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Dic 27

0102- Comunicato di Vincent Reynouard

 Care Amiche, cari Amici

Vincent Reynouard

Vincent Reynouard

Il 23 novembre 2011 un’ordinanza di non luogo a procedere è stata resa a favore mio dal Vicepresidente incaricato dell’istruttoria nel caso giudiziario in cui ero perseguito per “truffa”, “uso di documenti di natura tale da ingenerare idee errate nello spirito del pubblico” e “complicità di truffa tramite fornitura di mezzi” (usurpazioni di funzioni). Rischiavo fino a tre anni di prigione.

All’origine di questo caso, alcuni CD-ROM revisionisti inviati nel settembre 2009 a 120 istituti scolastici francesi. I CD-ROM erano accompagnati da una lettera intestata al Consiglio d’Europa, alla Commissione europea della Sanità e dell’Educazione nazionale francese. Questa lettera pretendeva fornire delle informazioni concernenti una malattia più grave dell’influenza H1N1: la malattia di “Fauridel-Zunsson” che attaccava la memoria delle vittime del virus. La lettera sottolineava che il CD-ROM offriva le informazioni utili per proteggersi dalla malattia, quindi che bisognava inserirlo nelle biblioteche o nei centri di documentazione.

Sans_Concession_shoah_Sans Concession Vincent ReynouardIl CD-ROM era in realtà il catalogo diffuso da Vincent Reynouard e dalla sua equipe. Vi si trovavano dei testi integrali di opuscoli ma anche dei numeri della rivista Sans Concession ed una lista di opere da ordinare.

Il caso era stato considerato talmente serio che lo stesso Ministero di Giustizia designò la Procura di Amiens per intraprendere delle azioni giudiziarie. Il 19 novembre 2009 questa incaricò l’Ufficio della Lotta Antiterrorismo della Gendarmeria nazionale nonché la Sezione di Ricerche di Amiens al fine di identificare l’individuo o gli individui all’origine di queste spedizioni.

 

Sans_Concession_Hess_Sans Concession Vincent ReynouardMentre ero incarcerato nella prigione di Valenciennes dopo esser stato condannato per un altro caso (l’invio della famosa brochure di sedici pagine), fui interrogato una prima volta da due ispettori. All’epoca, l’invio dei CD-ROM non era qualificato di truffa, ma di violazione della legge Gayssot. Ma si rivelò velocemente che delle azioni giudiziarie erano per questo capo d’accusa impossibili (termine di prescrizione scaduto). Ecco perché, qualche settimana più tardi, questi due ispettori ritornarono ad interrogarmi nell’ambito dello stesso caso ma, questa volta, per “truffa”, “uso di documenti di natura tale da ingenerare idee errate nello spirito del pubblico” e “complicità di truffa per fornitura di mezzi” (usurpazione di funzioni). Gli interrogatori si svolsero in due giorni e furono molti serrati.

Sans Concession-Vincent Reynouard-hans-frankPoco prima, il mio computer, che avevo affidato a mio figlio maggiore, era stato sequestrato nella scuola dove si trovava. Sette poliziotti ed ispettori avevano assalito la scuola per farsi consegnare l’oggetto. Avendo spiegato la mia innocenza in questo caso (l’impresa era stata compiuta da un attivista revisionista), qualche giorno prima della mia uscita di prigione, fui presentato ad un Giudice istruttore che mi pose sotto controllo giudiziario. Era il 30 marzo 2011. L’inchiesta quindi continuava. Obbligato a non lasciare il territorio nazionale, a presentarmi alla gendarmeria ogni settimana e a non dare lezioni private ai minori, eleggevo domicilio presso mia madre. Non fui mai più convocato nell’ambito di questo caso. Nell’ottobre 2011, una lettera del Giudice istruttore mi informò che l’inchiesta era chiusa. Nell’assenza di altre notizie, continuavo a presentarmi in gendarmeria ogni settimana. Bisognò attendere il settembre 2012 per essere informato che il Procuratore di Amiens richiedeva un non luogo a procedere in mio favore. Il 23 novembre 2012 il Giudice istruttore seguì il Procuratore ed emise un’ordinanza di non luogo. Motivo invocato: “Dall’informazione [cioè dall’inchiesta – VR] non risultano prove sufficienti a carico di Reynouard Vincent”. Questa ordinanza mi fece scoprire che non ero più sotto controllo giudiziario dal 28 luglio 2011, cioè tre mesi e mezzo prima della mia uscita di prigione. Ma nessuno ne era stato informato, né l’interessato, i gendarmi che mi vedevano tutte le settimane. Mi sono quindi presentato per firmare per più di 60 settimane senza uscire dal territorio e senza dare lezioni private, cosa che mi ha ben penalizzato, mentre avrei dovuto essere “libero”.  Un vero spreco!

Il mio avvocato mi ha mostrato il dossier che ho accuratamente esaminato: quest’ultimo misura più d’un metro di altezza. Gli inquirenti avevano pure creato un dossier per seguire “l’evoluzione del fenomeno” man mano che essi venivano a conoscenza che dei licei di tale o talaltra regione avevano ricevuto la spedizione delittuosa. Vi si vedevano delle carte geografiche con delle regioni segnate in grigio (le regioni toccate da questo fenomeno):

si sarebbe detto che una grave epidemia minacciava la Francia! Ma è vero che per i mentitori, il revisionismo è un’epidemia terrificante …

Malgrado questo non luogo a procedere, io non sono tuttavia uscito dalle grinfie della Giustizia. Due processi mi attendono ancora: quello che mi intenta il pubblico Ministero per un articolo su Rivarol [“contestazione di crimine contro l’umanità” (legge Gayssot)] e quello che mi intenta Charlie Hebdo e Laurent Sourisseau per “violazione dei diritti d’autore” (legge Gayssot celata)]. In entrambi i casi, rischio un anno di prigione.

Vincent Reynouard

Traduzione a cura di Germana Ruggeri

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