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Dic 02

0076- Legge sullla repressione della libertà di espressione: israel-lobby, l’espediente della “sede deliberante” / 2

Pubblichiamo gli interventi nella 2ª Commissione permanente del Senato sulla proposta di legge “ultima chance” della malata terminale storiografia olo-sterminazionista. Innanzi riportiamo foto e dati delle 24 persone “delegate” a DECIDERE sulla libertà di espressione dei cittadini italiani su fatti storici…senza un dibattito pubblico in Aula del Senato, ed approvare l’introduzione del demente reato di “negazionismo” perchè…ci serve il reato di negazionismo“.

 Legge anti “negazionismo”

Senato:  2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 359 del 20/11/2012

(3511) AMATI ed altri.  –  Modifiche all’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale

(Discussione e rinvio)

Il relatore SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) nell’illustrare il disegno di legge in titolo, esprime preliminarmente apprezzamento per l’assegnazione dello stesso in sede deliberante in quanto il frangente storico-politico attuale rende la tempestiva approvazione del testo in esame quanto mai necessaria. Negli ultimi mesi rileva come si sia assistito ad una inquietante escalation dei neonazisti di Alba Dorata in Grecia: pogrom anti-immigrati, violenti slogan razzisti e, ancor peggio, un consenso elettorale pari al 7 per cento che ha permesso loro di entrare in Parlamento con 21 deputati. Sottolinea poi come da qualche settimana, siano nate diverse filiali italiane di Alba Dorata (prima Trieste e poi, a stretto giro, Brescia, Mantova, Varese e cellule in Sardegna e Sicilia), con tutte le premesse di proseguire sulla medesima strada dei “colleghi” greci e con uno stuolo di seguaci già piuttosto nutrito. Si tratta di un “campanello d’allarme” di particolare gravità, cui è necessario dare immediata risposta, senza commettere l’errore fatto da istituzioni e politica in Grecia: la sottovalutazione del fenomeno. Passa quindi all’analisi del provvedimento.[ Incomprensibile il far entrare in una trattazione “italiana” fatti greci! Che senso ha? Che relazione esiste tra “alba dorata” e ricerca storica? Nessuna! Cosa centra la “sonderbehandlung” di Auschwitz con il “7 per cento” di Alba Dorata? ]

Il disegno di legge, di iniziativa dei senatori Amati ed altri, introduce nell’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 (“Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966”) una nuova fattispecie delittuosa al fine di contrastare le forme di “negazionismo“.

Ricordare che l’articolo 3 citato nella sua attuale formulazione, punisce con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e, con la reclusione da sei mesi a quattro anni, chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

La proposta in esame si compone di un solo articolo, il quale, integrando l’articolo 3 della legge n. 654 del 1975, sanziona con la pena della reclusione fino a tre anni chiunque, con comportamenti idonei a turbare l’ordine pubblico o che costituiscano minaccia, offesa o ingiuria, fa apologia, nega o minimizza la realtà dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, e dei crimini definiti dall’articolo 6 dello Statuto del tribunale militare internazionale, allegato all’accordo di Londra dell’8 agosto 1945 (tribunale di Norimberga). Tale formulazione punta soprattutto a contrastare le forme di “negazionismo“, cioè negazione o minimizzazione, del fenomeno del genocidio degli ebrei e di altre minoranze etniche che costituiscono uno degli aspetti più odiosi delle pratiche razziste.

L’Italia non è il primo Stato a emanare una legislazione in tal senso. In alcuni paesi – Austria, Francia, Germania e Belgio – è reato la negazione dell’Olocausto, mentre in altri – Israele, Portogallo e Spagna – viene punita la negazione di qualsiasi genocidio. Norme antinegazioniste sono state introdotte anche nella legislazione dei seguenti Stati: Nuova Zelanda, Svezia, Australia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania, Polonia e Romania. In genere è prevista come pena la reclusione, che in alcuni Paesi può arrivare fino a dieci anni. Nel 2007 le Nazioni Unite hanno approvato una risoluzione degli Stati Uniti che “condanna senza riserve qualsiasi diniego dell’Olocausto e sollecita tutti i membri a respingerlo, che sia parziale o totale, e a respingere iniziative in senso contrario” [ Il Serra ,evidentemente, non è informato che nella riunione, tenutasi a Ginevra,  dall’11 al 29 luglio 2011, della Human Rights Committee (Commissione per i Diritti Umani) delle Nazioni Unite, durante la quale è stato adottato un nuovo General Comment  (Commento Generale) all’articolo 19 (Freedom of opinion and expression, libertà di opinione e di espressione) del Patto internazionale sui diritti civili e politici nel quale è testualmente affermato che… 

“Le leggi che penalizzano l’espressione di opinioni su fatti storici sono incompatibili con gli obblighi che il Patto impone agli Stati membri in relazione al rispetto per la libertà di opinione e di espressione. Il Patto non permette la proibizione pubblica dell’espressione di un’opinione erronea o di una interpretazione inesatta di eventi del passato. Restrizioni al diritto alla libertà di opinione non dovrebbero mai essere imposte e, riguardo alla libertà di espressione esse non dovrebbero oltrepassare ciò che è permesso nel paragrafo 3 o richiesto in base all’articolo 20″…

Il testo originale integrale, in inglese, è disponibile al seguente indirizzohttp://unipd-centrodirittiumani.it/public/docs/HRC_General_Comment_34…. .! Si legga anche il commento http://olo-truffa.myblog.it/archive/2011/12/03/419-achtung-minen-l-onu-rinnega-se-stessa-e-cambia-strategia.html ].

I negazionisti considerano tali leggi come un mezzo di limitare la libertà di parola, e propugnano l’idea per la quale esista un enorme complotto per il quale gli storici siano succubi del “credo olocaustico”, difeso in molti paesi con la forza della legge, eterodiretta dai poteri ebraici o comunque filosemiti.

[ Acuratamente il Serra fa di ogni erba “revisionista” un fascio, la seria ricerca storica revisionista identifica nei “vincitori” la II GM + Governo polacco in esilio a Londra + molti cittadini di vari stati, di fede ebraica, gli autori della falsificazione SUBLIMATA a Norimberga nei “4.000.000” di morti “accertati” ed ACCETTATI come “prova” oppure la “responsabiltà tedesca per le stragi di Katyn e Winniza”,sempre “ampiamente documentate” e “testimoniate” ed atttribuite ai Tedeschi. Ampia documentazione è disponibile in merito,basta chiederla!]

Per il reato di revisionismo in Austria è prevista la reclusione sino a 10 anni, in Francia fino a un anno, in Svizzera 3 anni, in Germania e Israele 5 anni.

Il senatore MARITATI (PD) dichiara di voler aggiungere la propria firma al  disegno di legge in titolo.

Si associano a tale richiesta i senatori CENTARO(CN:GS-SI-PID-IB-FI), LI GOTTI (IdV) e CALIENDO(PdL), nonché il presidente BERSELLI.

È quindi aperta la discussione generale.

Il senatore PERDUCA (PD) esprime vive perplessità sul merito del provvedimento osservando come esso nasca sulla spinta emotiva conseguente alla introduzione in Francia di una analoga disciplina. Più in generale, critica l’atteggiamento altalenante del legislatore parlamentare, il quale, da un lato, fino alla scorsa settimana si proponeva di sopprimere la pena detentiva per il reato di diffamazione a mezzo stampa e dall’altro lato, con il provvedimento in titolo, si propone di incriminare condotte che in molti casi afferiscono alla libertà di stampa e di manifestazione del pensiero. Ritiene che la previsione di sanzioni penali volte a colpire il fenomeno del negazionismo non sia di per sé sufficiente a contrastare tale problematica nella parte in cui non si intervenga a monte sulle fonti di tali comportamenti. Qualora possibile si assocerà alla richiesta di passaggio alla sede referente del provvedimento.

[ Centrata contestazione della schizofrenica usanza dei due pesi e due misure,conferma della “più uguaglianza” di certuni cittadini della Repubblica rispetto ad altri, evidentemente di madre ignota o puttana.Interessante e intelligente il rinvio alla “sede referente” dove un ampio dibattito tra molti rende il tutto con veste democratica e foriera di contributi più ampi,quindi più supportati più liberi,forse, da emotivi comportamenti ]

Il senatore BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI), pur condividendo le finalità ideali del disegno di legge, non è insensibile alle argomentazioni testé svolte dal senatore Perduca, che giustificano sicuramente un’attenta riflessione sulla materia.

In ogni caso,  egli ritiene necessario intervenire nella fase emendativa per migliorare tecnicamente il testo, si pensi all’espressione “comportamenti idonei a turbare“, laddove sarebbe più corretto parlare di “comportamenti diretti a turbare“.

Il senatore MARITATI (PD) ritiene che le argomentazioni del collega Perduca, certamente meritevoli della massima attenzione, derivino da un sostanziale fraintendimento; ciò che si intende punire, infatti, non è la pura e semplice negazione di un fatto storico indiscutibilmente vero, ma la negazione diretta a rivalutare e a ripetere un crimine commesso contro l’umanità, e a colpevolizzarne le vittime.

Ovviamente, peraltro, per questo come più che per gli altri reati la mera risposta penale non può essere sufficiente, ma si deve coniugare con l’impegno per un processo di crescita culturale

Il senatore CASSON (PD), nell’associarsi alle considerazioni del senatore Maritati, osserva come al di là del valore etico e politico della norma in discussione, anche dal punto di vista tecnico-giuridico non si può negare che il disegno di legge in discussione sia coerente con il sistema costruito con la legge n. 654 del 1975 e con le successive norme introdotte con il decreto-legge n. 122 del 1993, e determini una definizione più puntuale di una specifica condotta criminosa.

Concorda il senatore CENTARO (CN:GS-SI-PID-IB-FI) il quale, nel condividere la possibilità di migliorare la scrittura della norma sotto il profilo tecnico, ne sottolinea il prevalente significato simbolico sotto il profilo etico e politico, ribadendo come la punizione della negazione sia in realtà diretta a punire una affermazione, e cioè quella di chi tende a dare dignità storica a ideologie aberranti e inumane.

Il senatore LI GOTTI (IdV) nel condividere l’ispirazione del disegno di legge, di cui è uno dei firmatari, ritiene tuttavia necessario un accurato interevento sulla sua redazione, soprattutto al fine di descrivere accuratamente la condotta sanzionata.

In proposito, egli ritiene in primo luogo necessario precisare il rapporto tra la condotta minacciosa, offensiva o ingiuriosa, e quella apologetica, chiarendo se vi sia un concorso formale di reati, ovvero se l’apologia assorba la minaccia, l’offesa o l’ingiuria.

Quanto a quest’ultima fattispecie, non bisogna trascurare il fatto che il disegno di legge all’esame di questo ramo del Parlamento – seppure ancora non approvato – sanziona l’ingiuria esclusivamente con la pena pecuniaria, sicché andrebbe chiarito se l’ingiuria prevista dal presente disegno di legge si pone in un rapporto di specialità con quella di cui all’articolo 594 del codice penale.

Soprattutto, però, appare troppo generico il riferimento, quale oggetto della condotta apologetica, agli articoli 6, 7 e 8 dello statuto istitutivo della Corte penale internazionale, ciascuno dei quali reca nella definizione di crimini genocidio, di crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, un gran numero di fattispecie molto eterogeneo; si pensi che l’articolo 8, in tema di crimini di guerra, prevede fra tantissime altre fattispecie, l’emissione di sentenze di tribunali di guerra a seguito di processi che non abbiano rispettato il diritto di difesa, sicché si potrebbe arrivare all’assurdo di punire un soggetto per aver espresso apprezzamento per una sentenza emessa da una corte marziale.

Il senatore DELLA SETA (PD) fa presente che per la prima e probabilmente unica volta, nella sua esperienza parlamentare, il suo intervento in discussione non può prescindere dalle circostanze di essere uno storico di professione e un ebreo,  la cui famiglia è stata colpita nella maniera più dolorosa dalla persecuzione nazista.

Queste circostanze, che lo rendono estremamente attento alle problematiche oggetto del disegno di legge, contribuiscono entrambe però alla sua persuasione che, per quanto mosso da buone intenzioni, questo intervento legislativo sia inutile e ingiusto; una posizione del resto che è comune a quella assunta da molti storici, anche ebrei, nel dibattito sull’opportunità di punire penalmente il negazionismo.

Egli ritiene infatti che la lotta contro il negazionismo stesso vada condotta su un piano culturale e politico, e che la pretesa di sradicare con lo strumento penale tale orientamento pseudoculturale e l’ideologia di cui è strumento, sia destinata inevitabilmente ad essere rappresentata come una repressione della libertà di pensiero e di ricerca storica, anche per l’impossibilità di definire in maniera precisa la condotta incriminata: si pensi al testo del disegno di legge in discussione che, punendo chi nega non solo la realtà della Shoah, ma anche la sua dimensione, finisce per determinare l’assurdo di un evento storico la cui dimensione è quantificata per legge.

[ Nota di Olodogma: nella discussione interviene Roberto DELLA SETA, PD, che è :

a)  Membro della 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali)

b)  Membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ma non risulta membro della 2ª Commissione permanente del Senato. Mistero.

Capiamo bene la motivazione dello storico, ben conscio dell’assoluto marasma che imbibisce e inibisce la olo-storiografia sterminazionista, incapace di fissare cifre sui presunti morti totali, sulle presunte morti parziali per i vari “centri di sterminio”, sulle presunte morti da attribuire alle operazioni di polizia degli “Einsatzgruppen”, sui “metodi di sterminio”, su chi avrebbe ordinato tale sterminio, quando sarebbe stato ordinato, a chi sarebbe stato ordinato. Confusione che porterebbe ,in caso di processo al “negazionista” che non accetta la verità ufficiale, ad incaricare lo “storico”, della seta per esempio, quale “tecnico perito di parte” a portare le PROVE che il “negazionista” sta mentendo, sta ridimensionando, sulle cifre, per esempio! Questo è lo sconosciuto “dramma” degli storici standard ! Anni di stipendi, congressi, viaggi, cene, alberghi, conferenze, TV, commemorazioni, trsferte, in serio pericolo vista l’IMPOSIBILITA’ di portare PROVE credibili e verificabili! ]

Il senatore CALIENDO (PdL) fa presente in primo luogo che già all’atto di proporre l’aggiunta della sua firma al disegno di legge, ha manifestato le sue perplessità sull’effettivo  valore deterrente del reato di apologia.

Per quanto riguarda invece la parte della disposizione più strettamente afferente al reato di negazione, egli ritiene che le considerazioni del senatore Della Seta, pur meritevoli di riflessione, non siano condivisibili, dal momento che non si tratta qui di punire la negazione di un fatto storico in quanto tale, ma in quanto, proprio perché fatto storico accertato e provato, esso è servito alla definizione del reato di crimine contro l’umanità di cui all’articolo 6 dello statuto del tribunale di Norimberga.

[Sarebbe INTERESSANTISSIMO che tale Caliendo ci precisasse dove sia PROVATO il totale di 4.000.000 di morti ad Auschwitz, “accertati” da una commissine russo -polacco esibiti ed ACCETTATI come “prova” dal Tribunale di Norimberga! Sempre interessante sarebbe che ci precisasse dove è provato l’utilizzo delle “camere a vapore” omicide nel lager di Treblinka,sempre accettata come “prova ” a Norimberga! Come sarebbe sempre più interessante ci precisasse le “prove” sul “sapone fatto con gli ebrei” sempre esibito come “prova” a Norimberga”! Se,invece, le sue “prove” consistono in testimonianze saremmo interessati a conoscere UN nome di un suo testimone di fiducia che abbia testimoniato sulle “camere a gas”, UNO SOLO! ]

Peraltro egli condivide le considerazioni del senatore Li gotti circa la necessità di una definizione più puntuale delle fattispecie incriminatici previste dal disegno di legge, con particolare riferimento al rinvio agli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale.

Il senatore MARITATI (PD) ritiene che l’importanza e la delicatezza delle questioni emerse nel corso del dibattito, dovrebbero indurre la Presidenza a concedere un secondo intervento in discussione generale ai senatori.

Il presidente BERSELLI fa presente che le norme regolamentari che disciplinano la discussione dei disegni di legge prevedono che ciascun senatore possa intervenire in discussione generale una sola volta.

Peraltro, la discussione non è chiusa, risultando iscritto anche il senatore D’Ambrosio, per cui nella prossima seduta egli valuterà se concedere una breve integrazione al proprio intervento a coloro che lo chiederanno.

Il seguito della discussione è quindi rinviato.

            La seduta termina alle ore 16,20.

Fonte: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=685070

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