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Gen 07

0110- “Auschwitz : assistenza sanitaria, ”selezione” e “sonderbehandlung” dei detenuti immatricolati”

Citazione da levi primo

“Stasera, subito dopo la zuppa, andrò in Ka-Be.Ka-Be è abbreviazione di Krankenbau, l’infermeria. Sono otto baracche, simili in tutto alle altre del campo,ma separate da un reticolato. Contengono permanentemente un decimo della popolazione del campo,ma pochi vi soggiornano più di due settimane e nessuno più di due mesi“…

Fonte: levi primo,Se questo è un uomo; La tregua, Einaudi, Torino 1989. Fonte internet: http://www.altrestorie.net/libri/Levi-SeQuesto-Uomo.pdf, pag.77

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mattogno_assistenza_sanitariaPubblichiamo il testo dei primi tre paragrafi del primo capitolo della parte prima dello studio di Carlo Mattogno: “Auschwitz: assistenza sanitaria, ”selezione”e “sonderbehandlung”dei detenuti immatricolati”

Particolare interesse rivestono le disposizioni sul miglioramento delle condizioni di vita ed alimentari degli internati, miglioramento in aperto contrasto con la pretesa sterminazionista di identificare il lager di Auschwitz come un “centro di sterminio”. Risulta incomprensibile un miglioramento della  vita degli internati ( tra cui MOLTISSIMI  INABILI al lavoro, VECCHI, BAMBINI, quindi “bocche inutili” da sfamare ) con la contemporanea volontà di sterminio.

Il libro di  254 pagine + appendice documentaria ( Effepi Edizioni, 2010. Euro 32,00 )  può essere ordinato presso:

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 Le foto presenti in questo post NON fanno parte del testo originale, le didascalie sono originali, la fonte delle foto (tranne la foto di apertura) è il museo dell’olocausto yad vashem di Gerusalemme. La presente pubblicazione avviene con l’autorizzazione dell’Autore. Olodogma

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Auschwitz:

assistenza sanitaria, ”selezione”e “sonderbehandlung” dei detenuti immatricolati

di Carlo Mattogno

parte I^

I DETENUTI

CAPITOLO 1

LE CONDIZIONI DI VITA DEI DETENUTI

1.1 Le disposizioni relative al miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti

Auschwitz, Poland, 1941, Treatment room of the clinic in Camp I- 8454947999180611291

Auschwitz, Poland, 1941, Treatment room of the clinic in Camp I- 8454947999180611291

A partire dalla fine di marzo del 1942, nei campi di concentramento nazionalsocialisti l’aspetto ecomico della detenzione cominciò a prevalere su quello strettamente “rieducativo”. Il 31 marzo 1942 l’SSBrigadeführer Richard Glücks, capo dell’Amtsgruppe DKonzentrationslager (Gruppo di uffici D – Campi di concentramento) dell’ appena costituito SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt, mandò ai comandanti di tutti i campi di concentramento una lettera segreta nella quale comunicò:

«Per ordine del Reichsführer-SS in parecchi campi si lavora all’interno del campo di detenzione preventiva per l’industria degli armamenti. Questi lavori sono d’importanza militare e perciò particolarmente urgenti. Con i detenuti nuovi arrivati devo anzitutto riempire questi campi, poi, secondo l’urgenza, saranno soddisfatte le esigenze degli altri campi»1.

 Un mese dopo la svolta era ormai decisa. Il 30 aprile l’SSGruppenführer Oswald Pohl, capo dell’SS-WVHA, inviò a Himmler una lettera con oggetto «Incorporamento dell’Ispettorato dei campi di concentramento nell’SS-WVHA» (Eingliederung der Inspektion der Konzentrationslager in das SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt) nella quale rilevò:

«La guerra ha portato un evidente cambiamento strutturale dei campi di concentramento e ha cambiato radicalmente i loro compiti per quanto riguarda i detenuti. L’aumento di detenuti solo per ragioni di sicurezza, di rieducazione o di prevenzione non è più in primo piano. Il baricentro si è spostato verso il lato economico. La mobilitazione di tutte le forze lavorative dei detenuti anzitutto per compiti bellici (incremento dell’armamento) e successivamente per i compiti della pace si spinge sempre più in primo piano.

Da questo riconoscimento risultano provvedimenti necessari che richiedono un graduale passaggio dei campi di concentramento dalla loro precedente forma unilateralmente politica ad una organizzazione rispondente ai compiti economici»2.

Questi nuovi compiti di importanza bellica richiedevano la salvaguardia della manodopera dei detenuti.

Il 15 dicembre 1942, Himmler, preoccupato per l’alta mortalità dei detenuti dei campi di concentramento, scrisse al capo dell’ SS-WVHA la seguente lettera:

«Caro Pohl, ritorno sul nostro colloquio a Hegewaldheim. Nel 1943 cerchi di acquistare in larghissima misura per il sostentamento dei prigionieri verdura cruda e cipolle. Nel periodo della verdura distribuisca in grande quantità carote, cavoli rapa, rape bianche e quante altre verdure simili ci sono e ne immagazzini per i detenuti per l’inverno un quantitativo sufficiente, in modo che i prigionieri ogni giorno ne possano ricevere in quantità soddisfacente. Credo che in tal modo innalzeremo notevolmente [il loro] stato di salute. Heil Hitler. Suo Himmler».

Lieber Pohl! Ich komme auf unser Gespräch im Hegewaldheim zurück. Versuchen Sie doch im Jahre 1943 für die Gefangenenernährung im grössten Umfang rohes Gemüse und Zwiebeln zu erwerben. Geben Sie in der Gemüsezeit Karotten, Kohlrabi, weisse Rüben und was es sonst an derartige Gemüse gibt, in grosser Menge aus und lagern Sie für die Gefangenen für den Winter eine genügende Menge ein sodass die Gefangenen jeden Tag in ausreichendem Masse davon bekommen könnten. Ich glaube, wir werden damit den Gesundheitszustand wesentlich heben. Heil Hitler. Ihr (Himmler)3.

Auschwitz, Poland, 1941, Dental clinic in Camp I. -14908677752249551969 dentisti per internati

Auschwitz, Poland, 1941, Dental clinic in Camp I. -14908677752249551969 dentisti per internati

Il 28 dicembre 1942 Himmler ordinò di abbassare a tutti i costi la mortalità dei detenuti dei campi di concentramento. Lo stesso giorno l’ SS-Brigadeführer Glücks inviò ai medici dei campi di concentramento (Lagerärzte) una lettera relativa all’«Attività medica nei campi di concentramento» (Ärztliche Tätigkeit in den Konz.-Lagern). A questa era allegato un riepilogo delle variazioni della forza dei campi, dal quale risultava che, su 136.000 internati, ne erano morti 70.000. Glücks continua:

«Con un tasso di morte così alto non si potrà mai portare il numero dei detenuti al livello che il Reichsführer SS ha ordinato. I medici primari dei campi si devono impegnare con tutti i mezzi a loro disposizione affinché il tasso di mortalità nei singoli campi diminuisca considerevolmente. Il miglior medico in un campo di concentramento non è quello che crede di attirare l’attenzione con una durezza inopportuna, bensì quello che mantiene la capacità lavorativa più alta possibile con la sorveglianza e le turnazioni nei singoli luoghi di lavoro. I medici dei campi devono sorvegliare più di prima il vitto dei detenuti e presentare proposte di miglioramento ai comandanti dei campi in accordo con le amministrazioni. Queste però non devono restare soltanto sulla carta, ma devono essere controllate regolarmente dai medici dei campi. Inoltre i medici dei campi si devono preoccupare che le condizioni di lavoro nei singoli luoghi di lavoro vengano migliorate per quanto è possibile. A questo scopo è necessario che i medici dei campi nei luoghi di lavoro si convincano personalmente sul posto delle condizioni di lavoro. Il Reichsführer SS ha ordinato che la mortalità debba assolutamente diminuire. Per questa ragione viene ordinato quanto sopra e ogni mese bisogna riferire al capo dell’Ufficio D II su ciò che si è disposto. La prima volta il 1° febbraio 1943».

Mit einer derartig hohen Todesziffer kann niemals die Zahl der Häftlinge auf die Höhe gebracht werden, wie es der Reichsführer SS befohlen hat. Die 1.Lagerärzte haben sich mit allen ihnen zur Verfügung stehenden Mitteln dafür einzusetzen, dass die Sterblichkeitsziffer in den einzelnen Lagern wesentlich herabgeht. Nicht derjenige ist der beste Arzt in einem Konz.-Lager, der glaubt, dass er durch unangebrachte Härte auffallen muss, sondern derjenige, der die Arbeitsfähigkeit durch Überwachung und Austausch an den einzelnen Arbeitsstellen möglichst hoch hält. Die Lagerärzte haben mehr als bisher die Ernährung der Häftlinge zu überwachen und in Übereinstimmung mit den Verwaltungen den Lagerkommandanten Verbesserungsvorschläge einzureichen. Diese dürfen jedoch nicht nur auf dem Papier stehen, sondern sind von den Lagerärzten regelmässig nachzukontrollieren. Ferner haben sich die Lagerärzte darum zu kümmern, dass die Arbeitsbedingungen auf den einzelnen Arbeitsplätzen nach Möglichkeit verbessert werden. Zu diesem Zweck ist es nötig, dass die Lagerärzte sich auf den Arbeitsplätzen an Ort und Stelle von den Arbeitsbedingungen persönlich überzeugen. Der Reichsführer SS hat befohlen, dass die Sterblichkeit unbedingt geringer werden muss. Auf diesem Grund wird obiges befohlen und es ist monatlich über das Veranlasste an der Chef des Amtes D II zu berichten. Erstmalig am 1. Februar 1943»]4.

Il 20 gennaio 1943 Glücks ritornò sull’ordine di Himmler scrivendo ai comandanti dei campi di concentramento quanto segue:

«Invio per conoscenza la copia allegata. Come ho già fatto presente, il tasso di mortalità al campo dev’essere abbassato con ogni mezzo. Ciò è anche possibile con la piena utilizzazione e la preparazione appetitosa del vitto disponibile e con la ricezione ben avviata di pacchi.

Rendo il comandante del campo e il capo dell’amministrazione del campo di concentramento personalmente responsabili dell’esaurimento di ogni possibilità per conservare la forza lavorativa dei detenuti e controllerò in futuro nei giudizi personali che devono essere dati da qui se anche in questo caso gli ufficiali SS responsabili abbiano adempiuto completamente il loro dovere».

Birkenau, Poland, 1941, An operating room at the hospital-2292461009230015530

Birkenau, Poland, 1941, An operating room at the hospital-2292461009230015530

Anliegende Abschrift übersende ich zur Kenntnisnahme. Wie ich bereits darauf hingewiesen habe, ist mit allen Mitteln zu versuchen, die Sterblichkeitsziffer im Lager herunterzumindern. Durch volle Ausnutzung und schmackhafte Zubereitung der zur Verfügung stehender Verpflegung und durch den gut angelaufenen Paketempfang ist dies auch möglich.

Ich mache den Lagerkommandanten und den Leiter der Verwaltung des Konzentrationslagers für die Erschöpfung jeder Möglichkeit zur Erhaltung der Arbeitskraft der Häftlinge persönlich verantwortlich und werde in Zukunft bei den von hier vorzulegenden Personalbeurteilungen überprüfen, ob auch in diesen Falle die verantwortlichen SS-Führer restlos ihre Pflicht erfüllt haben»]5.

In conseguenza di queste disposizioni di Himmler, nella prima metà del 1943 la mortalità nei campi di concentramento si abbassò in modo rilevante. Nel relativo rapporto di Pohl a Himmler, datato 30 settembre 1943, si legge:

«Reichführer,

dopo che nel mese di dicembre 1942 la mortalità ha raggiunto ancora circa il 10%, già nel mese di gennaio 1943 è scesa all’8%, per poi diminuire costantemente. In sostanza, questa diminuzione della mortalità viene attribuita al fatto che le misure igieniche già a lungo richieste sono state attuate almeno in gran parte. Inoltre nell’ambito del vitto si è ordinato che un terzo del nutrimento poco prima della distribuzione venga aggiunto crudo, spezzettato a dovere, al cibo cotto ».

Reichführer!

Nachdem im Monat Dezember 1942 die Sterblichkeit noch rd. 10% betrug, ging sie bereits im Monat Januar 1943 auf 8% herunter, um dann ständig abzusinken. In der Hauptsache wird dieses Absinken der Sterblichkeit darauf zurückgeführt, daß schon lange geforderten hygienischen Maßnahmen nunmehr wenigstens zu einem grossen Teil durchgeführt wurden. Ferner wurde auf dem Gebiete der Ernährung angeordnet, daß ein Drittel der Nahrung kurz vor der Ausgabe in rohem Zustand in der nötigen Zerkleinerung dem gekochten Essen zugesetzt wird»].

Gli altri provvedimenti concernevano il miglioramento del vestiario invernale, la minore durata degli appelli, la concessione di ricevere pacchi viveri e un corso di cucina a Dachau per i detenuti cucinieri6.

Il 26 ottobre 1943 Pohl emanò una importante direttiva segreta che riguardava il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti. Riporto, nonostante la sua lunghezza, il testo integrale di questa direttiva, che fu inviata ai comandanti di 19 campi di concentramento, tra cui Auschwitz:

«Nel quadro della produzione bellica tedesca i campi di concentramento, grazie al lavoro di costruzione che è stato eseguito nei due anni passati, rappresentano un fattore di importanza strategica determinante. Dal nulla abbiamo creato fabbriche di armamenti che non hanno pari.

Ora dobbiamo fare in modo con tutte le forze che le realizzazioni già raggiunte siano non soltanto mantenute, ma anche costantemente accresciute in futuro.

Poiché le officine e le fabbriche in sostanza restano quelle, ciò per noi è possibile solo conservando la forza lavorativa dei detenuti e accrescendola ulteriormente.

Negli anni scorsi, nel quadro dei compiti di rieducazione allora vigenti, poteva essere indifferente se un detenuto poteva o non poteva prestare un lavoro utile. Ma ora la forza lavorativa dei detenuti è importante e tutti i provvedimenti dei comandanti, dei capi dell’Ufficio V7 e dei medici devono riguardare soprattutto il mantenimento della salute e della produttività dei detenuti. Non per ipocrita sentimentalismo, ma perché abbiamo bisogno delle loro braccia e delle loro gambe, perché essi devono contribuire a che il popolo tedesco consegua una grande vittoria, per questo dobbiamo prenderci a cuore il benessere dei detenuti.

Come primo obiettivo pongo questo: al massimo il 10% di tutti i detenuti possono essere inabili al lavoro in conseguenza di una malattia. Quest’obiettivo deve essere raggiunto con un lavoro comune di tutti i responsabili.

Per questo è necessario:

1) un’alimentazione corretta e appropriata,

2) un vestiario corretto e appropriato

3) l’impiego di tutti i mezzi sanitari naturali

4) evitare tutti gli sforzi inutili, non direttamente indispensabili per la capacità lavorativa,

5) premi di produttività.

1) Alimentazione.

Già più volte ho richiamato l’attenzione sulla necessità di un vitto per i detenuti corretto e appropriato. Ricordo i seguenti princìpi:

a) Immagazzinare verdura e patate in modo da evitare il più possibile perdite di magazzino. Impianti di stoccaggio ineccepibili.

b) Quando si puliscono patate e verdura tenere gli scarti al livello più basso possibile. Sorvegliare costantemente le squadre di sbucciatori.

c) Lavare le patate il più brevemente possibile, non lasciarle all’acqua corrente per ore. Se un lavaggio è inevitabile, tenerle appena coperte dall’acqua intere e non spezzettate. Distribuire per quanto possibile patate lesse con la buccia.

d) Mescolare dal 10 al 50% di tutta la verdura cruda ai cibi cotti poco prima della distribuzione del rancio.

e) Mescolare ai cibi circa il 10% delle patate crude e grattugiate.

f) Buttare via l’acqua di cottura delle verdure solo quando presenta un cattivo odore o sapore.

g) Distribuire verdura accanto ai pasti anche cruda, come l’insalata, o non cucinata (carote, crauti).(Cantina!). La raccolta di verdura selvatica e di spezie dev’essere fatta come prima con grandissima cura.

h) Non fare scuocere i cibi caldi!

i) La quantità del rancio di mezzogiorno dev’essere di un litro e un quarto–un litro e mezzo, ma non una zuppa acquosa, bensì una pietanza densa, ricca di contenuto.

j) I cuochi devono rivolgere la loro attenzione principalmente al buon condimento. Niente quantità eccessive di sale, comunque non possono essere somministrati 20–30 grammi al giorno. La provvista di spezie, nella misura in cui non siano razionate, dev’ essere attuata energicamente.

k) I detenuti cuochi devono essere sorvegliati costantemente e sostituiti immediatamente in caso di negligenza nel servizio.

i) Al contrario di quanto avviene per la cucina dei soldati, nella cucina dei detenuti il cibo dev’essere spezzettato e cotto insieme. Solo i lavoratori addetti ai lavori pesanti ricevono in mano il loro supplemento di salsiccia.

m) Bisogna sfruttare completamente tutte le possibilità di procurare generi alimentari supplementari (ad es. lievito, cagliata).

n) Nei campi di concentramento non ci devono essere rifiuti di cibo.

o) Le pietanze e le bevande calde devono essere somministrate e consumate calde.

p) Il pane dev’essere immagazzinato. Dove possibile, distribuire pane integrale.

q) Bisogna provvedere con grande attenzione ad una distribuzione in parti uguali del vitto. Il detenuto che senza colpa riceve il cibo in ritardo ha diritto alla stessa quantità di coloro che lo hanno preceduto. Le porzioni di cibo in eccedenza devono essere distribuite in parti uguali o equamente a turno.

r) I detenuti devono essere incoraggiati a pelare con cura le patate lesse con la buccia.

s) Bisogna favorire la ricezione di pacchi supplementari.

t) Mangiare e digerire bene richiedono tranquillità. Perciò pause sufficienti quando si riceve il cibo. Niente marce inutili: portare il cibo agli uomini, non gli uomini al cibo.

Non gravare le pause per mangiare con un ulteriore servizio.

u) Nelle cucine, nelle sale di soggiorno, nelle stoviglie deve regnare la massima pulizia.

v) Se un malato può raggiungere una guarigione più rapida grazie a una dieta particolare, bisogna somministrargliela, ma soltanto nelle infermerie.

2) Vestiario.

Il vestiario, insieme al vitto caldo, ha il compito di tenere caldo il corpo e di proteggerlo da infreddature. Ciò è di particolare importanza proprio per i detenuti che lavorano all’aperto.

Ordino che d’inverno, se ci sono, si portino copricapi, cappotti, polsini di lana, calzini. Più vestiti leggeri tengono più caldi di uno pesante, perciò d’inverno in mancanza di un cappotto dev’essere consentito di indossare due camicie o simili.

I giornali sono una efficace protezione contro il freddo (perché mantengono il calore). Perciò, se necessario, far portare parecchi strati di giornali sul petto, sulla pancia e sulla regione renale. Bisogna preoccuparsi di procurare sufficienti quantità di carta.

I detenuti eventualmente si possono confezionare da soli panciotti di carta. Anche la carta tagliuzzata nelle calze costituisce una buona protezione contro il freddo. Se non c’è un copricapo, permettere parimenti di confezionare berretti di carta attillati. In questo caso lasciare anche i capelli lunghi per mantenere il calore.

Premierò le proposte utili per ogni tipo di vestiario che mantenga il calore.

3) Mezzi sanitari naturali.

D’inverno bisogna badare che i detenuti non subiscano congelamenti. Perciò in caso di lavoro all’aperto fare ripetutamente brevi pause per energici movimenti corporei. Utilizzare per esercizi di riscaldamento anche gli appelli per il conteggio [dei detenuti].

Le bevande e i cibi caldi favoriscono l’irrorazione sanguigna e il riscaldamento del corpo dall’interno. Distribuire cibo freddo sempre insieme a una bevanda calda.

Il giaciglio non si deve raffreddare; perciò nelle baracche non riscaldate far mettere di giorno coperte distese sui pagliericci. Bisogna controllare costantemente che i pagliericci siano ben riempiti.

Bisogna provvedere ad un riposo notturno indisturbato di almeno 7– 8 ore.

I detenuti che di giorno lavorano in locali bui, se possibile, durante la pausa di mezzogiorno devono essere esposti alla luce del giorno col busto nudo.

4) Evitare gli sforzi inutili

Gli appelli per il conteggio devono durare il meno possibile, bisogna evitare lo stare in piedi a lungo. Se fa freddo permettere brevi esercizi battendo i piedi, se il tempo è bello far sedere [a terra].

Organizzare per quanto possibile i luoghi di lavoro riguardo a disposizione e illuminazione in modo tale che tutta la forza disponibile torni a vantaggio del processo lavorativo.

In futuro premierò (facilitazioni, sigarette) le proposte utili e facilmente realizzabili che possano essere fatte dai detenuti a tale riguardo.

5) Premi di produttività.

Un altro mezzo fondamentale per aumentare le prestazioni dei detenuti è la concessione di premi. La procedura è fissata nel disegno di legge “Regolamento di servizio per la concessione di facilitazioni ai detenuti” del 15 maggio 1943. Questo disegno di legge viene di nuovo allegato a questa lettera. Il suo contenuto dev’essere dettagliatamente noto a tutti gli incaricati dell’impiego dei detenuti. I comandanti dei campi devono personalmente aver cura continuamente e coscienziosamente che anche questa possibilità venga esaurita completamente.

Sulla concessione di premi, soprattutto sulla loro efficacia per l’accrescimento della produttività, bisogna riferire dettagliatamente il 15 gennaio 1944. A questi rapporti bisogna allegare eventuali proposte di miglioramento.

Mi aspetto che queste norme in breve tempo influiscano positivamente sull’accrescimento della produttività dei campi di concentramento.

In caso che i lavori (ad es. la confezione di panciotti di carta) siano necessari in misura piuttosto grande, devono essere eseguiti nelle infermerie soltanto dai detenuti bisognosi di convalescenza. Questi devono essere radunati qui.

Bisogna mettere a disposizione i locali necessari.

Ogni comandante di campo che riceve questa lettera la deve trasmettere immediatamente per conoscenza al primo ufficiale del servizio amministrativo e al medico del campo. Questi due ufficiali devono attestare con la loro firma sulla lettera che l’hanno letta con attenzione.

Mi preoccuperò personalmente di controllare i provvedimenti esposti di nuovo in questa lettera»8.

Per quanto riguarda Auschwitz, l’eco di questa direttiva si può cogliere nel Sonderbefehl (Ordine speciale) del comandante del campo, SS-ObersturArthur Liebenschel_SS-Obersturmbannführer Arthur Liebehenschel_comandante_auschwitz_mbannführer Arthur Liebehenschel, del 14 febbraio 1944, che contiene, tra l’altro, queste disposizioni:

«D’altra parte, come è stato ordinato ripetutamente, bisogna fare di tutto per conservare la capacità e la forza lavorativa dei detenuti. Per questo occorre che il detenuto, dopo aver eseguito in modo accurato il lavoro, venga anche trattato in modo adeguato. Si dica di nuovo l’essenziale.

1) C’è un solo appello al giorno per il conteggio, che non dura più di 10– 15 minuti.

2) Il tempo libero serve al recupero delle forze lavorative consumate; per questo occorre sonno sufficiente. L’affaticamento inutile e addirittura vessatorio dei detenuti durante il tempo libero è abolito. Le violazioni a ciò devono essere punite con pene severissime.

3) Bisogna prestare la massima attenzione al cibo, cioè ogni detenuto deve ricevere anche realmente ciò che gli spetta (supplementi per lavori duri e durissimi). L’arrivo dei pacchi svolge anche qui un ruolo importante. Ad Auschwitz in due mesi e mezzo sono arrivati oltre un milione di pacchi. I destinatari di molti pacchi che contengono cose deperibili e che, come mi sono convinto, non possono consumare da soli, con adeguata istruzione, se non lo fanno già da soli, li consegneranno ad altri detenuti che sono in condizioni relativamente cattive.

4) Lo stato del vestiario deve essere controllato costantemente, soprattutto le calzature.

5) Ritirare tempestivamente i detenuti malati. Meglio un breve periodo all’ospedale sotto adeguato trattamento medico e poi di nuovo sani al posto di lavoro che lasciare a lungo sul posto di lavoro senza capacità lavorativa.

6) Al detenuto diligente ogni tipo possibile di facilitazioni, incrementate fino al riacquisto della libertà; al detenuto pigro, incorreggibile, la durezza di tutte le pene possibili secondo le disposizioni»9.

In una lettera «ai comandanti del K.L. Auschwitz I-III» sull’impiego lavorativo dei detenuti in data 8 marzo 1944, Pohl, ribadendo che la forza lavorativa dei detenuti apparteneva al Reich (die Arbeitskraft der Häftlinge dem Reich gehört), ordinava tra l’altro ai comandanti di fare in modo di

«assicurare un sonno indisturbato ai detenuti che sono impiegati in un turno di lavoro. In nessun caso questi detenuti devono essere svegliati dal loro sonno, ad esempio per accertare la completezza dei Kommandos in un appello» [«den Häftlingen die in Schichtarbeit eingesetzt sind, ungestörten Schlaf zu sichern. Keinesfalls dürfen diese Häftlinge aus ihrem Schlaf geweckt werden, um zum Beispiel bei einem Appell die Vollzähligkeit der Kommandos festzustellen»]10.

Il 26 ottobre 1944 Glücks, in una lettera «ai comandanti del KL Auschwitz III» (evidentemente destinata ai comandanti del KL Auschwitz I-III) ribadì:

«Ogni detenuto deve poter dormire almeno 7 ½ -8 ore, se il giorno dopo deve essere al 100%. Bisogna inoltre badare in modo particolare che anche i detenuti impiegati nel turno di notte, dopo il rientro dal turno, possano dormire indisturbati durante il giorno il numero di ore necessario e non debbano interrompere il loro sonno a causa di appelli per il conteggio».

Birkenau, Poland, 1942, Prisoners working in the disinfection cabin - 9535520532221167591

Birkenau, Poland, 1942, Prisoners working in the disinfection cabin – 9535520532221167591

Jeder Häftling muß mindestens 7 ½ bis 8 Stunden schlafen können, wenn er am nächsten Tag wieder 100%ig seinen Mann stellen soll. Dabei ist besonders zu beachten, daß auch die zur Nachtschicht eingesetzten Häftlinge während des Tages nach Rückkehr von der Schicht ungestört die erforderliche Stundenzahl schlafen können und nicht durch Zählappelle ihren Schlag [Schlaf] unterbrechen müssen»]11

Nello Standortbefehl (Ordine della guarnigione) n.6/44 del 7 febbraio 1944 Liebehenschel diede disposizioni anche sui «trasporti di detenuti»:

«Quando dobbiamo trasportare uomini (detenuti) ad un altro impiego di lavoro, anche per il trasporto bisogna porre tutti i presupposti necessari per conservare la forza lavorativa, affinché la capacità lavorativa accertata prima della partenza non soffra a causa del trasporto. Per questo ordino di nuovo quanto segue:

a) Il comandante del campo è personalmente responsabile di ogni trasporto che parte.

b) La selezione (ispezione) viene eseguita, come ordinato, dal medico del campo, dal capo del campo di detenzione preventiva e dal capo dell’impiego dei detenuti; in caso di consegna da un campo a un altro, eventualmente anche alla presenza dei relativi comandanti del nuovo campo.

Il capo del campo di detenzione preventiva è responsabile di fronte al comandante del campo soltanto della regolare preparazione del trasporto fino alla partenza del treno. Per questo occorre:

approntamento di una scorta sufficiente, armamento (pistole mitragliatrici) e vitto sufficiente per essa; in caso di trasporti più grandi (più di 4 vagoni) bisogna sempre designare un ufficiale SS come capo del trasporto. Allo stesso modo bisogna portare, come ordinato, regolare vestiario e sufficiente vitto per i detenuti. Quando si porta il vitto bisogna considerare le condizioni di traffico del momento, dunque portarne sempre in più!

Il vitto del trasporto non dev’essere consegnato ai detenuti tutto insieme. Il treno per il trasporto dev’essere guarnito di cartone di lana di legno per sdraiarsi.

In ogni vagone c’è un recipiente con acqua bollita o tè, un secchio latrina e luce di sicurezza (lanterne da stalla). In caso di freddo molto intenso i vagoni ferroviari devono essere equipaggiati dalle Ferrovie del Reich con stufe. In caso di freddo moderato, per la protezione contro il freddo bastano il rivestimento del pavimento già indicato e l’avvolgimento dei piedi e del petto con carta di giornale.

Prego l’amministrazione del campo di procurare il necessario corredo per il trasporto, se non è presente, e di consegnarlo al capo del campo di detenzione preventiva.

Il capo del campo di detenzione preventiva affida per iscritto l’equipaggiamento del trasporto al capo del trasporto responsabile, questo provvede dopo la consegna del trasporto a riportare indietro l’intero equipaggiamento. Prima del caricamento del treno per il trasporto i vagoni devono essere controllati con grandissima attenzione per [ragioni di] sicurezza dal capo del campo di detenzione preventiva e dal capo del trasporto. Le mancanze accertate a questo riguardo devono essere immediatamente eliminate da artigiani idonei»12.

La selezione menzionata al punto b) del documento era prassi ordinaria. Ad esempio, nel Kommandanturbefehl (Ordine del comando) n. 64 del KL Stutthof del 28 settembre 1944 si legge:

«Secondo telescritto del 15.9.1944 dell’ Amtsgruppenchef D (capo del gruppo di uffici D) dell’SSWirtschafts-Verwaltungshauptamt, il 29.9.1944 1.000 detenuti ebrei e 1.500 detenuti ariani vengono trasferiti dal KL Stutthof alla stazione ferroviaria di Schömberg a disposizione del KL Natzweiler. La selezione [Auswahl] di questi detenuti è stata eseguita secondo comunicazione verbale dal primo Schutzhaftlagerführer (capo del campo di detenzione preventiva), dall’SS-Standortarzt (medico SS della guarnigione) e dall’ Arbeitseinsatzführer (capo dell’impiego lavorativo). […].

Secondo telescritto n. 9485 dell’8.9.1944 dell’ Amtsgruppenchef D dell’SSWirtschafts-Verwaltungshauptamt, il 29.9.1944 500 detenute ebree vengono trasferite alla stazione ferroviaria di Hannover-Vinnhorst, binario di raccordo 2, a disposizione del KL Neuengamme per i Brinkerwerke Hannover. I detenuti da trasferire sono stati selezionati [ausgewählt] secondo comunicazione verbale dal primo Schutzhaftlagerführer, dall’SSStandortarzt e dall’ Arbeitseinsatzführer»13.

Note:

1 Wirtschafts-Verwaltungshauptamt, Amtsgruppenchef D – Konzentrationslager, 31 marzo 1942. AGK, NTN, 172, p. 38.
2 R-129.
3 Der Reichsführer-SS. Feld-Kommandostelle, 15.12.1942. BAK, NS 19/1542.
4 AGK, NTN, 94, pp. 142-143.
5 NO-1523.
6 PS-1469.
7 L’Abteilung V-Standortarzt (Sezione V-Medico della guarnigione) dei campi di concentramento.
8 AMS, I-IB 8, pp. 53-57. Vedi Documento 1 e Trascrizione 1 nell’Appendice.
9 GARF, 7021-108-32, p. 80. Vedi Trascrizione 2.
10 NA, T-1021. Record Group No. 242/338, vol. 3, Roll No. 18, Frame n. 581.
11 Idem, Frame 598.
12 AGK, NTN, 121, p. 97. Vedi Trascrizione 3.
13 AMS, I-IB-3, pp.196-197.

parte II^

1.2. La selezione dei detenuti all’arrivo

Nella summa storiografica del Museo di Auschwitz in cinque volumi, Tadeusz Iwaszko1 scrive:

«L’accoglimento dei trasporti in massa di Ebrei deportati ad Auschwitz nel quadro della “soluzione finale” fu attuato secondo un’ altra procedura. Anche in questi trasporti gli uomini furono scaricati in condizioni simili a quelle dei trasporti di detenuti, però dopo seguiva la “selezione” e alla fine solo una parte dei deportati veniva ammessa al campo. “Selezione” significava che i trasporti erano ripartiti sulla rampa e il criterio di questa “selezione” era l’abilità al lavoro degli uomini sopraggiunti. I responsabili delle selezioni erano i medici del campo SS. Queste selezioni venivano eseguite in fretta e accadeva anche che per di più ci fossero cattive condizioni di luce. Il membro delle SS che effettuava la selezione, per la sua decisione, si basava soltanto sull’aspetto [delle persone]. Il tutto si svolgeva così rapidamente che non sarebbe stata possibile neppure una visita superficiale. Dopo che, di norma, avevano viaggiato per parecchi giorni in vagoni sovraffollati, dopo che per giorni non avevano ricevuto nulla da bere, gli uomini, coi loro vestiti puzzolenti e la barba lunga non facevano un’impressione positiva. In queste circostanze, essere classificati come abili al lavoro dipendeva dal caso. Solo dopo la fine della selezione gli uomini classificati come abili al lavoro e necessari al campo venivano condotti al campo sotto sorveglianza»2.

Sanità ad Auschwitz-Monowitz, IG-Farbenwerke impianto di raggi X

Sanità ad Auschwitz-Monowitz, IG-Farbenwerke impianto di raggi X

 Sulla scelta dei detenuti da immatricolare non esiste alcun documento, tutto è lasciato alle testimonianze, perciò non si sa in base a quali criteri i Lagerärzte operassero. Tuttavia una serie di documenti mai menzionati prima d’ora da nessuno storico di Auschwitz ci permette di affermare con certezza che il lavoro dei Lagerärzte era molto più serio di quanto volesse far credere Iwaszko. Secondo questi documenti, che risalgono al 1943 e si riferiscono ai detenuti del campo maschile, il Lagerarzt, dopo la selezione iniziale, doveva visitare tutti i detenuti immatricolati e redigere, ogni cinque giorni, un rapporto sui risultati della visita che era inviato «al comando. Primo capo del campo di detenzione preventiva del KL» (an Kommandantur 1.Schutzhaftlagerführer des K.L.). Questi rapporti, che menzionano anche vari trasporti ebraici, sono redatti secondo un modello prestabilito. Il primo è datato 7 febbraio 1943.

 Traduco il rapporto del 12 febbraio:

  « Copia.

Il medico del campo Auschwitz, 12 febbraio 1943.
KL Auschwitz
A
Comando
I Capo del campo di detenzione preventiva del KL Auschwitz
A u s c h w i t z

I 408 detenuti internati dal 6 al 10 febbraio 1943 sono stati visitati dal medico del campo.
389 detenuti sono sani e abili al lavoro
16 detenuti sono abili al lavoro leggero
3 detenuti sono inabili al lavoro.

I nuovi arrivati:

N. da 100444 a 100497 da Kattowitz (prigione)
100498 ” 100522 ” Vienna (prigione)
100523 ” 100805 ” Residenza ebraica Bialystok
100806 ” 100839 ” Kattowitz (prigione)
100840 ” 100851 ” KL Stutthof

devono sottostare a una quarantena di 3 settimane qui al campo prima di poter essere impiegati per il lavoro.
Possono essere impiegati direttamente per il lavoro soltanto quei detenuti che non provengono da una prigione, un campo di raccolta o simili.

Il medico del campo del KL
Auschwitz
firmato: firma
SS-Untersturmführer
Per copia conforme
(Mulka)
SS-Hauptsturmführer e aiutante Timbro con la scritta:
Waffen-SS
Comando KL
Auschwitz»3.

Nella tabella che segue riassumo i dati relativi ai documenti4:mattogno_auschwitz_sonderbehandlung_assistenza_sanitaria_diagramma_abili_lavoro_inabili

  Il totale degli inabili al lavoro è dunque di 85 detenuti su 6.924, pari ad una percentuale dell’1,2%. Ciò significa che la selezione iniziale del Lagerarzt non era poi così arbitraria.

 Il Lagerarzt doveva sottoporre a visita medica tutti i trasporti di detenuti che arrivavano ad Auschwitz e quelli inabili al lavoro venivano da lui inviati all’ ospedale dei detenuti (Häftlingskrankenbau).

 Come vedremo nel capitolo 4.3, dai documenti che si sono conservati risulta inoltre che le diagnosi del Lagerarzt erano molto accurate.

1.3. Il trattamento dei detenuti secondo il regolamento dei campi di concentramento

 Nei campi di concentramento tedeschi nulla era lasciato all’arbitrio. Un regolamento emanato dal Reichssicherheitshauptamt [RSHA] definiva l’ordinamento del campo, delimitava le funzioni e le competenze dei singoli uffici e sanciva le prescrizioni relative ai detenuti. Di tale regolamento esisteva con certezza una edizione del 1941 intitolata «Regolamento per campi di concentramento (ordinamento del campo)» [Dienstvorschrift für Konzentrationslager (Lagerordnung)], di cui ho trovato soltanto la copertina e l’indice. Il volumetto era suddiviso in sedici capitoli che recavano i seguenti titoli:

 I. Zweck und Gliederung des Konzentrationslagers/ Scopo e organizzazione del campo di concentramento
II. Betreten des Konzentrationslagers/ Accesso al campo di concentramento
III. Der Lagerkommandant/ Il comandante del campo
IV. Der Adjutant/ L’aiutante
V. Die Politische Abteilung/ La Sezione Politica
VI. Das Schutzhaftlager/ Il campo di detenzione preventiva
VII. Die Lagerverwaltung/ L’amministrazione del campo
VIII. Der Lagerarzt/ Il medico del campo
IX. Der Führer vom Sicherheitsdienst, der Unterführer vom Tagesdienst und die Lagerpolizei/ L’ufficiale del Servizio di Sicurezza, il sottufficiale del servizio diurno e la polizia del campo
X. Der Postenbegleitdienst/ Il servizio di scorta delle sentinelle
XI. Aufnahmen, Entlassung und Verschiebung/ Accettazione, rilascio e smistamento
XII. Häftlingsgeldverwaltung/ Amministrazione del denaro dei detenuti
XIII. Die Postzensur/ La censura postale
XIV. Allgemeine Lagerordnung/ Regolamento generale del campo
XV. Strafordnung/ Regolamento delle punizioni 5.

Un estratto di questo regolamento, firmato SS-Hauptscharführer Jung, fu trascritto da Jan Sehn e allegato agli atti del processo della guarnigione del campo di Auschwitz. Su questo documento ritornerò successivamente. Esiste anche un «Regolamento per il campo di concentramento femminile di Ravensbrück (ordinamento del campo)» [Dienstvorschrift für das Fr. K.L. Ravensbrück (Lagerordnung)] che presenta le varianti necessarie per un campo femminile6.

 Le disposizioni generali per le guardie che prestavano servizio nei campi di concentramento vietavano espressamente di maltrattare i detenuti. Un formulario con domande e risposte intitolato «Istruzione sui compiti e doveri delle sentinelle in un campo di concentramento» (Unterricht über Aufgaben und Pflichten der Wachposten in einem Konzentrationslager) dichiara al riguardo:

 «Domanda: Che deve fare la sentinella quando osserva pigrizia, negligenza e ozio?

 Risposta: Deve riferirlo al caposquadra o al capo del campo di detenzione preventiva indicando il numero del detenuto.

 Domanda: Che cosa non può fare in nessun caso?

 Risposta: È vietato punire fisicamente un detenuto».

 [«Frage: Was hat der Posten zu tun, wenn er Faulheit, Nachlässigkeit und Schlenderei beobachtet?

 Antwort: Er hat dies unter Angabe der Häftlingsnummer dem Vorarbeiter oder dem Schutzhaftlagerführer zu melden.

 Frage: Was darf er in keinem Fall tun?

 Antwort: Es ist verboten, einen Häftling körperlich zu züchtigen»]7.

 Il «Regolamento per il campo di concentramento femminile di Ravensbrück» intimava:

 «Bisogna far presente in modo particolare la severa punizione in caso di maltrattamento dimostrato di detenuti» [(Auf die schwere Bestrafung bei nachgewiesener Mißhandlung von Häftlingen ist besonders hinzuweisen) »]8,

 e indicava anche la punizione:

 «Qualunque maltrattamento di detenuti in detenzione preventiva è vietato (congedo senza preavviso»[«Jede Mißhandlung von Schutzhäftlingen ist verboten (fristlose Entlassung)»]9.

 Esso considerava punibile anche il detenuto che avesse «ingannato, derubato o maltrattato» (belügt, bestiehlt oder mißhandelt) un altro detenuto10.

 E nei «Promemoria per l’istruzione degli ufficiali SS in servizio nel campo di concentramento» (Merkblätter für Unterricht an die SS-Führer im K.L.Dienst) si legge:

 «Bisogna fare particolare attenzione al fatto che la sicura dell’arma sia in ogni caso inserita, per non mettere inutilmente in pericolo sé stessi, i camerati, i civili o anche i detenuti, la cui forza lavorativa deve essere conservata. Ogni sentinella ha inoltre il dovere di sollecitare i detenuti a lavorare e in caso di pigrizia, negligenza ecc., di segnalarli indicando il loro numero.

 Alle sentinelle è vietata qualunque punizione arbitraria di detenuti».

 [«Es ist besonders darauf zu achten, daß die Waffe in jedem Falle gesichert getragen wird, um nicht unnötig sich selbst, Kameraden, Zivilpersonen oder auch Häftlinge, deren Arbeitskraft erhalten werden muß, zu gefährden. Pflicht jedes Postens ist es ferner, Häftlinge zur Arbeit anzuhalten und sie bei Faulheit, Nachlässigkeit usw. unter Angabe der Nummer zur Meldung zu bringen.Jede eigenmächtige Züchtigung von Häftlingen ist den Posten verboten»]11.

 Il regolamento di Auschwitz proibiva tassativamente alle SS sia di uccidere, sia di maltrattare arbitrariamente un detenuto. Le SS che venivano trasferite al campo dovevano firmare la seguente «Obbligazione»(Verpflichtung):

 «Mi è noto che soltanto il Führer decide sulla vita e sulla morte di un nemico dello Stato. Io non posso ledere fisicamente o uccidere nessun avversario dello Stato (detenuto). Qualunque uccisione di un detenuto in un campo di concentramento richiede l’autorizzazione personale del Reichsführers-SS [Himmler].

 Sono anche consapevole che in caso di trasgressione contro questa obbligazione ne renderò conto inesorabilmente.

 KL Auschwitz, …novembre 1943.

 Andreas Lang

 SS-Sturmmann».

 [«Mir ist bekannt, daß nur der Führer allein über Leben und Tod eines Staatsfeindes entscheidet. Ich darf keinen Staatsgegner (Häftling) körperlich schädigen oder zu Tode bringen. Jede Tötung eines Häftlings in einem Konzentrationslager bedarf der persönlichen Genehmigung des Reichsführers-SS.

 Ich bin mit bewußt, daß ich bei Zuwiderhandlung gegen diese Verpflichtung unnachsichtig zur Rechenschaft gezogen werde.

 K.L. Auschwitz, den 11.43.

 Andreas Lang,

 SS-Sturmmann»]12.

 L’impegno del firmatario veniva poi confermato da una «Deliberazione» (Verhandlung) che riassumeva tutti i doveri delle SS. Ecco quella dell’ SS-Schütze Anton Wessenhöfner:

 « D e l i b e r a z i o n e

 sull’obbligazione dell’SSSchutzen Anton Wessenhöfner.

 Sono stato istruito il 7 dicembre 1943 dall’ SS-Hauptsturmführer Schemmel13 sui miei doveri in generale, in particolare sull’obbligo di mantenere il silenzio sulle faccende di cui possa venire a conoscenza nel mio servizio.

 Sono stato inoltre istruito sul fatto che il dovere di mantenere i segreti di servizio continua anche dopo il mio congedo dalle SS.

 Sono consapevole che [altrimenti] mi rendo colpevole di disubbidienza nei confronti di un ordine di servizio, che una violazione di quest’ordine significa alto tradimento.

 Inoltre mi è noto che soltanto il Führer decide sulla vita e sulla morte di un nemico dello Stato. Nessun membro delle SS e nessuno che sia obbligato al servizio nelle Waffen-SS ha dunque il diritto di mettere le mani su un nemico dello Stato o di maltrattarlo fisicamente. Il detenuto viene punito soltanto dal comandante [del campo]. Allo stesso modo le esecuzioni da effettuare nei campi di concentramento vengono effettuate soltanto su ordine del Reichsführer-SS e dagli ufficiali SS da lui incaricati.

 Rendo la seguente dichiarazione con una stretta di mano:

 “Prometto solennemente in luogo di giuramento che svolgerò sempre puntualmente e coscienziosamente i miei compiti di servizio nel campo di concentramento di Auschwitz e manterrò il segreto di servizio”.

 A conferma di quest’atto di obbligazione firmo dopo lettura questa deliberazione.

 Auschwitz, 8 dicembre 1943.

 Anton Wessenhöfner

 SS-Schütze»14.

 Il divieto di maltrattare i detenuti non era una norma puramente formale che si potesse infrangere arbitrariamente. Dopo la constatazione medica dei maltrattamenti subiti da un detenuto, l’ SS-Standortarzt inviava un breve rapporto allo Schutzhaftlagerführer con preghiera di indagare e punire il colpevole. Ciò risulta dai due documenti che seguono. Il primo si riferisce al campo di Monowitz [Buna]:

 «Il medico della guarnigione Auschwitz, 6.7.1943

 Auschwitz

 S/numero di protocollo: h (KL)/7.43/Dr.W.Ri.

  Oggetto: maltrattamento del detenuto 115385 Richard Jedrzejkiewicz

 Riferimento: comunicazione del medico del campo di Buna del 5.7.1943

 Allegati: nessuno.

 Al 1° Capo del campo di detenzione preventiva

 Auschwitz

 Il medico del campo di Buna comunica al medico della guarnigione del campo che il detenuto 115385, Richard J e d r z e j k i e w i c z è stato ricoverato all’ospedale dei detenuti con ematomi all’occhio sinistro, sul cuoio capelluto, contusione del dorso della mano sinistra e lividi sulle natiche.

 J.[edrzejkiewicz] è stato maltrattato con un tubo di gomma dal Blockälteste [capo Block] del Block 24 (Buna), detenuto 113932 Otto Osterloh.

 Il medico della guarnigione di Auschwitz prega di indagare e di punire il colpevole.

 Per informazione al Il medico della guarnigione

 Comandante del KL Auschwitz (firma)

 Sezione IIIa SS-Hauptsturmführer»15.

 Il secondo documento riguarda invece il campo di Auschwitz:

 « Il medico della guarnigione Auschwitz, 30 giugno 1943

 Auschwitz

 S/numero di protocollo: 4 h (KL)/6.43/Dr.W/Ri.

  Oggetto: maltrattamento del detenuto Z 4684, Jaroslaus M u r k a

 Riferimento: comunicazione del medico del campo del 29 giugno 1943

 Allegati: nessuno.

 Al 1° Capo del campo di detenzione preventiva Auschwitz

 Il medico del campo di Auschwitz I comunica al medico della guarnigione SS che il detenuto Jaroslaus M u r k a è stato ricoverato all’ospedale dei detenuti con numerosi ematomi al cranio, al volto, su entrambe le parti superiori delle braccia e sul petto, con disturbi della vista e commozione cerebrale.

 M[urka] è stato maltrattato dal Blockälteste 5a e dallo Stubenälteste [capo camerata] 6, che gli ha impedito per un giorno di andare all’ospedale.

 Il medico della guarnigione di Auschwitz prega di indagare e di punire il colpevole.

 Per informazione al Il medico della guarnigione

 Comandante del KL Auschwitz (firma)

 Sezione IIIa SS-Hauptsturmführer»16.

 I due documenti seguono un modello fisso e fanno riferimento ad uno specifico “numero di protocollo”: 14 h. Inoltre essi venivano mandati per conoscenza al comandante del campo e alla Abteilung IIIa, l’impiego lavorativo. Da ciò si desume da un lato che rapporti di tal fatta erano frequenti, dall’altro che i maltrattamenti di detenuti erano considerati fatti tanto gravi che i Lagerärzte ne dovevano informare l’SS-Standortarzt e questi addirittura il comandante del campo.

 Nel Kommandaturbefehl (ordine del comando) n.4/44 del 22 febbraio 1944 il comandante del campo di Monowitz, SS-Hauptsturmführer Heinrich Schwarz17, nel paragrafo «Maltrattamento dei detenuti» (Häftlingsmißhandlung) scrisse:

 «In un campo esterno è accaduto che dei detenuti sono stati picchiati e in parte maltrattati da civili, con i quali erano occupati nel medesimo luogo di lavoro, a tal punto che è stato necessario ricoverarli temporaneamente all’ospedale. Nei casi in cui il lavoro insieme ai civili è inevitabile, i capi dei campi [settori] sono responsabili di fronte a me dell’ordine e devono far istruire di nuovo i civili dalla [loro] impresa sui rapporti con i detenuti. D’altra parte mi deve essere riferito immediatamente su ogni maltrattamento di un detenuto da parte di un civile. In questa occasione ancora una volta richiamo espressamente l’attenzione sull’ordine vigente che nessun SS può mettere le mani su un detenuto. Nel quinto anno di guerra, bisogna far di tutto per conservare la capacità lavorativa dei detenuti».

 Auschwitz, disinfestazione con impianto a micronde, anno 1944

Auschwitz, disinfestazione con impianto a micronde, anno 1944

In einem Außenlager ist es vorgekommen, daß Häftlinge von Zivilisten, mit denen sie auf der gleichen Arbeitsstelle beschäftigt waren, geschlagen und z. T. mißhandelt wurden, so daß sie vorübergehend in den Krankenbau aufgenommen werden mußten. In den Fällen, in denen ein Zusammenarbeiten mit Zivilisten unvermeidlich ist, sind mir die Lagerführer für Ordnung verantwortlich und haben die Zivilisten nochmals durch das Werk über den Umgang mit Häftlingen belehren zu lassen. Andererseits ist mir jede Mißhandlung eines Häftlings durch einen Zivilisten umgehend zu melden.

 Bei dieser Gelegenheit mache ich nochmals ausdrücklich auf den bestehenden Befehl aufmerksam, daß kein SS-Mann Hand an einen Häftling legen darf. Im 5. Kriegsjahr ist alles daran zu sezten die Arbeitskraft der Häftlinge zu erhalten»18.

 Le uccisioni erano ovviamente fatti ancora più gravi.

 Il regolamento dei campi di concentramento attribuiva alla Sezione Politica (Politische Abteilung), tra gli altri, il compito di occuparsi di

 a) Casi di morte naturale (Natürliche Sterbefälle)

 b) Casi di morte non naturale e suicidi (Unnatürliche Sterbefälle und Selbstmorde).

 Circa il secondo punto, il regolamento prescriveva:

 «Riguardo ai casi di morte non naturale e ai suicidi, viene inviato l’avviso al RSHA o al RKPA19, nonché agli uffici che attuano l’internamento, parimenti mediante telescritto. I parenti vengono avvisati mediante telegramma – ad es. “Marito fucilato durante la fuga” o “ha commesso suicidio” ecc. – . Nell’indicazione del tempo nel telescritto non si dice “alle”, ma “verso” le 16,40 ecc. Il capo dell’ Amtgruppe D viene informato tramite posta rapida o telescritto. Inoltre deve essere informato mediante telescritto lo stato maggiore personale del Reichsführer-SS. L’ufficiale giudiziario competente in rappresentanza del competente tribunale delle SS e della Polizia dev’essere avvisato immediatamente. Egli esegue un’ispezione della salma e del luogo del fatto. In ogni caso bisogna effettuare due interrogatori e uno schizzo o una fotografia – servizio riconoscimento. Il Tribunale delle SS e della Polizia competente deve essere informato per iscritto. Bisogna allegare:

 1 verbale di interrogatorio per ciascuno dei testimoni

 1 rapporto dell’ufficiale giudiziario

 1 rapporto medico.

 Al capo dell’ Amtsgruppe D bisogna inoltrare regolarmente rapporti finali in duplice copia con i seguenti allegati:

 a) nei casi di morte naturale (in duplice copia)

 1 raporto di necroscopia medico-legale

 1 rapporto del comando

 1 certificato di morte del medico

 1 rapporto sui risultati dall’autopsia

 1 certificato di sepoltura del Tribunale delle SS e della Polizia

 Se nel campo di concentramento in questione c’è un crematorio, ad esso, dopo il rilascio della salma da parte del tribunale delle SS e della Polizia o del Pubblico Ministero, viene inviato un ordine di cremazione firmato dal comandante del campo o dal suo rappresentante. […]. Entro il 3 di ogni mese bisogna inoltrare in duplice copia con lettera di accompagnamento all’ Amtgruppenchef D, secondo l’ordine dell’Ispettore dei campi di concentramento Pol./Az. 14 f 1/ö 3/L./F., liste nominative con numerazione consecutiva, ordinate secondo le date di morte, con cognome, nome, età (anno di vita completo), causa della morte, tipo di detenzione e precedenti penali, e precisamente nella successione seguente:

 b) nei casi di morte non naturale e di suicidio (in duplice copia)

 un verbale di interrogatorio per ciascuno dei testimoni

 un rapporto del comando

 un certificato di morte del medico

 un rapporto dei risultati dell’autopsia

 un certificato di inumazione del tribunale delle SS e  della Polizia

 una disposizione di archiviazione del Tribunale delle  SS e della Polizia.

 I – Casi di morte naturali nel KL dal … al …

 II – Suicidi nel KL dal … al …

 III – Disgrazie mortali nel KL dal … al …

 IV – Fucilazioni nel KL dal … al …

 Le esecuzioni vengono comunicate al competente ufficio di stato civile per la registrazione e il rilascio dei certificati di morte. I certificati di morte che devono essere inviati dall’ufficio di stato civile al comando vengono inoltrati con i verbali di esecuzione al RSHA, all’attenzione dell’ SS-Gruppenführer Müller. L’ordine di cremazione viene impartito dal comandante del campo o dal suo rappresentante»20.

 Nella lettera del 17 settembre 1942, che aveva come oggetto «Comunicazioni di casi di morte non naturale di detenuti» (Meldungen von unnatürlichen Todesfällen von Häftlingen), il capo dell’Amtsgruppe D dell’SS-WVHA informò i comandanti dei campi di concentramento che in futuro tali comunicazioni non dovevano più essere inviate al RSHA, Dienstelle IV C, ma soltanto al Reichsführer-SS e all’Amtsgruppe D21. er die Auswirkung desselben bis zum

 Note:

1 T.Iwaszko è morto nel 1988.
2 T. Iwaszko, «Haftgründe und Häftlingskategorien», in: W. Długoborski e F. Piper (a cura di), Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz. Verlag des Staatlichen Museums Auschwitz-Birkenau. Oświęcim, 1999, vol. II, pp.18-19.
3 RGVA, 502-1-68, p. 119. Vedi Documento 2.
4 RGVA, 502-1-68, pp. 20-20a, 42-42a, 53-53a, 71-71a, 91, 94, 107, 117, 119, 121.
5 GARF, 7445-2-96, pp. 2-3
6 NA, T-1021. Record Group No. 242/338, vol. 3, . Roll No. 18, Frames n.627-671.
7 RGVA, 1367-1-2, p. 3.
8 Dienstvorschrift für das Fr. K.L. Ravensbrück (Lagerordnung). NA, T-1021. Record Group No. 242/338, vol. 3, Roll No. 18, Frame 632 (p. 6).
9 Idem, Frame 650 (p. 22).
10 Idem, Frame 669 (p. 41).
11 AMS, I-IB6, p. 18.
12 GARF, 7021-107-11, p. 30. Vedi Documento 3.
13 Alfred Schemmel, comandante della 7. SS-Wachkompanie dalla fine di maggio del 1944 al settembre 1944.
14 RGVA, 502-4-50, p. 3. Vedi documento 4 e Trascrizione 4.
15 RGVA, 502-1-68, p. 63. Vedi Documento 5 e Trascrizione 5.
16 RGVA, 502-1-68, p. 70. Vedi Documento 6 e Trascrizione 6.
17 In precedenza Schwarz era stato capo dell’sezione IIIa-Impiego lavorativo dei detenuti (Abteilung IIIa-Arbeitseinsatz) a Birkenau.
18 Standort- und Kommandanturbefehle des Konzentrationslagers Auschwitz 1940-1945. A cura di Norbert Frei, Thomas Grotum, Jan Parcer, Sybille Steinbacher e Bernd C. Wagner. K.G. Saur, Monaco, 2000, p. 413.
19 Reichskriminalpolizeiamt: Ufficio di polizia criminale del Reich.
20 AGK, NTN, 131, pp.186-187. Vedi Trascrizione 7 .
21 NO-3677.

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