hideki Tojo, impiccato nella «Norimberga giapponese», dopo che gli è stato impedito in extremis un tentativo di suicidio.
Il terzo: a partire dalla fine degli anni Cinquanta i giapponesi, malgrado la profonda prostrazione per lo sconvolgimento della loro società e lo sfacelo dei valori tradizionali, a differenza dei  rieducati tedeschi e italiani cominciano a testimoniare sempre più spesso la loro fedeltà ai capi infangati e massacrati: non solo il popolo, ma anche la classe politica ed i primi ministri rendono omaggio alle loro salme, sepolte nel sacrario nazionale di Yasukuni.

Note di Olodogma

1) Sul Processo di Norimberga presentiamo il discorso di Benedetto Croce tenuto all’Assemblea costituente, nella seduta pomeridiana del 24 Luglio 1947, consultabile al link http://olodogma.com/wordpress/0023-benedetto-croce-sul-processo-di-norimberga/ . La “genesi” di certa “giustizia” sta tutta racchiusa in due fondamentali articoli dello “Statuto” del tribunale/truffa di Norimberga, che riportiamo :

Articolo 19.

Il Tribunale non sarà legato dalle regole tecniche relative alle testimonianze. Esso adotterà e applicherà per quanto possibile, una procedura rapida e non formalista e ammetterà tutti quei mezzi che esso stimerà abbiano un valore probatorio.

Articolo 21.

Il Tribunale non dovrà chiedere prove di fatti di notorietà pubblica, ma li considererà come provati. Esso considererà ugualmente come prove autentiche i documenti e i rapporti ufficiali dei Governi delle Nazioni Unite, compresi quelli compilati dalle Commissioni costituite nei diversi paesi alleati per effettuare le inchieste sui crimini di guerra, come pure i processi verbali delle udienze e le decisioni dei Tribunali Militari o di altri Tribunali di qualsiasi delle Nazioni Unite.

Tali aberrazioni hanno portato a STABILIRE, per esempio per Auschwitz,

– 4.000.000 di morti ammazzati!  Cifra riconosciuta UFFICIALMENTE come FALSA solo dopo il crollo del comunismo nel 1989!

– “Provata”, quindi, anche la produzione di “sapone fatto col grasso ebraico”, pubblicamente negata dallo yad vashem di Gerusalemme!

– “Provata” la gasazione in “camere a vapore” a Belzec!…che nessuno, oggi, cita più!

– “Provata” la responsabilità tedesca nell’assassinio di migliaia di ufficiali polacchi nella foresta di Katyn , oggi ufficialmente riconosciuta come perpetrata dai comunisti dell’URSS.

Non fù Giustizia, bensì ASSASSINIO, premeditato.

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