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Dic 20

0099- Olo-evangelisti circoncisi,e non,papa e preti dell’olocau$tianesimo: si gasavano malati e inabili al lavoro! Gli ebrei internati levi e de benedetti dicono altro!…negazionisti?!

Premessa

sefano_gatti_antisemitismo-cdec_centro_documentazione_ebraica_contemporanea_milanoIl Revisionismo è accusato di strumentalizzazione da tale gatti stefano, redattore del portale Osservatorio antisemitismo della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – CDEC di Milano…” il negazionismo si è fatto sempre più attivo ed aggressivo, i siti antiebraici ormai attaccano con violenza e toni canzonatori i principali studiosi della Shoah, definiti sprezzantemente olocaustici, strumentalizzando persino Primo Levi in chiave negazionista“.. (http://www.huffingtonpost.it/stefano-gatti/negazionismo_b_2193143.html).

Il che ci fa ridere! Considerando attentamente quel “persino” capiamo di  aver commesso blasfemia, olocau$tica, offeso il credo olocau$tico nei santi gas-kammerializzati, nonchè gas-kammerizzati-a-vapor-acqueo e sadicamente,chimicamente, trasformati in sali di sodio/potassio di un acido carbossilico alifatico a lunga catena,da razionali olo-peccatori incalliti strumentalizziamo, ulteriormente, e pubblichiamo il testo di un rapporto del “persino levi primo” confermante le affermazioni revisioniste sull’assistenza sanitaria di cui godevano gli internati.Si conferma che lo scopo dei Tedeschi era la CONSERVAZIONE della salute degli internati NON il loro sterminio!

Auschwitz: assistenza sanitaria, macchè gasazioni!

Il racconto orrorifico  OPPORTUNAMENTE MAI CODIFICATO UFFICIALMENTE (sono mica scemi!)  sulla vita degli internati nei lager tedeschi dice che gli ammalati, gli inabili al lavoro venissero “selezionati” per la “camera a gas” e immediatamente gasati!

L’Industria della Lacrima e dell’Olocau$to lo ripete come mantra dal 1945  !

mattogno_assistenza_sanitariaLo scrisse,tra l’altro, tale springer elisa,ebrea, se-dicente internata. Nel suo libro, infatti, afferma che “bastava un foruncolo“…una “macchia“, per essere spediti, seduta stante,a fare inalazioni  di Acido Cianidrico, in arte “Zyklon B“. Come la springer elisa molti ebrei ,e non, “sopravvissuti miracolosamente“(!) hanno “confermato” questa patacca.

La realtà fu altro!

Il seguente brano è tratto da   “Auschwitz:assistenza sanitaria, ”selezione”e “sonderbehandlung” dei detenuti immatricolati” di Carlo Mattogno. Pagg.254 + appendice documentaria (Effepi Edizioni, 2010). Pagg. 61, 62, 63, 64.

Prendiamo l’ospedale di  Auschwitz-Monowitz, per esempio, nella descrizione (1) fatta da levi
primo, ebreo ivi internato il 26 Febbraio 1944, congiuntamente a de benedetti  leonardo, ebreo, medico, internato assieme al levi, nello stesso giorno, nello stesso lager. Essi scrissero ben presto, come richiesto dal governo di Mosca …l’articolo “Rapporto sull’organizzazione igienico-sanitaria del campo di concentramento per Ebrei di Monowitz(Auschwitz-Alta Slesia)“, che nel 1946 venne pubblicato sulla rivista “Minerva Medica”.(http://www.hakeillah.com/1_08_32.htm)

Cliccare sulle foto per ingrandirle

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[…]

2.4. L’ospedale dei detenuti del campo di Auschwitz III-Monowitz.
“Nel 1946 essi scrissero un “Rapporto sull’organizzazione igienico-sanitaria del campo di
concentramento per Ebrei di Monowitz(Auschwitz-Alta Slesia)” dal quale traggo le citazioni
che seguono:

Malattie dell’apparato gastro-intestinale. […]
La cura standardizzata,era duplice:alimentare e medicamentosa.Entrati in ospedale,gli ammalati erano sottoposti a digiuno assoluto per la durata di 24 ore,dopo le quali ricevevanoun vitto speciale,fino a che le loro condizioni non fossero decisamente migliorate e cioè fino a quando,diminuito il numero delle scariche e fattesi le feci poltacee, la prognosi della malattia non si fosse chiaramente fatta decisamente favorevole.Quel regime alimentare consisteva nella soppressione della razione di salame e della zuppa del mezzogiorno;il pane nero era sostituito dal pane bianco e la zuppa della sera sostituita dal semolino dolce,abbastanza consistente. Inoltre i medici consigliavano gli ammalati di bere poco liquido,meglio,di non bere affatto,benchè la quantità del caffè della mattina e della sera non venisse ridotta d’autorità.La cura medicamentosa era fondata sull’uso di tre o quattro compresse di tannalbina e di altrettante di carbone;nei casi più gravi,gli ammalati ricevevano anche 5 gocce(!)di tintura di oppio pro die unitamente a poche gocce di “Cardiazol”[…]

Malattie infettive

Di fronte alla diffusione sempre maggiore di queste dermatosi si finì da un lato di adottare delle misure profilattiche,come la proibizione agli ammalati di farsi radere la barba per evitare la trasmissione a mezzo dei rasoi e dei pennelli,e dall’altra si provvide a intensificare le cure, sottoponendo gli ammalati a radiazioni ultravilette.I casi più gravi di sicosi poi venivano trasferiti temporaneamente all’ospedale di Auschwitz per essere sottoposti a Roentgen-terapia[…]

Malattie chirurgiche

Anche qui non vogliamo intrattenerci su quelle affezioni che richiedevano interventi chirurgici ma che non erano in relazione di dipendenza con la vita del campo.Riferiamo soltanto che venivano praticate correttamente operazioni anche di alta chirurgia,prevalentemente addominale,come gastroenteroanastomosi per ulcere gastroduodenali, appendicectomia, resezioni costali per empiemi,ecc. ecc. e interventi ortopedici per fratture e lussazioni.Se le condizioni generali del paziente non davano sufficienti garanzie per la sua resistenza al trauma operatorio,gli si praticava,prima dell’intervento,una trasfusione di sangue:queste venivano eseguite anche per combattere anemie secondarie e emorragie gravi da ulcera o da traumi accidentali.Come datore, si ricorreva a qualche deportato,giunto di recente e ancora in buone condizioni generali;l’offerta del sangue era volontaria e il donatore veniva premiato con 15 giorni di riposo in ospedale,durante i quali riceveva un vitto speciale,perciò le offerte di sangue erano sempre più numerose.[…]

La sala chirugica era discretamente fornita di strumentario,almeno quanto era sufficiente per gli interventi che si eseguivano;le sue pareti erano rivestite di mattonelle bianche lavabili;c’era un lettino chirurgico snodabile,di modello un pò vecchio ma tuttavia in buono stato e che consentiva di mettere il paziente nelle posizioni operatorie;una stufa elettrica per la sterilizzazione dei ferri; e l’illuminazione era data da alcuni riflettori mobili e da un grande lampadario centrale fisso.In una parete,dietro un paravento in legno,erano infissi lavandini ad acqua corrente calda e fredda per la pulizia delle mani dell’operatore e dei suoi assistenti.
plan_monowitz,Auschwitz III Monowitz, dessiné par Serge Smulevic ,bordello Un disegno del lager di Auschwitz III Monowitz, disegno di smulevic serge ,ebreo, partigiano in Francia, internato il 16 dicembre 1943 a Monowitz,assieme a levi primo. Notare le baracche infermeria,il bordello, la piscina.

In tema di chirurgia asettica,ricordiamo che anche le ernie venivano regolarmente operate su richiesta degli ammalati,almeno fin verso la metà della primavera del ’44;a partire da quest’epoca tali interventi furono sospesi se  non per casi rarissimi di ernie voluminose e veramente di imbarazzo per il lavoro; e ciò nell’ipotesi che gli ammalati si sottoponessero all’intervento con lo scopo di procurarsi un mese di riposo in ospedale.
Gli interventi più frequenti erano rappresentati dai flemmoni,che venivano operati nell’apposito padiglione della chirurgia settica.I flemmoni costituivano ,accanto alla diarrea, uno dei capitoli più importanti della particolare patologia del campo di concentramento.[…]
Gli ammalati venivano precocemente operati con molteplici generose incisioni;ma l’evoluzione successiva delle lesioni era sempre molto lunga e le incisioni ,anche quando la supporazione volgeva al termine,non mostravano tendenza alla cicatrizzazione.Le cure post-operatorie consistevano  in semplici drenaggi della ferita chirugica;nessuna terapia era attuata per stimolare le difese organiche.Erano perciò assai facili le ricadute e quindi frequenti gli interventi “in serie” sullo stesso individuo per aprire e drenare le sacche di pus che si formavano alla periferia delle incisioni precedenti;quando finalmente il processo di guarigione mostrava di essere giunto a buon punto,gli ammalati venivano dimesi dall’ospedale,benchè le ferite non fossero ancora completamente saldate,e avviati al lavoro;le ulteriori medicazioni erano eseguite ambulatoriamente.E’ logico che la maggior parte dei dimessi in simili condizioni dovesse,dopo pochi giorni,rientrare in ospedale o per ricadute  locali o per la formazione di nuovi flemmoni in altre sedi.
Erano assai frequenti anche le otiti acute,che davano con una percentuale singolarmente alta delle complicazioni mastoidee;anche queste venivano regolarmente operate dallo specialista otorinolaringoiatra. ( Nella foto, sotto, uno gabinetto odontoiatico presso la Farben a Monowitz )
IG-Farbenwerke AuschwitzLa cura delle infezioni cutanee era fondata sull’uso di quattro pomate,che venivano usate successivamente in modo standardizzato secondo lo stadio delle lesioni.In un  primo tempo. nello stadio dell’infiltrazione,la lesione e la regione circostante venivano ricoperte con una pomata all’ittiolo a scopo risolvente;in seguito ,sopravvenuta la fusione e aperto il focolaio,se ne ricopriva il fondo con una pomata al collargolo,a  scopo disinfettante; finchè, cessata e [o] grandemente diminuita la suppurazione,si adoperava una pomata al pellidolo come cicatrizzante a infine un’altra all’ossido di zinco ,come epitelizzante.[…]
“In seguito, fu creato il primo nucleo di un servizio medico con l’istruzione di un Ambulatorio, dove chiunque poteva presentarsi alla visita se si fosse sentito ammalato; se però qualcuno non fosse stato riconosciuto dai medici come ammalato,egli veniva immediatamente punito dalle SS,con severe punizioni corporali.Altrimenti,se l’affezione fosse stata giudicata tale da impedire il lavoro,si potevano ottenete alcuni giorni di riposo. Più tardi ancora,alcuni blocchi furono adibiti ad infermeria,che poco per volta andò ingrandendosi con la istituzione di nuovi servizi,cosicchè, durante la nostra permanenza nel campo,funzionavano regolarmente i seguenti:

1- Ambulatorio di Medicina Generale;
2- Ambulatorio di Chirugia Generale;
3- Ambulatorio di Otorinolaringoiatria;
4- Ambulatorio Dermatologico;
5- Gabinetto Odontoiatrici (nel quale si eseguivano anche otturazioni e più elementari lavori di protesi);
6- Padiglione di Chirurgia Asettica,con annessa sezione Otorinolaringoiatria;
7- Padiglione di Chirurgia Settica;
8- Padiglione di Medicina Generale con una sezione per le Malattie Nervose e Mentali  (questa era dotata perfino di un piccolo apparecchio per elettroshokterapia);
9- Padiglione per le Malattie Infettive e per le Diarrea;
10- Padiglione detto “Schonungs-Block” nel quale erano ricoverati i distrofici, gli edematosi e certi convalescenti.
11- Gabinetto Fisico-terapico con lampada al quarzo per irradiazioni ultraviolette e lampada per irradiazioni infrarosse e di
12- Gabinetto per ricerche chimiche,batteriologiche e sierologiche.

IG-Farbenwerke Auschwitz( Contrariamente a quanto affermato dal duo ebraico la foto dimostra che a Monowitz esisteva un impianto per raggi X, almeno stando alla didascalia originale. Questo è riferito all’impianto IG Farben )

Non esisteva un impianto Roentgen e qualora un esame radiologico si fosse reso necessario, gli ammalati erano inviati ad Auschwitz, dove  esistevano buoni impianti e donde rientravano con la diagnosi radiologica.
Da questa descrizione,si potrebbe ritenere che si trattasse di un ospedale, piccolo si, ma completo quasi in ogni servizio e ben funzionante;in realtà vi erano delle deficienze, alcune forse insormontabili, come la mancanza di medicinali e la scarsità di materiali di medicazione, data la grave situazione in cui già fin da allora si trovava la Germania,premuta da una parte dall’infrenabile marcia delle truppe russe e dall’altra quotidianamente bombardata dall’aviazione anglo-americana (2); ma ad altre si sarebbe potuto ovviare con un pò di buona volontà organizzando meglio i servizi.[…]

“C’era una discreta quantità di Evipan sodico per via endovenosa e di fiale di cloruro di etile per narcosi:quest’ultimo veniva largamente adoperato anche per interventi di poco conto, come l’incisione di un brufolo”
“L’affluenza degli ammalati era sempre grandissima e superiore alla capacità dei diversi reparti; perciò, per far posto ai nuovi giunti,un certo numero di ammalati veniva giornalmente dimesso ancorchè incompletamente guariti e sempre in condizioni di grave debolezza generale;ciò nonostante,essi dovevano riprendere il lavoro il giorno seguente”.  […]
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Il brano è tratto dallo studio di Carlo Mattogno,pagg. 61, 62, 63, 64, “Auschwitz:assistenza sanitaria, ”selezione” e “sonderbehandlung”dei detenuti immatricolati.”
Il libro di  254 pagine + appendice documentaria (Effepi Edizioni, 2010. Euro 32,00)  può essere ordinato presso:

Effepi Edizioni effepiedizioni@hotmail.com

Edizioni di AR: info@libreriaar.191.it

Un altro estratto di tale fondamentale studio è pubblicato QUI e seguenti. ( links sospesi per censura e soppressione del blog da parte del server! )

Note:
1) L.De Benedetti,P.Levi,Rapporto sull’organizzazione igienico-sanitaria del campo di
concentramento per Ebrei di Monowitz (Auschwitz-Alta Slesia). ISR,C75.

2) Ne deriva che gli idioti che, oggi, si rammaricano perchè non sarebbe stato bombardato il lager di Auschwitz, potrebbero essere incriminati di apologia di genocidio dovuto al cattivo funzionamento dell’ospedale causato dalla “ mancanza di medicinali e la scarsità di materiali di medicazione“, quindi anche delle morti che avvennero in mancanza di tali attrezzature e medicine! Siamo sicuri che nessun dipendente di Stato del settore “giustizia” accuserà mai qualcuno di simile “istigazione”!
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Dalla lettura di questo brano scaturisce:

1) Il trattamento sanitario era previsto ed organizzato sia ad Auschwitz I ,sia a Birkenau
(Auschwitz II),sia A Monowitz(Auschwitz III)

2) I due autori, ebrei,levi e de benedetti, nel 1946(!) erano già dei REVISIONISTI, anzi,dei “NEGAZIONISTI” in quanto negavano lo sterminio degli ammalati ANCHE di LUNGHISSIMA
DEGENZA! Naturale (!) conseguenza i lavori letterari del levi dovrebbero subire l’ostracismo
pari a quelli dei revisionisti…invece no! Perchè?

3) L’ affermazione dell’ebrea,internata ad Auschwitz Birkenau,springer elisa contenute nelle pagine 79-80 del suo libro,che trattando di “SELEZIONI” degli internati,afferma:
era sufficiente una minima imperfezione,un foruncolo,o una macchia sul corpo…ed il destino era segnato!“(ovvero era pronto l'”aerosol” a base di HCN, l’acido cianidrico), è destituita di ogni attendibilità…a meno che a Birkenau non esistesse un altro regolamento, se così risultasse, saremmo grati agli sterminazionisti OLOSALARIATI, che vanno 20 volte all’anno ad Auschwitz, di mostrarci una copia di tale “diverso” regolamento! Accettiamo, anche, la DOCUMENTAZIONE dello storico che propaganda la storiella che la piscina di Auschwitz sarebbe, in realtà,un deposito d’acqua antincendio costruito a forma di piscina!

4) Le degenze potevano,tranquillamente,durare mesi! Lo stesso levi primo afferma testualmente: …“di avere diritto a quaranta ( 40 ) giorni di isolamento e quindi di riposo” (“Se questo è un uomo. La Tregua” pag.190)…

In barba al “vangelo” sterminazionista degli “impiegati della memoria” che ,magari, vanno 20 volte all’anno ad Auschwitz!

Fonte: http://olo-truffa.myblog.it/archive/2011/11/16/399-gli-oloevangelisti-circoncisi-e-non-il-papa-e-i-preti-de.html

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