«

»

Nov 14

0056- Israele-Palestina: Dieci «domande indiscrete»…di Alberto Bernardino Mariantoni

Israele-Palestina: Dieci «domande indiscrete»

di Alberto Bernardino Mariantoni

È possibile che il mio punto di vista sull’annoso e luttuoso conflitto Israelo-Palestinese non sia molto oggettivo. Come diceva Bachelard, “L’esprit scientifique n’est jamais jeune car il a l’âge de ses préjugés”… (“lo spirito scientifico non è mai giovane, poiché ha l’età dei suoi pregiudizi”).
Resta comunque il fatto che avendo fortunatamente o sfortunatamente passato qualche anno della mia vita e della mia attività professionale nel Vicino Oriente (all’incirca 29 anni…), credo mi spetti in qualche modo il diritto di porre in proposito qualche domanda. Indiscreta, naturalmente, e “politically incorrect”, come è mio costume:

1. Per quale ragione — ad esempio – le specifiche “rappresaglie” SS di “Oradour-sur-Glane” (F),di “Marzabotto”, delle “Ardeatine” (I), ecc., continuerebbero ad essere un crimine di guerra e/o un crimine contro l’umanità; mentre invece quelle che da più di mezzo secolo vengono quotidianamente praticate dall’esercito israeliano, dall’ “l’Unità 101”, dallo Shin-Bet (Sherutei Bittahon) a discapito dei civili palestinesi, sono semplicemente degli atti di banale “legittima difesa” e/o di “normale belligeranza“, oppure semplici “provvedimenti di polizia“, contro il “terrorismo” palestinese?

2. Per quale motivo, la figura del “partigiano” resistente all’occupazione militare Germanica
dell’Europa nel corso della Seconda guerra mondiale – oppure quella dell’insorto israelita della Zydowska Organizacja Bojowa (Organizzazione Ebraica Militante) all’interno del “Ghetto di Varsavia” -equivarrebbe a quella di un patriota e di un eroe, mentre invece quella incarnata dai membri della resistenza palestinese (Hamas, Gihad, FPLP, Fatah, ecc.) all’occupazione militare Israeliana, coinciderebbe con quella di semplici assassini, vili delinquenti, pazzi furiosi e/o terroristi sanguinari che metterebbero in pericolo la sicurezza di quella “povera comunità indifesa” (con più di 200 testate nucleari a disposizione… ed immensi stock di armi chimiche, biologiche e batteriologiche!) che risponde al nome di Stato d’Israele?

3. Come mai l’autorizzazione ad esercitare un Governo Autonomo Israelita (Judenrat)
all’interno del “Ghetto di Varsavia”, nel contesto del Governatorato Generale del III Reich in Polonia,sarebbe degradante ed inaccettabile per la dignità degli Israeliti che vi erano racchiusi, mentre l’analoga situazione vigente all’interno dei cosiddetti “Territori Autonomi” ufficialmente concessi (per di più, fisicamente ed ermeticamente delimitati dal “muro della Vergogna” e sistematicamente rimessi in discussione!) da Tel Aviv alla Palestinian National Authority, nel contesto della sovranità territoriale israeliana, è senz’altro tollerabile e sopportabile?

4. In rapporto a quale riflessione, l’annessione di Danzica, dei Sudeti e/o dell’Austria da parte del regime hitleriano, sarebbe inammissibile da un punto di vista del Diritto Internazionale, mentre invece le annessioni di Gerusalemme e del Golan siriano da parte del Governo israeliano non evocano nessuna violazione dello stesso diritto e non suscitano nessuna levata di scudi ne’ da parte dell’Onu,ne’ da parte degli Stati Uniti, ne’ da parte dell’Unione Europea?

5. Per quale recondito raziocinio, da un punto di vista dei “Diritti dell’Uomo”, sarebbe razzista ed inaccettabile apporre sul petto degli israeliti (sotto occupazione Germanica) il segno distintivo della “stella di David”, mentre invece è senz’altro ammissibile e comprensibile che il Governo israeliano imponga dal 1967 alle popolazioni dei territori occupati la “targa di colore verde” per i veicoli dei cittadini palestinesi, in contrapposizione a quelle di colore giallo riservate ai cittadini israeliani?

6. In forza a quale logica, i “numeri di matricola” tatuati sull’avambraccio dei detenuti Israeliti dei Campi di concentramento nazisti (1941-1945), sarebbero un trattamento avvilente e mortificante per la personalità di quegli innocenti proscritti, mentre analoghi “tatuaggi d’identificazione” (anche se praticati con speciali inchiostri indelebili…), attualmente inflitti da Tsahal alla maggior parte dei civili palestinesi (arbitrariamente rastrellati per le strade dei centri abitati e nei campi profughi della Cisgiordania e di Gaza), sarebbero semplicemente un valido e moderno espediente per meglio accertare e distinguere, in futuro, le generalità dei possibili “terroristi”?

7. Sulla base di che criterio, gli “arresti domiciliari” imposti dai nazisti nel 1942 all’allora
presidente della Judenrat del “Getto di Varsavia”, Adam Czerniaków, e la pretesa – da parte dell’allora Gestapo – di farsi consegnare da quest’ultimo i responsabili israeliti dei numerosi e cruenti atti di sabotaggio e di terrorismo perpetrati ai danni dell’occupante germanico, sarebbero delle arbitrarie e criminali punizioni e delle inammissibili e scandalose pretese, mentre analoghi “arresti” ed equivalenti “sussieghi” imposti dal premier israeliano Sharon al leader dell’OLP Yasser Arafat, non solo sarebbero tollerabili e scusabili ma, favorirebbero, prima o poi, la fine degli scontri armati ed il sicuro e rapido
ritorno al dialogo tra le parti in conflitto?

8. Grazie a quale tipo di analisi, il non rispetto delle convenzioni internazionali da parte del
regime di Hitler alla vigilia della Seconda guerra mondiale, continuerebbe ad essere un insolente e tracotante oltraggio al desiderio di pace dei popoli, nonché un deprecabile, deleterio e funesto esempio di aperta ed arrogante sfida al buon senso delle Nazioni civili del mondo, mentre invece il sistematico rifiuto di sottomettersi alle circa 74 risoluzioni dell’ONU da parte di Israele (tra queste, mi permetto di ricordare: la risoluzione 181 che determinava i territori della Palestina che dovevano costituire lo Stato ebraico e lo Stato arabo nel 1948. La risoluzione 194, dell’11 dicembre 1948, che fissava il diritto al ritorno per i rifugiati palestinesi. La risoluzione 242, del 22 novembre 1967, che dichiarava
inammissibile l’acquisizione di territori arabi con la forza. La risoluzione 2649, del 30 novembre 1970,che riconosceva il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, o la risoluzione 338, d’ottobre 1973, che reclamava l’applicazione della 242 e la realizzazione di condizioni favorevoli ad una pace duratura nel Medioriente. La risoluzione 3236, del 22 novembre 1974, che ricordava il diritto alla sovranità ed all’indipendenza nazionale per il popolo palestinese. Senza dimenticare la risoluzione 112,del 29 luglio 1980, che domandava il ritiro d’Israele dai territori occupati, prima del 15 novembre
1980, o la risoluzione 478, del 1° marzo 1980, che condannava Israele, sia per la sua violazione della legge internazionale a Gerusalemme che per la sua politica di colonizzazione all’interno dei territori occupati, ecc.), è senz’altro accettabile e comprensibile, ed in tutti casi non così grave… da provocare scandali internazionali o bellicose “levate di scudi” da parte delle sempre attente e vigili “immacolate concezioni” dei nostri regimi democratici?

9. In ordine a quale particolare dettame, i “bombardamenti indiscriminati”, le “demolizioni
sistematiche di abitazioni private e di infrastrutture civili”, la “politica del terrore imposta ad intere popolazioni”, “l’espropriazione e la colonizzazione di terre conquistate con la forza delle armi” sarebbero dei vergognosi e riprovevoli atti di pura e gratuita barbarie quando portano il “labello nazista”, mentre invece quando sono praticati all’ombra della “stella di David” faciliterebbero senz’altro il ritorno dei “contendenti” (sic!) al tavolo dei negoziati ed, allo stesso tempo, spianerebbero la strada ad un più accelerato ristabilimento della pace e della connivenza civile tra i popoli del Vicino Oriente?

10. Lo stesso dicasi per le “torture” e le “umiliazioni corporee” imposte ai prigionieri politici, “gli arresti indiscriminati”, le “deportazioni e le espulsioni”, “le detenzioni arbitrarie e senza processo”, i “documenti” ed i “titoli di viaggio selettivi e discriminanti” (simili a quelli praticati da Berlino negli anni ’30 con l’apposizione nei confronti degli Israeliti della famigerata “J” = Juden) imposti ai Druzi, ai Circassi, ai Cristiani ed ai Musulmani palestinesi di nazionalità israeliana in Israele, ecc.
Il giorno che mi saranno chiaramente, lealmente ed onestamente spiegate le differenze,
cambierò senz’altro la mia opinione sul conflitto Israelo-Palestinese.
Fino a quel giorno, invece, scusatemi… ma continuerò imperterrito a credere che nessuno, in nessuna parte del mondo, è l’esclusivo depositario del “male assoluto”. Nemmeno il tanto deprecato regime di Hitler che ci hanno descritto negli ultimi 58 anni.
Come ebbe a dire Jean-Paul Sartre, nel 1958, “l’occasion décide seule: selon l’occasion,
n’importe qui, n’importe quand, deviendra victime ou bourreau”. (“È l’occasione che decide da sola: secondo l’occasione, chiunque, in qualunque momento, diventerà vittima o boia”). Anche per quanto riguarda Israele, mi permetto di constatare !
Ottobre 2004

Fonte: http://vho.org/aaargh/ital/attua/rs0412.pdf

______________________

N.B. Sono graditi segnalazioni di errori o malfunzionamenti dei links.Grassetto,foto, sottolineatura, evidenziazione, NON sono parte del testo originale qui riprodotto, in BLUE testi di Olodogma. Mail: olodogma@gmail.com . Per consultare l’elenco di TUTTI gli articoli presenti su Olodogma cliccare QUIhttp://olodogma.com/wordpress/elenco-generale-articoli/

Olodogma informa che: 1) non esercita filtro sui commenti dei lettori,2) gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi,3) in nessun caso Olodogma potrà essere considerato responsabile per commenti lesivi dei diritti di terzi,4) verranno immediatamente rimossi: a) messaggi non concernenti il tema dell’articolo, b) messaggi offensivi nei confronti di chiunque, c) messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi vigenti  (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Torna alla PAGINA INIZIALE

Lascia un commento