0986 – Prefazione al “Mito del XX Secolo” di Alfred Rosenberg

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Il Movimento Nazionalsocialista non sostiene alcun dogmatismo religioso, non lotta né per né contro una professione di fede; ma il fatto che si voglia contestare a degli uomini politici il diritto di esprimere una convinzione religiosa, contraria a quella di Roma, mostra a che punto sia giunta questa ultima nell’oppressione del settore intellettuale.

Si può, o meno, sviluppare un’azione nazionale in funzione del giudizio che uno ha del dogma romano? Una tale arroganza deve apparire nell’insieme assolutamente inaccettabile, in funzione delle leggi elementari della psicologia.

Un tentativo, senza alcun dubbio serio, per sbarazzare la personalità del Cristo da tutto il ciarpame non-cristiano aggiunto dal Siriano Paolo, da Agostino, e da altri, provoca una rabbia unanime nei dignitari della Chiesa Romana, che da lungo tempo profittano di questa deformazione della figura spirituale di Gesù Cristo; ciò non perchè si attenti a dei valori religiosi importanti, ma in quanto la loro potenza politica, conquistata con il terrore esercitato su milioni di esseri umani, viene minacciata da questo audace risveglio.

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0985 – Maurice Bardèche. Coscienza universale. Espediente dei diritti dell’Uomo

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Il brano che segue è tratto da : Gianantonio Valli, La fine dell’Europa, il ruolo dell’ebraismo, seconda edizione, corretta e ampliata, 2011 effepi, Genova,pagg. 1054-1058. La pubblicazione avviene col consenso dell’Autore che ringraziamo per la goyish disponibilità. Olodogma

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(…) A tale primaria funzione che forgia immaginarii collettivi universali attraverso vin­coli «morali» e indiretti, si è però venuta aggiungen­do, compli­ce il crollo dell’an­tagonismo sovietico e l’ingresso della Cina nel Mercato-Mondo, la pura e semplice brutalità. Esercitata, anche senza gli onusici «caschi blu», dalle truppe di Washin­gton, tale volpina violenza si riallaccia all’invocazione lanciata il 14 giugno 1946 – giorno della fondazione dell’ONU e, coincidenza, giornata celebra­tiva della bandiera americana – da un decrepito Bernard Baruch (vedere immagine sopra, ndolo) dal podio del­l’onusica Commis­sio­ne per l’E­ner­gia Ato­mi­ca:

«Dobbiamo inflig­gere un castigo im­mediato, spic­cio e cer­to a chi violerà i patti raggiunti tra le nazioni. La penalizza­zione è essenziale se la pace ha da essere qualcosa di più che un intervallo fra due guerre. E le Nazioni Unite devono prescrivere la responsabilità personale e il castigo secon­do i princìpi applica­ti a Norimberga […] I popoli delle democrazie non hanno nulla da temere da un interna­zio­nalismo protettivo, mentre non vogliono essere fuorviati da disquisizioni attorno a meschine sovranità, che è la parola d’oggi per isolazioni­smo».
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0984 – Invasione allogena tramite il senso di colpa degli europei veicolato dai neocomunisti

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L’invasione allogena? Per la sinistra, che la gestisce, è il simbolo delle proprie frustrazioni, paranoie, fallimenti

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Il breve brano che segue è tratto da : Gianantonio Valli, La fine dell’Europa, il ruolo dell’ebraismo, seconda edizione, corretta e ampliata, 2011 effepi, Genova,pagg. 972-973. La pubblicazione avviene col consenso dell’Autore che ringraziamo per la goyish disponibilità. Olodogma

 

Il volume "La fine dell'Europa", click per ingrandire

Il volume “La fine dell’Europa”, click per ingrandire

(…) Puntuale contro l’invasionismo quale «ideologia dell’espiazione», propagata in prima fila dal sinistrismo europeo e proseguita dalle damazze liberal e dai cuori teneri di quegli invasionisti che un felice neologismo afroamericano chiama twog «third world groupie, puttane terzomondi­ste», Daniele Giannetti:

«All’in­domani della caduta del muro di Berlino e dell’implosio­ne del comunismo, vittima di quelle stesse contraddi­zioni che pretendeva di riscontrare negli altri, il marxismo persiste ancora in modo massiccio nella società europea, laddove a una clamorosa disfatta sul piano politico e su quello economico non è seguita una sconfessione su quello culturale. Continua a leggere

0983 – L’infezione dei cervelli (tedeschi) ! La fine dell’Europa, il ruolo dell’ebraismo…di Gianantonio Valli

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Del come infettare il cervello (dei Tedeschi)

Il Dott. Valli in una recente, 25.10.14, presentazione di una sua opera. Click...

Il Dott. Valli in una recente, 25.10.14, presentazione di una sua opera. Click…

Il testo è un estratto, pagg.628-637, da Gianantonio Valli, La fine dell’Europa, il ruolo dell’ebraismo, seconda edizione, corretta e ampliata, 2011, effepi, Genova. La pubblicazione avviene col consenso dell’Autore, che ringraziamo per l’assistenza e la goyish disponibilità. Olodogma

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(…)  Se, come abbiamo visto, è dalla primavera 1941 che si pale­sa­no, col buon TNK [si intenda l’ebreo kaufman nathan-newman theodor, ndolo], gli intendimenti della strategia post-bellica angloamericana nei con­fronti del popolo tedesco, è dalla fine del 1943 che essa assume dignità «scientifi­ca» attraverso i più illustri docenti delle discipline psicologi­che, psichiatri­che, antro­po­logiche, sociologiche, storiche, nonché attraverso numerosi numerosi «esperti spe­ciali» nei settori delle scienze educative, economiche e politiche del Paese di Dio.

      Uno dei massimi prodotti di tali think tanks, situati per la quasi totalità nelle metropoli della Costa Orientale, è il convegno organizzato dal Joint Committee of Post-War Planning, Comitato Unificato per la Pianificazione Postbellica, al Col­le­ge of Physi­cians and Surgeons della Colum­bia University, rettore Willard C. Rappleye, nei giorni 29 e 30 aprile, 6, 20 e 21 maggio e 4 giugno 1944 (assistenti e stenografe M. Weiss, Myra Ellenbogen ed Ellen G. Penhell). Solo due giorni dopo, il 6 giugno, lo sbar­co in Nor­man­dia si sarebbe incaricato di porre le premesse per appli­care quegli elaborati sul solito corpo­re vili. A riassume­re il dibat­tito ci è rimasto il pro­tocollo (Abstract) stilato da un’apposita sottocommis­sione del JCPP, affiancato da undici specifi­ci allegati:
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0982 – Carlo Mattogno sulla “camera a gas” di Dachau

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La “camera a gas” di Dachau

(di Carlo Mattogno, 27 Febbraio 2015)

Immagine fuori testo. Click...

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In quest’articolo riprendo ed amplio ciò che al riguardo ho scritto nel libro “Nuovi studi” contro il revisionismo. La storiografia olocaustica alla deriva. Effepi, Genova, 2014, pp. 163-166.

Negli atti del convegno storico internazionale che si tenne a Oranienburg, in Germania, nel 2008, pubblicati nel 2011 col titolo Neue Studien zu nationalsozialistischen Massentötungen durch Giftgas. Historische Bedeutung, technische Entwicklung, revisionistische Leugnung” a cura di Günter Morsch e Betrand Perz, con la collaborazione di Astrid Ley (Metropol, Berlino, 2011), vi è un articolo di Barbara Distel intitolato «La camera a gas nella “baracca X” del campo di concentramento di Dachau e la “menzogna di Dachau”» (pp. 337-342).

L’autrice afferma:

«Nella primavera del 1942 cominciò a Dachau secondo i piani delle SS la costruzione di un nuovo crematorio – designato dalle SS “baracca X” – giacché la capacità del primo crematorio installato nel 1940 non era più sufficiente a causa dell’alta mortalità, provocata soprattutto dall’esecuzione di migliaia di prigionieri di guerra sovietici. Il nuovo crematorio fu equipaggiato con una camera a gas» (p. 337). Continua a leggere

0981 – In Francia Facebook, Google, Apple e Twitter censureranno il revisionismo (per legge)

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 Il problema è: come rafforzare la lotta contro l’antisemitismo ( in realtà trovare un espediente per taciatre “legalmente” il revisionismo storico) ?…semplice… basta far oscurare i siti revisionisti dai grandi motori di ricerca e far auto-censurare il social!

Fotomontaggio dalla rete. Click...

Fotomontaggio dalla rete. Click…

Le affermazioni storiche sulle pretese camere a gas omicide tedesche di alcune persone hanno prodotto la vergognosa fuga in massa degli storici professionisti, incapaci di contrastare le risultanze degli studi dei revisionisti, dal dibattito storico! Il racconto storico-olocau$tico non è più nella disponibilità assoluta degli affabulatori professionisti della israel-holocau$t-lobby!

Che fare per salvare le “basi costitutive della nostra società“?…”il luogo della frattura da cui, con fatica, dopo la Shoah, sono sorte in Europa le democrazie“…? (1) Continua a leggere

0980 – Stefan Mannite il nuovo caso di repressione del revisionismo in Germania

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Da un articolo del quotidiano “ Allgemeine Zeitung” del 23.11.2014…

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Ancora in conflitto con la legge : un negazionista dell’Olocausto di Bad Kreuznach condannato a un anno di prigione con condizionale.
Di Christine Jäckel

Tra l’autunno e l’estate del 2013 un uomo di 51 anni appartenente al raggruppamento di comuni di Bad Kreuznach e la cui responsabilità puo’ essere considerata minore, aveva diffuso per due volte sul suo blog il video di un negazionista francese dell’Olocausto [Robert Faurisson], video che era stato messo in rete. Quest’uomo, un ex viticoltore, che nel corso degli ultimi anni si è occupato solo esclusivamente del suo blog, si è difeso cosi : “ Riconosco che volevo solo aprire la discussione sul soggetto. Non ho negato nulla, ma ho dei dubbi.
(…) Continua a leggere

0979 – Il crematorio di Dachau: Eugen Seibold ed Emil Mahl contro Enrico Vanzini

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Il crematorio di Dachau:

Eugen Seibold ed Emil Mahl contro Enrico Vanzini

(di Carlo Mattogno, 25 Febbraio 2015)

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Per comprendere bene la dichiarazione che segue è necessario qualche ragguaglio preliminare.

Il KL Dachau era dotato originariamente, fin dal 1940, di un piccolo crematorio munito di un forno Topf mobile a due muffole riscaldato con nafta, poi trasformato in forno fisso a coke coll’installazione di due gasogeni laterali. Il progetto del nuovo crematorio, la cosiddetta Baracke “X”, risale al marzo 1942 e fu approvato il 23 maggio. Il crematorio entrò in funzione nella primavera del 1943.

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Il nuovo impianto era provvisto di quattro forni crematori riscaldati con coke della ditta . Il cadavere da cremare veniva deposto su una specie di barella di ferro i cui tubi laterali potevano scorrere sui due rulli metallici disposti ai due lati della porta di introduzione del forno, e poi spinto all’interno della camera di cremazione (muffola); indi si calava la piastra di bloccaggio, che scorreva come una ghigliottina lungo due guide al di sopra della porta; questo dispositivo impediva che il cadavere uscisse dalla muffola quando si tirava indietro la barella. Per i dettagli tecnici e il funzionamento di questi impianti rimando al mio studio I forni crematori di Auschwitz. Effepi, Genova, 2012, vol. I, pp. 243-248 e 439-442; vol. II, fotografie 248-269, pp. 612-622.
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0978 – Per Sylvia Stolz, avvocato dei revisionisti Rudolf, Hennig, Zündel, Mahler, nuovo processo e condanna”

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Deutschland: ”Organisationsform einer Modalitaet der Fremdherrschaft , Forma Organizzativa di una Modalità del Dominio Straniero ! Prof. Carlo Schmid, esperto di diritto internazionale, autore della tedesca Grundgesetz (Legge Fondamentale), 1949.

Questo post era nato col solo articolo “Parte II”, ma l’evolversi della situazione ci ha portati a modificare il tutto, premettendo la gran brutta notizia della “Parte I” ed allegando altri due pezzi “Parte III” e “Parte IV” che servono a delineare tutto il caso della persecuzione all’avvocato revisionista Sylvia Stolz! Olodogma

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 Riceviamo e pubblichiamo

Parte I ) I giudici di Monaco hanno reso il verdetto : Sylvia Stolz é condannata a 1 anno e 8 mesi di prigione, senza condizionale ! Sembra che potrà ricorrere in appello. In ogni caso, il sito di Altermedia Deutschaland (un pensiero va al prigioniero Axel Möller) scrive che “la data della sua detenzione é ancora incerta”. Speriamo quindi…Ci si puo’ comunque chiedere se non ci sarà in Germania, una reazione come quella che si é scatenata (timidamente, ma concretamente) nel nostro paese quando lo spettacolo di Dieudonné é stato vietato, nel momento stesso in cui 4 milioni di Francesi e i loro dirigenti scendevano nelle strade per manifestare in favore della libertà di espressione. Perché oggi Sylvia Stolz é condannata nel momento stesso in cui il Sig. Art Spiegelman afferma, per tramite del Sig. Alan Posener che, se si permette a “Charlie Hebdo” di blasfemare la religione musulmana, si dovrebbe poter anche blasfemare la religione dell’OlocaustoContinua a leggere

0977 – Legge “ultima chance”, i contrari: Massimo Fini…”ci mettiamo sullo stesso piano dei boia di Charlie”

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Il giorno 24.02.15 A. Masc. su “Il Fatto Quotidiano“, pone la domanda “E giusto il carcere per i negazionisti?” a due ebrei: fini massimo e colombo furio. Risposta pratica, elementare, normale, quella del fini, furiosa, incommentabile in quanto ideologica, quella del colombo (1). Questa che presentiamo è la risposta di fini (2). Olodogma

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E giusto il carcere per i negazionisti?

 Perché no

Così ci mettiamo sullo stesso piano dei boia di Charlie

di Massimo Fini

IL PREZZO DA PAGARE. Una democrazia deve accettare anche la parola che fa orrore o diventa totalitarismo. L’attacco ai vignettisti è stato contro idee che qualcuno giudicava repellenti . Il negazionismo è un reato che — come ogni reato d’opinione non dovrebbe esistere in una democrazia. Una democrazia è tale infatti quando accetta anche le visioni che le paiono più aberranti. Questo è il prezzo che paga a se stessa. Altrimenti — sindacando su cosa si può oppure non si può dire — si trasformerebbe in una teocrazia laica. Con il reato di negazionismo, oltretutto, si impedisce anche la ricerca storica. Lo studioso David Irving — reo di aver scritto un libro negazionista, anzi secondo me parzialmente negazionista — è stato arrestato nel 2005 in Austria e condannato a 3 anni di carcere (che poi conta relativamente se siano stati ammazzati 6 milioni di ebrei oppure 4, la gravità è nel fatto di essere uccisi in quanto ebrei, o palestinesi, o malgasci).
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